Artemide: Arte e cataloghi
Bernini tradotto. La fortuna attraverso le stampe del tempo (1620-1720)
Benedetta Ciuffa
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 718
Questo volume intende colmare una vistosa lacuna nell'ambito degli studi berniniani e offrire un contributo inedito alla definizione critica della figura dominante del Barocco romano. Molto si è scritto su Gian Lorenzo Bernini, ma alla fama di questo artista non hanno contribuito solo le penne dei suoi sostenitori e detrattori, ma anche la circolazione delle stampe coeve, una sorta di "istantanee del passato" in grado di raggiungere «le più lontane nazioni»: incisori italiani e stranieri si sono confrontati con le opere del maestro, dando alla luce un gran numero di riproduzioni che le botteghe calcografiche romane, spesso in competizione tra loro, producevano con ritmi serrati per soddisfare le richieste di un vasto pubblico. La fortuna grafica delle opere del Bernini è documentata dall'ampio catalogo, che conta oltre cinquecento incisioni: una sorta di "Galleria Berniniana", circoscritta agli anni in cui l'artista è ancora in vita e ai decenni successivi. Il volume Bernini tradotto costituisce un repertorio insostituibile rivolto a tutti gli studiosi del Barocco e del suo più grande interprete. Presentazione di Tommaso Montanari e prefazione di Barbara Jatta.
Il «Sermone» di Pietro da Barsegapè. Indagini sul Codice AD XIII 48 della Biblioteca Nazionale Braidense
Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Marta mangini, Giuseppe Polimeni
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 338
"Dopo le segnalazioni degli eruditi del Settecento e la pubblicazione integrale a opera di Bernardino Biondelli (I 856), tra Ottocento e Novecento intorno al codice braidense si sono avvicendati studiosi che hanno lavorato a un'indagine sistematica, sia nella direzione del dibattito orientato all'edizione critica, sia in quella della descrizione della lingua. Rimasto ai margini delle antologie e dei canoni, in tempi recenti il Sermone è stato oggetto di una più approfondita analisi, volta a mettere in evidenza fonti, richiami, interferenze, offrendosi a un prezioso studio "di ritorno" che ha potuto portare in luce anche la persistenza di tasselli e di moduli nelle pieghe della letteratura religiosa a venire. Acquisiti i risultati messi a punto nel corso della storia della ricerca e i rilievi più recenti, la generosità di tre studiosi del Medioevo (Attilio Bartoli Langeli, Chiara Frugoni, Marta Mangini) rimette oggi al centro del dibattito il Sermone di Pietro, per un momento strappandolo alla piega di luce in cui si era, forse non del tutto involontariamente, adagiato. [...] Se il testo del Sermone è stato nella tradizione oggetto privilegiato della ricerca di chi si è occupato del manoscritto braidense, il volume che oggi si presenta vuole porsi, si crede per la prima volta nell'indagine su Pietro da Barsegapè, come studio complessivo di un codice: in questa prospettiva l'opera in versi, fulcro di tutta la discussione, dialoga con le miniature, con la materialità del manoscritto e, in filigrana, con il contesto storico e documentario". Il volume, curato da Giuseppe Polimeni, riproduce integralmente, in facsimile a colori, il Sermone di Pietro da Barsegapè (codice AD XIII 48) e riporta la classica "edizione" del 1891 di Carlo Salvioni.
Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, il costume e la moda dei secoli XIX e XX. Guida breve
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 96
Il villino Boncompagni Ludovisi, progettato nel 1901 da Giovanni Battista Giovenale (1849-1934), è un particolare esempio di architettura eclettica, espressione del gusto definito 'barocchetto romano' di inizio Novecento a cui si mescolano elementi Liberty. Edificato su incarico del principe Luigi Boncompagni Ludovisi, divenne dimora di un ramo della famiglia nobiliare. Nel 1995 divenne Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, il costume e la moda dei secoli XIX e XX, per dare compiuta attuazione alle volontà testamentarie della principessa Alice Blanceflor de Bildt e porre in rilievo l'arte decorativa dal 1900 al 1950. Il museo espone in maniera permanente gli arredi originali (poltrone, sedie, consolle di gusto rocaille, secretaire, vasi e suppellettili) e, a rotazione, le raccolte di oggetti d'arte decorativa, abiti e accessori di moda donati o acquistati al Museo.
