Il diritto del signore, commedia andata in scena per la prima volta a Parigi nel 1762, è tra le opere dimenticate di Voltaire. Eppure, contribuì all'idea di uno ius primae noctis, che soprattutto a partire dalla polemica illuminista contro i privilegi feudali, è entrato nel senso comune come istituto davvero vigente nel passato, fino a interessare anche Freud. La commedia, ambientata nella Piccardia del XVI secolo, narra la vicenda di Acante, promessa sposa al ricco contadino Maturino, al centro di una girandola di vicende con protagonisti il Marchese du Carrage, signore dei luoghi e titolare di quel diritto, suo cugino de Gernance, il balivo Metaprose e altri aristocratici e popolani. Nella pièce Voltaire propone la sua critica ai diritti tramandati dal passato e alle magistrature, tema che avrebbe ripreso nel celebre Trattato sulla tolleranza, ma rappresenta anche un proposito di "ricerca della felicità", che di lì a qualche anno sarebbe stato codificato come diritto dalla Rivoluzione americana. La commedia costituì successivamente la traccia per Le Marriage de Figaro di Beaumarchais, Le nozze di Figaro di Mozart, e anche dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. Questa che si offre al lettore è la prima traduzione in lingua italiana.
Il diritto del signore o l'inciampo del saggio
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| Titolo | Il diritto del signore o l'inciampo del saggio |
| Autore | Voltaire |
| Curatore | C. Pontorieri |
| Collana | Ricercare, 47 |
| Editore | Orthotes |
| Formato |
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| Pagine | 178 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893145961 |

