Quodlibet
Compendio della vita di Gesù Cristo
Blaise Pascal
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 80
Il "Compendio della vita di Gesù Cristo" di Blaise Pascal è un capolavoro quasi sconosciuto. Scoperto e pubblicato verso la metà dell’Ottocento, è una vita di Gesù tratta esclusivamente da una lettura attenta e partecipe dei quattro Vangeli, riesposti secondo un’accuratissima, puntigliosa cronologia, per costituire un’«armonia» che ne esclude le incongruenze e ne esalta la mirabile semplicità. Pascal interviene raramente nella narrazione, introducendo brevi elementi dottrinali esplicativi, e preferisce affidare l’intelligenza dei fatti e delle parole di Cristo ad una loro più precisa scansione temporale. A ogni elemento della vita di Gesù, corrisponde così un fatto, un detto, e a ogni unità temporale corrisponde un’unità dottrinale. Nessun particolare è puramente esortativo, ogni momento rientra in una economia di salvezza. Scritto per essere pubblicato, probabilmente intorno al 1655, di poco anteriore ai "Pensieri" in cui confluiranno alcune delle rare osservazioni aggiuntive, elementare e sublime, il "Compendio" riflette un’esperienza umana e religiosa, quella di Pascal, che ha come carattere primario, così come la vita esemplare di Cristo, la certezza del significato di ogni esistenza.
Venezia e il Rinascimento. Religione, scienza, architettura
Manfredo Tafuri
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 584
«Il nostro tentativo è volto a eliminare – per quanto possibile – pregiudizi, a liberare la storia dell’architettura e della città. Del resto, le forme visibili nascondono accuratamente la storia della loro genesi e ancor più nascondono le scelte perdenti: dagli archivi e dalle testimonianze dei contemporanei emergono a getto continuo progetti che nel loro insieme disegnano città “altre”, non realizzate ma ricostruibili. È necessario andare oltre lo sguardo, e chiedere ai progetti irrealizzati il perché delle loro sconfitte». La novità di questo libro permane intatta, ma il suo insegnamento ha fatto strada. Quando Venezia e il Rinascimento comparve, nel 1985, il giudizio fu entusiastico. Tafuri aveva rotto l’isolamento dell’architettura tra le arti belle e insegnato a vederla nei nessi con gli altri aspetti della vita culturale e religiosa, ponendola nel vivo delle questioni storiche di un secolo drammatico e di una città straordinaria. Sullo sfondo di un’Europa scossa da profondi rivolgimenti, i conflitti che emergono nella Serenissima dagli inizi del Cinquecento al primo decennio del Seicento sono ricomposti in un ampio affresco: il filo conduttore è dato dalle trasformazioni urbane nel modo in cui vengono progettate e nei percorsi che attraversano in fasi diverse di elaborazione, alimentando discussioni esplicite e umori diffusi. La Venezia del mito, utopia realizzata nel segno dell’equilibrio armonico, si scontra con i nuovi tempi: le tendenze oligarchiche e papaliste, le mode culturali romane, l’emergere di nuove mentalità, le insofferenze e i drammi degli eterodossi innescano la battaglia per un’architettura interpretata come metafora di assoluta verità e di buon governo, che ebbe tra i suoi protagonisti dogi come Andrea Gritti e Leonardo Donà, artisti come Lotto, Sansovino, Serlio, Palladio e Scamozzi, scienziati e umanisti come Daniele Barbaro, Francesco Barozzi e Galileo Galilei. Perseguendo l’obiettivo di una storia fatta di intersezioni, Tafuri racconta una vicenda ricca di sorprese tra linee di frattura con il passato e persistenze. Ne esce una ricostruzione complessa, in cui la vicenda della “forma urbis” è intrecciata alle grandi tematiche religiose, civili ed economiche. E i problemi emergenti da tale ricostruzione vengono riconosciuti come le sfide che la storia di Venezia lancia alla cultura distratta dei «moderni».
