Passigli
Rischiar per gioco. L'azzardo come patologia sociale
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 133
"Il gioco è un'attività tipicamente umana che, pur nel rispetto di regole, apre all'imprevisto, alla fantasia, alla creatività. Certo i significati che si sono aggregati intorno a questa parola fascinosa e a suo modo ambigua sono molteplici (mettersi in gioco, stare al gioco, la posta in gioco, il gioco della vita) e molti si riferiscono non tanto all'attività del giocare, ma a significati ulteriori di carattere psicologico, etico, filosofico. Il gioco è di per sé anche un'attività saltuaria, intermittente, non si può giocare sempre. Non a caso si dice che uno è un giocatore non perché gioca, ma gioca con determinate caratteristiche di continuità, quando quel particolare gioco diventa la sua professione, il suo lavoro: un lavoro appunto, o un'ossessione, non più un gioco. Nessuno dice di un ragazzo che gioca al pallone con altri coetanei che è un calciatore; o, se uno gioca a tennis con gli amici, che è un tennista. È da chiedersi allora come il gioco possa diventare una patologia comportamentale che genera e giustifica un forte allarme sociale, e una patologia che colpisce in modo significativo i nostri adolescenti. Il buon senso suggerisce che ciò avviene quando il gioco non serve più a giocare in senso ludico ma è lo strumento per un fine diverso, di carattere lucrativo, attraverso un meccanismo di tipo casuale e aleatorio che non mette in gioco, se non in parte, sovente minima, la bravura dell'operatore." (Dalla Prefazione del professar Ivano Paci)
Pellegrinaggio
Clara Janés
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 122
Lungo un itinerario che attraversa il cuore della Toscana, da Volterra a San Gimignano, da Certaldo a Bagno Vignoni, sulle tracce di quella stessa 'Toskana' che costituisce l'ambientazione di una delle opere dell'amatissimo poeta ceco Vladimir Holan, Clara Janés compie un pellegrinaggio esistenziale e poetico in cui confluiscono paesaggi, visioni, ricordi di una vita intera. C'è un viaggio reale, in queste pagine: quello che Clara Janés fa, "zaino a spalle", insieme a due amiche artiste, qui chiamate Esuvia e Amara; è c'è poi un altro viaggio, non meno reale, che si svolge insieme a questo: un viaggio nella bellezza che è insieme l'esperienza concreta, tangibile di quei "libri dell'antica pittura italiana che furono i miei maestri"; la bellezza come consolazione e la bellezza come senso ultimo dell'esistenza, perché, come dice Cioran in una riflessione posta in calce al libro, "L'amore per la bellezza è inseparabile dal sentimento della morte". Prefazione di Gaetano Chiappini, postfazione di Luca Pantani.
Sulle rive del mar Nero
Israel Joshua Singer
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 192
In questi racconti ambientati in città quali Odessa e Mosca, ma soprattutto nei piccoli villaggi ebrei dell'Europa Centrale che costituiscono la gran parte della narrativa di Singer, lo scrittore si conferma un testimone attento e partecipe di una grande tradizione che si dispiega in personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell'humour del mondo ebraico, anche in situazioni estreme quali la rivoluzione che pose fine all'impero zarista, e la guerra civile che ne seguì.
Stella polare. Poesie lettere in versi teatrini
Alberto Guareschi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 122
Presentando nel 2004 le poesie di "Teatrini del signor Egli", Roberto Carifi osservava: "Si ha l'impressione di viaggiare nel tempo, di viaggiare dentro i viaggi di una vita che Egli ha vissuto e vive privilegiando la meraviglia, gli stupori e soprattutto gli amori, in particolare l'amore per 'il profumo d'inchiostro' e per 'i mille sogni / della poesia'". Riprendendo con alcuni approfondimenti, e allargando a composizioni successive, il nucleo più significativo di quel volume, l'autore prosegue in compagnia del suo "alter ego" il vero viaggio che costituisce il filo conduttore della sua narrazione lirica: quello intorno alla poesia e al sogno dell'opera, alla possibilità del suo compiersi e realizzarsi come ragione ultima e "stella polare" dell'esistenza. Se appaiono in questo percorso alcuni dei viaggi che l'autore ha effettivamente compiuto, altrettanto presenti e profondi appaiono i viaggi nella mente, nella memoria delle persone amate, nelle pagine degli scrittori prediletti, a cominciare da Hölderlin e dal suo "Andenken", che ricorre fra i temi e le fonti d'ispirazione principali del libro.
