Passigli
Salvare l'Europa salvare l'euro
Giuseppe Guarino
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 180
Tre Paesi euro, Francia, Germania, Italia, sono stati i primi nel mondo per lo sviluppo (media del 4%) nei quattro decenni dal 1950 al 1990. Con il 1991 si è posto mano alla creazione, completata nel 2004 con l'adesione di ventisette Paesi, del più ricco mercato del mondo, terzo per popolazione. Le previsioni per il 2013 danno una crescita di appena qualche decimale superiore allo 0% per l'Europa occidentale, mentre un buon numero di Paesi supererà il 7% e popolazioni di parecchi miliardi supereranno il 10%. Come ha fatto l'Europa a cadere così in basso? Le cause individuabili sono almeno tre. L'avere immaginato che ventisette Paesi con strutture consolidate, simili ma diverse, potessero essere tenuti insieme con regole astratte, rinunciando alla formula storica di un governo politico, democraticamente eletto, con poteri estesi all'intera area comune. L'avere abbandonato il disegno originario di un'unica moneta per l'intero mercato. Nel mercato UE le monete sono undici, l'euro comune a diciassette Stati, dieci gli Stati con moneta nazionale. Dati statistici dimostrano che l'euro è entrato in fase depressiva a partire dal 1° gennaio 1999, data di lancio dell'euro, ma non a causa dell'euro. All'opposto. Per quanto possa sembrare inverosimile, con un regolamento, il n. 1466/97, quasi del tutto sconosciuto, si è modificato il TUE (Maastricht). Al parametro dell'indebitamento annuo del 3% si è sostituito il vincolo del pareggio del bilancio, pari all'indebitamento annuo dello 0%...
Maremoto. Testo spagnolo a fronte
Pablo Neruda
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 64
Apparsa in soli 110 esemplari nel 1970, e corredata dalle xilografie dell'artista svedese Carin Oldfeldt Hjertonsson, la breve raccolta "Maremoto" è tra le meno conosciute del grande poeta cileno. Si tratta tuttavia di un'opera importante, che dal terrore della furia devastatrice si apre a una sorta di breve campionario di quelle creature marine che tanta parte hanno avuto nell'ispirazione poetica di Neruda. Se infatti "Maremoto" si avvicina, già nel titolo, ad altre poesie di quegli anni - come "Mareggiata nel 1968," "Terremoto in Cile" e "Cataclisma", raccolte in appendice alla presente edizione -, tutte connesse ai gravi sismi che avevano colpito il Cile a più riprese, è anche vero che, come scrive Valerio Nardoni nella prefazione, "nello spirito di Neruda, non c'è distruzione che non porti con sé il segno e la possibilità di una rinascita".
Siamo stati felici
Irène Némirovsky
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 160
Con il titolo "Siamo stati felici" sono qui riuniti nove racconti di Irene Némirovsky, per la prima volta tradotti in italiano, tutti incentrati su figure femminili. Apparsi su alcune delle principali riviste francesi tra il 1933 e il 1942, anno della sua tragica scomparsa, questi racconti videro la luce accanto a quelle grandi opere come "L'affare Kutilov" (1930), "Il vino della solitudine" (1935), "Jezabel" (1936), "I cani e i lupi" (1940) che già avevano consacrato la scrittrice ebrea di origine ucraina come una delle maggiori narratrici di lingua francese della sua epoca. In tutti questi racconti, splendidi sono i ritratti delle donne protagoniste, che riflettono sugli episodi più intensi, a volte più drammatici, della propria esistenza; episodi legati a un amore incontrato e vissuto, oppure incontrato e perduto, ma sempre in ogni caso chiave di volta del loro destino. L'amore come passione, certo, ma con tutti i suoi ingredienti più contrastanti: la gioia incontenibile, il piacere travolgente, la sudditanza psicologica, la sofferenza estrema. E quasi sempre la felicità è al passato, nel ricordo, a volte enigmatico, a volte remoto ma sempre ben presente, di un tempo in cui 'siamo stati felici', per quel "sapore che soltanto l'amore può dare alla vita, un sapore di frutto, appetitoso, succulento, quasi aspro, un sapore di labbra giovani".
Non arrendetevi!
Stéphane Hessel, Lluìs Urìa
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 59
In questo nuovo pamphlet, scritto alla vigilia della sua morte nel febbraio 2013, Stéphane Hessel riflette sui fenomeni di protesta che avevano trovato nelle pagine del suo celebre "Indignatevi!" la loro spinta ideale. Approfondendo le motivazioni che avevano ispirato quel fortunato appello, venduto in oltre quattro milioni di copie, in questo suo nuovo scritto Hessel si rivolge a quei movimenti che in tutta Europa hanno fatto della protesta la loro ragione d'essere, invitando vecchi e nuovi "Indignati" a non farsi incantare da pericolosi populismi: "Indignarsi non basta. Se qualcuno crede che per cambiare le cose basti manifestare per le strade, si sbaglia. E necessario che l'indignazione si trasformi in un vero impegno". È un invito alla società civile, e in particolare ai giovani, a una rinnovata partecipazione attraverso quelle istituzioni che in una democrazia sono un indispensabile tramite tra il potere e i cittadini: i partiti politici. Hessel non ha dubbi: "I partiti politici tradizionali si sono chiusi troppo in se stessi... Se volete che le cose cambino, il lavoro deve essere fatto con l'aiuto dei partiti. Perfino con i loro difetti, le loro imperfezioni, le loro insufficienze... Bisogna infiltrarsi nelle loro strutture per cercare di cambiarne il funzionamento dall'interno". Il padre della protesta spontanea degli "Indignados" invita insomma a non farla degenerare nell'anti-politica.
