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ABE

I tre mesi di Carlo V a Napoli. L'imperatore nei manoscritti inediti del notaio Castaldo
44,00 €

Diari di Napoli. I manoscritti inediti del notaio Antonino Castaldo

Diari di Napoli. I manoscritti inediti del notaio Antonino Castaldo

Antonino Castaldo

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 116

Si è sempre detto che a dare inizio alla Historia di Napoli sia stato il notaio Antonino Castaldo
44,00 €

Luis Álvarez de Toledo y Osorio. Luigi di Toledo

Luis Álvarez de Toledo y Osorio. Luigi di Toledo

Sabato Cuttrera, Diego Torrecuso

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 116

Il tramonto dei giganti verso il riordine vicereale
44,00 €

Il cardinale Pacecco. Pedro Pacheco Ladrón de Guevara (1553-1556)

Il cardinale Pacecco. Pedro Pacheco Ladrón de Guevara (1553-1556)

Sabato Cuttrera, Diego Torrecuso

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 116

Il regno affonda tra obbedienza a Roma e fedeltà all'impero
44,00 €

La verità è scalza di parole

La verità è scalza di parole

Francesco Baldassarre

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 124

"Giacomo Leopardi, ricordato negli anni scorsi con il film "Il giovane favoloso" del regista Mario Martone, conserva tutto il
15,00 €

I mazziniani e la caduta di Benevento 1860. Liberali e Dragoni scippano l'enclave al re

I mazziniani e la caduta di Benevento 1860. Liberali e Dragoni scippano l'enclave al re

Arturo Bascetta

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

I moti del 1848 sono stati definiti "l'inizio delle rivoluzioni", perché misero in questione le strutture monarchiche in tutta
39,00 €

De bello neapolitano

De bello neapolitano

Giovanni Pontano

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 180

"Cara lettrice, caro lettore
44,00 €

Terremoto di Napoli e cronache del 1538: l'anno del sisma più spaventoso che sconquasso il Golfo di Pozzuoli, nelle cinquecentine e nei manoscritti del notaio Castaldo
49,00 €

Bona Sforza, la Regina di Polonia (e famiglia). La sovrana che divenne famosa in Lituania (Bielorussia)

Bona Sforza, la Regina di Polonia (e famiglia). La sovrana che divenne famosa in Lituania (Bielorussia)

Malwina Adamczyk, Virgilio Iandiorio

Libro: Libro rilegato

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 172

Sebbene l'Italia fosse lontana dalla Polonia, ai tempi di Bona Sforza le persone si spostavano come oggi. Naturalmente valeva la stessa regola: o si avevano abbastanza soldi, tempo o le giuste conoscenze per poter viaggiare, ad esempio, come cortigiano. Tuttavia, dal punto di vista di una giovane donna con conoscenze da creare, era un po' diverso; significava essere notata da qualcuno a corte e poi combinare un matrimonio con qualcuno molto più anziano, più esperto, a volte vedovo, e spesso proveniente da un'altra regione o da un'altra parte del mondo. Questo, nel complesso, significava spesso che una giovane donna entrava in contatto con usanze e culture completamente nuove. Spesso, le giovani donne che da quel momento in poi sarebbero diventate regine non vedevano più le loro famiglie o i luoghi da cui provenivano, dovevano adattarsi rapidamente alle nuove condizioni, che lo volessero o no. E qui dobbiamo essere grati che le cose siano andate come sono andate, perché grazie a ogni storia come questa, la corte di ogni re si è arricchita non solo di un nuovo volto a tavola. Potrebbe sembrare strano che Polonia e Italia abbiano qualcosa in comune. Beh, in effetti, parecchie cose. L'architettura, la cucina polacca, la lingua, i costumi e molte altre cose mostrano l'influenza di una donna straordinaria giunta in Polonia dall'Italia. Oggi, definiremmo la regina Bona una donna molto emancipata, intelligente e ambiziosa, come per i suoi tempi. Doveva avere una personalità forte che le permettesse di stare al passo con la nuova lingua, l'ambiente, i costumi, la cultura, il paese, qualcosa di completamente nuovo e diverso da quello in cui era cresciuta. Dovette anche imparare a sopravvivere e a rafforzare la sua posizione in un nuovo luogo. A vent'anni divenne moglie di Sigismondo I il Vecchio della dinastia Jagellonica (1467-1548), re di Polonia e Gran Duca di Lituania. Fu una regina molto popolare non solo in Polonia, ma anche in Lituania e nell'odierna Bielorussia.
39,00 €

