Quodlibet
Teatri minimi della Valpadana. Trentuno drammi & drammetti pubblici e privati
Francesco Permunian
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
La capacità straordinaria di "Permunian" è di rimescolare il torbido che c’è nelle vite, in certe vite; e anche continuamente di far sorridere di gusto, un po’ satanicamente, in un infernetto spirituale di quarta categoria, che è il suo bello originalissimo. Cosa c’è nel libro? C’è, tra i tanti casi narrati, un alto e stimato dirigente scolastico che si trasforma in un serial killer di vecchiette, operante qui e là per la Valpadana. Ingenue pulzelle ingravidate da preti, che più per lussuria che per amore buttano poi la tonaca alle ortiche. E c’è il protagonista stesso del libro, un tremulo e patologico masochista esperto nella Lingua dei Segni, che s’innamora e poi sposa una giovane sordomuta che finirà per impiccarsi davanti ai suoi occhi. Cioè un’allegra e sgangherata compagnia di guitti e buffoni che si agitano sulle assi polverose di un palcoscenico di provincia, con lazzi, anatemi e battute che stanno tra le comiche di Ridolini e il teatro della morte di Kantor.
Carla Accardi. Catalogo della mostra (Roma, 6 marzo-1 settembre 2024). Ediz. inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 712
Catalogo della mostra antologica dedicata da Palazzo Esposizioni Roma a Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014) in occasione del centenario della nascita dell’artista, curata da Daniela Lancioni e Paola Bonani e realizzata con la collaborazione dell’Archivio Accardi Sanfilippo e il sostegno della Fondazione Silvano Toti. Figura di assoluto rilievo, Carla Accardi è stata per oltre mezzo secolo una protagonista della cultura visiva italiana e internazionale. Con la sua pittura, continuamente ridefinita attraverso scelte radicali, ha contribuito in maniera rilevante alla nascita e allo sviluppo di nuovi modi di intendere l’opera d’arte, dall’astrattismo dell’immediato dopoguerra all’informale, dalla pittura-ambiente a un’arte segnata dalle istanze del femminismo, fino alla rinnovata joie de vivre dei dipinti negli anni Ottanta e dei grandi dittici e trittici degli anni Novanta e Duemila. Il volume è ideato per essere al tempo stesso il catalogo dell’esposizione e uno strumento di approfondimento. L’apertura è riservata alle tavole delle opere esposte; segue il testo di Daniela Lancioni, Per Carla Accardi, note sulle opere di questa mostra, che delinea un percorso guidato nell’opera dell’artista. La seconda parte del volume è composta da un’amplissima antologia della letteratura critica dedicata al lavoro di Accardi tra il 1950 e la sua scomparsa, introdotta dal saggio di Paola Bonani, Carla Accardi tra le pagine della critica, il quale offre un inquadramento generale di questi testi e illustra le tendenze interpretative che si sono affermate negli ultimissimi anni.
L'abitante fragile. Dalla residenza assistita alla casa multigenerazionale
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 256
Due tendenze a scala globale contribuiscono a trasformare profondamente la nostra società: l’accelerazione dei processi di urbanizzazione e l’incremento dell’aspettativa di vita media. Il progetto della residenza urbana per anziani costituisce quindi una delle principali sfide per il prossimo futuro. Oggi vi è un maggiore interesse delle istituzioni nella promozione di nuove forme di alloggi basate sull’assistenza domiciliare, come alternativa al pensionamento in strutture di vita assistita e come soluzione per ridurre costi sociali e sanitari. Si registra poi un’attitudine a pensare le strutture per anziani non più isolate dal tessuto urbano ma come nuove forme di abitazione collettiva, cluster di social housing ibridi e inclusivi, che favoriscano il valore della solidarietà inter-generazionale, mirando ad ampliare l’orizzonte sociale, e a contenere il più possibile l’ambito sanitario. Questo volume, a partire dalla mappatura di idee e modelli recenti che hanno come focus un’utenza caratterizzata a vario titolo da una condizione di fragilità, raccoglie riflessioni che cercano nei nuovi “modi di abitare” principi e soluzioni progettuali, anche attraverso l’utilizzo di strumenti intelligenti e il controllo dei parametri ambientali nell’alloggio. Abitare è infatti una pratica attiva e propositiva rispetto a un ambiente: chi abita si prende cura di sé e degli altri, stabilendo relazioni con lo spazio fisico e con lo spazio sociale. Un’architettura che include le persone vulnerabili nei processi progettuali migliora la qualità della vita, e dello spazio abitato, di tutti gli abitanti: in questo cambio di prospettiva l’abitante fragile diventa il paradigma etico, ma anche spaziale e concreto, della stessa idea di abitare.
