Luni Editrice: Il sogno di Gutenberg
Soggiorno a Venezia. D’Annunzio nella Recherche: un inedito
Marcel Proust
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 64
L’Europa che dalla Belle Époque, dal Gran Ballo Excelsior, era piombata a piè pari nelle trincee del Carso, in un battito di ciglia era passata dalle tinte rosa dei quadri delle femme fleures di Boldini ai cupi manifesti di guerra rosso sangue, si trovava a dover ricomporre i suoi cocci e già vedeva i primi scontenti della pace, tra i quali e prima di tutti proprio Gabriele D’Annunzio che, animato da sentimenti di rivalsa contro Versailles, gridava alla “vittoria mutilata”. In tale temperie germina questo controverso episodio della "Recherche" di Marcel Proust che vede aleggiare la presenza del Vate in una frivola, ma quanto mai pregnante discussione da caffè, in una Venezia di cent’anni fa. Proust, l’11 dicembre 1919, all’indomani dell’assegnazione del premio Goncourt, e circa due mesi dopo l’entrata a Fiume dei legionari fiumani al seguito di D’Annunzio, intenti a riprendersi l’Istria e la Dalmazia loro negata dai burocrati, pubblica sul Matin un’anticipazione del suo romanzo maggiore, inserendo questo ironico cammeo sull’impresa fiumana. Il brano in questione, che avrebbe dovuto far parte del sesto volume della "Recherche", ossia del tomo "Albertine disparue", poi "La Fugitive", fu ripreso in Italia nell’edizione del 2 settembre 1924 del quotidiano Il Mondo (fondato da Giovanni Amendola a Roma), nel quale si riproduceva tradotto ma per poi apparire, curiosamente purgato del riferimento a D’Annunzio, nell’edizione definitiva della "Recherche". Il traduttore dell’epoca, che si firmava con la sigla G.S., dava in questo modo in pasto al pubblico italiano questo gustoso estratto, che vede un elogio piuttosto enfatico, per non dire smaccato, rivolto a D’Annunzio da parte di un misterioso autore francese di nome Marcel, appunto, Marcel Proust.
Pasolini, una vita
Nico Naldini
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 576
Edizione riveduta e ampliata con documenti inediti a cura di Simone Gianesini.
Le avventure di un libraio
Giuseppe Orioli
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 336
Quella di Orioli fu una vita fatta di “incontri straordinari”: fu con D’Annunzio in Fiume occupata, conobbe Tristan Tzara, fondatore del dadaismo, era commensale abituale alle cene in trattoria con Eugenio Montale e altri poeti, le gite a Siena con Aldous Huxley… Orioli fu un uomo del suo tempo: avventuroso (da cui il titolo perfettamente calzante del suo libro), grande viaggiatore (spesso a piedi per paesini, musei e chiese sperdute alla ricerca dell’in-folio introvabile), spregiudicato, con una filosofia esistenziale sfrontatamente scanzonata e anticonformista per amori, frequentazioni e intraprese commerciali. Quando, infine, si arriva all’ultima pagina e si legge «non mi dispiacerebbe rivivere questa mia vita…», bisogna ricordare che egli morì in piena guerra, lontano dall’amata Italia, a Lisbona, a soli 58 anni, abbandonato da tutti, in solitudine e povertà, assistito solo dal fedele aiutante Carletto.
