Giacché Edizioni
L'orata di Portovenere. 100 ricette, 100 buoni motivi per amarla
Maurizio Castignetti
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 168
Questo libro è un tuffo nel blu del mare di Portovenere. È una boccata di aria salmastra, dai racconti dei pescatori del borgo ligure, alla rassegna di ben 100 ricette in cui protagonista assoluta è lei, la regina: l'orata di Portovenere. 100 modi diversi di cucinare l'orata, in cui i segreti culinari dell'antica tradizione marinara si fondono con la migliore scuola gastronomica italiana, con alcuni suggerimenti dello chef Diego Arata, del ristorante "La Franceschetta" di Modena.
Trebiano. Vicende storiche, economiche, sociali
Franco Bonatti, Emilia Petacco, Giorgio Neri
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 208
La storia e l'organizzazione della comunità di Trebiano Magra, attraverso i documenti dell'archivio storico. Il Comune di Trebiano dalle origini romane dell'insediamento, all'Unità d'Italia. L'organizzazione politico-amministrativa, gli statuti, le congregazioni, l'amministrazione della giustizia, l'analisi dell'antico catasto, le scaffe, le abitazioni, i confini giurisdizionali. Nuova edizione ampliata con l'analisi dei registri sulle proprietà fondiarie della comunità e della chiesa.
Noi, le donne della filanda. Storie dello Jutificio di Fossamastra
Sondra Coggio
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 192
Questo libro parla con la voce delle donne, delle operaie che entravano in fabbrica spesso giovanissime, in quella filanda di Fossamastra che, costruita ai primi del '900, ha rappresentato per più di mezzo secolo un "pezzo" importante della storia e dell'attività produttiva spezzina. È un viaggio all'indietro nel tempo per ricordare la vita nello "jutificio" e che, attraverso le testimonianze, i documenti, le bellissime foto inedite dell'epoca, ripercorre le tappe della crescita sociale, politica e sindacale delle filandine, passata anche attraverso i tempi bui della guerra, della denuncia e della deportazione nei campi di sterminio nazisti di alcune operaie. Dalla nascita - negli anni '50 - del giornale di fabbrica "La Spola", fino alle lotte degli anni '70, per evitare la chiusura dello stabilimento, una storia commovente e coinvolgente, un importante lascito.
I racconti del Prione. Selezione 2009
Arrigo Filippi, Giulia Salani, Roberta Lepri
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 284
"...Lo si trovava spesso immerso nelle letture più disparate, dai classici greci ai romanzi ottocenteschi, dalla storia dell'arte ai miracoli della scienza e della tecnica. Bisognava chiamarlo diverse volte per attirare la sua attenzione e farlo ritornare alla realtà. Allora sbatteva gli occhi come svegliandosi a malincuore e con un sorriso ingenuo e accattivante mormorava per scusarsi: 'Ero in Egitto... nella tomba di Tutankamen', oppure: 'Stavo visitando la Cappella Sistina...' e così via. I suoi clienti, alcuni dei più insofferenti, avevano provato ad allontanarsi da quella bottega e da quel libraio un po' strampalato... Però ritornavano controvoglia a quel piccolo locale, perché solo lì trovavano dei testi unici, articoli di cartoleria particolari e consigli utilissimi e sapienti..." (da "Il libraio" di Rosa Vindigni)
Cento anni di Croce Rossa Italiana alla Spezia. Il Corpo Infermiere Volontarie nell'anniversario della Fondazione
Giuseppina Barbé
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 80
Una storia al femminile che inizia nel 1908 con Maria Ginocchio che "si unì volontariamente alle Dame infermiere" nel soccorso del terremoto calabro-siculo. Una storia spezzina quella delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa che dal 1915, data di fondazione del corpo, operano sui campi di guerra, aiutano a fronteggiare la terribile epidemia di spagnola (1918-1920) e soccorrono i feriti rientrati dal fronte della guerra di Spagna (1936-1939). Non mancano raccolte di medicinali e spedizioni di aiuti come quella in Albania (1943). Dopo l'8 settembre, il Corpo opera anche quando manca ogni cosa, dai medicinali alla stoffa per le divise, alla Spezia sotto i pesanti bombardamenti, con la sede distrutta e le ambulanze che non riescono più a circolare. Al fronte si distinguono per il loro coraggio e l'abnegazione; inviano aiuti ai prigionieri dei lager in Germania, soccorrono i feriti in Russia. Una storia che ci conduce fino ai giorni nostri, con il Corpo Infermiere impegnato nelle missioni di pace e umanitarie, come sul territorio italiano, sempre e ovunque prestando fede al giuramento di neutralità.
