Quodlibet
I Vangeli. Marco Matteo Luca Giovanni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 888
La presente edizione dei Vangeli è nata col proposito di offrire un accesso quanto più possibile diretto a testi che in massimo grado hanno nutrito la cultura europea; un unicum di straordinaria forza espressiva il cui scopo è stato di rendere sensibile ai credenti la figura del Redentore, ma da cui dipende altresì la possibilità di accesso alla figura storica di Gesù, e quindi alla genesi della fede cristiana. Nel corso del tempo questi scritti sono stati sovraccaricati di spiegazioni e applicazioni varie in funzione del pensiero teologico, dell’istruzione religiosa o della riflessione morale, cosicché poca o nulla consapevolezza c’è della loro genesi e funzione originaria, nonché dei loro caratteri letterari e di ciò che fu proprio a ciascun evangelista nel tentare la via difficile di un’attualizzazione della memoria del Cristo sulla base di quanto la tradizione orale ne aveva trasmesso. Non sarebbe perciò stata sufficiente l’aggiunta di note a elucidazione di alcuni passi; occorreva elaborare un commento puntuale che, seppure in forma sintetica, conducesse ad apprezzare la specificità dei racconti, la diversità delle comprensioni dell’evento cristologico, i modi diversi di contestualizzare e intendere uno stesso episodio della vicenda di Gesù. Si è perciò attinto all’enorme bagaglio di conoscenze filologiche, letterarie ed esegetiche degli studi critici, indispensabile per misurarsi con scritti il cui potere evocativo ha radici profonde in precise realtà storiche. Quanto ai testi, il lettore ne troverà mutata la sequenza tradizionale, essendo oramai ampiamente riconosciuta la priorità del Vangelo di Marco. Nuova è anche la loro articolazione. Si è dato maggiore risalto alle singole unità letterarie, presentate separatamente come tessere adattate dagli evangelisti a comporre di volta in volta un diverso mosaico. Infine, l’ampia introduzione generale consente di affrontare in maniera lineare le complicate questioni relative alla tradizione e redazione dei quattro Vangeli; questioni che portano a rilevare l’arte particolarissima degli evangelisti nel rappresentare, ciascuno a suo modo, i tratti salienti del protagonista di una vicenda che fu tale da modificare il corso della storia.
Quaderni
Giorgio Agamben
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 468
Comincia con questo primo volume l’edizione integrale dei quaderni di Giorgio Agamben. Di questi quaderni, che contengono appunti di pensiero, note di studio e di lettura e, più raramente, annotazioni su persone, incontri ed eventi particolari, l’autore ha scritto che essi sono forse la parte più viva e preziosa della sua opera. È certo, in ogni caso, che essi costituiscono un momento essenziale del suo laboratorio di ricerca e contengono spesso non soltanto il primo germe e i materiali dei libri pubblicati, ma a volte anche la trattazione di temi e indagini che non sono passati nei libri e devono pertanto essere considerati assolutamente inediti. In questo senso è probabile che solo la pubblicazione integrale dei quaderni permetterà di comprendere in tutta la sua coerenza una ricerca che si è svolta negli ambiti più diversi, dalla filosofia alla letteratura, dalla teologia alla giurisprudenza, dall’archeologia alla politica. Il volume presenta la trascrizione dei primi due quaderni della serie, relativi al periodo che va dal 9 dicembre 1979 al 12 marzo 1981; i due quaderni sono eccezionalmente preceduti da una raccolta di appunti, sparsi tra fogli e taccuini di varia fattura e riferibili a un arco temporale di circa otto anni (1972-1979), che sono stati scelti e trascritti dall’autore per questa edizione.
Un'idea diversa dell'Europa. Otto saggi sull’identità transnazionale europea. Ediz. italiana e inglese
Remo Ceserani
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 160
Questo volume raccoglie otto fra i più significativi scritti “europei” di Ceserani. Qui il grande critico, dialogando con i maggiori “pensatori dell’Europa” e fra gli altri con Denis de Rougemont, Jürgen Habermas, Edgar Morin, avanza un’originale proposta per l’Europa unita, ispirata a modelli storici e politici precisi (il processo che ha portato all’unificazione di un Paese caratterizzato da «una forte stratificazione e frammentazione» come l’Italia, gli «assetti costituzionali assai peculiari» della Svizzera, che «riescono a far convivere pacificamente etnie molto diverse, quattro gruppi linguistici [...] e popolazioni che fanno riferimento a tre diverse istituzioni religiose») e fondata sulla nozione di appartenenza (frutto di una scelta consapevole), che Ceserani considera nettamente preferibile a quella di attaccamento alle radici (destinato a produrre conflitti nel panorama attuale). Ne emerge l’immagine di un’Europa delle differenze, consapevole «della crisi, sempre più evidente nelle nostre società liquide, dell’idea forte della nazione», e che ai richiami identitari così frequenti oggi – dalle “radici cristiane” all’“orgoglio padano” – deve saper opporre un discorso alternativo, un’idea diversa: un’Europa, insomma, intesa quale «comunità specifica caratterizzata dalla presenza condivisa di valori come la solidarietà, l’orientamento verso il sociale, l’inclusione politica ed economica».
