Passigli
Il sesto cielo e altre poesie. Testo russo a fronte
Boris Sluckij
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 209
Con questa scelta delle poesie di Boris Sluckij, inauguriamo una sezione della nostra collana di poesia interamente dedicata alla poesia russa del Novecento e contemporanea. Infatti, al di là degli autori più celebri del primo Novecento, alcuni pubblicati anche dalla Passigli Editori (Achmatova, Berberova, Blok, Esenin, Majakovskij, Mandel'stam...), la Russia ha espresso e continua a esprimere altri importanti poeti che per la maggior parte restano del tutto sconosciuti ai nostri lettori. Tra questi, Boris Sluckij, di cui qui si dà la prima antologia italiana, un autore di cui solo a distanza di tempo si è compresa la vera grandezza e originalità, anche perché figura di non facile definizione, diviso tra una sorta di coerente adesione alla storia sovietica del suo Paese e nello stesso tempo profondamente critico verso quel regime, tanto che solo con la Perestrojka gorbacèviana ebbe luogo una vera riscoperta dell'autore e di quella parte della sua opera rimasta fino allora inedita. L'evento discrimine dell'opera di Sluckij è la Seconda guerra mondiale, che rappresenta nello stesso tempo il grande evento tragico che non risparmia nessuno e il momento in cui ogni individuo si trova a fare i conti più estremi con se stesso: un'esperienza che Sluckij sente e tratta senza mai abbandonarsi a residui di lirismo, ma con un piglio volutamente sobrio e disadorno. Con gli anni il tema bellico lascia spazio a riflessioni più private e assorte, spesso velate di un umorismo tagliente e a volte grottesco.
Sotto l'attonita freddezza di questi occhi
Salvador Espriu
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 117
Con il titolo "Sotto l'attonita freddezza di questi occhi" sono qui raccolti e tradotti per la prima volta in italiano sedici racconti di Salvador Espriu: una scelta organica ed esemplare, compiuta dalla giovane studiosa Amaranta Sbardella attraverso l'intero arco della produzione del grande scrittore catalano. La narrativa di Espriu colpisce immediatamente per la molteplicità di temi e di modi, unita a una straordinaria versatilità stilistica - e linguistica: Espriu è stato un vero campione del plurilinguismo - che lo pone tra i maestri del genere: dialoghi, monologhi, pseudotrattati, narrazioni in prima e terza persona, e personaggi e ambienti d'ogni genere e risma. Come scrive Gabriella Gavagnin nella prefazione, "tutta l'opera letteraria di Espriu avverte la tensione, enorme, tra la dispersione della realtà (...) e la ricerca di un percorso diverso, disagevole o labirintico, attraverso cui perseguire l'unità perduta". Una tensione che è drammatica ed umoristica insieme, un po' come è avvenuto da noi con Pirandello, un autore che certamente ha con Espriu diversi punti di contatto, anche per una comune, forte vocazione nel cogliere l'universale umano partendo dal particolare e persino, geograficamente, dal "locale". Da questi racconti di Espriu, infatti, sorge un ricchissimo campionario di tipi umani, che si muovono alla stregua di marionette in balia di forze più grandi di loro.