Quando mio padre emigrò in Francia
Martine Storti
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 160
C'è qualcosa di misterioso nella personalità di Matteo "l'italiano", che ventenne ha lasciato Sarzana per trasferirsi in Francia. Matteo antifascista, che si sottrae alla dittatura per rifugiarsi nella patria dei "diritti dell'uomo". Quando Martine, la figlia "francese", inizia la sua indagine alla ricerca del "tempo perduto", per ricostruirne il passato, altre figure d'emigranti emergono: i "senza patria", gli apolidi, fuggiti in tutta Europa dalla persecuzione nazista; gente oscura di modeste condizioni e noti intellettuali, artisti e poeti come Irène Nemirovsky o Max Jacob, una vera e propria "internazionale dei proscritti", come scriverva Klaus Mann. Ma anche il tempo attuale ci presenta di nuovo immagini drammatiche quasi quotidiane di altri ed altri emigranti in fuga che da "vittime oppresse" nella generale indifferenza - come nota il sociologo Smain Larcher - sono "respinte nei bassifondi dell'umanità comune". "A Calais quelli che cercano di arrivare in Inghilterra ripetono "Abbiamo un fratello, uno zio di là che ci aspetta": dopo aver sentito questa frase decine di volte la giornalista si è chiesta se anche il padre quando varcò la frontiera abbia detto le stesse parole..."
Questa di castelli nobil terra. La Lunigiana nelle liriche di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. Poesie scelte
Ceccardo Roccatagliata Ceccardi
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 72
Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, poeta e scrittore dalla vita agitata e inquieta, orgoglioso erede di una lunga tradizione italiana ed europea, serbò sempre un legame intenso col luogo di origine e sepoltura della madre diletta, con Ortonovo cioè e più in generale con la terra di Luni di cui celebrò le remote antichità e le contemporanee inquietudini sociali.
I ponti di Pignone. In viaggio alla scoperta di antichi percorsi
Luisa Cascarini, Gianfranco Berghich
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 80
Un viaggio su inediti percorsi immersi nel verde, in un paesaggio ricco di antiche testimonianze. Su sentieri di pietre che attraversano ponti perfetti che dal medioevo ai giorni nostri presidiano boschi, fiumi e borghi, come mute sentinelle del tempo. Dove la natura abbraccia i monumenti di pietra, costruiti dall'uomo con cura sapiente, in una valle che ci restituisce una dimensione più umana del tempo, riscopriamo muretti a secco e casun dei contadini, tra le antiche vestigia di vecchie cave e piccoli borghi medievali. Il testo è corredato da foto e rilievi dei ponti.
Con due grandi occhi. Storie vere di animali nella nostra vita
Sondra Coggio
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 132
Chi non è mai stato al canile municipale non può capire: da dietro le sbarre ti guardano occhi tristi, curiosi, malati, ma anche dolci, di cuccioli o di cani adulti. Cani prigionieri senza un perché, raccolti perché abbandonati da un giorno all'altro o perché maltrattati e picchiati. Questo libro parla di loro, ma anche di altri animali. Sono storie vere, alcune crudeli, altre commoventi, altre ancora quasi incredibili. Per riflettere sul nostro rapporto con gli animali, per imparare a conoscerli meglio e, soprattutto, a rispettarli. La provincia della Spezia ha attivato un servizio di tutela dei diritti animali che copre i trentadue comuni del territorio: un unico punto d'ascolto e intervento contro i maltrattamenti e gli abbandoni, nel rispetto delle nuove normative europee, che riconoscono finalmente il "sentimento" agli animali d'affezione. Qualcosa si può e si deve fare, a tutela dei diritti degli animali. Va interrotto il fenomeno degli abbandoni: i canili devono essere l'ultima spiaggia, non la norma. Occorre più prevenzione: altrimenti, a fronte dei costi di mantenimento dei randagi, si tornerà alla barbara pratica delle soppressioni. Questo libro vuole sensibilizzare ad un maggior rispetto per ogni forma di vita.
