Seb27
Storia dell'incertezza. Il difficile dialogo fra l'uomo e la natura
Luigi Sertorio
Libro
editore: Seb27
anno edizione: 2013
pagine: 120
L'uomo cerca la certezza nella guida della religione, nelle leggi dello stato, nelle misure dell'economia. Ma c'è un quarto polo di guida, il procedere della conoscenza scientifica. Sono i quattro linguaggi, mappe della realtà. La realtà perenne che ci circonda e ci sfugge. Il divenire dell'uomo è punteggiato dal succedersi delle generazioni, dal loro imparare e dimenticare. Il procedere della scienza offre all'uomo protesi all'agire collettivo che nessun'altra specie vivente possiede. L'uomo appartiene alla biosfera terrestre, nasce, si nutre e muore come ogni altro organismo, ma si comporta in modi diversissimi da una generazione all'altra, perché si impadronisce di tecnologie sempre nuove, e le usa senza saggezza. Il procedere della scienza è un continuo correggersi, ma gli strumenti di questa conoscenza sono usati dall'uomo sotto l'impulso del caso, in un continuo sbagliare. Potenza tecnologica ed errore appartengono all'umanità e rendono la storia dell'uomo incerta, ossia disobbediente all'armonia della Natura. In questo libro si tracciano alcune tappe di questa storia, partendo dall'ansia per la salvezza, espressa nel Dies Irae medioevale, arrivando al presente che cerca di collocare la vita nel quadro immenso della dinamica cosmologica, piena di sconfinato fascino e di domande senza risposta.
La natura e le macchine. Le piramide economica del consumismo ha la base nella miseria
Luigi Sertorio
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2009
pagine: 88
L'informazione acquisita nella conoscenza scientifica è unidirezionale, va dalla Natura all'uomo e avanza con la speculazione teorica e la conferma dell'esperimento. Questo procedere ha da una parte la faccia luminosa della conoscenza e dall'altra la faccia nascosta delle filiazioni tecnologiche, il contatto con il mondo delle macchine, che appartiene alla società e porta con sé arbitrio e istinti di prevaricazione, predominanti sul progresso materiale. La scoperta della fisica nucleare è stata immediatamente incanalata verso l'esito di Hiroshima e Nagasaki e ci vorranno forse secoli prima che la specie umana riesca a liberarsi di tale impronta originale. Il maxipotere concentrato in poche mani non è il portatore della bellezza e della creatività che la Natura fa nascere in continuazione; all'opposto impone il consumismo, macchina inutile, che genera ricchezza concentrata e ignoranza diffusa.
Topografie interculturali. Come le migrazioni trasformano le città e ne diventano parte
Roberta Ricucci
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2026
pagine: 120
Insegne, lingue, profumi… sono alcuni indizi lasciati delle migrazioni nelle grandi città, così come in piccoli e sperduti comuni, nel presente e nel passato. Se ieri queste tracce venivano nel tempo cancellate o coperte da una progressiva omologazione dei gusti, delle preferenze commerciali, del camouflage per apparire come gli autoctoni, oggi le differenze vengono valorizzate dalle leggi dell'economia e dal diffuso pluralismo culturale. Così i luoghi di immigrazione si trasformano col contributo di coloro che arrivano da fuori. Nulla è più (o forse non lo è mai stato) confinato nelle periferie, nei quartieri "etnici", e quelle "little Italy" o "Chinatown" oggi restano solo attrazioni turistiche, caricature di un passato da dimenticare. La diversità ristruttura le città, ed essa è tangibile quotidianamente a tutti: detrattori e sostenitori del diritto alla mobilità, vecchi e nuovi migranti, cittadini di diverse generazioni. Nessuno infatti può più considerare estraneo chi contribuisce alla vita collettiva con attività commerciali e culturali, con iniziative formative e associative in cui si mescolano tradizioni, accenti, culture e pratiche.
L'altra collina. Cesare Pavese tra Reaglie e Pino
Cristofari Gioele
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 128
Nato per accidente a Santo Stefano Belbo, e spesso ridotto dai suoi critici a scrittore langarolo perso in un suo immaginario middle-west di provincia, Cesare Pavese fu invece intellettuale profondamente radicato nella città in cui trascorse quasi tutta la vita, Torino. Le stesse colline che fanno da sfondo alle sue opere non sono, in molti casi, quelle della Valle del Belbo, ma le più vicine alture che chiudono a Oriente la città piemontese (così, soprattutto, nel capolavoro la casa in collina). Qui, in uno dei borghi che le costellano, il giovane studente aveva trascorso le estati dell'adolescenza, per scoprire più tardi in quelle memorie le «radici» della sua poetica del mito: mai riconosciuta finora, Villa Pavese è stata individuata nel corso delle ricerche che hanno condotto a questo volume, ed è qui descritta per la prima volta. Dalla biografia all'opera (e viceversa), l'altra collina cerca insomma di reindirizzare fuori dallo stereotipo regionalista la lettura dello scrittore torinese, attraverso l'esplorazione di quel paesaggio liminale, quasi trait d'union tra la città industriale e il selvaggio della langa, rappresentato dalle basse alture del Po.