L'inafferrabile presente
Achille M. Chiappetti
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 121
"Achille Massimiliano Chiappetti adotta le migliori lenti, quelle di Eschilo, di Sofocle, di Euripide, attraverso cui osservare e giudicare il senso etico e il grado di moralità di questa società. Tutte le sezioni della sua terza, ponderosa raccolta, propongono, perciò, con consapevolezza dei propri mezzi linguistico-espressivi, un impianto poetico di sguardo fermo sul male, sul dolore, sulla morte; ma anche di pietà profonda sulla condizione dell'uomo di questo tempo, non disgiunta dalla coscienza dello splendore della vita e della speranza, richiamando così i poeti a riassumere il ruolo che dovrebbero svolgere. Chiappetti si è tenuto estraneo ai fuochi pirotecnici dannunziani, al pastello dei crepuscolari, alle tentazioni fono-simboliche care al "fanciullino" pascoliano, come alla religione assoluta della poetica della parola, fiorita sui tavolini fiorentini alle Giubbe Rosse, tra gli ermetici entre deux guerres, stabilendo un contatto d'atmosfera non già linguistica, con il mito negativo della "città moderna come deserto o bordello" di Sbarbaro, a sua volta influenzato da Baudelaire e dalla cultura poetica francese, ancorché fittamente coniugata con Leopardi. Tuttavia, mentre Montale ci avvertiva che nell'opera sbarbariana (Trucioli, in particolare) 'tira un vento di malattia; ma calma, quasi sorridente, quasi compiaciuta di sé', in Chiappetti la parola chiave è kairos, ovvero il tempo favorevole, nel quale ogni cambiamento è possibile..." (Dalla presentazione di Gino Rago)
Dietro le quinte
Stefano Vincieri
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 77
"Nella piazza indistinta e trasognata che apre questo libro, un'esplosione di luce assorbe in un istante tutti i suoni, che si schiantano contro i muri di calce e cadono a terra. È un incubo di luce. Al risveglio, nella stanza, si sente ancora l'alito leggero delle parole che evaporano dalla mente. Poi, di nuovo, il buio assoluto. Sono i pensieri che lottano e si uccidono l'un l'altro all'inizio di ogni giornata, provocando una violenta assenza di significato ed aprendo una voragine in cui tutto rifluisce come attratto da un destino di oscurità. Come medicare questa ferita quotidiana, l'infezione dei giorni che si accartocciano come foglie secche prima ancora di iniziare? In questo suo ultimo libro Stefano Vincieri, da dietro le quinte, assiste al crollo del corpo nel tempo e quello della parola nel silenzio, leggendo questo doppio movimento come un'unica danza verso il nulla, da cui è necessario risollevarsi. Come una ballerina che avesse inciampato durante uno spettacolo e dovesse ripartire sotto gli occhi di tutti, la caduta del poeta è il suo ritrovarsi in un insopportabile silenzio, con l'adrenalina dei sensi che si risvegliano e protestano tutti insieme. Passando dalla prima sezione sull'annullamento dei suoni (Camera anecoica), alla seconda (Tanzgedicht) il cambio è netto: escono sul palcoscenico le parole 'scatto', 'corsa', 'volo', 'nuoto', 'affogo', 'precipito' fino a 'danzo l'istinto'!" (Prefazione di Valerio Nardoni)
La Grecia è morta e altre poesie
Fabio Scotto
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 96
"... Si deve riconoscere a Fabio Scotto una notevolissima competenza tecnica, che lo porta a concertare nel respiro lungo ed elaborato di un volume davvero ricco di spunti, di temi, di intonazioni, a volta a volta la partitura del poemetto eponimo, 'La Grecia è morta', dove presente (anti)europeo e mito antico s'intrecciano in un gioco serratissimo di sovrapposizioni e giustapposizioni molto appassionante e attuale...; e l'ampiezza spontaneamente europea delle Tessere che compongono il Quaderno di Bruxelles, radice diaristica del libro, in perfetta sintonia con un'inclinazione profonda e antica della poesia di Scotto al 'qui e ora' di un'esperienza in atto. A un simile 'botta e risposta' d'inizio, si devono poi sommare la brevitas nient'affatto sentenziosa o esotica di haiku invece perfettamente necessari nell'alternanza di affanni sincopati e di silenzi, concepiti per di più come didascalie cinematografiche tutte funzionali al loro destino filmico e sospesi perciò fra acustica e visione; la tensione narrativa delle due intense prose 'Oltre, il muro' e 'Curvilinee', con la varietà prensile e sensibile di un punto di vista sempre in movimento, mai di sé soddisfatto; e i molti, diversi gradi di coinvolgimento amoroso cui danno vita i fitti dialoghi lirici 'io/tu' che animano i restanti capitoli del libro, nient'affatto petrarcheschi, né immobili o contemplativi, ma vibranti di un coinvolgimento integrale dei corpi e delle loro percezioni sensoriali..." (Dalla prefazione di A. Bertoni)