Ah, la vecchia BUR! Storie di libri e di editori
Evaldo Violo
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 208
È difficile immaginare oggi l'enorme impatto che ebbero i piccoli volumetti grigi della BUR quando uscirono nel 1949 e si diffusero in tutta Italia, da Palermo a Trieste. In un'Italia appena uscita dai disastri della Seconda guerra mondiale, ma desiderosa di riprendersi e rinascere dalla crisi economica e morale ereditata dal ventennio fascista. Oltre alla ricostruzione materiale delle case, delle industrie, delle strade, dei commerci, era indispensabile e urgente una ricostruzione culturale e morale. La nascita della BUR si inserisce in questo sforzo di ripresa di un decoroso e civile livello di vita. I libri della BUR presentavano i grandi classici di tutti i tempi e di tutte le letterature, in ottime traduzioni integrali a un prezzo bassissimo. Per tutti gli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta la diffusione della BUR fu un fenomeno mai visto prima in Italia. Già nel 1952 l'Unesco definì la BUR "iniziativa di importanza e interesse mondiale". Poi venne il Sessantotto e la contestazione della cultura tradizionale, quindi dei classici, e nel 1965 gli Oscar con la narrativa contemporanea e le copertine colorate. Era cambiato il mondo, era in corso il miracolo economico e l'innalzamento della scuola dell'obbligo alla media. Anche la BUR doveva cambiare e cambiò. Fu introdotta la narrativa contemporanea, per i classici fu introdotto il testo a fronte e le introduzioni e le note si alzarono di livello. Era nata la seconda BUR. Per definire la differenza tra la prima e la seconda BUR non ci sono parole migliori di quelle di Giorgio Manganelli: "La vecchia BUR assomigliava alla Reclam, l'universale tedesca che esiste tuttora; la nuova prende il tè con la Loeb, con i Classiques Garnier, magari si fa presentare alle Belles Lettres". Queste vicende ci racconta Evaldo Violo, storico direttore della collana dal 1973 al 2002, in una lunga conversazione con Marco Vitale, ripercorrendo, da un'angolazione privilegiata, un buon tratto delle storia dell'editoria italiana della seconda metà del secolo scorso.
Tradurre la vita
Serafino Balduzzi
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 64
Serafino Balduzzi ci introduce, attraverso le pagine di questo suo scritto, a metà tra autobiografia di vita e di traduttore, negli aspetti complicatissimi del tradurre, un atto che comporta una immedesimazione quasi totale con l’autore originario, una immersione e duplicazione di se stessi per poter comprendere profondamente non soltanto il senso del testo, ma il “respiro”, le sfaccettature più sottili legate, come per la musica, sia alla parola sia alle pause, diverse per ogni autore, paese, tempo. La grande maestria ed esperienza di Balduzzi, che ha affrontato sia testi della nostra cultura occidentale, sia della Cina antica, sia la nuova traduzione integrale della "Storia della mia vita" di Giacomo Casanova, viene servita come un puro distillato con esempi e lampi fulminei di comprensione e parallelismi tra vari esempi di traduzione e assimilazione del significato del testo originario.
Nietzsche in Italia
Guy De Pourtalès
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 96
Quello che scorre lungo le pagine di questo intenso racconto dedicato da Guy de Pourtalès a Nietzsche che visita, vive, ama, soffre e per non perdersi ritorna in Italia, è un vero e proprio gesto d’amore letterario: l’autore ci presenta gli incontri, i luoghi, i sogni e le frustrazioni del genio della filosofia moderna attraverso gli incontri, le vie e i palazzi delle città italiane da lui amate, Genova, Roma, Venezia, Torino, ultima tappa e definitivo barlume di coscienza prima del buio. In questi luoghi Nietzsche cercò di trovare un po’ di pace dai tormenti della sua mente, dal dolore della quotidianità, dall’incapacità di vivere il presente perché proiettato in quella dimensione per noi quasi sconosciuta che è la definizione del pensiero assoluto. Leggiamo uno stralcio tratto dal testo qui presentato e dedicato al soggiorno veneziano del filosofo, che ci illumina su come de Pourtalès ha inteso scrivere delle peregrinazioni del filosofo in Italia: «Questa fu la Venezia senza mandolini di Nietzsche. Certo non ebbe una giovinezza molto brillante, questo filosofo votato a diventare un Cristo laico, allorché se ne andava verso il suo calvario spirituale. Come unico amore, l’umanità futura. Come solo discepolo, un musicista indigente. Siamo lontani da quegli antichi veneziani di rango: il Byron gaudente e veramente troppo fortunato, lo snob Chateaubriand, il patetico Mickiewicz, il simpatico Musset con la sua barba da parrucchiere. Tutto questo pittoresco letterario si è stinto mentre diventavamo adulti. Oggi, queste ombre così grandiloquenti sono impallidite; queste ambizioni forsennate ci fanno un poco sorridere, e il modesto Nietzsche, così riservato, ci commuove di più nella sua discrezione, nella sua chiaroveggenza ironica. La sua Venezia personale non ha per niente l’aspetto di un piedistallo dove ci si arrampica per posare. Non ha l’aspetto di un albergo dove si gode qualche giorno di piacere. Per lui non fu che una melodia dell’anima, il preludio alle sue opere più autentiche. Più tardi scrisse in Ecce Homo: “Quando cerco una parola per sostituire quella di musica, non trovo altro che la parola Venezia”».
