Luiss University Press
Malthus visto da Carlo Viviani
Carlo Viviani
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2008
pagine: 156
Thomas Robert Malthus visse in un periodo di rivoluzioni: quella americana, quella francese e quella industriale, e quindi l'era napoleonica, che avrebbero determinato profondi mutamenti nella struttura economica, e non solo, di tutti i Paesi europei. Questi cambiamenti rapidissimi, tuttavia, non si traducevano in un miglioramento significativo e altrettanto rapido delle condizioni di vita delle classi più povere. Nasce da qui, e dalla volontà di confutare le teorie che profetizzavano l'avvento di un mondo perfetto, il "momento d'oro" di Malthus, il Saggio sul principio di popolazione del 1798. Il libro ebbe una grandissima fortuna - sei edizioni che sono anche un percorso intellettuale - e resta una miniera di idee: come migliorare le condizioni di vita dei meno abbienti senza creare un rapporto di dipendenza? come si può migliorare l'efficienza del settore agricolo? che cosa impedisce la crescita dei salari reali? Sono tutte domande alle quali la politica economica, a distanza di oltre due secoli, cerca ancora di dare risposte definitive.
Ricardo visto da Marcella Corsi
Marcella Corsi
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2008
pagine: 140
II saggio di Marcella Corsi si propone di riesaminare un aspetto particolare del pensiero di David Ricardo - quello relativo agli effetti delle imposte sui profitti e sui salari - sottolineandone i legami con la teoria ricardiana della distribuzione e dello sviluppo. E' noto che la determinazione delle leggi secondo le quali il sovrappiù prodotto (pari alla differenza tra il valore del prodotto e il valore dei mezzi di produzione) si distribuisce tra le diverse classi di partecipanti al processo produttivo, rappresenta il problema centrale dell'analisi ricardiana; la soluzione di tale problema influenza in maniera determinante l'impostazione e la stessa soluzione che Ricardo da al problema dell'incidenza delle imposte considerate. Nel saggio vengono richiamati brevemente i punti principali della teoria ricardiana della distribuzione e dello sviluppo, onde farne tesoro nella successiva lettura dell'analisi degli effetti delle imposte sui profitti e sui salari, svolta da Ricardo nel suo "momento d'oro", ossia in quel "Sui principi dell'economia politica e della tassazione" del 1817, che contribuì alla definitiva affermazione di Ricardo come caposcuola nella élite politico-culturale della sua epoca.
Brunner visto da Michele Fratianni
Michele Fratianni
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 104
Karl Brunner (1916-1989), insieme a Milton Friedman e Allan Meltzer, è stato uno dei padri fondatori del monetarismo, un movimento che negli anni Sessanta e Settanta ha sfidato la validità del paradigma keynesiano. Con grande forza intellettuale e integrità morale Brunner ha progressivamente cambiato il modo di pensare degli economisti e dei policy-maker sul ruolo della moneta e del credito nell'economia. Si è anche battuto, come Friedman, affinchè i banchieri centrali fossero resi responsabili per il controllo dell'inflazione.
Harsanyi visto da Giulio Giorello e Simona Morini
Giulio Giorello, Simona Morini
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 128
Galiani visto da Giovanni Farese
Giovanni Farese
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 120
Jevons visto da Giuseppe di Taranto
Giuseppe Di Taranto
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 150
Marx visto da Corrado Ocone
Corrado Ocone
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 218
Karl Marx è un classico del pensiero economico, ma la sua opera non è circoscrivibile nei confini di una singola disciplina, né nasce nello spazio asettico di una camera di studio o di una cattedra universitaria. Essa si pone all'incrocio di economia politica, scienze sociali, filosofia, politica, impegno rivoluzionario e si alimenta (oltre ad alimentarle a sua volta) di importanti esperienze vissute. Questo volume cerca di individuare i maggiori fili che compongono l'ordito del pensiero marxiano, intrecciandoli a loro volta con le vicende più significative di un percorso di vita non comune. Particolare cura è rivolta all'esplicazione di quei concetti che Marx ha usato per primo o che ha contribuito a introdurre nel lessico intellettuale contemporaneo: materialismo storico, dialettica, alienazione, struttura-sovrastruttura. Oltre al concetto di capitale che è al centro dell'analisi del libro e che va sempre considerato, se si vuol comprendere la società moderna, nel suo rapporto dialettico con quello di lavoro (salariato). In una sorta di "ciò che è vivo e ciò che è morto" del pensiero marxiano, l'autore cerca di distinguere quanto più possibile il Marx filosofo, la cui interpretazione del capitalismo e persino della globalizzazione (in una sorta di sorprendente anticipazione) è di una non facilmente immaginabile attualità, dal Marx profeta e rivoluzionario comunista, le cui idee contengono in nuce le degenerazioni novecentesche del cosiddetto socialismo reale.