Discipline filosofiche. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 256
Ad ornamento della città, a diletto pubblico. Sessanta edizioni del Macerata Opera Festival
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
Il volume rappresenta uno spaccato della storia di Macerata, città-teatro che da sessanta edizioni si stringe attorno al suo Sferisterio e al festival operistico che ne caratterizza la vita culturale estiva e la rinomanza internazionale, approfittando dell'amenità del luogo e di uno spazio che unisce le caratteristiche del monumento unico in Italia a un'acustica naturale impareggiabile. Il Macerata Opera Festival viene ripercorso tramite il commento delle sue principali produzioni operistiche, ma anche di danza e di spettacolo non musicale, insieme al ricordo delle tante celebrità del podio e del palcoscenico che vi sono transitate. La pubblicazione, a cura di Paolo Gavazzeni e di Floriana Tessitore, ospita saggi di Angelo Foletto (decano della critica musicale italiana), Romano Ruffini (storico), Chiara Sentimenti (giornalista) e Carmelo A. Zapparrata (critico di danza); grazie alla presenza di un ampio apparato iconografico e di una cronologia delle sessanta edizioni, intende contribuire alla bibliografia dello spettacolo dal vivo in Italia e fungere da spunto a ulteriori approfondimenti.
Madbar. Madrid e Barcellona: progetti, teorie, immaginari
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
Il volume presenta il lavoro di trentadue studi di architettura attivi nelle due principali città spagnole, Madrid e Barcellona, secondo otto diverse traiettorie. Ciascuna di queste è introdotta da una relazione critico-tematica: Contesto (Renato Bocchi), Effimero (Luca Molinari), Frammento (Francisco Arques), Infrastruttura (Valerio Paolo Mosco), Paradigma (Damiano Di Mele), Ricerca (Ilia Celiento), Scala (Orazio Carpenzano), Tradizione (Sara Marini); a seguire, ogni traiettoria presenta le opere di quattro giovani studi, aprendo un dialogo tra loro e con la cultura architettonica più in generale. Infine, in un atlante di opere (realizzate e idealizzate), i giovani architetti qui selezionati svelano il loro volto nascosto: una costellazione di progetti orchestrati attraverso montaggi, trascrizioni e disegni inediti. Ne emerge una visione, a tratti frammentata, delle due città dove si sono sviluppate storicamente le due scuole iberiche di architettura più importanti (Univerdad Politécnica de Madrid e Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona), entrambe fondate sul modello dell’École des beaux-arts e con un’attenzione comune verso l’architettura italiana. Come scrive nell’introduzione Josep Maria Montaner: «Madrid e Barcellona hanno avuto influenze e obiettivi diversi nella loro architettura. A Madrid, città maggiormente segnata dal costruttivismo e dall’organicismo di Bruno Zevi, hanno predominato proposte più formaliste […] Barcellona, invece, è sempre stata più eclettica e realista, ispirandosi, ad esempio, alla Scuola di Amsterdam, all’architettura italiana del dopoguerra e all’organicismo finlandese».
Il misuratore di icone. Tecnologie e progetto
Giovanni Morabito
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 256
Attraverso una serie di scritti e di progetti di Giovanni Morabito, il volume si propone di illustrare e ricostruire il lungo percorso culturale dell’autore, iniziato in sodalizio con Costantino Dardi, che definendolo «misuratore di icone» ha condotto con lui una serie di sperimentazioni progettuali sulla relazione tra forma e tecnica e sulle configurazioni primarie, come nel caso del cubo realizzato per la stazione di servizio Agip a Venezia-Mestre nel 1971. La prima parte del libro raccoglie i principali scritti di Morabito sui rapporti fra tecnica e architettura e tra forma e struttura, rivolti sugli aspetti tipologici, morfologici e tecnologici della disciplina; mentre la seconda parte presenta una rassegna di progetti per temi di carattere architettonico, strutturale, di recupero e di restauro che testimoniano il costante esercizio di verifica della dimensione fisica della figura, legittimata tra misurazione e matericità. Gli allievi Spartaco Paris e Roberto Bianchi rimarcano la duplice natura di ingegnere-architetto del loro maestro, figura che al tempo stesso incarna la dimensione scientifica e quella umanistica, il che gli ha permesso di concepire, meglio di altri, il progetto costruttivo come parte di un processo in cui interagiscono il contesto produttivo e l’innovazione tecnologica. In un periodo storico di sempre più marcati confini disciplinari, l’esperienza di Giovanni Morabito è quindi quanto mai preziosa, perché «l’architettura costruita, quella ereditata dal passato, quella in atto e quella che in futuro verrà non può che, nel bene e nel male, fare i conti proprio con la tecnologia».
