Libri di Maurizio Ferraris
La pelle. Che cosa significa pensare nell'epoca dell'intelligenza artificiale
Maurizio Ferraris
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 304
«La pelle, quella che dà il titolo a questo libro, non è solo la sede della sensibilità. È anche, in quanto involucro vivente di un organismo volente, quella che si vuol vendere cara, al prezzo più alto possibile, in ogni momento della nostra vita; che ci attira verso un altro vivente per imperscrutabili questioni di pelle; o che può renderci amici per la pelle; o ancora quella che vorremmo fare o che vorremmo farci. Ossia è un impasto di sangue, sudore e lacrime che nessuna macchina potrà né vorrà mai imitare. Ciò premesso, metto in attesa la pelle e passo al silicio». Che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cos'abbiamo noi che l'intelligenza artificiale non possieda? A credere a quel che si legge, niente: i computer pensano, e meglio di noi, tanto è vero che ci portano via il lavoro. Ma a rifletterci un poco, le differenze ci sono eccome. I computer non vivono, non muoiono, non hanno paura, non si annoiano, e soprattutto non vogliono. Impassibili, registrano le nostre azioni e passioni, e hanno bisogno del nostro prompt proprio come un vampiro ha bisogno di sangue. Basta saperlo, e passa la paura. Quel sangue che alimenta il web, l'intelligenza artificiale, il grande archivio della vita umana, è nostro, e deve tornare a noi. Ma questo non potrà mai aver luogo se non capiamo che quello che abbiamo scaraventato in cielo e trasformato in una entità malvagia e minacciosa siamo noi e soltanto noi, nel nostro sapere e nella nostra insipienza, nelle nostre speranze e nelle nostre disperazioni. Purtroppo. O per fortuna, se saremo capaci di cavare dei fiori da tutto quel letame.
Il gusto del pensare. Dalle origini a Ockham. Ediz. con CLIL. Per le Scuole superiori. Volume Vol. 1
Maurizio Ferraris
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Paravia
anno edizione: 2019
Il gusto del pensare. Dalle origini a Ockham. Per le Scuole superiori. Volume Vol. 1
Maurizio Ferraris
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Paravia
anno edizione: 2019
Pensiero in movimento. Contemplazione. Ediz. con CLIL. Per le Scuole superiori. Volume Vol. 1
Maurizio Ferraris
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Paravia
anno edizione: 2019
Pensiero in movimento. Contemplazione. Per le Scuole superiori. Volume Vol. 2
Maurizio Ferraris
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Paravia
anno edizione: 2019
Introduzione a Derrida
Maurizio Ferraris
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2003
pagine: 167
In questo volume Maurizio Ferraris, ordinario di Filosofia teoretica nell'Università di Torino, presenta un'esposizione completa, critica e concisa, non dello stile o delle suggestioni di Derrida, ma delle sue teorie.
Jackie Derrida. Ritratto a memoria
Maurizio Ferraris
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2006
pagine: 113
"Buona parte di questi scritti risalgono a un periodo in cui credevo di essere a mille miglia da Jacques. Era stata una decisione necessaria, una presa di distanza rispetto a tutto quello che avevo creduto vero sino ad allora. Non era così, me ne sono reso conto nel 2004, e ho capito che stavo semplicemente rielaborando per conto mio quello che avevo imparato da lui. Avrei voluto dirglielo, ma era un po' imbarazzante, lo ammetterete. E comunque adesso è troppo tardi." Un piccolo libro molto personale e profondo. Attraverso i ricordi e le teorie (perché tra filosofi succede così), attraverso un'amicizia durata quasi un quarto di secolo, una chiave per capire la filosofia del grande Jacques Derrida (1930-2004), anzi, Jackie, il suo vero nome.
