Dalla “carta dei servizi” dell’industriale Lombardi (ministro nel 1995), con lo studente-cliente e le lettere anonime per valutare gli insegnanti, tutto è diventato “normale”. Normale, con Berlinguer, pareggiare lacune in matematica con “crediti” in educazione motoria, la Gelmini che s’inventa un “tunnel dei neutrini” dall’Aquila alla Svizzera e la Fedeli, diplomata con un titolo triennale. Legittimo valutare gli studenti con quiz che trasformano la battaglia di Azio nella “battaglia di Anzio” o che i genitori aggrediscano gli insegnanti senza venir denunciati. Che il Ministero neghi i dati sul burn out e contra legem non faccia prevenzione, mentre faccia valutare i docenti da presidi mai formati o valutati e vieti gli scioperi più che nelle unità coronariche. Giacché per l’istruzione investono meno di noi solo Slovacchia, Romania e Bulgaria, con l’80% degli istituti fuori-norma sulla sicurezza e l’obbligo più basso d’Europa, si punta sul liceo scientifico a quattro anni e senza il latino. Un terzo degli insegnanti di sostegno non è specializzato. Il codice deontologico dell’istruzione pubblica è stato scritto da un cardinale. S’impedisce solo ai sindacati di base il diritto di assemblea durante le elezioni per la rappresentatività e s’impone a tutti i pensionati l’iscrizione ai sindacati di partito. Una riforma chiamata “Buona Scuola” demansiona abilitati per latino e greco a far supplenze nelle primarie, e destina un professore di matematica dove ne serve uno di lettere. I docenti sono relegati nel pubblico impiego ove gli “aumenti” contrattuali non possono superare l’inflazione “programmata”, retribuiti al livello più basso della UE e la metà dei coreani. Così è stata distrutta la scuola. Introduzione di Pino Aprile.
- Home
- Società, scienze sociali e politica
- Educazione
- La scuola distrutta. Trent'anni di svalutazione sistematica dell'educazione pubblica e del Paese
La scuola distrutta. Trent'anni di svalutazione sistematica dell'educazione pubblica e del Paese
| Titolo | La scuola distrutta. Trent'anni di svalutazione sistematica dell'educazione pubblica e del Paese |
| Autore | Stefano D'Errico |
| Introduzione | Pino Aprile |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Educazione |
| Collana | Eterotopie, 585 |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
|
| Pagine | 640 |
| Pubblicazione | 11/2019 |
| ISBN | 9788857560281 |
Libri dello stesso autore
La scuola rapita. Il covid e la dad. Il disastro educativo italiano
Stefano D'Errico
Armando Editore
25,00 €
Dalla continuità assistenziale alla prestazione medico generalista integrata
Stefano D'Errico, Cristoforo Pomara
Giuffrè
25,00 €
14,90 €
16,50 €
A 3.0: critica anarchica dell'antipolitica e della diseducazione. Attualità di Camillo Berneri
Stefano D'Errico
Mimesis
36,00 €
Give back. Storie di calcio socialmente responsabile
Mario Rucano, Stefano D'Errico, Valentino Cristofalo
Gianluca Iuorio Urbone Publishing
18,00 €
Chi ha cercato questo ha cercato anche...
La linea del 1000 e e altri strumenti per l'apprendimento della matematica
Camillo Bortolato
Erickson
14,80 €
La campanella non suona più. Fine dei sistemi scolastici e alternative libertarie possibili
Francesco Codello
Edizioni La Baronata
17,50 €
24,90 €
16,90 €

