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Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente

La via del non attaccamento. La pratica della meditazione vipassana

La via del non attaccamento. La pratica della meditazione vipassana

Dhiravamsa

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1980

pagine: 192

Approdato a Londra come bhikkhu buddhista in tutto e per tutto ligio all’ortodossia theravada, Dhiravamsa si rese conto che il mondo occidentale offriva un orizzonte culturale vasto e ricco, e che la meditazione buddhista, per infondere la propria linfa all’Occidente, aveva bisogno di eliminare tutto ciò che era legato a esotismi di stampo orientale. La verità si identifica con la vita stessa; vestire abiti religiosi, identificarsi con una tradizione specifica, significa creare un’illusoria frattura dualistica. Al culmine di questa ‘rivoluzione’ interiore, Dhiravamsa decise dunque di abbandonare l’abito monacale, e con esso ogni identificazione con una determinata tradizione religiosa. Da allora è invitato in tutto il mondo a condurre corsi di meditazione. Due sono i suoi principali influssi culturali: Krishnamurti e la psicologia occidentale. Il messaggio krishnamurtiano ha contribuito a infrangere gli angusti orizzonti del ‘provincialismo culturale’; l’influsso della psicologia occidentale è stato altrettanto importante, e si è concretizzato non solo nel linguaggio marcatamente ‘psicologico’ adottato da Dhiravamsa, ma anche nell’adozione di vere e proprie ‘tecniche meditative’ alternative a quelle orientali, desunte da una rielaborazione di diversi approcci psicoterapeutici, come i gruppi d’incontro, i gruppi reichiani o la terapia gestaltica.
15,00

Śiva e Dioniso. La religione della natura e dell'eros

Śiva e Dioniso. La religione della natura e dell'eros

Alain Daniélou

Libro: Libro rilegato

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1980

pagine: 232

Lo sivaismo, le cui origini risalgono a una lontana preistoria, differisce sostanzialmente dalla tradizione vedica ma l’ha profondamente influenzata per sfociare in quello che viene chiamato Induismo. Lo Sivaismo è una religione essenzialmente mistica e naturalista, considera il mondo come un tutto armonioso nel quale le piante, gli animali, gli uomini e gli dèi appaiono come i diversi aspetti della manifestazione della medesima sostanza divina. È dallo sivaismo che provengono la venerazione dei luoghi santi, degli alberi e degli animali sacri, ma anche le tecniche dello Yoga, le pratiche tantriche, le danze estatiche, l’impiego della musica come mezzo di contatto col mondo soprannaturale, il culto del fallo, l’uso di tecniche erotiche e orgiastiche come mezzo di progresso spirituale. Avendo studiato i testi e i riti dello sivaismo tantrico, Daniélou è stato colpito dai numerosi paralleli incontrati negli antichi culti dell’Egitto, della Grecia, del mondo pre-celtico. Di fronte all’identità dei riti, dei miti e delle pratiche del Medio Oriente, del mondo mediterraneo e celtico con quelli dello sivaismo, è divenuto evidente che sia dovuta esistere un’epoca, prima delle invasioni ariane, in cui queste diverse regioni partecipavano insieme all’India delle medesime credenze e della medesima religione.
18,00

Tantra in Tibet. La grande esposizione del Mantra segreto (parte prima). Volume Vol. 1
15,00

Dizionario dell'induismo

Dizionario dell'induismo

Margaret Stutley, James Stutley

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1980

pagine: XVI-548

Margaret e James Stutley, dopo vent’anni di ricerca e trascrizione, hanno dato vita a un’opera che è uno strumento indispensabile per gli studiosi dell’induismo, gli storici delle religioni e chiunque, in genere, guardi con interesse alla civiltà dell’India. L’induismo, come del resto altre religioni, fu in origine un tentativo di stabilire un rapporto con l’ambiente fisico in cui si muoveva l’uomo e, in seguito, con il misterioso mondo al di là di questo. Quindi, dopo aver creato un proprio orizzonte in espansione, esso riconobbe l’energia come il principio fondamentale della manifestazione: come fa oggi la scienza moderna. Questo dizionario offre dunque un’ampia visione dell’induismo, con tutta la sua trama di rituale, mitologia, credenze magico-religiose e tradizioni popolari, insieme a concetti come quelli di monoteismo e monismo. Gli innumerevoli dèi e dèe dell’induismo, creati dalla fertile immaginazione indiana, non sono, infatti, che rappresentazioni dei vari aspetti dell’esistenza. Il dizionario comprende circa 2.500 voci sanscrite, traslitterate, con il loro equivalente italiano, il genere del termine sanscrito, le relative spiegazioni e l’etimologia, ove possibile. Annessi al dizionario sono, inoltre, un indice degli argomenti in italiano con gli equivalenti termini sanscriti, e una vasta bibliografia.
42,00

