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ABE

Il pazzo di Bonito. Il giornale di Cassitto e Ciani. Un pezzo di Napoli del 1866 (giornale bisbetico umoristico politico di Luigi Cassitto e Odoardo Ciani)

Il pazzo di Bonito. Il giornale di Cassitto e Ciani. Un pezzo di Napoli del 1866 (giornale bisbetico umoristico politico di Luigi Cassitto e Odoardo Ciani)

Gianna Capozzi

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2017

pagine: 184

Questo viaggio nella seconda metà del 1800 mette in contraddizione la politica delle beghe locali con i grandi fatti che accadevano in Italia, grazie agli articoli redatti nella casa di Bonito di un grande del regno di Napoli com e Luigi Cassitto coadiuvato da collaboratori come i Ciani. Lo spaccato che ne viene fuori è quello della povertà materiale che si scontra con la ricchezza morale. Da leggere e da commentare le foto delle pagine di questo primo giornale di cui si riescono a leggere oltre i titoli anche diversi brani nonostante le ingiurie del tempo, sagacemente salvati dalla scrittrice Gianna Capozzi in questo percorso che ripropone al pubblico anche la vita e i mestieri, con tanto di nomi e cognomi, dei bonitesi del 1800.
22,00 €

Riforma giudiziaria e diritto pubblico. Trattato di Odoardo Ciani pretore di Sala Consilina

Riforma giudiziaria e diritto pubblico. Trattato di Odoardo Ciani pretore di Sala Consilina

Odoardo Ciani

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2017

pagine: 136

"Odoardo Ciani, primo di tre maschi, nacque a Bonito, il 18 dicembre 1837, dal giovane avv. Antonio e la Nobil Donna Teresa Capozzi, discendente della nota famiglia di nobili e patriottiche origini ben radicata a Bonito e in tutta la ex baronia, specie nel Rinascimento, ai tempi del Ducato papalino di Ariano Irpino. Ciani è noto per le sue opere, che stiamo ripubblicando in questa collana a cura della scrittrice Gianna Capozzi, nelle cui vene scorre il medesimo sangue di un personaggio così poliedrico".
12,00 €

Il pazzo di Bonito. Il giornale di Cassitto e Ciani. Un pezzo di Napoli del 1866 (giornale bisbetico umoristico politico di Luigi Cassitto e Odoardo Ciani)

Il pazzo di Bonito. Il giornale di Cassitto e Ciani. Un pezzo di Napoli del 1866 (giornale bisbetico umoristico politico di Luigi Cassitto e Odoardo Ciani)

Gianna Capozzi

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2017

pagine: 180

Questo viaggio nella seconda metà del 1800 mette in contraddizione la politica delle beghe locali con i grandi fatti che accadevano in Italia, grazie agli articoli redatti nella casa di Bonito di un grande del regno di Napoli come Luigi Cassitto coadiuvato da collaboratori come i Ciani. Lo spaccato che ne viene fuori è quello della povertà materiale che si scontra con la ricchezza morale. Da leggere e da commentare le foto delle pagine di questo primo giornale di cui si riescono a leggere oltre i titoli anche diversi brani nonostante le ingiurie del tempo, sagacemente salvati dalla scrittrice Gianna Capozzi in questo percorso che ripropone al pubblico anche la vita e i mestieri, con tanto di nomi e cognomi, dei bonitesi del 1800.
22,00 €

L'Irpinia, Fulsula E Melae. Brani Di Odoardo Ciani. Volume 3

L'Irpinia, Fulsula E Melae. Brani Di Odoardo Ciani. Volume 3

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2016

pagine: 96

Nel menzionato testo irrompe sulla scena del tempo, l'evento della rivoluzione francese. È proprio questo fatto eccezionale a sprigionare ideali di libertà, di uguaglianza, di fraternità, che cattura l'autore. Sono ideali questi tanto amati e praticati dal bonitese. L'amore per la nazione, per la patria vanno così sempre ad alimentare l'arte di Ciani. Anche l'inno a Vittorio Emanuele re d'Italia (del 1867) va letto in quest'ottica non come semplice omaggio alla famiglia Savoia, ma come gratitudine per quel nobile aver concorso a dar vita ad una difficile e complessa unificazione della penisola. Ma occorre precisare che su tutto prevale nel nostro il bruciante e tenero amore per la sua piccola patria: Bonito, e per l'Irpinia ritagliata dentro un'appartenenza sempre più ampia. In questo prospettiva va anche rivisitata la scrittura del testo "Gli uomini illustri della famiglia Ciani": uomini che hanno goduto e godono ampia e meritata fama per straordinarie qualità ed opere egregie.
15,00 €

