Artemide
Il regno di Ammon
Francesco M. Benedettucci
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 79
Oltre il patto autobiografico. Da Barthes a Coetzee
Lucia Fiorella
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 159
Autobiografie al presente, in terza persona, anonime, fantastico-grottesche, autodenigratorie; e ancora: otobiografie, altrobiografie, autofinzioni, biografie e interviste fittizie. Sono solo alcune delle forme che eccedono la celebre teorizzazione di Philippe Lejeune, che con Il Patto autobiografico (1975) ha rifondato gli autobiographical studies; forme che costringono a estendere via via le definizioni e gli spazi letterari delle scritture della vita. Partendo da una ricognizione storiografica sull'impatto del post-strutturalismo (in particolare di Roland Barthes, Jacques Derrida e Paul De Man) sull'autobiografia contemporanea, Lucia Fiorella prende in esame questi casi-limite a livello sia teorico sia critico, illustrando gli aspetti sperimentali delle opere di grandi innovatori del genere, soprattutto J.M. Coetzee, ma anche di artisti come Emilio Isgrò e Christoph Schlingensief.
Vico Consorti 1902-1979. Sculture, monumenti, decorazioni, progetti
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 256
Il volume ripercorre criticamente l'intera attività dello scultore senese Vico Consorti, a partire dal cospicuo materiale documentario conservato nell'archivio dell'artista, recentemente donato al Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell'Università di Siena, arricchito ora da acquisizioni originali frutto di nuove ricerche in Italia e all'estero, da Siena a Roma, da Oropa a Bogotá. Quella di Consorti è una personalità artistica apparentemente lineare e aproblematica, la cui vicenda si svolge, per oltre cinquant'anni, all'insegna di una fedeltà al "vero" e alla leggibilità dell'immagine che si iscrive entro i canoni di una mai contestata adesione alla continuità della tradizione. In realtà si tratta di un percorso creativo assai complesso da ricostruire e talvolta da interpretare, alla luce delle varie stagioni che videro Consorti impegnato in contesti storici, politici e culturali molto diversi e anche geograficamente assai distanti tra loro. Dopo la formazione senese negli anni Venti tra simbolismo e tardoliberty, Consorti raggiunge la maturità artistica nella Roma negli anni Trenta, decennio che lo vede coinvolto in diversi e importanti cantieri di regime nella capitale ma anche a Livorno, a Napoli e nella stessa Siena. Con il ritorno a Siena nel dopoguerra, ha inizio per Consorti la fortunata sequenza di significative commissioni d'arte sacra, che dopo la Porta della Riconoscenza nel Duomo senese trova con la Porta Santa per San Pietro in Vaticano la realizzazione più prestigiosa. Negli anni Cinquanta lo scultore trascorre un lungo periodo a Bogotá, dove raggiunge l'architetto Mazzoni per affiancarlo in una serie di lavori a carattere monumentale: un soggiorno problematico ma anche ricco di stimoli e opportunità. Nell'ultima fase di attività, rientrato definitivamente a Siena, Consorti non solo è l'artista di fiducia del conte Chigi Saracini, ma attraverso la sua scultura intrattiene anche un intenso dialogo con la città e le Contrade. È proprio in questa diversità di committenze e di condizioni lavorative, e di conseguenti esiti creativi, che la vicenda di Consorti appare emblematica della complessità del "mestiere d'artista" nelle mutevoli stagioni dell'Italia novecentesca, dal ventennio fascista agli anni della ricostruzione e oltre. Saggi di Marcella Cattaneo, Davide Lacagnina, Marta Lonzi, Martina Marolda, Stefano Moscadelli, Francesca Petrucci, Luca Quattrocchi, Livia Spano.