La crisi del profeta. Frank Lloyd Wright
Carlo Nardi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 184
«Per un anno, lascio lo studio a sé stesso, e abbandono mia moglie e i bambini, in cerca di un’avventura spirituale». Così scriveva Frank Lloyd Wright nel settembre del 1909 all’amico e cliente Darwin D. Martin, comunicandogli la propria scelta di partire per l’Europa. Dietro la fuga si celava una profonda crisi personale e professionale che troverà una soluzione in Italia, nell’estate del 1910, con la sua decisione di tornare a casa, che così commenterà scrivendo da Fiesole al collega inglese Charles Robert Ashbee: «La battaglia è stata combattuta. Sto tornando a Oak Park per riprendere in mano il filo del mio lavoro e – in una certa misura – della mia vita, là dove l’ho reciso». Nella convinzione che il nucleo del pensiero di Wright sia fondamentalmente costante nel tempo, l’autore pone al centro del volume la crisi del 1909-1910 e, a partire da quel momento di svolta, offre una ricognizione retrospettiva sui caratteri originali dell’architetto americano, rifugiatosi in volontario esilio tra Firenze e Fiesole, luoghi allora particolarmente importanti per gli artisti. Formatosi sulle originarie fonti culturali dell’America dell’Ottocento, tra ardore religioso e pensatori quali Ralph Waldo Emerson, impegnati in una nuova dichiarazione d’indipendenza dall’Europa, non più solo politica ma anche culturale, Wright si considerò investito dell’alto compito di farsi propheta in patria di una nuova architettura, salvando la disciplina dal morbo del Rinascimento e del mondo Beaux-Arts, straordinariamente apprezzati negli Usa dell’Esposizione Colombiana a Chicago del 1893, e volgendo lo sguardo verso altre culture come quella giapponese. Nella sua ricostruzione delle origini del pensiero di Wright, l’autore tenta inoltre di mettere in discussione alcune parole chiave (“natura”, “organico”) e l’effettivo peso dell’influenza di maestri come Louis H. Sullivan, illuminando maggiormente figure minori come Joseph Lyman Silsbee.
Ipotesi sull'arte italiana. Scritti 1959-2000
Roberto Sanesi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 504
Il libro raduna una selezione di testi scritti fra il 1959 e il 2000 dal poeta, anglista e traduttore Roberto Sanesi, come testimonianza di un’attenzione costante verso l’arte italiana del suo tempo. La sua è un’autentica voce fuori dal coro. Trova qui origine quella sinergia fra parola e immagine che sarà costante del Sanesi critico quanto del Sanesi poeta. Questi scritti, infatti, vanno visti come lo sfondo su cui prendono vita le grandi antologie della poesia inglese e americana da lui curate, le traduzioni di Thomas Eliot, e soprattutto i saggi pubblicati in "La valle della visione" sulla cultura figurativa e letteraria dell’Inghilterra moderna. In Sanesi, come in Eliot, il tratto cruciale dell’operare critico poggia su una «interferenza di sensibilità individuale» che pone la «critica in funzione di una creatività poetica». Da qui l’idea che la critica, come l’arte visiva, non sia altro che una «ipotesi» per cercare di spiegare il mondo circostante, e che non fatica, in un giro di frase, a diventare anche una ipotesi «etica».