Mère. Volume 2

Mère. Volume 2

Satprem

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1979

pagine: 304

Il primo volume della trilogia di Satprem su Mère, Il materialismo divino, descrive il cammino di Mirra Alfassa (Parigi, 21 febbraio 1878): dalla frequentazione della musica e della pittura (è amica di tutti i grandi impressionisti, da Renoir a Manet, da Rodin a Cézanne) alla passione per la matematica e per le scienze (sono i tempi delle equazioni quantiche di Max Planck, della scoperta di Einstein dell'equivalenza tra energia e materia), dallo studio delle filosofie delle religioni a quello dell'occultismo, dai soggiorni in Algeria agli anni trascorsi in Giappone, fino all'incontro con Sri Aurobindo nel 1914 e alla scelta definitiva, nel 1920, di lavorare accanto a lui, a Pondichéry. Ma un altro 'viaggio' si andava nel frattempo compiendo: quello che essa conduceva all'interno di sé. Non in mistiche spiritualità, bensì proprio all'interno del corpo, nella Materia, fino in fondo alle cellule, alla ricerca di quel 'terribile nodo' della vita con la morte. Nel 1950, Sri Aurobindo passa 'dall'altra parte' e Mère, a 73 anni, resta sola davanti al 'Problema da risolvere', come lei lo chiamava: quello, appunto, della morte. La nuova specie comincia qui. Queste pagine sono il partecipe resoconto dell'avventura di Mère, singolare testimone, o - se si vuole - prototipo evolutivo, della trasformazione della specie Homo sapiens in qualcosa d'altro e di diverso dell'uomo.
18,00

Zen radicale. I detti del maestro Joshu

Zen radicale. I detti del maestro Joshu

Yoel Hoffmann

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1979

pagine: 168

Il grande maestro zen giapponese D?gen dichiarò che "non ci fu un J?sh? prima di J?sh? e non ci fu un J?sh? dopo J?sh?". Quale fu il suo messaggio? Il suo messaggio era che non c'è alcun messaggio, che il mondo, con tutto ciò che contiene, non è né buono né cattivo, né santo né dannato; che non è nulla al di là di se stesso. J?sh? rifiutava i concetti astratti come 'Via', 'Verità', o 'il Buddha'; quando gli viene chiesto: "Chi è J?sh??", lui risponde: "un rustico"; ed è proprio ciò che è: un contadino cinese. J?sh? afferma ripetutamente di non avere nulla da insegnare; interrogato sulla persona 'purificata' risponde: "Da me non c'è posto per questo stupido". E quando gli viene chiesto quale sia il 'Buddha più alto di tutti', indica con la mano il campo e dice: "L'uomo che guida i suoi buoi, è lui". Quali che siano gli influssi culturali che hanno modellato le sue idee, il suo insegnamento non può e non deve essere visto come un sistema filosofico o magari anti-filosofico. Ognuno dei 458 episodi riportati in questo libro è un'espressione diretta della sua via. Se qualcuno può sembrare bizzarro, è perché la sua via è così estremamente semplice e così assolutamente chiara che troviamo difficile capirla. Dobbiamo sempre ricordare che J?sh? dice quel che dice senza un 'motivo' particolare. Non c'è un bisogno particolare di 'capire'.
13,00

La sintesi dello yoga. Volume Vol. 1

La sintesi dello yoga. Volume Vol. 1

Aurobindo (sri)

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 260

18,00

La sintesi dello yoga. Volume Vol. 2

La sintesi dello yoga. Volume Vol. 2

Aurobindo (sri)

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 236

Sri Aurobindo riscopre sui testi sanscriti originali il vero spirito dei Veda. Nella Sintesi dello Yoga il volo della sua intuizione interiore mette in luce la sintesi o l'essenza universale di tutti i rami delle scuole e degli insegnamenti yoga, tentandone una grandiosa visione d'insieme che gli permette di ricondurre ad unità le sparse membra e le contraddittorie tendenze di questa augusta tradizione, in cui sembra riassumersi tutta la sapienza religiosa e filosofica dell'India. La Sintesi dello Yoga, di cui questo secondo volume è dedicato allo Yoga della conoscenza integrale, non ha niente in comune con volumi didattici del genere, ma svolge, con libero volo creativo, una elevatissima visione del mondo, prevalentemente sulla scorta della Gita, che parte dall'intuizione centrale di tutto il Vedanta indiano. Riconoscere Dio, il Brahman, la proiezione del Brahman in ogni momento, zona o parte dell'universo, e quindi tutto l'universo e ogni suo elemento e momento come Divino, sentire dunque la divina musica di questa presenza e identità di ogni creatura e parte dell'universo, spingendo alle ultime conseguenze logiche il pensiero teologico orientale e occidentale, questa fu sempre l'esaltante parola dell'Induismo nella sua forma yogica e vedantica, che nulla respinge ma ama tutte le forme di vita, fede e pensiero della natura e dell'uomo come momenti più o meno velati dell'Uno.
16,00