Odoardo Ciani. Il padre, la madre, gli illustri. La famiglia Ciani-Capozzi di Bonito

Odoardo Ciani. Il padre, la madre, gli illustri. La famiglia Ciani-Capozzi di Bonito

Gianna Capozzi

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2016

pagine: 96

"La memoria di questi uomini scrive il Nostro: "Mi fa onore ancora e ogni uno dei loro discendenti sia fortunato di rimirare in essi, della Virtù vera quale monumento" in un tempo in cui quest'ultima tende a scomparire o a essere ridotta kantianamente a una sola: quella dell'obbedienza all'imperativo categorico formale, privo di contenuti. Meritoria è l'opera dunque della scrittrice discendente dai Ciani, Gianna Capozzi, che con umiltà ha raccolto le memorie di questo "Grande" legato alle radici della sua Bonito lasciando intendere che senza il passato non c'è alcuna speranza, non c'è futuro. Per questo la figura di Ciani è patrimonio di valori, da incarnare, da vivere, da consegnare alle future generazioni." (Prof. Fausto Baldassarre, Filosofo)
15,00 €

Vico Equense nel 1754. La provincia di Terra di Lavoro

Vico Equense nel 1754. La provincia di Terra di Lavoro

Arturo Bascetta

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2016

pagine: 112

Gli eletti dell'Università popolano la nuova Piazza dell'Annunziata; S.Maria delle Grazie ricostruita fuori le mura: S.Maria in Punta a Mare; Borgo Vico al Vescovato: i ricchi Savarese, Capozzi, Fucito, e 100 altri; La Via dei Mulini: S.Maria del Toro, due Trinità e Pozzillo; Il Casale di San Ciro e la SS.Ciro e Giovanni (1610) patroni; Casali nuovi: Bonea e S.Giovanni detta S.Maria Visita Poveri; Massaquano e S.Francesco sui ruderi di S.Maria a Chiea; Casale S.Salvatore fra Grotta del Romito ed Avigliano; S.Michele al M.Faito, coi Casali di Patierno, Moiano, S.Renato al Castello; Casale Ticciano con l'Estaurita che esponeva la s.Croce e S.Angelo; S.Andrea a Preazzano, il casale degli Staiano; Casale Arola con la Chiesa: S.Antonino sul Monte Comune; Fornacella coi SS.Pietro e Paolo e l'Eremo dei Camaldolesi; Casale Pacognano con la chiesa, un reverendo ed un forestiero; S.Maria Vecchia di Seano e la discesa alla Marina di Equa; Casale Montechiaro e la Cappella di S.Maria a Petrignano.
24,00 €

La corriera azzurra. Viaggio a Sant'Angelo a Scala

La corriera azzurra. Viaggio a Sant'Angelo a Scala

Oscar Ciriello

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2016

pagine: 112

È un romanzo breve, anzi un raccontato. I protagonisti ci sono tutti: il ragazzo e il professore, anzi lo scugnizzo e il signore, o forse il musicista e il cantante, il viaggiatore e il cicerone... ognuno vede e si ritrova in chi vuole, nel nero o nel bianco, nel giovane o nel vecchio, nella pittura o nella scultura, nella realtà o nella fantasia. Dalla penna di Ciriello nasce così questo viaggio in un paesino sperduto dell'Irpinia dove ebbe i natali Papa Paolo IV Carafa, il papa più terribile della storia...
15,00 €

Gisulfo principe dei giudei della scuola medica salernitana. L'epopea degli Armeni e della Longobardia minor distrutta dai Normanni Slavi del Guiscardo

Gisulfo principe dei giudei della scuola medica salernitana. L'epopea degli Armeni e della Longobardia minor distrutta dai Normanni Slavi del Guiscardo