A. B. C. Chievo
Alessandro Niero
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 73
"Anche se, o proprio perché, brandisce nel titolo la parola 'Chievo' questo è un libro di poesia e non, semplicemente, la raccolta dei versi di un tifoso. E anche questo, certo, ma innanzitutto è un piccolo romanzo poetico, un 'Bildungsroman' o romanzo dell'apprendistato di un nativo che riconosce se stesso, o insomma il suo decorso esistenziale, doppiando la parabola di una squadra di calcio che gli è, per così dire, consustanziale. Nel senso che l'autore non l'ha scelta, e nemmeno avrebbe potuto, ma l'ha trovata lì nella sua 'couche', alla periferia di una periferia, nel quartiere di una piccola città, nel Campetto incastrato fra un canale e un raccordo stradale, o infine nello spazio progressivamente miniaturizzato in cui si imbatte chi provi a rovesciare il cannocchiale dei ricordi..." (Dalla Prefazione di Massimo Raffaeli)
La regolazione intelligente. Un bilancio critico delle liberalizzazioni italiane
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 286
A che punto siamo con le liberalizzazioni, in Italia? Negli ultimi anni non sono mancati i tentativi di liberalizzazione, ma spesso sono stati condotti sbrigativamente, con norme generali e instabili che hanno risolto pochi problemi e creato molta incertezza. La crisi economica ha offerto una finestra di opportunità per attuare politiche di liberalizzazione, delle quali la ricerca di Astrid evidenzia luci e ombre. Le liberalizzazioni vanno prese sul serio: vanno fatte sulla base della conoscenza dell'oggetto da liberalizzare e della sua disciplina, tenendo conto delle peculiarità di ciascuna attività e, soprattutto, evitando di creare incertezze. Bisogna dunque distinguere. Distinguere tra i vincoli regolatori utili e quelli che comprimono indebitamente la libera iniziativa economica, tra le norme che servono all'interesse generale e quelle che fanno comodo alle categorie professionali, tra i casi in cui bisogna alleggerire la regolazione e quelli in cui è bene mantenerla o modificarla. E questo, tra l'altro, l'approccio alla direttiva "servizi" del 2006, che chiede agli Stati membri dell'Unione europea di procedere a un riesame dei regimi amministrativi di molte attività d'impresa: un lavoro che finora è stato fatto quasi ovunque in modo insoddisfacente. Prefazione di Franco Bassanini.
Amministrazione della giustizia, crescita e competitività del Paese
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 401
L'Italia è da anni agli ultimi posti in Europa quanto a produttività del sistema produttivo e a crescita economica. Accanto all'elevato debito pubblico, è questo il problema principale del Paese. Per riprendere la strada della crescita, avremmo bisogno di attrarre investimenti, soprattutto dall'estero. Ma, nel mercato globale, gli investimenti vanno dove trovano le migliori condizioni, in termini di certezza giuridica e di reddittività. Tra queste condizioni, una delle principali è costituita dalla rapidità e dalla affidabilità (prevedibilità) della giustizia civile. Anche qui, siamo invece agli ultimi posti, come testimonia, anno dopo anno, il noto rapporto Doing Business della Banca Mondiale: tempi e costi per ottenere giustizia nei confronti di un fornitore o di un cliente inadempiente sono in Italia maggiori che in tutti gli altri Paesi più avanzati. Come avere un sistema giudiziario in grado di rappresentare una risorsa, un fattore competitivo positivo, anziché un handicap per l'economia italiana? Le risposte date fino ad ora non sono state decisive, quasi sempre per l'unilateralità dell'approccio, o esclusivamente economicistico, o giuridico formale. La Fondazione Astrid ha invece messo a confronto, in una ricerca collegiale, alcuni dei maggiori esperti tratti dal mondo della ricerca giuridica, della magistratura, dell'industria e della finanza. Il confronto ha dato i suoi frutti. Ne è uscita una serie di analisi e proposte per molti aspetti innovative.
