Quodlibet
La città convessa. Abitare i paesaggi della modernità
Daniele Frediani
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 160
La crisi della città contemporanea è generalmente ascritta al fallimento dei postulati dell’urbanistica del Movimento Moderno, riassunti nella consumata immagine dei volumi puri sotto la luce. Questa interpretazione ha sempre sottolineato il ruolo delle architetture in quanto oggetti isolati, trascurando lo spazio aperto che le contiene: una narrazione poi diventata un cliché diffuso e condiviso, che ha portato anacronisticamente a rileggere la città moderna e i suoi insuccessi attraverso il filtro nostalgico della storia. Ma cosa succede se si prova a ribaltare la retorica della tabula rasa? L’esperienza della modernità ha prodotto una grande quantità di opere che si sono in realtà confrontate in maniera complessa e articolata con il disegno dello spazio convesso che circonda gli edifici, superandone la semplicistica riduzione a un “vuoto”. Riscoprire quei progetti e quelle realizzazioni significa riallacciare il filo di un discorso troppo presto interrotto, che dalla modernità può condurre fino alle recenti acquisizioni del progetto urbano contemporaneo. Questo libro nasce allora dalla convinzione che la città convessa possa oggi essere progettata, o sovrascritta, solo dotandosi di nuovi strumenti e che lo spazio aperto tra le architetture sia il campo privilegiato di queste trasformazioni.
Leggende, fatti e meraviglie di Napoli
Alexandre Dumas
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 640
Quest’opera di Dumas si legge come un romanzo; pubblicata in francese nel 1843 col titolo "Le Corricolo", che è il nome di una piccola carrozzella tirata da un cavallo con la quale Dumas poteva girare per Napoli e passare per i più stretti vicoli, dove raccoglieva e si appuntava i tanti aneddoti, le osservazioni dirette, i racconti e le leggende che circolavano per questa città unica, molto amata, piena di vita, come un’Italia a sé, con la sua storia, i suoi usi e costumi e le credenze leggermente pagane; e dove uno sfarzo meraviglioso stava accanto alla più toccante miseria. L’amore per l’Italia lo mise poi al fianco di Garibaldi nella famosissima spedizione dei Mille che terminò appunto a Napoli, dove nel 1864 fu nominato Conservatore dei Musei, promuovendo gli scavi di Pompei. Qui parla animatamente della singolarità dei quartieri di Napoli, dell’opera lirica, dei cosiddetti lazzaroni, del re «Nasone» Ferdinando I con relativi e risibili aneddoti, della jettatura e degli jettatori più potenti e innominabili, e poi san Gennaro coi relativi miracoli, l’ingresso all’Inferno, ecc. ecc., e anche parla delle sue personali avventure napoletane. Tutto scritto con la maestria e la vivacità del Dumas romanziere fluviale, allora al colmo della sua gloria. La postfazione di Luigi Morrone inquadra il libro nella vita di Dumas a quell’epoca, e delle sue fonti d’informazione.
A duello! Pluralismo (giuridico) e conflitto in Max Weber
Mirko Alagna
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 240
«Potrebbe affascinare uno psicanalista». Questa l’icastica – e in molti sensi azzeccatissima – indicazione vergata da Llewellyn nella recensione alla Sociologia del diritto di Max Weber. Si tratta di un testo ingarbugliato e complicato, altalenante tra considerazioni generalissime e meticolose ricostruzioni di dettagli, dalla storia quasi romanzesca – manoscritto rimasto in bozza, assemblato con molta “libertà” dai curatori e pubblicato dopo la morte dell’autore – e dalla ricezione tanto diffusa quanto schizofrenica; uno dei Weber fintamente più noti, a cui spesso ci si è approcciati estraendo da quell’intrico i passaggi più assertivi e meno perturbanti, e relegando nel contempo il resto a svista e guazzabuglio. Questo scritto, invece, si struttura come un corpo a corpo con il Diritto di Weber, ora finalmente disponibile in edizione filologicamente accurata. Intrecciando un piano esegetico e uno più marcatamente contenutistico, emerge un Weber sensibilmente più complicato, distante da alcune semplificazioni manualistiche; un Weber che proprio in virtù di questa complessità riguadagna un posto nel dibattito (anche contemporaneo) su natura, ruoli e funzioni del diritto. Il romanzo del Diritto racconta di un campo sociale che appare come il sovrapporsi, l’intersecarsi e l’affiancarsi di ordinamenti – abitudinari, convenzionali o giuridici – diversi e non collimanti: una babele di gruppi, associazioni, unioni, istituzioni, cerchie, in cui costumi, convenzioni e diritti si influenzano e si scontrano, si adattano e si modificano, si contrappongono e si concedono tregue. In questo quadro il diritto si mostra come tecnica polivalente, ricca di competenze: può essere strumento di imposizione e metodo di organizzazione, arma di lotta e comando come pure strumento di selezione e ritaglio. La tesi di fondo è presto detta: dipingere un Weber diagnosticamente pluralista (giuridico) e normativamente positivista (giuridico); sensibile a e consonante con le ricostruzioni più avanzate del pluralismo giuridico e però politicamente – e con ottimi argomenti – schierato sul fronte del diritto razionale e formale egemonizzato dallo Stato.