Arturo Bascetta

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2014

pagine: 112

I Longobardi di Salerno, riuniti dal Principe Gisulfo esule nel 1066, insieme ai bizantini dell'Imperatore d'Oriente e all'Imperatore d'Occidente, cacciarono gli slavi del Nord-Est del Guiscardo da Roma insieme all'alleato Papa che lo seguì a Salerno (dove rimasero relegati). I Longobardi Salernitani, riuniti da Gisulfo fondarono nel triangolo, Cimitile - Sarno Minori Amalfitana, (Na) - la Contea Italia in Regno di Enrico IV di Franconia seguendo una sola religione: quella evangelica degli Armeni di Nicea, Scuola medica salernitana, sposata dai Giudei di rito ebraico, che divenne la religione ufficiale di Roma, del Regno e della Contea 'Italia' di Gisulfo fino all'anno 1090 quando Enrico fissò i diritti degli ebrei di Worms, prima della nascita valdese. Gisulfo fondò il Principato, fu su Amalfi nel 1088 e arrivò a creare una nuova Longobardia Minor con a sede a Minori, cacciò il Papa da Salerno e fondò il Principato Citra, fece fuori i Normanni Slavi del Guiscardo a S. Angelo dei Lombardi e fondò il Principato Citra II con a sede l'arcidiocesi del Goleto. Il terremoto del 1088 e il ritorno del Papa che fondò Civitate Dei, la Città di Dio. Rinasceva la Repubblica di Amalfi dei cristiani.
26,00 €

Giovanni De Paula. Medico credente pellegrino

Giovanni De Paula. Medico credente pellegrino

Maria Rosaria Del Guercio

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2013

pagine: 80

Questo agevole volumetto ripercorre la vita e traccia un profilo della figura di Giovanni De Paula grazie a Maria Rosaria del Guercio che ha raccolto le testimonianze di amici del famoso medico dei poveri. Il testo si avvale delle testimonianze di Fausto Baldassarre, delle recensioni della Gazzetta dei Morresi Emigrati, di Francesco Grippo, di Raffaele Masi, di Gaspare Vittorio Sassani, di Alfredo de Luca, di Francesco De Rogatis. La pubblicazione si è avvalsa del patrocinio della Pro Loco di Morra de Sanctis e del benestare della famiglia di Morra de Sanctis, ma anche dei tanti amici che lo conobbero a Montefalcione.
14,00 €

Juana la pazza. Giovanna di Castiglia e d'Aragona. La regina spodestata dal marito Filippo il Bello e dal padre re Ferdinanado il Cattolico

Juana la pazza. Giovanna di Castiglia e d'Aragona. La regina spodestata dal marito Filippo il Bello e dal padre re Ferdinanado il Cattolico

Arturo Bascetta

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2008

pagine: 64

Ereditò dalla madre il più vasto Regno del mondo conosciuto e sposò Filippo il Bello, il Principe che ogni dama avrebbe voluto. Ma ebbe il destino avverso e fu tradita e allontanata dal governo dei suoi Stati, sia dal padre, Ferdinando d'Aragona, che dal marito. Giovanna, Regina di Castiglia e di Napoli, non era debole, ma fu dichiarata insana di mente e passò alla storia con l'infamante appellativo di Giovanna la Foule, la Loca, la Pazza. Eppure, alla morte della madre Isabella la Cattolica, e alla morte del padre, amministrò i Regni da sola. I documenti citati in questa colorita biografia la danno più volte sul trono di Barcellona. Forse non vide mai Napoli, ma le monete rinvenute, i suggelli che ne recano il nome e gli atti firmati dai notai, garantiscono l'impegno profuso per il suo popolo. Non fu capita. Maltrattata, rinchiusa e dichiarata pazza, specie per il grande amore nutrito per il Bello, cominciò davvero a dare segni di squilibrio e ne dissotterrò il cadavere pur di riaverlo. Giovanna, da religiosa, condannò i preti e le torture e dimostrò di essere l'unica Regina liberale.
24,00 €

Eleonora d'Aragona e Costanza di Capua. Le due mogli napoletane di Ercole d'Este duca di Ferrara