Imputazione e colpa. L'invenzione della volontà
Arianna Brunori
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 208
Come si diventa colpevoli? Che cosa rende un atto umano imputabile? A tali domande il pensiero moderno, senza apparenti eccezioni, ha risposto: la volontà. L’imputazione della colpa presuppone sempre la volontarietà dell’agire; non si può imputare che la colpa commessa volontariamente. Il saggio di Arianna Brunori si propone di interrogare questo nesso, tanto per il tramite di un’indagine sulla sua genesi, quanto attraverso una messa in questione della sua valenza in campo etico. Come infatti dimostra lo studio del pensiero antico e della teologia patristica, non solo il legame tra questi concetti non ha nulla di evidente e naturale, ma il rapporto tra di essi va di fatto invertito: storicamente non la constatazione del carattere volontario di un’azione ha fondato la possibilità della sua imputazione, ma, al contrario, l’esigenza di legittimare le punizioni ha portato all’elaborazione della nozione di volontà. L’invenzione della facoltà che distingue l’essere umano dagli altri viventi, che dovrebbe attestarne la superiorità, è funzionale, cioè, alla sua condanna. In questo senso, la storia luminosa del progressivo ampliamento del libero arbitrio è, insieme, anche quella del suo oscuro rovescio – ciò che già Nietzsche chiamava «vivisezione della coscienza», l’ancoraggio sempre più profondo, nel cuore della stessa natura umana, della colpa e del peccato. Come si legge in uno dei frammenti che prelude al Processo di Kafka: «Tu sei libero e per questo sei perduto».
Muoversi in uno spazio stretto. Verso una nuova mobilità
Federico Parolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
La rincorsa all’accelerazione, costantemente evocata da progetti quali i treni Hyperloop lanciati dentro tubi pressurizzati, continua a sedurci ancora oggi. Animazioni 3d ci invitano a immaginare un mondo in cui, grazie a tecnologie futuribili, potremo percorrere in tempi sempre più ridotti distanze sempre più ampie – il tutto coordinato da ambienti digitali. Il nostro continuo consumo di spazio attraverso la compressione del tempo non è più tollerabile, come sostiene il noto professore di sviluppo sostenibile John Whitelegg. I consumi energetici e di materiali necessari a garantire la mobilità di persone e cose hanno contribuito e stanno contribuendo ad aggravare le varie crisi che affliggono il pianeta, dalla perdita di biodiversità alle emissioni di gas nocivi. Muoverci sempre più spesso e sempre più velocemente, cioè, non solo va nella direzione opposta a quella tracciata dalla transizione ecologica, ma negli ultimi decenni ha determinato – soprattutto a causa dell’automobile – un crescente sviluppo dello sprawl, con una conseguente perdita della relazione di prossimità, contribuendo a sviluppare una progressiva atomizzazione sociale. Ecco perché dobbiamo radicalmente cambiare il modo in cui ci spostiamo; ed è in questo senso che il presente volume, fornendo alcuni tangibili esempi di trasformazione (Mosca, Parigi, Milano, Barcellona), cerca di delineare le coordinate utili a orientarci nella grande trasformazione della mobilità contemporanea. Le nuove forme di mobilità devono infatti diventare una struttura centrale delle nostre città densamente popolate, ma anche dei territori urbanizzati a bassa densità. Ed è una sfida che possiamo e dobbiamo vincere – collettivamente.
Nuove avventure sotterranee. Ediz. italiana e inglese
Giulia Parlato, Rachele Maistrello, Domingo Milella, Stefano Graziani, Luca Nostri
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 264
Nuove avventure sotterranee raccoglie i progetti fotografici di Stefano Graziani, Rachele Maistrello, Domingo Milella, Luca Nostri e Giulia Parlato, incaricati di documentare liberamente la nascita di grandi opere infrastrutturali in quattro continenti. Commissionate da Ghella, la più antica azienda italiana di grandi infrastrutture nata nel 1894 e specializzata in scavi in sotterraneo, le cinque campagne fotografiche sono state realizzate tra 2022 e 2023 in cantieri tra Italia, Canada, Argentina, Australia e Nuova Zelanda. L'opera, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, è costituita da un cofanetto di sei volumi cartonati bilingue (italiano e inglese). I primi cinque documentano altrettante indagini fotografiche, il sesto libro raccoglie una selezione di fotografie dall'archivio storico di Ghella. In ogni volume, vedute dei cantieri e delle città si alternano a reperti fossili e componenti di macchine escavatrici, foreste tropicali e formazioni rocciose, operai al lavoro e animali notturni.