Respiro-Breath
Pino Brugellis
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
Pino Brugellis ha scelto un segno e lo ha tracciato su un foglio. In questa azione primaria, fondativa, echeggia la volontà di dare forma a un mondo. Nell’esperienza dell’arte, come scriveva Alighiero Boetti, il gesto creativo vuol dire «mettere al mondo il mondo», immaginare una versione dell’universo arricchita da qualcosa di inedito: uno sguardo sul mondo che lo rinnova e lo salva. Assecondando con il respiro ogni segno, o guidando grazie al segno la modulazione del respiro, Brugellis ha instaurato l’esplorazione di forme che rivelano un legame tenace e profondo con il suo sguardo di osservatore attento, architetto, artista, disegnatore.
Transcostituzionalismo
Marcelo Neves
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 336
Con questo lavoro l’autore avvia – partendo e sviluppando criticamente le acquisizioni della teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann – una riflessione sulle molteplici e inedite sfide del costituzionalismo contemporaneo a livello globale e sulle inevitabili questioni che si pongono in una società mondiale fra ordinamenti giuridici statali e non, attori locali, organizzazioni e regimi quasi-pubblici e privati, sui loro contrasti e sui loro possibili punti di convergenza, nonché sulle aspettative normative emergenti a più livelli. Il transcostituzionalismo viene così a configurarsi da un lato come rappresentazione di uno “stato di fatto” nel contesto della sfera giuridica mondiale, in cui le differenti corti già operano richiami e riferimenti reciproci necessari per risolvere problemi che travalicano le forme tradizionali della sovranità; dall’altro come un vero e proprio “metodo” sperimentale di dialogo fra ordinamenti differenti, da sviluppare e implementare nel tempo. Il transcostituzionalismo si rivela così una risorsa per garantire – nonostante e anzi proprio in virtù dell’ineliminabile contingenza del sociale – i diritti umani e le possibilità concrete di inclusione generalizzata nella società.
Rassegna di architettura e urbanistica. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 172
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 112
In questo numero: Dibattito Cristina Bianchetti, Camilla Rondot, Corpi plurali Gianni Celestini, Coreografie e paesaggi. Attivazioni e inneschi Marina Ciampi, Corpi e spazi alle origini della fotografia sociale americana Elena Dorato, Indeterminatezza e intenzionalità nel corpo della città Luca Molinari, Stone and Flesh. Ripensare la città dei corpi desideranti Ricerche Florencia Andreola, Azzurra Muzzonigro, Coreografie di genere: la città che si prende cura Ila Bêka, Louise Lemoine, Esercizi di presenza Matilde Cassani, Macy’s Parade e il barocco gonfiabile Giovanni Bellotti / Studio Ossidiana, A Sense of Direction Mathieu Gontier, Chorégraphie. Les gestes possibles du projet de paysage Giulia Marino, Senza istruzioni per l’uso Annalisa Metta, Con il favore della notte. I pleasure garden e la città sensuale Irene Panzani, Massimo Vitali, Paesaggi urbani con figure Philippe Rahm, Le climat de la polis.