Sabato Cuttrera

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2025

pagine: 228

"Questo libro contiene più di una storia da leggere d'un sol fiato, sembra un romanzo, ma non lo è. E nella vicenda dello Zio della sposa che ama la nipote, sfidato a duello da Ercole, c'è tutto il Rinascimento da leggere, da gustare, da amare. Come tutte le cose belle che finiscono presto, non pote' quella vicenda protrarsi alla lunga, specie per una serie di pettegolezzi che portarono il fatto a conoscenza dello zio della ragazza, il quale si infatuò anch'egli della bella nipote, peggiorando la posizione degli sposi segreti. - Fra tanto la cameriera piena di dolore per essere stata per il favore che la sua nemica aveva con Altobella licentiata, desiderando di ritornare alli servigi della padrona, pregò e fe' pregare il signor Galeazzo Pannone che si fosse interposto con sua sorella a volerla pigliare massimamente che per leggiera occasione era stata licentiata. Non mancò Galeazzo di passar l'officio con sua sorella, acciò la pigliasse in sua casa, ma tutto fu in danno per causa del favor che teneva con quella, la sua nemica. E perché era alquanto appariscente e di vista, Galeazzo portò gl'occhi addosso, fece pensiero di tenerla a suo piacere, massimamente che viveva da soldato senza donna in casa. Era Galeazzo bravo e coraggioso et a più d'una prova s'era fatto conoscere per tale. Onde appresso del Re Alfonzo era salito in grand'estimazione e da quell'haveva ricevuto molte onorate mercedi. Posto dunque ad effetto il suo pensiero, se la prese in sua casa, godendola amorosamente e con gran piacere di quella, la quale non contenta degl'abbracciamenti del padrone, volle assaggiare quelli d'un servo che Galeazzo teneva fra gl'altri al suo serviggio. Di fiorita gioventù di maniere, e di volto gratioso e bello a paro di qualunque altro col quale scherzando licentiosamente più di quello si conveniva, diede materia a Galeazzo di accorgersi de loro amori, e non volendo incrudelire contro di loro amori, fattole insieme sposare, se li tolse di casa. Fra tanto Galeazzo teneva stretta prattica con Altobella, sua sorella, di conseguire per sposa a Costanza e tenendo il matrimonio per sicuro, n'aveva anco procurato la dispenza da Nicolò V Sommo Pontefice qual'esso Galeazzo era caro per molti serviggi a pro della chiesa prestati, ma benché sua sorella avesse condisero al matrimonio, con tutto ciò trovò tanta repugnanza la cagione, stava il più confuso e malcontento uomo del mondo. E la povera Costanza vedendosi da sua madre, perseguitata a volerla forzare a sì fatte nozze, si può considerare come stasse dolente. Per la qual cosa ne cadde infermo a letto con pericolo di lasciarvi la vita, era publica per la città e per la corte così la pretenzione di Galeazzo come il continuo martellare che si faceva a Costanza dalla madre e dalla Contessa di Caserta, sua zia, acciò desse il consenso alle nozze. Non restò alla ragazza, nonostante il tradimento, di chiedere aiuto al grande amore della sua vita. E riecco la figura di Ercole spuntare nella cronaca d'amore. Ercole decise allora la sua vendetta verso lo Zio della moglie, suo violentatore e vigliacco traditore, avendola lasciata nelle braccia del suo servo. Insomma questa fu la risoluzione e, trovatolo una mattina nell'anticamera del Re, toccò all'amato prendere di petto la situazione."
44,00 €

Rinascenza rurale, le zone interne dal medioevo all'età moderna: rinascita nella evoluzione del mondo contadino nel Sannio Agreste

Enzo Pacca

Libro: Libro rilegato

editore: ABE

anno edizione: 2024

pagine: 128

Un tempo molto, molto lontano, quando il mondo era dominato dalla magia e di notte intorno al fuoco sfavillante danzavano le janare, i boschi erano abitati dagli spiriti e nel silenzio delle tenebre si udivano gli ululati dei lupi mannari, al centro di tutto questo meraviglioso regno della fantasia e dell'incanto vi era il contadino. Il contadino era un uomo dedito al lavoro della terra, un vero custode della natura. Viveva in una piccola casetta rustica, circondata da campi rigogliosi e prati ammantati di fiori colorati. Il suo era amore per la terra e tutto ciò che essa offre era senza limiti, così come la sua saggezza e il suo spirito di osservazione. Ogni giorno, si alzava all'alba e si incamminava verso i campi, pronti ad accogliere i raggi del sole e a donare alla terra tutto il suo amore e i suoi sforzi. Piantava semi, curava le piante, raccoglieva frutti e verdure, sempre rispettando il ritmo della natura e ascoltando i suoi segreti. Ma la sua saggezza andava oltre il semplice lavoro del campo. Era un uomo di grande generosità e gentilezza, che spesso veniva consultato dagli abitanti del villaggio per i suoi consigli preziosi. La sua connessione con la natura gli permetteva di interpretarne i segni, di leggere nei venti e di comprendere i bisogni degli animali che lo circondavano. Il contadino rimane sempre umile e fedele ai suoi principi. Lavora la terra con passione e amore, considera ogni pianta e animale come un dono prezioso da preservare. Nonostante i tempi fossero cambiati e la magia iniziasse a sfumare nel mondo, il contadino rimase un faro di speranza, un ricordo vivente dell'antica connessione tra l'uomo e la natura. E così, anche quando il vento smise di portare il canto delle janare e i lupi mannari si ritirarono nel buio, il contadino continuò a diffondere la sua magia attraverso il suo lavoro e la sua gentilezza.
22,00 €

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