TRACCE: NICHILISMO MODERNO POSTMODERNO
MAURIZIO FERRARIS
Libro: libro varia
editore: Millenium
anno edizione: 2006
Tracce. Nichilismo moderno postmoderno
Maurizio Ferraris
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2006
pagine: 167
«Ho pubblicato "Tracce" da ragazzo, avevo smesso da poco di leggere "L'isola del tesoro". Ecco la quarta di allora: "'Tracce', una parola chiave della filosofia del Novecento (Ernst Bloch, Jacques Derrida), in questa raccolta di saggi delinea una serie di percorsi - dunque, di tracciati e di vie di ricerca presenti nella riflessione contemporanea: dal dibattito sul nichilismo alla 'crisi della ragione', dal 'pensiero debole' alla 'condizione postmoderna'. Vale a dire, al tempo stesso, una rete concettuale eterogenea e ancora in fieri, sul traino della storia delle idee; e la deliberata rivendicazione di un pensiero della differenza e della molteplicità, sul piano della riflessione teorica propriamente detta (Deleuze, Derrida, Lyotard, Vattimo, Rorty...). Di questi progetti incompiuti o sentieri interrotti, Tracce vuole offrire una presentazione ragionata, seguendo il filo conduttore (tematico e teorico) di un nichilismo non patetico né eroico che abbandoni cioè 'un certo tono apocalittico adottato da qualche tempo in filosofia'". Da allora molte cose (non tutte) sono cambiate, in me e fuori di me. Dire che non rinnego niente sarebbe falso, visto che per me diventare filosofo (ammesso e non concesso che ciò sia avvenuto, e che qualcosa del genere, "diventare filosofo", avvenga in generale) ha coinciso proprio con il rinnegare, denigrare, sbeffeggiare, o anche solo stufarsi di buona parte delle cose che scrivevo in quel libro.» (Maurizio Ferraris).
Ermeneutica di Proust
Maurizio Ferraris
Libro
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2022
pagine: 128
«Tutto è incominciato quando, nell'estate tra le scuole medie e il liceo - avevo, appunto, quattordici anni ed era il 1970 - mi sono impegnato, con spirito agonistico, nella lettura integrale della Recherche. A quei tempi in Italia la scuola finiva agli inizi di giugno, e ricominciava ai primi di ottobre. Quattro mesi infiniti si stendevano di fronte a me e a tutti gli altri scolari d'Italia. Calcolai che al ritmo di 100 pagine al giorno avrei avuto il tempo, e in effetti lo ebbi. Non finì lì. Tra il 1970 e il 1980, e specialmente nella prima parte del decennio, la rilessi sette volte, in originale e in traduzione, e nel 1987 pubblicai questo libro su Proust, che ora ripropongo con una lunga e nuova introduzione. Da allora non ho riaperto la Recherche, per una comprensibile sazietà. Alla cessazione delle mie letture avevo trentun anni, oggi ne ho sessantasei, il che significa che per oltre metà della mia vita non ho letto la Recherche, mentre per oltre metà della prima metà della mia vita ho fatto poco più che leggere la Recherche, e ho avuto modo di mettere alla prova l'assunto generale di Proust, secondo cui un libro è un paio di occhiali fatto per leggere in noi stessi e per dire che sì, è proprio così che funziona la vita.» (Maurizio Ferraris)
Lo specchio della produzione. Critica dell'industria del desiderio
Jean Baudrillard
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 146
Già negli anni Sessanta del Novecento Jean Baudrillard scrive alcuni testi di critica della società dei consumi, e lo fa in una prospettiva di marxismo eretico che prende le mosse sia da Henri Lefebvre sia da Guy Debord e dai situazionisti. Il suo intento fin dai primi lavori è allargare il raggio d’applicazione della critica dell’economia politica di Marx agli effetti sociali della circolazione delle merci. Baudrillard mira a trascendere la produzione e lo scambio economico delle merci, inserendo a pieno titolo nella produzione stessa ambiti invece considerati da Marx come residuali o sovrastrutturali, quali la cultura, l’informazione, la sessualità. E ciò perché tali ambiti, acquisiti nel ciclo della valorizzazione del capitale, rendono immediatamente produttivo anche il consumo. In questa logica, "Lo specchio della produzione" ipotizza una forma/segno che identifica la stessa forma/merce e che è ancor più influente nella determinazione del valore rispetto al mero calcolo del costo economico dato dal rapporto tra salario, prezzo e profitto. Alla critica della forma/merce Baudrillard intende sostituire una critica dell’economia politica del segno e della sua espressione suprema, il valore/desiderio, che si presenta come variabile indipendente dalla produzione e come il sistema che sussume ogni possibilità di radicale rottura con il sistema nel suo complesso. Introduzione e postfazione di Maurizio Ferraris.