Giuliano Scabia
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 464
Raccontare Giuliano Scabia (1935-2021), interrogarne la figura e l’opera, significa attraversare oltre cinquant’anni di inesausta e visionaria attività creativa, al crocevia di più generi e linguaggi. Artista poliedrico e sapiente, Scabia esordisce nel 1964 collaborando a La fabbrica illuminata di Luigi Nono, di cui cura il testo; pochi anni dopo, nel 1967, partecipa al Convegno di Ivrea per un Nuovo Teatro e contribuisce al vivace dibattito sullo stato dell’arte teatrale in Italia. È l’inizio di un percorso che lo porterà fuori da traiettorie convenzionali, dentro la società e i suoi cambiamenti: con il suo Teatro Vagante, che trasforma in palcoscenico ideale piazze, boschi, manicomi, scuole e osterie, Scabia è stato tra i protagonisti di maggior rilievo di una stagione concitata e assai fertile, segnata da un profondo desiderio di partecipazione e rinnovamento. Dagli anni Novanta si dedica con intensità crescente alla poesia e alla narrazione: il volume ripercorre anche questa ricca parte della sua attività, frutto di una appassionata esplorazione dell’immaginario e di una paziente ricerca intorno all’arte della parola e del racconto. Segue una selezione delle interviste più significative, apparse sui giornali o registrate alla radio, che dà conto della fitta costellazione di voci e di presenze con cui Scabia si è confrontato. Completano, infine, il volume una scelta di recensioni e commenti alla sua produzione e una raccolta di saggi e interventi inediti, scritti per l’occasione da studiosi e compagni di strada.
Progettare la città con il colore. Il Piano urbano del colore di Vigliano Biellese
Andrea Di Giovanni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 232
Nel corso dei secoli il colore è stato considerato in relazione a prospettive significativamente diverse tra loro. Meno diffusi e sistematici sono stati gli studi di carattere teorico e le esperienze dedicate al rapporto fra colore e città. Questo libro è l’esito di un processo di progettazione urbanistica orientato alla rigenerazione della città attraverso l’uso del colore e la regolazione del suo impiego, e restituisce fedelmente i contenuti dello strumento, consentendo a professionisti, studiosi e ricercatori l’approfondimento degli aspetti culturali, metodologici, tecnici e normativi previsti dal dispositivo. Nelle diverse parti, il volume raccoglie testi di carattere argomentativo e normativo insieme alle collezioni degli elaborati grafici e cartografici del Piano Urbano del Colore di Vigliano Biellese.
L'occhio selvaggio. Sul lasciarsi vedere
Felice Cimatti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 128
Non siamo soli. Lo sappiamo – niente è più evidente di questa scoperta – non possiamo continuare a far finta che, al mondo, ci siamo soltanto noialtri umani. Abbiamo scoperto, soprattutto, che il nostro sguardo sul mondo non solo non è l’unico sguardo di cui tenere conto, ma non è nemmeno il più importante. Tuttavia niente ci riesce più difficile da accettare dello sguardo dell’altro, di qualcuno o qualcosa che sia davvero altro da noi. Uno sguardo selvaggio, e che è selvaggio semplicemente perché ci guarda e perché non è il nostro. Ancora più difficile è accorgersi che, per guardare, non servono occhi, dal momento che siamo sotto lo sguardo non solo dei viventi non umani, ma anche e soprattutto delle cose. C’è un punto di vista virtuale in ogni cosa, o, per essere più precisi, una cosa non è altro che un punto di vista virtuale sul mondo. Il visibile è l’insieme infinito di tutti questi punti di vista. Un visibile che è visibile proprio perché non ammette sguardi privilegiati, dal momento che è visibile appunto perché tutto è visibile da tutte le cose. Il visibile non è altro che questa radicale impossibilità di ammettere uno sguardo privilegiato. Ecco allora l’urgenza di fare l’esperienza del lasciarsi vedere. Il mondo potrà mostrarsi solo quando ci permetteremo l’esperienza terribile e liberatoria del lasciarsi vedere. Allora il mondo, finalmente, sarà.