Flâneries. Scritti in memoria di Alberto Castoldi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 304
Visionario anticipatore di quel dialogo fra i saperi divenuto oggi cruciale per la formazione, Alberto Castoldi (1941-2019) è stato Rettore dell'Università di Bergamo dal 1999 al 2009 e Professore Emerito di Letteratura francese. Castoldi sapeva unire, in maniera rara, lo sguardo lungo sul passato e le nuove sfide del futuro. Dal poliziesco al flâneur, dal collezionismo di rarità alla bibliofilia, dalle regole del gioco alle avanguardie storiche, dalla fotografia spiritica all'informe dell'arte contemporanea, passando per la storia sociale, scientifica e quella dei colori, gli interventi qui presentati raccolgono solo in parte le innumerevoli suggestioni lasciate da Castoldi nei suoi scritti e nel suo insegnamento di francesista fuori dagli schemi. Raccomandava soprattutto la passione per la curiosità, ed è a questo desiderio onnivoro di conoscere e capire che il volume rende omaggio, obbligandoci, come Alberto Castoldi ha insegnato, al confronto con le infinite virtualità dell'immaginario.
Definizioni di patrimonio
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 168
"Definizioni di patrimonio" presenta undici saggi, scritti da ricercatori della Scuola di Ateneo Architettura e Design (presso l’Università di Camerino), appartenenti a diverse discipline della cultura architettonica: storia, restauro, progettazione, paesaggio, tecnologia, disegno, rappresentazione e urbanistica. I testi si interrogano sui significati e sui contenuti della parola «patrimonio», interpretandola secondo differenti punti di vista e offrendone dunque una lettura plurale. Queste riflessioni compongono una polifonia che, proprio per la diversità delle impostazioni, riesce a fornire un quadro articolato e particolarmente interessante del tema proposto. Non a caso, l’idea del volume è maturata all’interno del percorso formativo della laurea magistrale in Architettura della SAAD, nell’ambito tematico del Cluster Heritage, e nel quadro di incontri finalizzati allo sviluppo di una riflessione sul significato e sul ruolo delle discipline afferenti al patrimonio e all’identità, e sui loro confini.
Il racconto dell'architettura. Scrittura e narrazione nell'opera di Stefano Boeri
Matheus Cartocci
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
Nel dopoguerra italiano a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, la ricerca teorica diventa il distintivo di un gruppo di architetti e intellettuali che occuperà la scena culturale nazionale e internazionale per alcuni decenni, impiegando la scrittura nella pratica architettonica come strumento di riflessione e di innovazione progettuale. La generazione successiva, formatasi sui loro testi, sarà però «pronta a rinnegare le parole, le frasi e gli strumenti dei padri». È la generazione di Stefano Boeri, probabilmente l’architetto italiano più presente sulla scena mediatica attuale, ma anche fra i meno studiati. Il volume inquadra dunque il lavoro dell’architetto milanese in tutte le sfaccettature della sua molteplice attività di professionista, intellettuale, organizzatore di eventi e alla testa di varie istituzioni culturali. Nel corso degli anni, infatti, Boeri è stato direttore delle riviste «Domus» e «Abitare», attraverso le quali ha raccontato e comunicato l’architettura a un pubblico sempre più vasto, utilizzando un nuovo linguaggio mediatico che merita di essere esaminato approfonditamente. Il testo studia perciò il costituirsi, a inizio millennio, di una nuova tensione comunicativa, analizzando quindi lo sviluppo di un efficace metodo esplicativo del progetto, un metodo che si serve di schemi narrativi, di neologismi e di una vera e propria «overdose di varietà» visiva: tutte caratteristiche che precedono di molto il Bosco Verticale, inaugurato giusto dieci anni or sono. Per tutte queste ragioni, l’autore – che ha lavorato per un periodo in Stefano Boeri Architetti – ha riservato un’attenzione particolare alla collaborazione di Boeri con Rem Koolhaas, architetto e scrittore che senza dubbio è stato un punto di riferimento e un suo interlocutore privilegiato.