La frattura tra architetti e intellettuali, ovvero gli insegnamenti dell'italofilia
Jean-Louis Cohen
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 300
In questo libro di culto, pubblicato originariamente come un Bildungsroman nel 1984, Jean-Louis Cohen analizza un momento chiave nella teoria e nella pratica dell’architettura contemporanea, segnato dagli intensi scambi tra Italia e Francia negli anni Settanta. L’autore è stato al tempo stesso testimone e protagonista di questa relazione secondo una modalità che lui stesso ha definito di osservazione «partecipante». Il volume esplora dunque le cause e gli effetti della frattura esistente tra architetti e intellettuali in Francia fin dalla metà dell’Ottocento, riflettendo sui rari contatti mantenuti e sulle incomprensioni che hanno segnato il loro rapporto. Questo scollamento è reso particolarmente evidente dal confronto tra le rispettive situazioni di Francia e Italia. All’inizio degli anni Settanta, una vera e propria fascinazione per la cultura architettonica italiana ha attratto i francesi – e non solo visto il favore riscontrato anche negli USA e nella penisola iberica –, attenti alle «rotture epistemologiche» attuate in urbanistica e nella storia. Si apriva così la prospettiva di un superamento della frattura esistente, con un nuovo modello che porta gli architetti a pensarsi come intellettuali e conseguentemente a intellettualizzare il progetto. Il libro analizza in particolare le carriere di Ernesto Nathan Rogers, Aldo Rossi, Carlo Aymonino, Vittorio Gregotti e della scuola veneziana di Manfredo Tafuri, oltre a quelle di italofili francesi come Bernard Huet e Philippe Panerai. Col senno di poi il libro conteneva in nuce gli sviluppi successivi del lavoro di Cohen: «L’insieme di questi lavori lascia intravedere la possibilità di una storia transnazionale, il cui oggetto non sarebbe l’allineamento tra le culture locali, regionali o nazionali e le tendenze internazionali, bensì un’economia generale di questi scambi».
Ariosto apocalittico e politico
Davide Dalmas
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 128
"L’Orlando furioso" nel corso del Cinquecento si è imposto come modello di poema che assume nel campo letterario italiano il ruolo che avevano l’Iliade e l’Eneide nelle letterature classiche ed è stato preso in esame come libro da condannare nell’Indice dei libri proibiti. Queste opposte reazioni si attivano in relazione con una tensione all’unità che articola forme narrative, situazioni e personaggi che permettono di affrontare in modo non banale (non piattamente devozionale ma nemmeno esclusivamente scherzoso, con quella felice commistione di scherzo e serietà individuata dalle letture romantiche) questioni religiose e politiche. In questo modo non soltanto i temi ma le componenti più specificamente letterarie del Furioso (la struttura narrativa, lo stile, le caratteristiche dei personaggi) entrano in relazione, intercettano, rielaborano e rifrangono per il futuro “dati” apocalittici e politici, secondo una logica propria. In quest’ottica si propone qui un’analisi della dialettica di rivelazione/svelamento del governo divino sul mondo, che conduce alla possibilità che l’opera che porta alla conclusione le vicende dell’Inamoramento de Orlando di Boiardo sia anche idealmente intitolabile La punizione di Orlando. Definire Ariosto “apocalittico” significa quindi valorizzare un’articolazione complessa che si fonda sulla rivelazione del fine più che sul problema della fine del mondo, mentre “politico” indica l’attitudine a reinventare continuamente forme narrative e poetiche di problemi della vita associata (dal ruolo delle donne nella città al funzionamento di istituzioni come i monasteri, al rapporto tra guerra e religione).
La stanza dei bambini
Louis-René Des Forêts
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
C’è in questo libro, al fondo, una richiesta urgente di verità. In tutti e quattro i racconti che lo compongono un rilievo particolare viene assegnato ai fatti uditivi su ogni altro apporto sensoriale. In effetti, siamo di fronte a un ascolto dalle caratteristiche assai particolari, riferito costantemente alla condizione di chi si tiene all’esterno, sedotto dalle voci, ma sottratto alla vista. L’atto di nascondersi, di sfuggire, de se dérober, si ripete più volte; i personaggi tentano di gettarsi alle spalle ciò che si ostina a rimanere presente – qualcosa di affine a una gaddiana cognizione del dolore. Louis-René des Forêts rinnova i modi del conte philosophique in un senso affatto originale, agendo sul duplice versante di un’intensificazione percettiva – una sorta di spietata esattezza analitica – e di un’affilata riflessione intorno alle ragioni più sfuggenti dell’immaginare, dello scrivere, del rievocare.
