Il "Persiles" (1617), romanzo postumo al quale Cervantes lavorò fino agli ultimi giorni di vita, è l’ennesimo cimento dell’autore nella tradizione narrativa nota al suo tempo. Il terreno di confronto è il romanzo greco e l’interlocutore ideale è Eliodoro con le Etiopiche. Cervantes sfrutta a fondo il dispositivo del libro di avventure e, come gli è tipico, segue i personaggi lungo un doppio itinerario di parole che raccontano il mondo e al contempo indagano ragioni e scaturigine dell’arte. Nel viaggio che – tra Atlantico e vecchio mondo, Tule e Roma – compone in una traiettoria lo spazio occidentale noto al tempo, la protagonista femminile si confronta coi propri simulacri figurativi, che si moltiplicano e la pongono di fronte alla vertigine del doppio o la trasformano in una dea equorea che emerge naufraga dai mari. La politica imperiale, intanto, ha spostato il baricentro d’interessi dal Mediterraneo verso le nuove rotte; il mondo è cambiato e Cervantes ne coglie il drammatico significato politico.
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Le fatiche di Persiles e Sigismunda
| Titolo | Le fatiche di Persiles e Sigismunda |
| Autore | Miguel de Cervantes |
| Curatore | Giovanni Cara |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Editore | CLEUP |
| Formato |
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| Pagine | 828 |
| Pubblicazione | 05/2022 |
| ISBN | 9788854954823 |
€50,00
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