Sistina e Cenacolo. Traduzione, citazioni e diffusione
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 416
In che modo i mezzi di traduzione visiva e riproduzione seriale hanno alimentato e trasformato il mito de L’Ultima cena di Leonardo in Santa Maria delle Grazie e gli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo? Partendo da questa domanda il volume offre un’approfondita indagine storico-critica comparativa circa l’utilizzo della stampa, della fotografia, del mezzo cinematografico, di quello televisivo, del web, del re-enactement performativo e della realtà aumentata, come tecniche e strumenti che hanno modificato e ampliato la conoscenza di due opere celeberrime dell’arte italiana tramite diversificate forme di derivazione. In particolare vengono studiate le potenzialità visive e narrative dell’immagine in movimento, considerando sempre il suo rapporto con l’originale che produce altre forme d’arte. Il volume raccoglie saggi critici di studiosi di varie discipline, un omaggio a Leo Steinberg con un testo inedito sulla Creazione di Adamo, riccamente illustrato dalle immagini tratte dalla collezione dello storico dell’arte scomparso nel 2011 e un catalogo ragionato dei materiali audiovisivi prodotti dal secolo XX ad oggi sul Cenacolo e sugli affreschi michelangioleschi della Sistina. Introduzioni di Barbara Jatta, Gianni Canova, Paolo Giovannetti. Saggi e contributi di: Maria Francesca Bonetti, Tommaso Casini, Silvia Cecchini, Gianluigi Colalucci, Irene Sofia Comi, Nino Criscenti, Daniele Di Cola, Paola Di Giammaria, Rosanna Di Pinto, Alberto Fabbiano, Giovanni Fiorentino, Francesco Galluzzi, Virginia Lupo, Pierandrea Villa.
Decorare i palazzi da Raffaello a Zuccari
Giovanna Sapori
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 336
Come l'architettura costruita o rinnovata del palazzo, la decorazione pittorica degli interni rispondeva ad un progetto di affermazione e di promozione del committente, ad un progetto di vita. Anche nella sua realizzazione il fattore tempo assumeva una importanza specifica, tanto più se interveniva una improvvisa accelerazione per scadenze connesse a nomine, matrimoni o arrivi importanti. La garanzia da parte degli artisti dei tempi di consegna dei lavori, dopo o insieme, da parte del committente, alle inclinazioni del gusto artistico, alle disponibilità finanziarie, ai rapporti, al contesto, era uno dei criteri che potevano orientare la scelta del pittore. Anche nel periodo qui preso in considerazione, si può in generale osservare che il registro per l'incarico era molto vario.Vi sono artisti di riconosciuto talento, incluso quello organizzativo, come Perino del Vaga,Taddeo Zuccari o Vasari, garanti non solo di alta qualità ma anche di rapidità di esecuzione. Ad una fascia decisamente inferiore appartengono i "pratici", gli impresari-pittori, i direttori di cantiere come, ad esempio quell'Adriano Spineo che nel 1555-1556 riceve i pagamenti per il gruppo, composto da Taddeo Zuccari, Leonardo Cungi e Francesco da Siena, al lavoro nell'appartamento del cardinale Carafa nelTorrione dei PalazziVaticani. In Appendice: un censimento di 1.500 numeri tratto dai documenti di archivio (1540-1570) sul lavoro di pittori e stuccatori nei maggiori palazzi romani (collocazione e tipo di intervento, cronologia, compensi), a cura di Patrizia Di Benedetti e Alessandro Giammaria
Proust in progress 1971-2015. Ediz. italiana e francese
Jacqueline Risset
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 256
Coniugando la lezione della linguistica, della psicanalisi e della sociologia del sacro, Jacqueline Risset ci apre alla figura straordinariamente attuale di un Proust post-cristiano, convocandoci ad una lettura «iniziatica», in cui l’io narrante ci conduce al «cuore oscuro della verità», lungo i sentieri rivelatori di una «discesa agli inferi». Nel crogiolo della sua scrittura – afferma Yves Bonnefoy – “À la recherche du temps perdu” raccoglie l’oro di istanti un tempo pienamente vissuti. Questo grande libro è, più esattamente, un poema in prosa, il più vasto che la storia delle lettere conosca. E Jacqueline Risset lo attesta, quando talora, tra questi saggi francesi e italiani raccolti qui per la prima volta, lo accosta alla “Divina Commedia”, il più grande poema in versi. “Recherche e Commedia”, due itinerari dell’anima di uguale vastità e sguardo, prendono allora a parlarsi da una riva all’altra del pensiero dell’Occidente.