Mia madre e la musica
Marina Cvetaeva
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 116
Dopo "Una serata non terrestre", con i tre racconti compresi in questo volume, tutti appartenenti agli anni della maturità (1934-1935), concludiamo la serie di scritti autobiografici di Marina Cvetaeva. I due maggiori "Mia madre e la musica" e "Il diavolo" sono tra i racconti più famosi della grande scrittrice. Il primo di essi, oltre a rappresentare una bellissima testimonianza autobiografica sul difficile rapporto con la madre pianista e con la sorella Asja, offre una chiave importante per penetrare nel complesso modus poetandi di Marina, la cui poesia fortemente musicale si lega indissolubilmente anche e proprio con le sue esperienze infantili al pianoforte, sentite soprattutto come un'imposizione materna, ma non per questo meno fondamentali nella sua formazione. Il più breve e molto meno noto racconto "La fiaba di mia madre" costituisce un ulteriore tassello di questo apprendistato ancor più esistenziale che musicale-letterario; in un'atmosfera quasi irreale, rarefatta, assistiamo qui alla competizione tra Marina e Asja per ricevere l'attenzione della madre. Su un versante diverso ma anche complementare, e che potremmo definire in un certo senso 'etico', sta "Il diavolo". Qui il peccato e il mistero risiedono nel "desiderio segreto" di Marina bambina, primo germe di un senso di diversità esistenziale, di separatezza, persino di solitudine, difeso e combattuto dalla Cvetaeva per tutto l'arco della sua vita.
Tol. Storia di una vendetta
Murat Uyurkulak
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 299
Da Istanbul a Diyarbakir, in terra curda, un treno corre lungo un'immensa steppa. A bordo c'è Yusuf, che non ha più né padre né madre, e neppure un nome: Yusuf è un sospetto agli occhi di un potere sempre più totalitario, e lascia alle spalle la sua città attraversando un paese scosso da una serie di attentati. Davanti a lui c'è 'Poeta': un terribile segreto sembra legarli indissolubilmente... Apparso nel 2002, e subito acclamato come uno dei migliori romanzi della nuova narrativa turca, "Tol" (parola curda che significa 'vendetta') è sì la storia di una vendetta, come recita il sottotitolo, ma è anche la storia di una misteriosa e paurosa odissea tra le colline dell'Anatolia e i guerriglieri del Kurdistan, sulle tracce di una rivoluzione impossibile: un viaggio nella geografia, nella storia e nell'anima di un paese, la Turchia, che è ancora oggi al centro dell'interesse del mondo intero, sia per la sua posizione strategica, sia per il suo complesso e contraddittorio cammino verso un'evoluzione democratica che pare ancora lontana.
Concerto a richiesta e altre poesie. Testo russo a fronte
Viktor Krivulin
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 185
Questa prima antologia italiana di Viktor Krivulin è rappresentativa dell'opera di una tra le personalità più carismatiche della Russia del secondo Novecento, testimone e partecipe del trapasso dalla realtà culturale sovietica a quella russa contemporanea. Sin dagli esordi, Krivulin si lascia ispirare dalla sua "città-musa", quella Leningrado-Pietroburgo dal passato drammatico e dal vissuto quotidiano austero che lo consegna all'universo sotterraneo della letteratura non conformista. Negli anni Settanta, i suoi versi intrisi di lirismi, slanci metafisici e quesiti storiosofici si nutrono di letture semiclandestine, forgiate nel prolifico underground culturale e diffuse in samizdat. Durante la Perestrojka si fa più nitido il motivo civile, il poeta è parte attiva del processo di democratizzazione del paese e nel 1991 è tra i promotori del ritorno al nome originario della città di San Pietroburgo. A partire da questo simbolico crocevia, l'ultimo Krivulin associa all'inclinazione culturologica una scrittura mutevole e imprevedibile; come in "Concerto a richiesta", la raccolta che dà il titolo alla presente antologia, dove alle suggestioni decadenti della Russia tardonovecentesca si sovrappongono l'esperimento linguistico, la decostruzione formale, la citazione estemporanea e una sempre meno velata ironia.
La solitudine del fuoco
Daniele Cavicchia
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 80
Con "La solitudine del fuoco" Daniele Cavicchia chiude la trilogia iniziata con "Dal libro di Micol" e proseguita con "La signora dell'acqua", una trilogia che aprendosi con la domanda "Dove trovare le parole giuste / per ricomporre la sua immagine, / quelle che scrivendo di lei / non periranno nella pagina?", approda nella nuova raccolta ad un'altra non meno incalzante domanda: "Quale parola mi appartiene?". Ma come sempre, nella poesia di Cavicchia, le domande non possono esaurirsi nelle risposte, dalle risposte invece assumono nuove forme, sempre più dilatandosi. Così, tra le due estremità vitali e simboliche dell'acqua e del fuoco, che si dipartono da un'assenza più forte di qualsiasi presenza (Micol), Cavicchia continua a perseguire la "parola giusta", quella che sa dire ma che sa per prima cosa ascoltare "il miracolo del silenzio"; una parola in cui vorremmo riconoscerci, ma che non potrà mai davvero appartenerci, perché solo nell'altro, in quello che non sappiamo, ha la sua ragione di essere. Prefazione di Dacia Maraini.