Al tempo delle officine. Dialogo immaginario con Eusebio Garavini, carrozziere
Daniela Garavini
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 192
Eusebio Garavini (1881-1947), figlio di braccianti, semianalfabeta, emigra nel 1898 a Torino da un piccolo paese della Romagna. Lavora come operaio, studia la sera e in pochi anni mette in piedi una carrozzeria in cui saranno impiegati oltre 700 operai. In un dialogo immaginario con una nipote mai conosciuta, Eusebio ripercorre i momenti salienti della sua vita privata e pubblica. Racconta la famiglia d'origine, l'incontro con la moglie, il rapporto con i figli, ma anche le sue scelte nei momenti topici della storia del Novecento: la Belle Époque e la Grande guerra; il Biennio Rosso e l'occupazione delle fabbriche; la nascita del fascismo, la crisi del 1929 e le conseguenze per la sua fabbrica; la Seconda guerra mondiale, la Resistenza e il referendum istituzionale del 1946. La narrazione si basa su memorie familiari e su documenti d'archivio.
Generazioni interrotte. Trasmissione, passaggi, rigenerazioni dagli scarti
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 104
Oggi è in atto un radicale cambiamento nel rapporto con il tempo. Il passato non gode più del fascino dell'esperienza e il futuro è sempre meno aperto a ogni possibile incanto. Il presente del qui e ora risulta privilegiato. Il culmine di questa tendenza si presenta come autogenerazione senza necessità di coloro che ci hanno preceduti, né tanto meno di coloro che seguiranno e di cui prendersi cura. I passaggi da una generazione all'altra hanno perso l'illusione di continuità di altre epoche a favore dell'interruzione strutturale tra una generazione e l'altra. L'effetto è un certo smarrimento bilanciato da una maggiore libertà. Svuotate della supposizione di sapere, le funzioni di disparità, sociali, genitoriali, di insegnamento e di cura, temono il confronto con un sapere sempre più a portata di click. Eppure, la rete fitta di informazioni porta a perdersi se si naviga senza l'orientamento dato dalla bussola del legame. Più che generare del nuovo, oggi, la scommessa è rigenerare dagli scarti che ogni generazione lascia come traccia del suo passaggio, rinnovando la trasmissione di un desiderio non anonimo che possa aiutare ciascuno a costruirsi una rotta.
Lingua madre Duemilaventicinque. Racconti di donne non più straniere in Italia
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 280
Quella di Leyla è una ferita che profuma, che unisce il Libano immaginato e quello reale. La voce di Loranda è la sua casa, vibra di radici, anche se l’Albanese è un’eco distante. Sayaka e Nancy Jissel percorrono la stessa linea genealogica femminile, poco importa se in Giappone o in Ecuador. Lidija fa del rosso 'ajvar' l’emblema dell’identità balcanica che viaggia nelle valigie di chi vive altrove. Memorie, suggestioni, cura, macerie si mescolano in questi racconti con una sensibilità che produce talora turbamento. La complessità vissuta da chi è migrante, ma anche non più straniera, spesso non ottiene riconoscimento. Senza retorica, le autrici affrontano i temi connessi a famiglia, tradizioni, carriera, malattia, rinascita. Rendono omaggio alla profondità e al senso della relazione fra donne, allo scambio generato dall’immersione nel mondo dell’altra, anche attraverso la mediazione del linguaggio, che può veicolare comprensione, amore, persino inattesi capovolgimenti esistenziali.
Il moto dell'effimero. Sguardi sul teatro negli spazi aperti dal Rinascimento a oggi
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 152
Nelle politiche culturali odierne l'arte e il teatro nello spazio pubblico sono sempre più spesso relegati alla funzione di strumenti atti a stimolare e implementare processi di rigenerazione urbana e di riqualificazione sociale. Questa visione strumentale dell'arte è oggi al centro di un'importante riflessione, attiva a livello nazionale e internazionale. Questo volume si propone di raccogliere una serie di sguardi sull'attività teatrale negli spazi aperti svolta negli ultimi sei secoli e di approfondire alcuni aspetti di questa storia fatta di compagnie e gruppi teatrali, di donne e di uomini spesso sconosciuti. L'arte performativa nello spazio pubblico rappresenta infatti più che mai un fenomeno effimero eppure profondamente legato all'idea che abbiamo della Polis, incarnato nell'essere umano di ogni cultura e tradizione; una riflessione collettiva sulla sua funzione trasformativa e di incontro è ancora indispensabile nell'era dei social media e della visione dell'arte come mero servizio.