Luoghi, strumenti e linguaggi. Percorsi di ricerca sul progetto architettonico, urbano e di paesaggio
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 132
"Luoghi, strumenti e linguaggi" presenta una serie di saggi che sono il frutto di sette originali ricerche sviluppate all’interno del Dipartimento di Architettura e Progetto a Sapienza Università di Roma. Luoghi accoglie tre saggi che restituiscono temi connessi al progetto urbano e di paesaggio della Capitale. Angela Fiorelli indaga il ruolo assunto dalle Mura Serviane nella definizione della forma contemporanea della città. Anna Lei riflette intorno alla ricerca progettuale, all’attività pedagogica e al lascito intellettuale di Vittoria Calzolari. Benedetta Di Donato studia le ricadute sul lavoro di Marcello Piacentini del movimento americano Beautiful City, anche a proposito del progetto della Città Universitaria di Roma. Strumenti raccoglie scritti che vertono sulle metodologie analitiche di ricerca in relazione a temi di natura urbana e architettonica.
Grand Tour. Ediz. italiana e inglese
Manfredi Gioacchini
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 184
Oggi cosa significa misurarsi con l’esperienza leggendaria del Grand Tour finanche a intitolare un progetto con questo nome? Certamente gli itinerari del Grand Tour stanno alle spalle del lavoro di Manfredi Gioacchini. Tuttavia, scorrendo le pagine di questo libro, viene da chiedersi: è un viaggio fisico, realmente percorso nei luoghi, o è soprattutto un viaggio della mente, nella consapevolezza e nella memoria degli spazi? Intorno a questa sottile ambiguità prende forma l’affascinante racconto per immagini di Gioacchini, nel paesaggio fisico, ma anche nell’immaginario dei luoghi che attraversa e abita. Con uno sguardo partecipe alle cose, pronto alla stupefazione, alla meraviglia della scoperta, questo autore invita l’osservatore alla contemplazione, e proprio per questo le sue immagini assumono il valore di un vero e proprio ‘stile’, più vicino all’idea ghirriana di paesaggio che a quella degli Alinari o della pittura sette-ottocentesca. D’altronde, come ha scritto il maestro emiliano: ‘la fotografia non è pura duplicazione o cronometro dell’occhio che ferma il mondo fisico, ma un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un’infinità di mondi immaginari’. Da Napoli e la Costiera Amalfitana alle ville palladiane e a Venezia, dalla Puglia a Roma e Gaeta, fino ai colli bolognesi, passando per Mantova, Milano e Torino, nel suo personale Grand Tour Gioacchini coglie la stratificazione di culture e civiltà che caratterizzano l’Italia facendone un punto d’osservazione privilegiato capace di raccontare in un colpo d’occhio la storia dell’intero Occidente; uno ‘spazio contemporaneo’, come qualcuno ha osservato, perché accoglie in sé epoche diverse che sono visibili simultaneamente. Così il paesaggio che ci mostra non è più solo una realtà visiva, ma soprattutto la rappresentazione di ciò che una cultura può offrire»
Corpus Naturae. Tomaso Binga, María Ángeles Vila Tortosa. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 128
Il volume presenta un dialogo intergenerazionale tra le artiste Tomaso Binga e María Ángeles Vila Tortosa, focalizzandosi sul linguaggio delle piante, sull’ecosistema e sull’interconnessione tra arte, donna e natura. Le opere grafiche di María Ángeles Vila Tortosa, esplorando l’importanza delle piante nella vita quotidiana, entrano in connessione con quelle di Tommaso Binga che, dagli anni Settanta ad oggi, hanno indagato la congiunzione intima tra natura e corpo femminile. Ne emerge una riflessione sulla relazione umana con la Terra e il mondo vegetale, che evidenzia le conseguenze di una società androcentrica sull’ambiente e la biodiversità. I contributi critici di Giuseppe Garrera, Ilaria Gianni, Paola Fargaglio, Laima Kreivyte e della curatrice offrono inoltre un’immersione più profonda nelle opere delle artiste, promuovendo una maggiore consapevolezza sulla necessità di riconsiderare il nostro pianeta attraverso una crescita biologica legata all’essere donna.