I due ducati di Napoli e Gaeta. Spunti e fonti per una storia dell'alto medioevo

I due ducati di Napoli e Gaeta. Spunti e fonti per una storia dell'alto medioevo

Antonio Vito Boccia, Gennaro De Crescenzo

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 194

La storia e i destini di Napoli e Gaeta sono stati spesso accomunati "nella buona e nella cattiva sorte", secolo per secolo
36,00 €

Meta. Velieri, pellegrini e santi

Meta. Velieri, pellegrini e santi

Gabriella D'Aiuto

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2026

pagine: 128

"Ed eccoci a Meta, dentro il percorso lungo e largo di una vita, inseguendo la vivacissima e dolce memoria innamorata di Gabri
30,00 €

Atripalda, come eravamo: genealogia, cognomi e toponomastica di 300 anni fa nell'ex «Civitate Avellino» capoluogo della nuova Irpinia

Atripalda, come eravamo: genealogia, cognomi e toponomastica di 300 anni fa nell'ex «Civitate Avellino» capoluogo della nuova Irpinia

Arturo Bascetta

Libro: Libro rilegato

editore: ABE

anno edizione: 2025

pagine: 132

A partire dalla Rubrica I. del Catasto Onciario, come segue, il lettore troverà in ordine alfabetico, per nome di capofamiglia (compresi i pochi toponimi che inizialmente si presentavano illeggibili), i fuochi con l'età di ogni singolo componente dalla seconda metà del Settecento. Poi, in ordine progressivo, le chiese, le vedove, i forestieri, etc (II, III...). Questo sistema permetterà, a chi volesse approfondire le notizie relative alla propria casata, di individuare nell'immediato tutti coloro che portano il proprio cognome (senza trascurare di visionare la lettera "d" per gli apostrofati avulsi) e di risalire subito alla data di nascita di ogni abitante. Si tratta della bobina n.4557, conservata presso l'Archivio di Stato di Napoli, da cui il gruppo di studio ha tratto le schede su cui si basa questo lavoro. In ogni scheda sono stati riportati i dati trascritti nell'appendice che segue. Atripalda appare un po' come i quartieri di Caserta, fatta esclusione di Torre, dove vivono comodamente quelli che possiedono un vero palazzo e quelli che si trovano citati nelle varianti del Catasto capuano col titolo di nobili viventi che vivono di entrate o annue entrate. Per il resto sono quasi tutti braccianti. In pochi rappresentano la figura del ricco che vive nobilmente, altrimenti detto nobile cittadino o nobile uomo, distinguibile dalla massa perché vive del suo. Uomini nobili che diventano magnifici appena entrano nell'amministrazione della Cosa pubblica dell'Università comunale per vivere civilmente, cioè di rendita. Il Catasto di Atripalda tende alla chiarezza e non è difficile, sebbene sia complesso, leggerlo in ogni sua parte, perfino nelle sottili sfumature che ci hanno portato toponimi ormai in disuso e ad interpretare tutti quelli punteggiati com l'Att.° per attuario. Talvolta ciò è accaduto anche per i nomi propri, come nel caso di Agnese, Caterina, Salvatore, Giuseppe, Giovanni, Giovannibattista, Biagio e Tommaso, lasciati nella versione di Agnesa, Catarina, Salvadore, Gioseppe, Gio:, Gio.batta, Tomase e Biase. Non per questo si sono evitati sempre errori, sebbene con nomi del tipo Marzia o Mattia; in alcuni casi, è davvero difficile capire se si tratti di un maschio o di una femmina per la sottile differenza fra r e t del compilatore, di una F o di una T nella forma originale. Oppure di Catarina così trascritta. Alla D. è stato quasi sempre eliminata la punteggiatura trascrivendo direttamente il Don o Donna onde evitare equivoci. Idem con la N.ro del Notaro, o nel caso dei Priv., ove si è sempre inteso privilegiati, come per il M.°, indicato per magnifico nel caso di un ricco, oppure per mastro se si è trattato di un artigiano e terminava in ro, cioè M.ro seguito dalla relativa specifica, così per Sac. oppure S. divenuto direttamente sacerdote.
39,00 €

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