Il dibattito intorno alla schizofrenia. Una lettura a partire da Freud e da Lacan
Monica Buemi
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 136
Freud è stato uno dei protagonisti del dibattito che ha portato alla nascita del concetto di schizofrenia, termine introdotto dallo psichiatra Eugen Bleuler nel 1911. Dopo la rottura con Jung e l'allontanamento di Bleuler dal movimento psicoanalitico, Freud proseguirà le sue elaborazioni di cui troviamo mirabile testimonianza nel caso Schreber e dopo qualche anno arriverà ad accostarsi alla schizofrenia nelle sue articolazioni tra corpo e linguaggio. Nel suo "ritorno a Freud", Lacan si occupa più della paranoia che non della schizofrenia; tuttavia, in un secondo momento, egli intraprenderà la strada opposta riconsiderando la psicosi dal suo lato schizofrenico. Rispetto alle posizioni soggettive definite come altrettante modalità di difesa contro quella che Freud definiva una "primaria esperienza di soddisfacimento", e che Lacan chiamerà il reale del godimento, la schizofrenia può essere considerata come una modalità paradigmatica della psicosi poiché mostra senza veli e senza difesa l'incidenza di quel godimento, prerogativa e dramma del corpo, che è preso nell'elemento di linguaggio.
Individui contemporanei, solitudini sconfinate
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 120
L'epoca in cui viviamo non favorisce il legame sociale. Il capitalismo liberista, servendosi della scienza, produce incredibili quantità di oggetti che possono arrivare a diventare delle vere e proprie protesi del nostro corpo. Ne consegue un ripiegamento individuale sui propri oggetti, e al tempo stesso la spinta a una sorta di autonomia psicologica, all'ipotetica capacità di godere pienamente, senza limiti e senza altro riferimento che se stessi. Decaduta la dimensione simbolica, non sono più possibili ideali e valori comuni. L'alterità è vissuta come insopportabile e le vie che vengono percorse vanno dal tentativo di omologazione alla discriminazione, fino alla distruzione di coloro che non sono nemmeno più percepiti come umani. Resta il tentativo di fare legame a partire dal proprio corpo, da un modo di godimento che si suppone comune. È però un legame in cui il soggetto si sostiene sulla presenza (anche virtuale) degli altri, sostegno che non può venire a mancare pena una caduta rovinosa. La psicoanalisi valorizza invece la differenza irriducibile e il legame che si fonda su di essa, senza l'illusione di una completezza possibile e senza nostalgia.
L'orma del demiurgo. «Il testo teatrale e le origini della regia» e «idea della regia teatrale in Italia»
Gian Renzo Morteo
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 408
Le ipotesi alla base delle lezioni di Gian Renzo Morteo, che fin dagli inizi degli anni Settanta hanno suscitato presso gli studenti un vivo interesse, si connotano per la loro originalità. Il mondo teatrale viene esplorato "a tutto tondo" allontanandosi definitivamente dal punto di vista dell'esclusiva attenzione per il testo e accostandosi al teatro come a un fenomeno complesso composto da molteplici elementi strutturali, destinato a esistere solo in un determinato momento e in un determinato luogo, quello del suo farsi. Un teatro vivo, che non esiste in quanto prodotto finito, ma per il quale il momento della produzione e del consumo coincidono. Sempre all'interno di questo modello teorico, i due testi che qui presentiamo, nati al tempo come dispense universitarie, ci offrono una chiave di lettura dell'insieme delle intuizioni, delle discussioni e delle proposte che hanno portato alla comparsa della regia teatrale in Italia. L'analisi è poi accompagnata da un'esaustiva antologia storica che restituisce direttamente la voce degli ispiratori e dei protagonisti di quella particolare stagione culturale della prima metà del Novecento.
Sull'esistenza dell'inconscio. Disagio, legami sociali e razzismo
Libro: Libro in brossura
editore: Seb27
anno edizione: 2025
pagine: 280
Questo volume di Ipol prende avvio dalla questione intorno a quel che ci interroga della psicoanalisi lacaniana. La prima parte è dedicata all'elaborazione sui testi freudiani e in particolare sul disagio nella civiltà, la quale, richiedendo di barattare una parte di felicità in cambio di sicurezza, risulta al contempo garanzia di protezione e regolazione dei legami e fonte di sofferenza e disagio. La seconda parte raccoglie i commenti delle risposte di Jacques Lacan alle questioni postegli nell'intervista del 1973, televisione, e i cui temi affrontati spaziano dalla responsabilità dell'analista rispetto all'ex-sistenza dell'inconscio fino all'etica del ben-dire, attraversando concetti fondamentali quali affetto, godimento, pulsione, corpo, discorso e amore. La terza parte raccoglie i contributi che interrogano la forma odierna del legame sociale e la clinica dei soggetti contemporanei, a partire dall'enunciato di Lacan nel seminario …o peggio del 1972: «[…] Quello che sta crescendo, di cui non si sono ancora viste le conseguenze estreme, e che si radica nel corpo, nella fratellanza del corpo, è il razzismo».