La frontiera nord-orientale dell'impero ittita. Uno studio sulla provincia di Tapika e sulle terre del fiume Kummesmaha
Antonio Carnevale
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 160
Questa pubblicazione continua la nuova collana di studi archeologici "Atlante del Vicino Oriente antico" in collaborazione con Sapienza Università di Roma - Dipartimento di Scienze dell'Antichità di cui il primo numero è stato "Il Paese di Moab nell'età del ferro". Il volume di Antonio Carnevale sulla frontiera nord-orientale dell'impero Ittita, è il secondo numero a carattere monografico dell'"Atlante del Vicino Oriente antico", un nuovo progetto scientifico, didattico ed editoriale del Dipartimento di Scienze dell'Antichità al quale partecipano archeologi, storici e filologi orientalisti della Sapienza Università di Roma. Questa monografia continua il nostro viaggio sul micro e sul macro-spazio delle culture orientali antiche, delle loro percezioni spaziali e temporali e dei nostri tentativi contemporanei di collocarle all'interno di categorie identitarie, territoriali. A più di un secolo dalla nascita della disciplina, è possibile affermare senza esitazioni che le nostre conoscenze riguardanti la geografia ittita sono ancora molto lontane dal potersi definire soddisfacenti. Il problema fondamentale non si deve individuare tuttavia nell'impossibilità di posizionare alcuni insediamenti su una mappa, ma nella derivante limitazione alla comprensione della storia ittita che necessariamente implica l'assenza di determinate informazioni spaziali. È allo scopo di avvicinarci a questi risultati che ci apprestiamo a tentare una (ri)catalogazione di tutte le informazioni riguardanti la provincia dell'antica città di Tapika e le sue immediate vicinanze.
Leggere le copie. Critica e letteratura artistica in Europa nella prima età moderna (XV-XVIII secolo)
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 320
L’analisi del fenomeno della copia e della riproducibilità artistica è un argomento di crescente interesse nel contesto degli studi storici più recenti volti a recuperarne quei valori e significati a lungo negati dalla critica del Novecento. Il volume si propone di inquadrarne il ruolo nelle arti figurative della prima età moderna dal punto di vista delle fonti testuali, dalla storiografia artistica alla trattatistica tecnica, tra primo Umanesimo e Illuminismo. Lo sguardo proposto mira a leggere copie e riproduzioni ponendo a confronto le riflessioni nell’ambito specifico della letteratura artistica con quelle offerte dalle altre discipline umanistiche, dalla letteratura antica e moderna, alla teoria dell’architettura, e al contempo mira a ricontestualizzare e a restituire le riflessioni critiche e materiali sulla copia tra Italia, Spagna e resto d’Europa, indagando anche fonti e casi di studio sino ad oggi meno noti.
Villa Wolkonsky. Storia della collezione di antichità
Raffaella Bucolo
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 176
La Villa Wolkonsky, oggi residenza dell'Ambasciatore britannico a Roma, custodisce nel suo giardino una ricca collezione di marmi di età romana, patrimonio storico e artistico di valore. Grazie a recenti restauri è stato possibile documentare per la prima volta in modo completo l'intera raccolta di antichità e indagarne la storia, dalla formazione fino all'esposizione odierna. In questo volume si sono ripercorse le vicende stesse della Villa e dei suoi proprietari, in particolare i principi Wolkonsky, grandi amanti della cultura e figure centrali per la nascita e l'incremento della collezione a partire dai primi decenni dell'Ottocento. Attraverso lo studio di documentazione storica e di archivio è stato ricostruito ogni momento riguardante la raccolta e i marmi antichi, dalle provenienze archeologiche e collezionistiche, all'esposizione nel giardino romantico. La Villa fu luogo di incontro per scrittori, artisti e visitatori, di cui si sono riportati gli ammirati commenti e le descrizioni; fu anche investita dai lavori della fervente urbanizzazione postunitaria, durante i quali avvennero numerose scoperte archeologiche e il rinvenimento di vari reperti, in parte confluiti nella collezione stessa. Sede diplomatica prima tedesca, poi inglese, Villa Wolkonsky divenne luogo di rappresentanza, dove la collezione continua ad essere motivo di pregio.