Aldo Rossi. Ecologie
Vincenzo Moschetti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 224
Una fotografia scattata a Ghiffa nell’autunno del 1993 posiziona la teoria di questo libro. Aldo Rossi è ritratto in piedi sul muro che separa fisicamente la sua casa dalle acque del Lago Maggiore esondato. Le acque si confondono con gli elementi dell’architettura, ridisegnando le geografie, in una verosimile alleanza tra natura e artefatto. Rossi autore, in quanto esploratore, pratica le scienze naturali costruendo un programma architettonico tra uomo e ambiente, un tema altro rispetto a quello della città, e che potrebbe essere interpretato come un’anomalia, ma che in realtà definisce gli strumenti di uno studio critico orchestrato sul progetto d’architettura. L’immagine conduce a una sintesi etimologica, dunque, dove l’introduzione del termine ecologia indica la lente sotto la quale questo libro si sviluppa. L’emergere di una ecologia apre alla lettura di ambienti e ambientazioni, così come l’accesso concreto alle acque della Laguna di Venezia e del Lago Maggiore, o, ancora, alle ombre dei boschi di Borgo Ticino. Sono queste le geografie di una sperimentazione in cui le architetture intervengono, a partire dagli anni Settanta, per verificare l’esistenza di un mondo nuovo al quale Aldo Rossi, guidato anche dalle visioni di Étienne-Louis Boullée, ha cercato di prendere parte. Questi primi dati sembrano proporre una teoria in cui collisioni e alleanze tra ambienti, presenze naturali e progetto descrivono quella traccia secondo la quale – per usare le parole dell’autore – «geografia ed ecologia hanno aperto grandi orizzonti». All’architettura è consegnato il compito di partecipare a un sistema “fondato” su ecologie, al plurale, dove operazioni progettuali interagiscono al fine di disegnare geografie.
Nel delirio. Letteratura e malattie della mente
Valentino Baldi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 224
Lo spazio immaginario in cui si muove chiunque legga un testo letterario è un luogo sia familiare che sconosciuto, simile al nostro mondo, ma anche molto diverso. Leggiamo, certo, per conoscere epoche passate, per provare emozioni, per accogliere esperienze lontanissime. Questo libro lavora su tutto ciò che di irrazionale, folle e antilogico avviene in noi nell’atto della lettura. Attraverso un testo letterario siamo abituati a sospendere temporaneamente l’incredulità, ad accogliere la figuralità, a veder nascere e morire personaggi come se fossero individui di carne, ma forse non riflettiamo mai a sufficienza sulle conseguenze della condivisione razionale di un universo di scrittura in cui tutto è già concluso eppure continua per sempre. Mondi come quello che abitiamo nell’Amleto, in cui un fantasma compare ancor prima che il dramma inizi; oppure come quello della Commedia, in cui Ugolino è per sempre avvinghiato al suo eterno nemico. Nel delirio muove dall’ipotesi che per capire il linguaggio e il mondo della letteratura sia necessario conoscere e comprendere le malattie della mente. Questa proposta di teoria letteraria sonderà dunque le “logiche del delirio” al fine di produrre uno schema critico e interpretativo al servizio dei testi e delle loro (s)ragioni.
L'architettura dell'enclave. La possibilità di un progetto totale
Andrea Pastorello
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 328
Indagando esclusivamente prigionie volontarie e consenzienti, l’autore osserva che l’architettura da sempre è solo una questione d’enclave, e che il progetto da sempre si misura con la totalità. A fondamento del reale e dell’abitare si pone la tendenza dello spazio a farsi isola e legge. Attraverso la costruzione di un atlante di eterogenee “comunità” (di anziani, di golfisti, di proprietari di aerei ecc.), emerge una geografia in cui si addensano i princìpi dell’enclave e del progetto totale. Come le isole sono modelli del mondo confinati in una cornice spazialmente e normativamente delimitante, così l’enclave non solo presuppone il progetto totale, ma è lo spazio paradigmatico dell’architettura stessa. Giunti a riva, siamo in balìa dello spazio e delle leggi dell’isola, siamo in balìa dell’architettura totale, che non può che rinsaldare il rapporto originario della legge con la vita. Viviamo dunque all’interno di un’architettura che è la nostra più felice condanna, che è il miracolo che possiamo e dobbiamo abitare. Lo spazio del progetto totale allora è il “lì” in cui si apre la possibilità dell’esistenza, o di una nuova esistenza: è la légion étrangère che offre ai prigionieri volontari nuove vite – non mi interessa chi eri, ma chi vuoi diventare –, nuovi muri a cui abbandonarsi. Ecco la conquista della piena coincidenza tra progettazione ed esistenza: l’architettura dell’enclave edifica la nostra biografia. E questo, dopo tutto, è il progetto totale.