Bhagavadgita

Bhagavadgita

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 468

La Bhagavad-Gita, o Canto del beato, costituisce con le Upanishad e il Brahma Sutra il cosiddetto triplice canone dell'ortodossia hindu. È un'opera in versi - di alto valore letterario e filosofico - inserita, in un'epoca imprecisata, nel grande poema epico indiano Mahabharata ("La grande storia dei Bharatidi"). Pur appartenendo al poema, ha una sua propria storia, in quanto è dovuta, con molta probabilità, ad autore o autori diversi, di cui si ignora l'identità. Incerta è anche l'epoca in cui l'opera fu composta, anche se si tende a stabilire la data di composizione del nucleo originario intorno al V secolo a. C. L'importanza di quest'opera è duplice: poetica e speculativa. Da questo punto di vista la Gita rappresenta il punto d'incontro di diverse correnti filosofiche ed è stata perciò interpretata assai variamente dai filosofi indiani che l'hanno studiata e dai critici occidentali. Testo sanscrito con saggio introduttivo, note e commento di Sarvepalli Radhakrishnan. Traduzione con note e commentario di Icilio Vecchiotti.
25,00

La dottrina buddhista della totalità. La filosofia del buddhismo Hua Yen
20,00

I libri buddisti della sapienza. Sutra del cuore. Sutra del diamante

I libri buddisti della sapienza. Sutra del cuore. Sutra del diamante

Edward Conze

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 104

Duemila anni fa sia il Mediterraneo che l’India attraversarono un periodo particolarmente creativo, che vide gli scritti degli ebrei sulla Chochma, degli gnostici sulla Sophia e dei buddhisti sulla Prajñaparamita, o ‘perfezione di sapienza’. La letteratura sulla Prajñaparamita è composta da trentotto libri differenti, elaborati in India tra il 100 a. C. e il 600 d. C. Trenta generazioni di buddhisti in Cina, Giappone, Tibet e Mongolia hanno isolato due libri come i più santi dei santi: il Sutra del diamante, o, più propriamente, la “Perfezione di sapienza che taglia come un diamante”, e il Sutra del cuore, ovvero il Sutra che contiene il vero ‘cuore’, ‘fondamento’ o ‘essenza’ della sapienza, ambedue composti nel IV secolo d. C. Gli autori di queste opere erano certamente ben consapevoli che il linguaggio è inadatto a esprimere la profondità di una sapienza il cui fine è arrivare alla totale estinzione dell’io. Ciò nondimeno, i saggi dell’antichità hanno pensato che valesse la pena tentare persino l’impossibile, e forse un qualche beneficio ne verrà nel mettere a disposizione del distratto mondo di oggi la loro opera.
11,00

Yoga, metodo di reintegrazione

Yoga, metodo di reintegrazione

Alain Daniélou

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 164

La caratteristica essenziale della filosofia yoga è il disprezzo dell'intelletto. La concezione dualista cristiana dell'essere umano diviso in corpo e anima tende a lasciare l'uomo in balia della schiavitù della mente, di assurde speculazioni teologiche e di discipline morali arbitrarie, che sono i mezzi più efficaci per mantenerlo schiavo e impedirgli di avvicinarsi alla realtà trascendente. Per comprendere lo yoga e le sue tecniche, è essenziale ricordarsi che l'incessante movimento del pensiero cerebrale costituisce la cortina di nebbia che ci nasconde il divino. I piaceri del gusto, dell'olfatto, del tatto, della vista, dell'udito, del sesso, possono invece portare a una percezione dell'armonia divina tramite gli esseri e le cose. Ed è in questo nostro corpo, alle radici stesse del godimento e non del pensiero, che possiamo raggiungere il principio creatore del mondo. Sono tecniche corporali che ci permettono di esplorare nel più profondo di noi stessi quell'assoluto di cui noi non siamo che manifestazioni frammentarie. I metodi dello yoga possono sembrare sorprendenti e perfino urtanti all'occidentale, prigioniero della sua concezione della superiorità dell'intelletto, e che ha difficoltà a comprendere che il godimento se non è proprio la realizzazione del divino ne è una prima immagine, e che basta andare al di là del piacere per trovare la beatitudine.
14,00

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