Credere nel corpo
Bruno Piccinini
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 122
"Bruno Piccinini viene di lontano: ha un cuore trepido e sereno allo stesso tempo, 'che assorbe l'aria, il sole, / gode del paesaggio / lo respira, / cresce, si espande nel buio / esplode il suo colore nel mattino, / durerà oltre me'... E in quell'avverbio, 'oltre', la sua poesia si riconosce. È uno degli esempi più moderni di quell'antica e mai smentita poesia che ha dato tanti frutti lungo tutto l'arco del Novecento, arco che si misura sugli esempi dei nostri maestri, da Montale a Sereni, da Giudici a Raboni. Maestri che Piccinini ha letto con la meraviglia di una 'meteorologia quotidiana', l'accorgersi, cioè, del giorno, della notte, del variare delle stagioni, del sentirsi vivi o abbandonati, amati o lasciati in un angolo..."(dalla prefazione di Giuseppe Marchetti)
Giorni d'estate
Israel Joshua Singer
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 192
Israel Joshua Singer, figlio di un rabbino polacco e maestro di celebrati romanzi quali La famiglia Karnowski e I fratelli Ashkenazi, a proposito del quale Claudio Magris ha parlato di "ultimo 'classico' della letteratura yiddish, e quindi uno degli ultimi classici del romanzo ottocentesco", è in realtà anche un sublime autore di racconti da poco riscoperti dalla Passigli Editori. I lettori dei tre volumi recentemente pubblicati (Perle, Sulla Vistola, Nella città vecchia) hanno fortemente apprezzato questi racconti di Israel Singer, che compongono una variegatissima galleria di personaggi e situazioni paradossali, tipiche dell'ironia della cultura ebraica. Dal classico shtetl dell'Europa centrale e orientale alle città di Varsavia e di Cracovia, dalla Russia agli Stati Uniti, la diaspora ebraica è la vera protagonista dei racconti di Singer, testimone attento e partecipe di una grande tradizione che si dispiega in personaggi e situazioni che rispecchiano in modo magistrale la favolosa cultura e il finissimo senso dell'humour del mondo ebraico. La migliore introduzione alle opere di Israel Joshua Singer la offre il fratello Isaac Bashevis Singer, premio Nobel 1978: "Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera".
La pedina sulla scacchiera
Irène Némirovsky
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 176
Tutto incentrato sulla figura del protagonista, Christophe Bohun, attorno alla quale ruotano i due personaggi femminili e quello del padre, un tycoon dell'acciaio, il romanzo "La pedina sulla scacchiera" (1934) è il racconto di una crisi: crisi economica e finanziaria, certo, ma ancor più crisi di un'intera visione del mondo. Christophe ne è tanto il prodotto quanto una delle innumerevoli vittime. La rovina economica del padre, con l'azienda di famiglia in cui si trova a lavorare da modesto impiegato alle dipendenze del detestato socio che l'ha rilevata, è l'impalcatura che lo sorregge economicamente e lo annienta moralmente. Christophe sente di non avere nulla da spartire con questo impero che il padre ha costruito e disperso, lottando senza scrupoli contro tutto e tutti, persino tramando e corrompendo per incentivare le spese belliche. Ma in lui non c'è traccia di rivendicazione ideale o morale, e tanto meno politica; c'è soltanto una pena infinita, un'inettitudine completa, l'assoluta incapacità di reagire e di amare. Christophe non è certo l'unica "pedina sulla scacchiera"; anzi, egli stesso utilizza le sue due donne - la moglie e l'amante - come proprie pedine, da usare o gettare a seconda del suo umore, rendendosi però sempre più conto che la vera scacchiera in cui si sta giocando la sua stessa vita è una realtà che non gli è mai veramente appartenuta e che sempre più lo consuma.
Anch'io ho conosciuto l'amore. Poesie 1913-1956. Testo russo a fronte
Boris Pasternak
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2016
pagine: 126
Anche se la sua fama più vasta è legata soprattutto al romanzo "Il dottor Zivago", Boris Pasternak (1880-1960) è stato soprattutto un poeta. Proporre dunque una scelta delle poesie d'amore di Pasternak, come fa questo volume, ha una duplice valenza: in primo luogo, la poesia di Pasternak, dopo la fondamentale antologia curata da Angelo Maria Ripellino per l'editore Einaudi, non ha avuto in Italia tutta l'attenzione che merita; in secondo luogo, come bene sanno i lettori de "Il dottor Zivago", il tema amoroso è profondamente radicato nell'ispirazione del grande poeta georgiano, anche se in forma del tutto originale, perché - come sottolinea Marilena Rea nella prefazione - la rivelazione dell'amore in Pasternak è tanto prepotente quanto 'microscopica': "un bouquet di violette, un nasino arricciato, uno sguardo conficcato nel soffitto, una mano sotto la nuca"... Osservava Evgenij Evtusenko che, dopo Puskin, forse nessuno ha sentito la donna quanto Pasternak, elevando nel contempo la sensualità a livello di culto religioso o di grande fato pagano. E in effetti nella poesia di Pasternak tutto si trasforma in un sentimento panico: le immagini dell'amore trascendono in metafore naturali, così come i gesti e i sentimenti degli amanti si fondono con il sentire della natura: "E i giardini, gli acquitrini, i recinti, / e il cosmo che ribolle di bianche / grida - sono solo gradi della passione, / accumulata dal cuore di un uomo".