Joseph Anton Koch nel 250º anniversario della nascita. Catalogo della mostra (Olevano Romano, 27 luglio-4 novembre 2018)
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 140
"Immediata e spontanea l'empatia di Koch con l'arroccato borgo degli Equi dove egli innalza la natura del luogo a categoria sacrale ed eroica che non è quella di Hackert, prodotto dell'illuminismo pittorico, né quella di Turner troppo anticipatrice per i tempi. Con Olevano e la sua gente si avvera l'epifania dell'arte di Koch favorita dalla sintonia con le comuni origini, la sposa olevanese, l'indole morale: una pastorale olevanese a prezioso suggello di un'arte, a suo modo, unica ed originale. Ad Olevano Koch rinnova l'incontro con la natura che aveva segnato i primordi della sua esistenza ma qui muta il contesto naturale, qui il dialogo si compie e si fa più serrato fino a proporsi quale dimora privilegiata dei propri miti, dei propri sogni. Ad Olevano, rustico autentico luogo dell'anima, Joseph Anton Koch darà l'avvio ad una piccola repubblica dell'arte dove tuttora, in virtù delle iniziative di un nucleo di cittadini illuminati che si riconoscono nel segno dell'AMO, aleggia lo spirito e il messaggio che hanno motivato nei secoli la presenza costante e numerosa di artisti, tedeschi in prima linea". Contributi di: Alberto Barsi, Silvano De Giusti, Pier Andrea De Rosa, Jörg Garms, Kira Kofoed, Marco Lodoli, Serafino Mampieri, Claudia Nordhoff, Domenico Riccardi, Valentina Rocchi.
Nuove scritture dall'Austria
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 135
"L'Austria di oggi si distingue in ambito letterario per la notevole produzione di opere da parte di giovani e giovanissimi autori. Sul fatto che la letteratura austriaca occupi un posto particolare nell'ambito della letteratura di lingua tedesca non vi sono dubbi dal punto di vista storico-culturale e storico-letterario. Nel dopoguerra anche scrittori come Ingeborg Bachmann e Thomas Bernhard si dichiararono appartenenti a una letteratura specificamente austriaca. Ma cosa contraddistingue questa specificità austriaca? Non sono tanto le particolarità tematiche o stilistiche quanto piuttosto il tono utilizzato, la spiccata consapevolezza della forma e della lingua, il giocare con le tradizioni e una pronunciata individualità. E non è un caso che la frase del cabarettista Karl Farkas, ripetutamente citata, sia oggi di nuovo diffusa: "A dividere i tedeschi e gli austriaci è la loro lingua comune". Anche il presente volume si ricollega alla teoria della specificità austriaca. Nuove scritture dall'Austria raccoglie 15 voci del panorama letterario dell'Austria contemporanea..." (Dalla presentazione di Elke Atzler)
Tracce di colore. Policromia di sculture in pietra nell'Italia tardomedievale. Studi e restauri
Eliana Billi
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 128
Anche l'Italia come i paesi d'oltralpe ha colorato nel Medioevo le sue sculture in pietra. Molti monumenti romanici e gotici della penisola conservano ancora le "tracce di colore" di cui nei secoli si era persa memoria. Da qualche decennio restauri rispettosi delle superfici in pietra restituiscono la voce alle finiture policrome che in origine rivestivano la scultura, colorandola in parte o interamente. L'analisi materiale delle coloriture ricostruisce il complesso processo tecnico di realizzazione, la scelta dei pigmenti e dei leganti, la preparazione delle superfici e infine la stesura del colore che completava la creazione della scultura e ne arricchiva le potenzialità espressive. In questo libro si presentano a confronto casi studio di monumenti tardomedievali dell'Italia centro-settentrionale.
I filosofi antichi nell'arte italiana del Seicento. Stile, iconografia, contesti
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 256
A partire dai pionieristici interventi di Werner Weisbach, Delphine Fitz Darby, Albert Blankert e Oreste Ferrari il tema dell'iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo ha ottenuto una progressiva messa a fuoco. In anni più recenti gli studi su molti pittori attivi in età barocca hanno rivolto nuova attenzione sull'argomento, ponendo in luce lo sviluppo del tema iconografico nell'opera di ciascuno di essi (si vedano soprattutto i casi di Salvator Rosa, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Pietro Testa, Giovanni Benedetto Castiglione, Pietro della Vecchia). Da tempo, tuttavia, la storiografia ha avvertito la necessità di una discussione di più schietta natura interdisciplinare. Accanto a nuove proposte attributive, il volume riflette sugli sviluppi di questo filone iconografico in alcuni dei maggiori centri italiani, tenendo conto anche di quanto andava svolgendosi in altri Paesi europei. La pluralità delle tematiche e la conseguente pluralità di approcci metodologici produce nuove aperture a confronti e visioni ampie e stimolanti. Nel volume, infatti, molteplici sono le questioni affrontate: dal rapporto tra iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo e modelli antichi, medievali e rinascimentali, sino al collezionismo e alla storia sociale di committenti ed artisti. L'analisi ravvicinata di alcune iconografie - Socrate, Democrito, Epicuro, Esopo, Cicerone - e la ricostruzione dei contenti per i quali le opere furono create ha fatto emergere notevoli novità. Il libro contribuisce alla conoscenza del fitto intreccio tra la produzione di opere raffiguranti filosofi antichi con le scelte culturali dei committenti nel più ampio contesto del dibattito filosofico e scientifico seicentesco.
