"Esiste qualcosa che, in mancanza d'altro nome, chiameremo 'il sentimento tragico della vita', che porta dietro di sé tutta una concezione della vita stessa e dell'universo, tutta una filosofia più o meno formulata, più o meno cosciente. Questo sentimento possono averlo, e l'hanno, non solo uomini individuali, ma interi popoli; è un sentimento che non nasce dalle idee, ma piuttosto le genera, sebbene dopo, è chiaro, queste idee reagiscano su di esso, fortificandolo. Può nascere da una malattia accidentale, da una dispepsia, per esempio, ma può anche essere costituzionale. E non serve parlare di uomini sani e malati. A parte il fatto che non abbiamo una nozione normativa della salute, nessuno ha provato che l'uomo debba essere per natura gioioso. C'è di più: l'uomo per il fatto di essere uomo, di avere coscienza, è già, rispetto all'asino o al gambero, un animale malato. La coscienza è una malattia".
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Del sentimento tragico della vita negli uomini e nei popoli
| Titolo | Del sentimento tragico della vita negli uomini e nei popoli |
| Autore | Miguel de Unamuno |
| Traduttore | Maurizio Donati |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Collana | Saggi e documenti del Novecento, 11 |
| Editore | SE |
| Formato |
|
| Pagine | 287 |
| Pubblicazione | 10/2020 |
| ISBN | 9788867235629 |
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