Voci dal piano di sotto
Gianfranco Mammi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 240
Trentuno racconti brevi che danno vita ad un universo di moderata follia; casi semipatologici di persone che s’impuntano: alcuni lo fanno in piccolo, quasi con un velo di discrezione, così, senza nemmeno accorgersene; altri s’immolano in grande stile alla catastrofe, con improvvise ventate di surrealtà, che è solo un altro aspetto della realtà. Storie sempre storte e a sorpresa, in una lingua campagnola, direbbe Gianni Celati per lodarla, dove i personaggi si presentano in genere con cognomi impoetici e felicemente stonati. Ci sono, nelle ultime due narrazioni in particolare, scorci della città di M*, che esiste effettivamente, ma che secondo Mammi non è ancora matura al punto giusto per apparire col nome intero.
Il manuale del fosforo e dei fiammiferi
Matteo Terzaghi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
All’origine di questo libro c’è un vecchio manuale sull’industria del fosforo e dei fiammiferi, grazie al quale un mistero d’infanzia trova un’inaspettata soluzione. La forma letteraria dei manuali (modi d’uso del mondo sempre un po’ avventurosi e farneticanti), la fiamma di breve durata dei fiammiferi (da cui, come in un celebre racconto di Jack London, può dipendere la vita di un uomo) e le preoccupazioni e le fantasie dell’infanzia che si prolungano nell’età adulta, sono gli elementi di un «libro di lettura» scandito in una serie di pezzi in prosa che volgono ora al saggio ora al racconto, ora alla memoria personale ora all’apologo o alla favola. Tra i personaggi: un eremita che trasforma un bosco in una grande enciclopedia all’aperto; la collezionista di sassi Gambetta e il suo vicino di casa, il signor Abicì; un direttore d’orchestra senza orchestra; lo studente Louis alla deriva nello spazio; il pittore Degas che si ribella alla presagita dittatura del telefono; il bibliotecario Borges che in ogni suo libro ne «indica tanti altri di tutte le epoche e le lingue»; una farmacista che racchiude tutta una vita in un pacchetto di medicine; ambulanti, portalettere e gnomi della posta.
La nascita del Campo freudiano
Jacques-Alain Miller
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 320
Avevo vent’anni. Era il giugno del 1964. Lacan aveva una pila di opuscoli sotto il braccio. Me ne diede uno. Era l’Atto di fondazione. “Quanti ne vuole – mi disse – per i suoi compagni?”. I miei compagni: intendeva i miei compagni, i miei amici dell’École, dell’École Normale. “Me ne dia una decina”, devo avergli detto. E da allora, o quasi, non ho mai smesso di distribuire quell’opuscolo ai miei compagni di tutto il mondo.
Sul filo. Esercizi di pensiero materiale
Stefano Catucci
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 224
Da secoli ci riferiamo al filo per rappresentare l'azione del pensiero. Classicamente, infatti, è dal centro dell'io, dalla sua coscienza o dal suo cervello, che vediamo irradiarsi fili immaginari e metaforici di collegamento con il mondo esterno. A volte sono lineari, a volte aggrovigliati, oggi li si presenta spesso come nodi di una rete che raffigura le maglie del potere, le forme della resistenza e, più in generale, i fenomeni dell'interconnessione globale. Per quanto astratte, tutte queste immagini si basano sulle caratteristiche di fili reali, materiali, che continuano a orientare la nostra visione del pensiero anche se non ne siamo consapevoli. Si tratta allora di far emergere la materialità dei fili nascosta sotto gli strati delle abitudini e del linguaggio, di riportare le metafore alla lettera per superare la distanza che ci separa dalle cose e dagli altri. Sul filo dev'essere perciò letto in due modi. È un'indagine sulla concretezza dei fili che hanno dato vita a un vastissimo repertorio di metafore ed è un'analisi di esperienze del pensiero che dipendono proprio dal rapporto con fili reali. Funamboli, cordoni ombelicali, arti tessili, teatri di marionette, ragnatele e altri casi esemplari diventano così il tema di una serie di esercizi filosofici su attività antichissime e moderne che non hanno mai abbandonato l'opera degli esseri umani. Osservarle da vicino restituisce alle cose, all'alterità e al non-umano un ruolo decisivo nella formazione del pensiero e degli individui che siamo, senza più né un «io» né un «noi» al centro di tutto.