Incerti umani
Domenico Brancale
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 81
"Senza riprendere mai fiato. Si dice soprattutto dell'impossibilitato amore, del verso spezzato - incontro a un tu, nella distanza mantenuta promessa della cenere. Nell'immediato tracciato della voce. Raggiungere un "prima del respiro", "l'incerto umano". Questa estremità, per quella svolta della voce nel punto che muore... che il poema canta le cose mancate da e per sempre, dove la parola soffocata e rifiatata è condannata all'erranza, a un precipizio su cui è possibile affermare il proprio frammento d'incertezza... che il resto è poesia in cui soffia la creta smarrita."
Parola di cane
Rudyard Kipling
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 109
Raccontato in prima persona da un aberdeen terrier, "Parola di cane" (1930) è uno straordinario quanto poco conosciuto racconto di Rudyard Kipling (1865-1936), il grande scrittore inglese autore di popolarissimi capolavori come "Kim", "Capitani coraggiosi", "Il libro della giungla". Diversamente però da quest'ultimo, e dagli animali umanizzati che compaiono nella serie di racconti "Storie proprio così", Kipling persegue qui per il suo protagonista canino - che peraltro conosceva bene, essendo egli stesso proprietario di un aberdeen terrier... - un vocabolario espressivo semplice e al tempo stesso pieno di irresistibile humour, un vero virtuosismo stilistico da parte dell'autore, che rende questo libro un 'unicum' fra le sue opere, e che mette a dura prova qualsiasi traduttore.
Il compimento dell'amore
Robert Musil
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 117
Apparso nel 1911, insieme a "La tentazione della silenziosa Veronika" in un volume dal titolo "Unioni", "Il compimento dell'amore" è forse il racconto che più di ogni altro permette al lettore di avvicinarsi al complesso mondo espressivo di Robert Musil. Apparentemente, vi si narra la vicenda di un adulterio, ma a Musil non interessa tanto ripercorrere per l'ennesima volta un tema così caratteristico della letteratura borghese, quanto penetrare l'origine di quella infedeltà, dimostrare narrativamente come le motivazioni dei nostri atti non siano determinate da quei princìpi di causalità che regolano il cosiddetto mondo reale - come pretendeva l'estetica naturalista ma siano anche e soprattutto il frutto di un allontanamento dalla realtà di cui l'amore rappresenta uno degli esiti estremi. Questo è il destino in certo qual modo ironico di questo racconto di Musil, per il quale l'adulterio si rivela niente meno che una sorta di compimento dell'amore. Il testo di Gianni Bertocchini che accompagna questa nostra edizione si sofferma proprio su questi diversi temi, allargando il discorso ai saggi che in quello stesso periodo Musil stava scrivendo e a come la riflessione critica arrivasse a rimettere in discussione, anche da un punto di vista stilistico, la maniera stessa del narrare.
Corpo di scena
Gianfranco Palmery
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 79
Impure confessioni e pura musica: strofe di tre, quattro e cinque versi, e canzoni, sonetti, arie, odi, scherzi e variazioni - un manto rimodellato ma anche "strapazzato" di decoro classico per dire senza pudore, di sé, di un destino personale e generazionale, quella "generazione d'ombra" che sono i nati nel 1940 e stretti dintorni. Un libro nero, certamente, questo di Palmery, un "autoritratto con tenebre", come recita una sua poesia - tenebre del poeta e tenebre dei tempi; nero però quale si dà in pittura: il colore che comprende tutti i colori. Così la poesia di "Corpo di scena" ha in sè cupezza e lievità, pena e ironia, furia e tenerezza. E dunque è solo un apparente paradosso - si pensi a Dante, ma anche a Shakespeare o a Baudelaire concludere che è la musa comica, e tragicomica, grottesca, a levare qui più alta la sua voce. Vi è in questo "Corpo di scena" di Palmery, che è allo stesso tempo un corpo in scena, una teatralità di gesti e una pluralità di toni che ne fanno forse il suo più estremo e veritiero ritratto.
La vita, nonostante
Aldo Forbice
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2013
pagine: 105
"In questa raccolta di versi continuo un percorso, iniziato da molti anni, di approfondimenti e riflessioni sulla libertà, le violazioni dei diritti fondamentali degli esseri umani in ogni parte del mondo. Ho sempre esplorato questi terreni di denuncia con altri mezzi (saggi, articoli, trasmissioni radio-televisive), ma la poesia mi è stata sempre congeniale, per esprimere anche sentimenti ed emozioni personali. Continuo a pensare che i versi costituiscano un mezzo di espressione 'semplice', diretto, anche per gli adolescenti, perché non ha bisogno di mediazioni particolari. Ho potuto sperimentare che a volte pochi versi colpiscono più di tanti articoli e saggi, emozionano ed aprono spazi immensi di fantasia. La mia poetica, se così vogliamo definirla, non ha obiettivi ambiziosi, ma si propone semplicemente, a volte in modo invisibile, di far capire che quel mondo in cui viviamo è fatto di gabbie dorate, ma anche di violenze, di orrori e di oppressioni, ma che nascondono una grande forza liberatoria che può essere sprigionata. Dobbiamo solo volerlo." (Dalla nota dell'autore)