Giochi, sghiribizzi e trastulli. 100+100 (e più) giochi di strada 1900-1955
Carlo T. Tonfoni
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 320
100+100 (e più) modi di giocare, cantare le ninna-nanne, le filastrocche, i girotondi. Un libro che insegna a divertirsi con niente, a inventarsi la conta, a costruire i giocattoli con quel che c’è, come si faceva un tempo. Attraverso i ricordi dei bambini di una volta, scopriamo in ogni pagina una sorpresa; giochi con la palla, la corda, la fionda, ma anche con le figurine, le biglie, i tappini. Giochi di gruppo: a guardie e ladri, agli indiani, a righetta, alla lippa, a camalàsso, a ruba bandiera, al pampano. Giochi con la carta, lo spago, i bottoni,le foglie, i sassi, i barattoli. Per insegnare ai più piccoli a divertirsi, per far rivivere ai più grandi la magia dell’infanzia.
La Spezia nel Quattrocento dai documenti inediti degli archivi milanesi. L'arsenale spezzino degli Sforza, le contese con Genova e Sarzana, ...
Diego Del Prato
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 192
Dallo studio di documenti inediti di seicento anni fa, esce un ritratto della Spezia rinascimentale. Il libro rivela un borgo animato da capitani e notabili intraprendenti, sotto il dominio di Galeazzo Sforza e Ludovico il Moro. La città, ben fortificata e "dotata di belli edifici", fioriva nell'agricoltura, nell'artigianato, nel commercio di vino, olio, seta e marmo. Non mancavano medici e notai; tra quelli che cercarono fortuna come mercenari, particolarmente apprezzati furono i balestrieri. Spezia fu fedele alleata del ducato di Milano che, per fronteggiare Firenze, ne fece il suo baluardo difensivo, armandola contro l'avamposto di Sarzana. Nel 1473 un arsenale di notevoli dimensioni custodiva dieci galee, aveva "una parte verso la terra una verso la rocha vechia una verso la marina e una verso Sarzana" ed era fortificato da una cinta di mura. I duchi incoraggiarono la vocazione marittima spezzina, anche in contrasto con i genovesi "ai quali non sarebbe sì facilmente venuto il ticchio di formarvi arsenale" e che, non a caso, alla caduta degli Sforza, riportarono la città in una condizione di sottomissione.
Zerchéme lì
Livio Gianolla
Libro: Libro in brossura
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 60
Questa preziosa raccolta di liriche è un omaggio a Livio Gianolla, una delle voci dialettali più pure ed autentiche della nostra terra. Un canto sommesso e ricco di umori come una sorgente d’acqua limpida che sgorga dalla terra d’Arcola, sentimento felice e struggente d’un tempo ormai volto al tramonto. «Nella parlata dialettale dei vecchi arcolani e nelle tradizioni del paese, trova posto un’importante verità che pochi sanno scorgere ed apprezzare, una verità semplice e quotidiana, che non si può imparare sui libri di storia, ma solo "pei carobi der Portèlo" (G3:6,11) e di cui il poeta sente di essere uno degli ultimi custodi e sacerdoti. La necessità di salvare il dialetto arcolano e di difenderlo dai "puristi del italiacan" (G2:37,33) è impellente. Tutti gli arcolani sono protagonisti dei componimenti di Livio Gianolla, a patto che siano "arcolan de quei vèci, de quei bon,/engravioà coi s˙asi der Castèlo" (G1:18,5-6). La democrazia poetica di cui parla Gianfranco Contini a proposito della poesia di Giovanni Pascoli arriva, in Gianolla, ad investire gli umili, oltre alle cose umili: Tonozzi, Governo, Carmagnani sono personaggi originali nella loro semplicità e nel loro anonimato; anonimi per la storia nazionale, anonimi per il mondo della cultura, ma non già per i veri arcolani. Essi incarnano il sapore della vita e delle tradizioni arcolane di un tempo e la loro scomparsa rappresenta l’ineluttabile perdita di un’intera dimensione esistenziale» (Roberto Carli). Con fotografie d'epoca.

