Adelphi
Lo spirito errabondo
W. Somerset Maugham
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 266
«Il tram comparve in lontananza, e Henry James fu preso dall'agitazione. Cominciò a muovere concitatamente le braccia quando era ancora a mezzo chilometro di distanza. Temeva che non si fermasse e mi esortò a salire a bordo con tutta l'agilità di cui ero capace, perché non avrebbe sostato che un istante; inoltre, se non avessi prestato la massima attenzione, avrebbe potuto trascinarmi via e, se non uccidermi, almeno maciullarmi e mutilarmi. Io gli assicurai che ero abbastanza abituato a salire sui tram. Non quelli americani, mi disse lui, che erano di una crudeltà, di una disumanità e di una spietatezza inconcepibili. Fui a tal punto contagiato dalla sua ansia che, quando il tram si fermò e io potei salirvi, ebbi quasi la sensazione di essere sfuggito per miracolo a morte certa. Vidi Henry James che guardava il tram, lì in piedi in mezzo alla strada con le sue gambette corte, e mi parve che stesse ancora tremando per il pericolo da me scampato per il rotto della cuffia». Maugham fu non solo un maestro del romanzo e del racconto, ma un saggista estroso, che talvolta - e vorremmo fosse accaduto più spesso - si abbandonava alla vena vagabonda del suo umore, così incontrando i soggetti più disparati: da un pittore come Zurbarán a un grande filosofo politico come Edmund Burke - e perfino Kant, il quale, pur nella quotidianità scandita da ritmi draconiani, emerge come abile giocatore di carte e di biliardo oltre che, beninteso, estensore della celebre Critica. Lo seguiremo anche in un'escursione nella detective story, tra Hammett e Chandler, per percorrere infine con lui una superba galleria di ritratti dal vivo di altri romanzieri, dove spicca, tenero e spietato, quello di un Henry James pomposamente, perdutamente aggomitolato nei suoi grovigli verbali anche di fronte alla più effimera, scontata chiacchiera salottiera. Cuori delicati e buoni, e lingue che non sono né l'una né l'altra cosa, costituiscono la migliore compagnia del mondo, rileva a un certo punto Maugham. E qui magistralmente lo prova.
Arte monologica?
Gottfried Benn, Alexander Lernet-Holenia
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 85
Nel 1952 le colonne della «Neue Zeitung» ospitarono un memorabile dialogo-confronto, attraverso due lettere aperte, tra Lernet-Holenia e Gottfried Benn. Il tema non avrebbe potuto essere più arduo - la natura dell'arte -, e le posizioni più distanti: a Lernet-Holenia che lo esortava a rivolgersi «agli altri, in quei grandi dialoghi sui quali si fonda ogni vera poesia», ribadendo il vincolo tra la poesia e il divenire storico, Benn rispondeva nel nome di «un'arte monologica»: «Esprimi il tuo io: al tu consegnerai allora la tua vita, alla comunità e alla lontananza consegnerai allora la tua solitudine» - e ci offriva così il suo testamento spirituale, la cui formulazione più articolata si trova nel celebre saggio su Nietzsche, che qui fa seguito alla lettera a Lernet-Holenia.
Norme per la redazione di un testo radiofonico
Carlo Emilio Gadda
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 56
Che i più dignitosi accademici chiamati, negli anni Cinquanta, a collaborare al Terzo Programma Rai abbiano avuto un sussulto nel leggere l'opuscolo di norme redazionali allegato alla lettera-contratto non stupisce. Con una fermezza sotto la quale fremeva un'esplosiva ironia, li si invitava a bandire il tono dottrinale e l'esibitivo «io», incisi e litoti a catena, vocaboli antiquati o tecnici e mostruose forme verbali (come l'indigesto svelsero). Non potevano sapere che l'autore di quell'opuscolo era il più sovversivo degli scrittori italiani, per una volta nelle vesti di ligio e irresistibile anti-Gadda.
