La poesia di Mario Gabriele è atetica, non-apofantica, pluritonica, varioritmica. Non dichiara se questo o quello è vero o falso, autentico o disautentico. Parte dall’assunto che i contrari sono il riflesso di una «non-presenza», di un Altro, di un Ologramma che non ha senso dire se sia vero o falso, autentico o disautentico. Esso è lì come Inganno e Reale. "Nella lingua non ci sono termini positivi, ma solo differenze", scriveva Saussure. È dal rapporto sincronico tra i vari termini, nel loro gioco differenziale, che si genera l’identità di una significazione. E la poesia di Mario Gabriele, nel suo scetticismo integrale, prende atto di questo gioco neutro delle differenze. Fa una poesia delle differenze e degli scarti. È il suo modo di costruire per "frammenti" e per "ologrammi".
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In viaggio con Godot
| Titolo | In viaggio con Godot |
| Autore | Mario M. Gabriele |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Il dado e la clessidra |
| Editore | Progetto Cultura |
| Formato |
|
| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 11/2017 |
| ISBN | 9788860929594 |
12,00 €
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