Non si salva il pianeta se non si salvano le città. Ediz. italiana e inglese
Giancarlo Consonni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 128
L’urbanità e i saperi operanti nel fare città sono entrati in crisi. Quei saperi avrebbero potuto costituire la base di un pensiero teorico-pratico in fatto di città e, più in generale, in tema di vita associata e di politica, utile a fornire strumenti di orientamento al consorzio umano nel mutare delle condizioni storiche. Ma questo non è avvenuto; sicché il lascito delle città non è sufficiente a fare da guida nel mutamento. Resistono, almeno in parte, le vestigia delle città storiche, ma per i più queste rimangono mute e, comunque, impossibilitate a fecondare il divenire. Così le città sono esposte a un duplice attacco: quello devastante delle guerre e quello capillare della rendita immobiliare, che, con la sua azione selettiva, impoverisce via via il potenziale più prezioso dei contesti urbani: il loro essere realtà socialmente complesse e il laboratorio primario delle regole dell’umana convivenza e della sua messa in valore. Mentre negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza circa la portata della crisi climatica e le azioni necessarie alla tutela del pianeta, il tema della difesa delle città – posto con grande lucidità da Giorgio La Pira nel 1954 – è del tutto trascurato. Anche la dimensione estetica lo testimonia: in un contesto ossessionato dalla ricerca di un bello individuale, la bellezza civile (Giambattista Vico) si è dissolta con l’impoverirsi dei quadri relazionali. La risposta non può che essere la messa al centro della questione urbana: occorre armare le città di urbanità e inclusione e di una bellezza interprete della gioia del convivere.
Benedetto Croce. Dominio simbolico e storia intellettuale
Anna Boschetti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 360
Benedetto Croce ha dominato per mezzo secolo la vita culturale italiana. Non si può capire la storia intellettuale del primo Novecento senza tener conto di questo fatto, eccezionale per ampiezza e durata. È vero che su Croce si è scritto e si scrive moltissimo, ma non esistono analisi che rendano conto in modo soddisfacente del suo lungo regno e di tutto il suo percorso intellettuale e politico. Le biografie sono focalizzate sul soggetto, gli studi sull’opera risentono della specializzazione, sono settoriali e fanno sparire l’essenziale: l’ubiquità di Croce, gli effetti della straordinaria concentrazione di risorse e di ruoli da lui realizzata. Per spiegare i testi e la fortuna di un autore non bastano le analisi «interne», e neppure quelle «esterne»: è un corto circuito ricondurre direttamente le opere e il prestigio al contesto sociale e politico. Si supera questa sterile alternativa prendendo in considerazione il microcosmo specifico, relativamente autonomo, che circoscrive le possibilità e i limiti rispetto ai quali si definiscono le scelte intellettuali. Anna Boschetti ricostruisce lo stato del campo di produzione culturale in cui Croce era inserito e, inseparabilmente, il suo rapporto con questo spazio, orientato dalla posizione che vi occupava e dal suo habitus. L’analisi mostra come le idee di Croce su Marx, Hegel, la storia, l’arte, la logica, la scienza, la letteratura e la politica prendano forma nel confronto con i modelli, i maestri, i concorrenti, gli avversari che il campo di gioco gli propone. Appare così la connessione inscindibile che lega la sua traiettoria alla storia del campo culturale, italiano ed europeo. Emergono, inoltre, le condizioni di possibilità e gli effetti del dominio crociano. Al tempo stesso, questo libro fa rivivere cinquant’anni di storia intellettuale, con i suoi problemi e le sue battaglie appassionate, restituendo un’immagine di Croce e dei suoi interlocutori più concreta e più vera.
Autoritratti
Tommaso Spazzini Villa
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 368
"Autoritratti" è un progetto di arte partecipativa che chiama in causa inconscio e letteratura. Nel 2018 Tommaso Spazzini Villa coinvolge oltre 361 detenuti di diverse carceri italiane, affidando ad ognuno di loro una pagina diversa da una copia dell'Odissea di Omero. Sul singolo foglio ogni partecipante è inviato a intervenire con sottolineature e commenti, evidenziando parole così da comporre frasi di senso compiuto, rappresentative del detenuto o del suo stato d'animo. Il testo omerico si trasforma così in una sorta di fondale di scena, dove i veri attori in campo sono i partecipanti e lo spazio di espressione che viene loro messo a disposizione per tracciare il proprio "autoritratto". Il presente volume restituisce la copia dell'Odissea, ricomposta dall'artista, una volta conclusosi il progetto; ne emerge una sorta di meta-testo, che dà voce all’inconscio e al vissuto personale dei partecipanti, in grado di parlare del profondo di queste persone, e della loro condizione di privazione e limitazione della libertà. Accompagnano il volume un testo di Matteo Nucci e uno di Saverio Verini.