Una storia vera e altre opere scelte da Alberto Savinio
Luciano di Samosata
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 386
Una congiura del silenzio, scrive Savinio, stringe e soffoca chi è «incongregabile», chi cioè «scioglie la complicità, chiarisce l'equivoco, sventa il trucco». E il caso di Luciano, «uomo della fine», capace di guardare al passato con occhi lungimiranti e non avere occhi per l'avvenire - solo così, «rinunciando al divenire e accettando la condizione di un piccolo dio», si conquista la perfezione. Di più: insieme a Montaigne, Stendhal, Nietzsche, Luciano sta nella compagnia dei «Grandi Dilettanti», cioè di coloro che, avendo «"traversato" la profondità», ne sono usciti alleggeriti e si propongono di liberare anche gli altri uomini «dalla crudele necessità, dalla triste ragione». Non stupisce allora che fra il 1943 e il 1944, a Roma, mentre tuonava il cannone e le condizioni di vita erano quasi impossibili, Savinio abbia deciso di offrire ai lettori una scelta delle opere di Luciano, con l'intento di «portare luce anche là dove era buio più fitto»: di privilegiare cioè quelle meno note, che qui appaiono suddivise per generi e accompagnate da cinquanta preziose illustrazioni. Introduzione, note e illustrazioni di Alberto Savinio.
Commedia
Robert Walser
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 234
Una Cenerentola che ama servire e farsi battere dalle sorelle; il principe che all'improvviso s'innamora della matrigna di Biancaneve, la quale però gli preferisce il ben più prestante cacciatore («val quanto diecimila principi»); Rosaspina che respinge il principe azzurro, reo di avere destato lei e gli abitanti del castello dalla beatitudine del sonno. Nei «piccoli drammi» in versi, provocatori rifacimenti - ma sarebbe forse più giusto parlare di sabotaggi - di fiabe dei Grimm, l'invenzione linguistica e l'ironia di Walser toccano uno dei loro vertici. E se la forma metrica ne mostra la natura di compiaciuto, finissimo divertimento letterario, non si può non cogliere nei personaggi, come osservava Benjamin, gli inconfondibili tratti walseriani: «Sono personaggi che hanno dietro di sé la follia, e per questo rimangono di una superficialità così lacerante, così completamente inumana, così impassibile. Se volessimo descrivere con una parola quello che essi hanno di felice e di perturbante, potremmo dire che sono tutti 'guariti'. Ma il processo di questa guarigione ci resta oscuro, a meno di non cimentarsi con la sua Biancaneve - una delle figure più profonde della poesia moderna -, che da sola basterebbe a spiegare come mai questo poeta, all'apparenza il più scanzonato di tutti, sia stato uno degli autori prediletti dell'inesorabile Franz Kafka».
Buongiorno, mezzanotte
Jean Rhys
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 169
«Tristesse, che parola graziosa...». Nella Parigi degli anni Trenta, dove ogni alberghetto è uguale all'altro e ogni café può celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere più giovane insegna a se stessa l'arte del distacco. E Londra, dove presto dovrà tornare, non le riserva niente di meglio: «Perché non ti sei annegata nella Senna?» le domanda l'ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. Per Sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi «dei vicoli bui, dei fiumi bui, del dolore, della lotta», delle «voci che loro usano come pugnali». E quando i giorni e le notti si fanno ancora più solitari e desolati, c'è un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione: «Soprattutto non piangere in pubblico, e se possibile nemmeno in privato». Meglio tingersi subito i capelli di biondo cenere e correre all'appuntamento con quello strano gigolò dalla nazionalità indecifrabile e la lunga cicatrice che gli attraversa la gola.
Il signore delle anime
Irène Némirovsky
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 233
Arriva dagli angiporti dell'Oriente, il dottor Dario Asfar: è un immigrato, un meteco, il cui aspetto e il cui accento ispirano solo diffidenza. E anche quando, grazie alla sua abilità, sarà diventato quel "Master of souls" al quale le signore dell'alta società parigina vanno a chiedere umilmente di guarirle dalle loro "turbe psichiche", saprà che il suo destino "era di essere un mascalzone, un ciarlatano". Con un saggio di Olivier Philipponat e Patrick Lienhardt.
Il viandante musicale
Mario Bortolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 517
Per oltre cinquant'anni, a partire da "Chopin o del timbro", Mario Bortolotto è stato la guida indispensabile per chiunque volesse avventurarsi in quel territorio sconfinato e irto di pericoli che è la musica moderna (dal Lied romantico all'Ottocento russo e francese, all'Opera, passando per Wagner e Strauss, fino alla Nuova Musica). E lo è stato per una ragione ben precisa: la sua ineguagliata capacità - unita a una conoscenza della materia pressoché sterminata - di far parlare la musica. Qualcosa di paragonabile forse soltanto a quello che seppe fare Roberto Longhi con la pittura italiana. All'attività di storico e musicologo Bortolotto ha affiancato per tutta la vita quella di critico, beffardo e infallibile, che ha esercitato instancabilmente in giro per il mondo. Ma questa nuova scelta di suoi scritti mostra ancora una volta, come sempre in tutte le direzioni (da Beethoven a Strawinsky, da Schubert a Stockhausen), quale fosse la sua vera e più segreta vocazione: essere un viandante - fedele soltanto a quell'arte obliqua che amava attribuire a Brahms, ma di cui lui stesso fu maestro insuperato: «l'incomparabile dono del dire le cose a metà, del dirle e non dirle, in modo da alludere o indicare sempre orizzonti che all'inizio non erano in gioco, non erano annunciati».