Amazzonia l'ultima arca. Testo portoghese a fronte
Márcia Theóphilo
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 119
"Nell'"Ultima Arca" di Marcia Theophilo c'è una barca che attraversa i fiumi dell'Amazzonia ma non è l'arca. Semmai è proprio quella barca piena di uomini a rendere necessario di nuovo il ricorso alla mitica imbarcazione di Noè da parte dei pochi "animali" che sono degni della salvezza. Trasporta gli "americani", chi sta in alto, gli invasori, coloro che sfruttano le risorse della natura fino al loro totale consumo in nome dello sviluppo... Il titolo minaccia con due parole molto eloquenti: sarà per l'ultima volta: non sarà offerta più un'altra occasione. Non so quasi nulla della letteratura brasiliana classica o moderna, immagino che sia ricca la letteratura locale o mondiale sull'Amazzonia, e allora mi limito a indagare nel poema di Marcia Theophilo. C'è sotto gli occhi la sua poesia, versi che dicono una cosa ma richiamano dieci interpretazioni. Sono tutte benvenute, tutti convengono da ogni vicenda individuale in questo luogo devastato per resuscitare una condizione che non è il passato, bensì il bensì il presente, se si sa vedere e udire." Dalla prefazione di Walter Pedullà
Per il governo del paese. Proposte di politiche pubbliche
AMATO
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 334
In vista delle elezioni politiche del febbraio 2013, a partire dall'inizio di quest'anno, una trentina di gruppi di soci di Astrid si sono messi al lavoro per mettere a punto alcune "proposte di politiche pubbliche per il programma del nuovo governo". Si tratta di schede sintetiche, elaborate collegialmente, sui soli argomenti che erano stati oggetto di ricerche e proposte di Astrid. Dunque senza pretesa di completezza. L'idea originaria era di consegnarle al nuovo Presidente del Consiglio, non appena nominato, sulla base dei risultati elettorali. Il prolungarsi della crisi di governo nelle settimane successive alle elezioni ha un po' modificato il programma originario. Le schede sono state così innanzitutto inviate ai due gruppi di "saggi" nominati dal Presidente Giorgio Napolitano, che ne hanno fatto largo uso. Immediatamente dopo la consegna del rapporto dei dieci saggi, sono state poi inviate ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera e del Senato. Sono state infine inviate al Presidente del Consiglio Enrico Letta e ai suoi ministri, una volta costituito il nuovo Governo. Riteniamo ora opportuno renderle pubbliche in questo instant book, come contributo al dibattito sulle scelte da compiere per uscire dalla crisi, riprendere la strada della crescita, affrontare i difficili problemi della disoccupazione, della povertà e del disagio sociale, che la crisi ha esasperato.
Spazio. Scenari di collaborazione
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 133
Collaborazione o competizione? È questo il problema con cui gli studi di relazioni internazionali, sia storici che politologici, si devono tradizionalmente confrontare per spiegare le dinamiche dei rapporti tra gli Stati. La dimensione dello Spazio non fa eccezione a questa regola e, a partire dal 1991, la sua analisi si è rivelata ancor più interessante per comprendere le gerarchie internazionali di potere emerse dalla conclusione della Guerra fredda. "Spazio. Scenari di collaborazione" rappresenta, dopo "Spazio. Scenari di competizione" (2011), un secondo momento di riflessione per fornire, ad un pubblico sempre più ampio, un contributo originale al dibattito sul tema. Il volume si distingue per un taglio multidisciplinare costituendo il risultato del lavoro congiunto di un gruppo di ricerca formato da esperti dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e dell'Agenzia Spaziale Italiana e coordinato da Antonello Folco Biagini e Mariano Bizzarri.
Tiziano
Filippo Pedrocco
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 117
Tiziano Vecellio, un artista che più degli altri rappresenta nell'immaginario collettivo il Cinquecento veneziano. L'eccezionale qualità della sua produzione, che tocca i vertici in ogni campo, l'ampiezza delia sua carriera artistica, la personalità dei suoi committenti, tutto concorre a quell'aura di magia che circola intorno alla sua figura e alla sua opera.
