Artemide: Proteo
Transito libero. Sulla traduzione della poesia
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2011
pagine: 184
Il volume presenta i materiali del Convegno sulla traduzione della poesia tenutosi a Siena nel 2007 per celebrare la laurea honoris causa conferita dall'Ateneo a Evgenij Michajlovic Solonovic, riconosciuto e premiato traduttore russo di poesia italiana. La prima parte raccoglie interventi di studiosi e poeti che affrontano il tema multiforme della traduzione poetica con approcci diversi, dal momento più strettamente teorico al resoconto dell'esperienza concreta, sulla base di testi diversi e di differenti passaggi linguistici (testi di Remo Faccani, Andrea Landolfi, Annalisa Cosentino, Barbara Ronchetti, Antonella Anedda, Antonio Prete, Maria Sebregondi, Stefano Dal Bianco, Duccio Colombo, Giacomo Magrini, Laura Barile, Mario Specchio, Antonio Melis). La seconda è dedicata in particolare a Giuseppe Gioachino Belli e al suo destino mondiale, e include, oltre ai testi di Alberto Olivetti e Carlo Pestelli, anche la traduzione russa e francese di alcuni sonetti romaneschi con cui Evgenij Solonovic e Jean-Charles Vegliante si sono sfidati a scherzoso "certamen".
Poesia austriaca dell'esilio
Alessandra Schininà
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2009
pagine: 160
Questo libro analizza la produzione lirica intorno al tema dell'esilio composta durante ma anche dopo il periodo storico-letterario della Exilliteratur in senso stretto, concentrandosi sull'area culturale austriaca. I nomi di autori austriaci dell'esilio più ricordati sono generalmente quelli di prosatori e romanzieri (St. Zweig, J. Roth, R. Musil, H. Broch, F. Werfel, E. Canetti). Meno presenti e soprattutto meno inseriti nel contesto della letteratura dell'esilio sono i poeti, forse perché più atipici rispetto all'immagine consueta e più proiettati in avanti con la loro produzione. Paul Celan, Rose Ausländer, Erich Fried, Theodor Kramer, Berthold Viertel, Ernst Waldinger, Paula Ludwig, Alfred Gong, Hugo Huppert, Felix Pollack e a suo modo Ingeborg Bachmann sono alcuni dei poeti di origine austriaca che hanno vissuto e scritto in e di un esilio andato ben oltre i limiti temporali dell'immediato dopoguerra, continuando spesso a muoversi senza sosta tra due o più paesi, tra due o più lingue.
La rappresentazione della realtà. Studi su Erich Auerbach
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2008
pagine: 232
Erich Auerbach (Berlino 1892) è stato un grande filologo tedesco. Nel 1929, prima di iniziare la carriera universitaria, pubblica un fondamentale studio sulla poesia di Dante e traduce in tedesco la Scienza Nova di Giambattista Vico. Per le sue origini ebraiche, Auerbach è costretto dai nazisti a lasciare la Germania, per rifugiarsi prima a Istanbul, dove trascorre gli anni della guerra e scrive il suo capolavoro Mimesis (1946), e poi negli Stati Uniti dove diventa professore all'Università di Yale. È morto nel 1957. Auerbach, è considerato uno dei maestri della moderna stilistica, fondamentale corrente della critica letteraria del secondo Novecento. Numerose sue opere sono state tradotte in italiano. Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, è una pietra miliare della letteratura comparata.
Heiner Müller. Per un teatro pieno di tempo
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2004
pagine: 160
Diari e lettere dall'Italia (1786-1788)
Johann Wolfgang Goethe
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2002
pagine: 416
Fra le pieghe del quotidiano. Sulle «crónicas» di Maria Judite de Carvalho (1968-1975)
Ada Milani
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2026
pagine: 172
Maria Judite de Carvalho (Lisbona 1921-1998) è una scrittrice ingiustamente dimenticata, autrice di un’opera che la critica elogia e il pubblico ignora. Se guardiamo al panorama critico in lingua italiana, tale oblio diviene ancora più profondo: della sua vasta e pluripremiata opera letteraria, sono stati tradotti due titoli soltanto (Gli armadi vuoti e Tanta gente, Mariana), entrambi editi con uno scarto di oltre cinquant’anni rispetto alle prime edizioni in lingua originale. Queste recenti pubblicazioni rappresentano un segnale positivo della ritrovata attenzione nei confronti di una delle scritture più singolari del Novecento portoghese, un’attenzione che, tuttavia, non è ancora stata accompagnata da una adeguata volontà di rivalorizzazione da parte della critica. Il presente studio intende dunque contribuire a colmare in parte questa lacuna. L’attenzione verterà sulle crónicas pubblicate sul “Diário de Lisboa” tra il 1968 e il 1975, ovvero negli anni del tramonto del regime estadonovista e della transizione verso la democrazia, mettendo in luce tematiche rimaste finora poco esplorate: il boom della motorizzazione privata e l’intensificazione delle opere edili che scuotono la città di Lisbona; le luci e le ombre della scienza moderna, l’inquinamento ambientale e alimentare; le figure invisibili, marginali e minuscole che popolano uno spazio urbano sempre più frenetico e che vengono fagocitate o, al contrario, espulse dagli ingranaggi della ormai fragile società portoghese di fine Estado Novo.