Le arti in Russia sotto Stalin
Isaiah Berlin
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 92
"Le arti in Russia sotto Stalin" e "Una visita a Leningrado", che Berlin definì, con sommo understatement, "resoconti" della sua missione diplomatica in Unione Sovietica, sono in realtà entrambi memorabili: una vera e propria storia della cultura russa nei decenni iniziali del Novecento, "cronaca della profetica generazione della Achmatova", il primo; un intenso reportage su Leningrado a meno di due anni dalla fine dell'assedio tedesco, il secondo.
Viaggio in Africa
Giorgio Manganelli
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 71
A Manganelli, che nel 1970 la attraversa dalla Tanzania all'Egitto portandosi appresso l'immagine illusoria e il cliché cinematografico elaborati dal disagio europeo, l'Africa si rivela d'improvviso. Pachiderma planetario dove l'uomo è un'eccezione, affida la sua dignità non allo splendore di monumenti intimidatori, ma a simboli inconsapevoli, "intensamente araldici": gli animali. E il viaggiatore, di fronte a quella minacciosa intensità, non può che sentirsi "esotico ed estraneo", affascinato, allarmato. È uno choc che lascerà tracce profonde: sulla via del ritorno, il Partenone apparirà a Manganelli un gesto di "violenza ragionevole nei confronti della stessa demonicità greca". Postfazione di Viola Papetti.
Odi
Quinto Orazio Flacco
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 102
L'amore per Orazio e il desiderio di tradurlo accompagnano Guido Ceronetti sin da quando, diciottenne, si cimentava in versioni oggi «ripudiatissime». L'Orazio interruptus viene poi ripreso al principio degli anni Ottanta col progetto, mai realizzato, di una piccola edizione concepita come prima tappa di un «viaggio ascetico verso il puro non-essere, lo spogliarsi d'ogni illusione e farsi 'jivanmukta' in compagnia di Orazio». Per Ceronetti, infatti, Orazio è lontano mille miglia dal poeta sondato e scrutato dalla filologia classica: il suo stile non è fredda accademia augustea, semmai «contrazione della vita, mediante l'impegno della parola», il che esige «tutto il fuoco della passione rivolto ad un fine che la contraria» – fuoco contratto, dunque. E a lui ancor meglio che a Kavafis si attaglia quel che diceva la Yourcenar: «Siamo così abituati a vedere nella saggezza un residuo delle passioni spente, che fatichiamo a riconoscere in lei la forma più dura, più condensata dell'Ardore, la particella aurea nata dal fuoco, e non la cenere». Dopo più di trent'anni il viaggio attraverso il «deserto fiorito» di Orazio ha preso la forma di ventotto traduzioni, che bastano a metterci di fronte a qualcosa di totalmente imprevisto: malgrado la sua fama ininterrotta, del più classico dei classici ci era sinora sfuggita l'anima segreta.
Uomini e cani
Omar Di Monopoli
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2018
pagine: 182
In una immaginaria, ma più che verosimile, cittadina del Salento, chiamata Languore, non esistono buoni e cattivi, ma solo individui che lottano per la sopravvivenza, con rabbia, con brutalità, o con cieca disperazione; le sparatorie, le violenze, gli stupri, le sopraffazioni di ogni genere si susseguono, quasi a toglierci il respiro - né c'è differenza vera tra gli uomini e i cani che questi si sono scelti come compagni, altrettanto feroci e ottusi. Sullo sfondo di una natura riarsa, in una terra che sembra posta agli estremi confini del mondo, si consuma una serie di drammi strettamente intrecciati fra loro. E a raccontare questa umanità sconfitta e allucinata, c'è la lingua di Omar Di Monopoli - una lingua, è stato scritto, «tornita, barocca e dialettale».