Giorno d'estate
Irène Némirovsky
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 154
Nell'ambito dell'opera di Irene Némirovsky, i cui romanzi sono stati pubblicati principalmente da Adelphi, la Passigli Editori ha in programma l'edizione integrale dei racconti, che costituiscono una dimensione particolarmente felice della sua narrativa. Dopo la raccolta "Siamo stati felici", pubblicata in questa stessa collana, vengono dunque qui riuniti con il titolo "Giorno d'estate" alcuni altri racconti inediti o poco noti, a testimoniare ancora una volta la grande capacità di Irene Némirovsky di penetrare nelle pieghe più riposte dell'animo umano. E se "Giorno d'estate", "Domenica" e "Natività" si presentano come tre delicati studi sulle diverse età della vita, con "L'inizio e la fine" e con "Vincoli di sangue" vediamo nuovamente prorompere la passione fino al sacrificio più estremo, che sia l'assassinio dell'amata o sia la devastazione della propria stessa vita, immolata sull'altare di un amore impossibile. Cinque racconti di straordinaria intensità, che per lucidità di analisi psicologica già rivelano la scrittrice che di lì a breve avrebbe pubblicato i suoi grandi romanzi - da "Due" a "I doni della vita", da "I cani e i lupi" a "I fuochi dell'autunno" - fino alla riscoperta del suo capolavoro scampato alla deportazione ad Auschwitz, quella "Suite francese" che è stata uno dei maggiori successi internazionali di questi ultimi anni.
Nell'Europa dell'età moderna. Memoria collettiva e ricerca storica
Giovanna Motta
Libro: Copertina rigida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 363
"Nell'Europa dell'età moderna" racconta il processo di transizione del Vecchio Continente verso la modernizzazione che si avvale di molti traguardi. Il miglioramento dei mezzi di trasporto, le navi capaci di andare più lontano, l'interpretazione cartografica, e ancor più l'avanzamento del pensiero politico-istituzionale e le prime conquiste di quello scientifico che mostrano l'apparato ideologico e culturale del Cinquecento, la crescita della popolazione, l'innalzamento del tenore di vita che stimola la produzione e aumenta i consumi, tutto sembra concorrere all'esplosione di un'era nuova. La famiglia, il ruolo della donna, la caccia alle streghe, l'economia mercantile, le dinamiche sociali, le guerre, il paesaggio, la letteratura, la moda, i gioielli, ogni materia diventa il segno di uno sviluppo che seduce e apre nuovi orizzonti. Solo in seguito - avverte Giovanna Motta - si vedrà come la fissità della struttura farà da freno e creerà resistenze capaci di allontanare per molti il traguardo del cambiamento. La storia d'Europa, allora, sarà per alcuni la storia di uno sviluppo negato.
E la colpa rimane
Paolo Lisi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 79
"... Uno dei cardini poetici di 'E la colpa rimane' risiede nell'incombenza allusiva a un pregresso, a un passato in contrapposizione a un divenire ('quando tutto è ormai stato' recita il titolo di una sezione), evidenziato sin dalla congiunzione 'e' che inaugura il titolo e che riporta con immediatezza il lettore a un vissuto, anche esistenziale se si vuole, ma di primo impatto definibile quasi come generazionale... Il poeta, nel suo continuo interrogarsi, sempre sostenuto con levità sul pedale dell'autoironia e della leggerezza, sembra ormai aver 'preso le distanze', aver 'sconfinato verso un dove / che non misura i passi'. In altre parole è andato oltre se stesso dopo aver 'capovolto la clessidra / e guardato gli anni / tuffarsi / nel tonfo dell'esistenza'. Ed è in questa interrogazione sullo scorrere del tempo in relazione alla propria esistenza che Paolo Lisi inaugura in 'E la colpa rimane' un rinnovato capitolo del proprio fare poetico provando a imprimere sulla 'tela del divenire' tutti i colori dell'essere." (Dalla prefazione di Francesco Napoli)