Beccaria visto da Fulvio e Gabriele Coltorti
Fulvio Coltorti, Gabriele Coltorti
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 190
Cesare Beccaria (1738-1794) divenne famoso per il trattato Dei delitti e delle pene, uno scritto di cui viene riconosciuto autore, ma sulla cui formazione ebbero un ruolo importante se non decisivo i fratelli Verri. È invece poco conosciuto come economista nonostante una personalità quale Joseph Schumpeter lo abbia inserito, con Smith e Turgot, in quel triunvirato che nella seconda metà del '700 determinò l'emergere dell'economia politica a scienza autonoma. La sua opera principale, gli Elementi di economia pubblica, anticipò numerosi concetti che gli autori del libro riportano all'attualità, ma non influenzò il pensiero economico del suo tempo; fu infatti pubblicata dieci anni dopo la sua morte, quando ormai la scena era dominata dalla scuola smithiana. Gli Elementi contengono le lezioni di economia pubblica tenute da Beccaria tra il 1769 e il 1771 nelle Scuole Palatine di Milano. Si trattava della seconda cattedra italiana di economia dopo quella fondata a Napoli nel 1754 per il Genovesi; rispetto a questa, tuttavia, essa rispondeva alle finalità edonistiche proprie dell'ultimo cameralismo germanico, che riservava allo Stato un significativo potere d'intervento per garantire il benessere dei cittadini.
Adam Smith. Adam Smith visto da Carlo Scognamiglio Pasini
Carlo Scognamiglio Pasini
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2007
pagine: 160
Il saggio su Adam Smith accoglie la tesi dominante che la sua celeberrima "Indagine sulla ricchezza delle nazioni" sia la bibbia del liberismo, ma afferma che questo lavoro non possa essere interpretato indipendentemente dalla considerazione di un altro celebre scritto dello stesso autore intitolato "Teoria dei sentimenti morali". Carlo Scognamiglio Pasini sostiene la tesi secondo cui comprendere il pensiero di Adam Smith significa cogliere il nesso profondo che esiste tra economia ed etica, aspetti non disgiunti nell'ambito della convivenza sociale. L'egoismo di Smith non può, perciò, essere considerato un elemento disgregatore della società quanto, piuttosto, un fattore di ordine e di sviluppo. I meccanismi di mercato agiscono come una "mano invisibile" che guida l'economia nella ricerca del benessere collettivo. Un ulteriore Momento d'Oro dell'Economia suddiviso in due parti. Nella prima, la biografia di Adam Smith, l'analisi del contesto economico e culturale in cui ha operato, la nascita e gli sviluppi della scienza economica. La seconda parte contiene, invece, una selezione antologica di passi significativi tratti da "Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni" (1776) e "La teoria dei sentimenti morali" (1759).
Keynes visto da Giorgio La Malfa
Giorgio La Malfa
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2006
pagine: 158
Sylos Labini visto da Paolo Savona
Paolo Savona
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2006
pagine: 160
Serra visto da Enzo Grilli
Enzo Grilli
Libro
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2006
pagine: 152
Antonio Serra, cosentino vissuto agli inizi del Seicento, sulla cui vita poco o nulla sappiamo, è autore di un solo libro: Il breve trattato delle cause che possono far abbondare li regni d'oro e d'argento dove non son miniere, scritto a Napoli nelle carceri della Vicaria nel 1613. Eppure, nonostante ciò, Enzo Grilli ritiene che egli sia un geniale precursore dell'economia politica: "con lui - scrive - la speculazione sulla grandezza economica delle nazioni passa dalla enunciazione di possibili cause dedotte dall'osservazione storica dall'accostamento casuale di intenzioni e risultati, ad un esame organico delle condizioni che possono contribuire, per canali specificati, al progresso economico degli stati ed alle principali ragioni di esso". Importante è anche il suo contributo metodologico tanto che la sua opera può essere considerata come il primo esempio della conquistata autonomia della scienza economica rispetto a quella politica. Come ogni altro volume della serie la prima parte offre un'introduzione all'autore attraverso un profilo biografico-intellettuale; mentre la seconda parte è composta da una opportuna selezione di testi.