Giù la piazza non c'è nessuno
Dolores Prato
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 888
"Giù la piazza non c’è nessuno" è il libro che Dolores Prato dedica alla sua infanzia di «bastarda integrale» – figlia di padre ignoto e di una madre che la affida a due vecchi zii all’età di tre anni – e a Treja, la piccola città delle Marche che fu «bambina con lei» tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. L’autrice compose questo lavoro quasi novantenne, «con la libertà estrema di chi gioca l’ultima carta», ricucendo e dettando appunti e brogliacci in parte già predisposti sin dagli anni Quaranta. Con piglio spericolato e perentorio, dalle pagine del testo sorgono davanti agli occhi del lettore, come se accadessero per la prima volta, il tappeto dai colori cangianti su cui la bambina s’incanta dopo aver temuto un nuovo abbandono; la sua inappetenza corretta forse dal consiglio di un medico, forse da una grazia estorta alla Madonna di Loreto; lo zio prete che verosimilmente ha strani commerci col diavolo e aggiusta senza chiedere compenso le pignatte rotte dei poveri; il chiacchiericcio del paese per gli sguardi d’amore alla finestra tra la figlia del macellaio e la sarta; Treja che è «una canestra enorme di persone, di paure, di meraviglie, di parole in movimento», dentro la quale la bambina non sa «d’essere infelice» e tuttavia impara, e crea i suoi saperi. Sovranamente musicale nell’attingere alle risorse dell’oralità, gioiosa nel labor limae, conscia dei toni e dei modi della satira antica, Dolores Prato regala alla letteratura del Novecento una miriade di immagini di un mondo scomparso, con descrizioni e accenni che compendiano e superano molti libri d’antropologia. Nello stesso tempo, crea un leggerissimo e ipnotico nastro narrativo, un caleidoscopio di visioni denso di humour e candore, di meraviglie e misteri, che catturano e avvincono, fanno sorridere e rabbrividire, perché accadono contemporaneamente negli occhi della bambina, dentro la città (e le case, le botteghe, la campagna) e nel presente magico e incandescente della sua scrittura.
Teatri minimi della Valpadana. Trentuno drammi & drammetti pubblici e privati
Francesco Permunian
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
La capacità straordinaria di "Permunian" è di rimescolare il torbido che c’è nelle vite, in certe vite; e anche continuamente di far sorridere di gusto, un po’ satanicamente, in un infernetto spirituale di quarta categoria, che è il suo bello originalissimo. Cosa c’è nel libro? C’è, tra i tanti casi narrati, un alto e stimato dirigente scolastico che si trasforma in un serial killer di vecchiette, operante qui e là per la Valpadana. Ingenue pulzelle ingravidate da preti, che più per lussuria che per amore buttano poi la tonaca alle ortiche. E c’è il protagonista stesso del libro, un tremulo e patologico masochista esperto nella Lingua dei Segni, che s’innamora e poi sposa una giovane sordomuta che finirà per impiccarsi davanti ai suoi occhi. Cioè un’allegra e sgangherata compagnia di guitti e buffoni che si agitano sulle assi polverose di un palcoscenico di provincia, con lazzi, anatemi e battute che stanno tra le comiche di Ridolini e il teatro della morte di Kantor.
Carla Accardi. Catalogo della mostra (Roma, 6 marzo-1 settembre 2024). Ediz. inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 712
Catalogo della mostra antologica dedicata da Palazzo Esposizioni Roma a Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014) in occasione del centenario della nascita dell’artista, curata da Daniela Lancioni e Paola Bonani e realizzata con la collaborazione dell’Archivio Accardi Sanfilippo e il sostegno della Fondazione Silvano Toti. Figura di assoluto rilievo, Carla Accardi è stata per oltre mezzo secolo una protagonista della cultura visiva italiana e internazionale. Con la sua pittura, continuamente ridefinita attraverso scelte radicali, ha contribuito in maniera rilevante alla nascita e allo sviluppo di nuovi modi di intendere l’opera d’arte, dall’astrattismo dell’immediato dopoguerra all’informale, dalla pittura-ambiente a un’arte segnata dalle istanze del femminismo, fino alla rinnovata joie de vivre dei dipinti negli anni Ottanta e dei grandi dittici e trittici degli anni Novanta e Duemila. Il volume è ideato per essere al tempo stesso il catalogo dell’esposizione e uno strumento di approfondimento. L’apertura è riservata alle tavole delle opere esposte; segue il testo di Daniela Lancioni, Per Carla Accardi, note sulle opere di questa mostra, che delinea un percorso guidato nell’opera dell’artista. La seconda parte del volume è composta da un’amplissima antologia della letteratura critica dedicata al lavoro di Accardi tra il 1950 e la sua scomparsa, introdotta dal saggio di Paola Bonani, Carla Accardi tra le pagine della critica, il quale offre un inquadramento generale di questi testi e illustra le tendenze interpretative che si sono affermate negli ultimissimi anni.