Dirottamenti sul tango e sul flamenco. Studi letterari e antropologici
Maria Cristina Assumma
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 152
Un’analisi comparativa tra il tango e il flamenco e il loro rapporto con la poesia colta - in particolare con Adolfo Gustavo Bécquer, Manuel Machado e Federico García Lorca per quanto riguarda il flamenco e con i poeti e i pittori dell’avanguardia italiana per quanto riguarda il tango – sono il tema di questa raccolta di saggi, frutto della ricerca che da anni l’autrice Maria Cristina Assumma conduce sul tema del popolarismo nell’ambito della cultura ispanica.
Quarantadue scrittrici e scrittori dell'Austria di oggi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 436
Tra il 2017 e il 2019 il Forum Austriaco di Cultura Roma pubblica per la prima volta in traduzione italiana tre volumi a presentare un ampio spettro della letteratura austriaca contemporanea. Sono state selezionate le voci di 42 autrici e autori da avvicinare ai lettori italiani. Ricevono così la parola numerosi esordienti, come anche diversi rinomati esponenti della letteratura austriaca e vincitori di importanti premi letterari del mondo di lingua tedesca. Il genere letterario dei testi spazia dal romanzo al saggio, e attraverso il teatro e la poesia giunge fino alla slam poetry . Il confanetto contiene 3 volumi: 1. Nuove scritture dall’Austria; 2. E poi il silenzio. Nuovi voci della letteratura austriaca; 3. 6+7x5=13. 13 autori per 5 generi della letteratura austriaca contemporanea. L’opera, a suo modo unica in Italia, costituisce un panorama pressoché completo dei giovani autori della letteratura austriaca contemporanea. Testi di Thomas Arzt, Anna Baar, Bettina Balàka, Theodora Bauer, Birgit Birnbacher, Dimitré Dinev, Irene Diwiak, Erwin Einzinger, Laura Freudenthaler, Barbara Frischmuth, Valerie Fritsch, Susanne Gregor, Maja Haderlap, Lydia Haider, Ludwig Hartinger, Elias Hirschl, Paulus Hochgatterer, Alois Hotschnig, Anna Kim, Elke Laznia, Florjan Lipuš, Agnes Maier, Mieze Medusa, Karin Peschka, Hans Platzgumer, Robert Prosser, Irene Prugger, Kathrin Röggla, Carolina Schutti, Clemens J. Setz, Lisa Spalt, Thomas Stangl, Michael Stavaričcˇ, Gerhild Steinbuch, Christoph Steiner, Daniela Strigl, Henrik Szanto, Armin Thurnher, Anja Utler, Anna Weidenholzer, Daniel Wisser, Daniel Zipfel.
La scintilla divina. Il disegno a Roma tra Cinque e Seicento
Libro: Copertina rigida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 484
Gli anni di raccordo tra un secolo e un altro sono sempre stati teatro, nel corso della storia, di fenomeni innovativi che hanno spesso condotto a mutamenti profondi, a volte rivoluzionari. Fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, Roma, al tempo la più importante capitale europea, fu meta imprescindibile per talenti in cerca di fortuna o desiderosi di compiere il proprio tirocinio artistico. La compresenza in città di Michelangelo Merisi da Caravaggio e di Annibale Carracci segnò l'avvio di una nuova stagione artistica e una svolta cruciale per i destini della storia dell'arte a Roma e non solo. Operarono però al contempo, e in parallelo a Caravaggio e Carracci, anche artisti la cui fama è stata fino a tempi piuttosto recenti oscurata dalla risonanza dei due "campioni" del Seicento italiano. I percorsi professionali di tali artisti, spesso considerati retorici portavoce dell'establishment pontificio - e dunque personalità conformiste e di minore interesse -, restano ancora in larga misura da mettere a fuoco. Su questo cruciale momento è posta l'attenzione del volume. Nei saggi che lo compongono si è cercato di presentare uno scenario più complesso di quello delineato dalla storiografia e di dare lettura delle interazioni che intercorsero tra gli artisti operanti a Roma nello stretto giro di anni che fanno da cerniera tra i due secoli, scegliendo come punto di osservazione privilegiato quello del disegno, lo strumento più intimo dell'operare dell'artista, in cui, prima ancora che nella pittura, si manifestarono i caratteri di innovazione e sperimentazione e l'entusiasmo degli artisti nei confronti di idee nuove, a volte incredibilmente moderne.

