Adelphi
Beate e suo figlio
Arthur Schnitzler
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 136
Dolore e ragione
Iosif Brodskij
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 267
"Dolore e ragione" apparve a New York nel 1995, poche settimane prima della scomparsa dell'autore, offrendosi così, inevitabilmente, come opera testamentaria. Di fatto, leggendo i tre grandi saggi su Frost, Hardy e Rilke, che fanno da perno al libro, risulta difficile immaginare un grado ulteriore di tensione. Se si uniscono i saggi qui presentati a quelli su W. H. Auden e Marina Cvetaeva pubblicati in precedenza, si intravede un paesaggio della poesia moderna nuovo, ben più convincente di quelli offerti in varie scuole accademiche. Ma parlare di poesia per Brodskij ha sempre significato parlare di tutto e del tutto, poiché per lui la poesia era "l'unica assicurazione disponibile contro la volgarità del cuore umano".
La casa ispirata
Alberto Savinio
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 168
Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno
Friedrich Nietzsche
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 456
Opera filosofica e poetica composta tra il 1883 e il 1885. In quest'opera le idee del "superuomo" e dell'"eterno ritorno" raggiungono una forma compiuta. Dopo dieci anni di solitudine Zarathustra sente il bisogno di donare agli uomini la sua sapienza, ma il popolo distratto ride delle sue parole. Dovrà così cercarsi dei discepoli cui indirizzare i suoi discorsi. Tema dei discorsi è la ribellione alla cultura e alla morale dominanti e la visione della vita come forza indomabile e della volontà come strumento di affermazione. Agli elementi polemici sono inframmezzati brani poetici (canti e canzoni) di grande bellezza. Molteplici le fonti stilistiche, la Bibbia, le poesie di Goethe, la prosa di Lutero, gli aforismi dei moralisti francesi.
Il funesto demiurgo
Emil M. Cioran
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 168
La conoscenza di sé. Scritti e lettere (1939-41)
René Daumal
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 230
Come un talismano. Libro di traduzioni
Guido Ceronetti
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1986
pagine: 214
Leyla e Majnun
Nezami
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1985
pagine: 205
«Giunse l'amore e colmò loro il calice di vino. Quand'ebbero colto la rosa profumata dell'amore, vollero assaporare il suo profumo ogni giorno: l'uno rapito dalla bellezza dell'altro, il cuore stordito e pur senza perdere i sensi, perdutamente innamorati in uno struggimento che mai si estingueva». I due amanti che così si incontrano sono Leyla e Majnun: hanno dieci anni, vanno insieme a scuola. Leyla è «una luna, una bambola, un tenero svettante cipresso»; Majnun ha «labbra di rubino che spargevano perle». Insieme, formano la coppia archetipica dell'amore estremo, della passione sino alla follia, che traversa gloriosamente la storia dell'Oriente islamico nell'immaginazione di tutti, dotti e incolti, un po' come da noi la storia di Romeo e Giulietta. Come nel loro caso, l'amore di Leyla e Majnun è avversato dal mondo, che lo vuole distruggere con ogni mezzo. Ma non ci riuscirà, perché «amore è quello che non ha fine». Così la separazione e l'assenza si trasformano in possenti catapulte della passione. Majnun, il «Folle d'amore», vaga giorno e notte cantando versi, le spine del deserto lacerano i lembi di lino e seta delle sue vesti, ma l'occhio della sua mente è fisso sempre sullo stesso fuoco. Il suo delirio amoroso lo spinge a un moto perenne, «come un'azzurra veste di lutto che galleggia nelle acque di un fiume profondo». La società degli uomini gli è invisa, mentre le fiere gli si accovacciano intorno. A specchio del suo vagare, Leyla rimane al centro del giardino, insieme prigioniera ed esule, «colma di grazia e di fascino». Ma «nell'intimo il cuore le sanguinava», il pensiero è fisso sull'amato inavvicinabile, mentre la circondano tanti «miseri cuori che a migliaia erano precipitati nel pozzo della fossetta del suo mento». Né la guerra né un matrimonio forzato valgono a soffocare l'ardore dei due amanti, pur costretti a essere «appagati di fantasmi e fantasmi essi stessi». I numerosi episodi che scandiscono la loro vicenda servono a Nezami per tessere un sontuoso manto di immagini, dove «simbolismosufi, e anche gnome e pura fiaba rimangono fra loro in continuità, senza che possa dirsi che un aspetto prevalga nitidamente sull'altro». Chi legge questo libro non può che rimanere abbagliato innanzitutto dalle immagini, per la profusione e la sottigliezza delle figure, per lo smalto dei dettagli, per la febbre lirica che li anima. Sono queste immagini a formare il «velo» dell'opera, come l'amore di Majnun, nel suo eccesso rigoglioso, serve a proteggere quel «frammento di paradiso» che è Leyla. E lo scrittore Nezami potrebbe pronunciare le stesse parole dell'amante: «È meglio che l'essenza rimanga celata e che solo l'involucro appaia, meglio che dell'amata io sia il velo, che della perla io sia la conchiglia!».