Il mondo rappresentato. Metafora del viaggio e viaggi reali
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 350
Il volume prende le mosse dal convegno organizzato dalla Sovrintendenza Capitolina presso il Museo di Roma (Palazzo Braschi) nel dicembre 2014 con il titolo "I sogni nel cassetto. Metafora del viaggio e viaggi reali". Il cassetto è la "cassela" del pantoscopio, il popolare strumento con il quale, attraverso una funicella, si facevano scorrere le stampe ottiche per offrire agli spettatori l'opportunità di vedere luoghi sconosciuti, compiendo un viaggio immaginario. Da quelle giornate di studio sono derivati gli approfondimenti e i contributi oggetto di questo libro che affronta i diversi aspetti legati al tema del viaggio: dalla cartografia alla letteratura, dalle vedute ottiche ai diorami, ai panorami, alla fotografia, fino alle soglie del cinema. Le immagini che illustrano questo complesso percorso - esso stesso articolato come un viaggio - provengono dalle collezioni grafiche-fotografiche-pittoriche del Museo di Roma, del Museo di Roma in Trastevere, del Museo Napoleonico, del Museo del gioco e del giocattolo presso la Centrale Montemartini. La presentazione di un ricco apparato: iconografico, in gran parte inedito, rappresenta l'occasione per far conoscere a un più vasto pubblico la ricchezza delle raccolte comunali.
Ancient Cyprus, an unexpected journey. Communities in continuity and transition
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 244
Pietro Testa's «Alexander the great saved from the rive»
Stefan Albl
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 126
Cultura due. L'architettura ai tempi di Stalin
Vladimir Papernyj
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 302
"Questo libro ha alle spalle una storia che da sola merita attenzione e considerazione. Fra il 1975 e il 1979 Vladimir Papernyj lavorò a una tesi di dottorato presso l'Istituto Statale di Storia dell'Architettura di Mosca, nell'ambito del Dipartimento di Problemi Sociologici dell'Architettura Sovietica. L'Unione Sovietica brezneviana non accettò il suo elaborato sull'evoluzione delle tendenze che l'architettura socialista aveva sviluppato fra la nascita del Paese, dopo la Rivoluzione d'ottobre, e il rivolgimento staliniano degli anni Trenta e Quaranta. Troppo originale nel metodo, troppo provocatorio nella teorizzazione, troppo distante dal grigiore apatico che, in quegli anni, doveva caratterizzare ogni prodotto dell'arte e della cultura. Nel 1981 l'autore emigrò negli Stati Uniti e soltanto là, quattro anni più tardi, la sua dissertazione vide la luce in forma di libro, in lingua russa, per i tipi della casa editrice Ardis. Storica istituzione fondata dagli studiosi Cari ed Ellendea Proffer, specializzata nella pubblicazione di testi di letteratura e saggistica russa che l'URSS ritenesse non raccomandati e di cui non fosse opportuna la diffusione. A Los Angeles Papernyj, dopo avere insegnato Cultura russa alla University of Southern California, si concentro sull'attività di designer aprendo uno studio che riscosse riconoscimenti e stima universali, continuando a collaborare con istituzioni culturali e testate giornalistiche. Dopo il crollo del regime sovietico, nel 1996, la prestigiosa casa editrice NLO di Mosca ristampò il volume in terra patria, apportando debite correzioni e integrazioni. Nel 2002 la Cambridge University Press lo pubblicò in traduzione inglese col titolo: Architecture in theAge of Stalin. Culture Two. L'edizione italiana di oggi colma finalmente una grave lacuna nel nostro Paese e rende il dovuto omaggio a un testo fondamentale per chiunque si occupi di storia culturale sovietica. Non soltanto architettonica..." (Gian Piero Pirett)
All'ombra delle piramidi. La mastaba del dignitario Nefer
Maddalena Cima
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 63
La collezione Barracco, sapientemente raccolta per formare un “museo della scultura antica comparata”, comprende opere d’arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale. Per quanto riguarda l’arte egizia, alla quale Barracco dedicò la maggiore attenzione, la collezione comprende notevolissimi frammenti di scultura funeraria, come appunto la Mastaba del dignitario Nefer.