Le disgrazie del libro in Italia
Giovanni Papini
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 32
Non crediamo ci sia esempio più fulgido delle parole di Giovanni Papini, scritte 80 anni fa e oggi riproposte integralmente con una introduzione di Roberto Palazzi, libraio antiquario e profondo esperto del mondo del libro, per rappresentare lo “stato del libro” in Italia, oggi come allora, precario, spesso deludente, senza prospettive di guadagni, affidato al cuore di quei pochi lettori (sempre meno) che con coraggio continuano a comperare libri.
Consigli a un giovane scrittore
André Gide
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 48
In un’epoca segnata dalle avanguardie come la prima metà del Novecento, in cui tutti i linguaggi pittorici, letterari, musicali, architettonici vengono messi in discussione, fatti esplodere, ricombinati fino alla dissoluzione di tutte le forme, André Gide riesce a imporsi con uno stile che è l’essenza stessa del classicismo. I suoi ispiratori sono i più grandi autori del passato: Goethe, Keats, Virgilio, Montaigne e molti altri ancora. Proprio con continui riferimenti e collegamenti lo scrittore arriva a rivendicare l’importanza di lasciarsi ispirare dalla grande letteratura, perché per esprimere una vera originalità non occorre volersi mostrare originali a tutti i costi. Rivolgendosi con i suoi aforismi a un giovane scrittore, forse reale, forse immaginato, parla allo stesso tempo anche al lettore, dandogli il senso di ciò che rappresentano l’ispirazione e il processo creativo, ma anche la difficile disciplina dello scrivere, senza la quale nulla potrebbe “nascere” dalla penna pur prolifica di un autore.
Calvino in Topolino. Storie di scrittori, di libri e di lettori
Franca Mora
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 48
Chi ha un poco di conoscenza del mondo editoriale di oggi sa che ognuna di queste competenze è perfettamente segmentata, frammentata in ulteriori piccole sottocategorie separate e indipendenti l’una dall’altra. L’autrice riporta le parole di Beppe Oreffice: «La nostra principale attività era la ricerca: cercavamo la cultura, cercavamo l’utopia, cercavamo la vita, cercavamo per cercare. Eravamo interessati a tutto, anche ai piccoli fatti: sembrava di essere al crocevia del mondo e che tutto ciò che succedeva ci vedesse in qualche modo partecipi o coinvolti. Eravamo disponibili a viaggi ai limiti dell’umano, in quell’Italia fatta a pezzi dalla guerra, per vendere, il più delle volte, tre o quattro libri. Avevo però l’impressione di non dover vendere libri, ma idee e cultura. Avevo imparato che la filosofia della casa editrice poteva essere riassunta in tre verbi: esserci dovunque potessero esserci dei lettori, far conoscere un messaggio e le idee, spingere alla lettura e al piacere del contatto con il mondo dei libri e con i suoi attori».
Horca myseria. Origini, splendore e decadenza del sogno di un libraio
Renzo Cortina
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 128
Questo libro, che nel titolo strizza l’occhio a un grande successo degli anni Settanta di Stefano D’Arrigo, "Horcynus Orca", è il ritratto giocoso e a volte spregiudicato nei giudizi, di una Milano capitale culturale d’Italia: dalla penna dell’autore escono non personaggi di fantasia, ma uomini e donne che Renzo Cortina ha conosciuto, ospitato in casa sua e tra le pareti della sua libreria, uno fra tutti, al quale era stretto da profonda amicizia: Dino Buzzati, che trovava nell’eclettismo irrequieto di questo libraio di piazza Cavour, un suo quasi alter ego. In quelli che sono ricordati tristemente come gli anni di piombo, Cortina era fremente di vitalità e di idee, forse, anche un po’ troppo d’avanguardia. Ed ecco che, sotto forma di sogno, come esplicitato nel sottotitolo, l’autore riesce a glorificare la sua esperienza citando i numerosissimi personaggi che nel corso degli anni ha conosciuto e con i quali ha stretto amicizia, espressione della sua vulcanica personalità e della sua spiccata simpatia ed empatia, che era la cifra del suo vivere e del suo successo.
Il morbo di Gutenberg e altre patologie. Avventure e sventure di un drogato di carta stampata
Ambrogio Borsani
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 160
In questa nuova edizione notevolmente accresciuta rispetto alla precedente, si inizia un viaggio nell’universo che ruota attorno al libro. Le persone, le passioni, le pulsioni, la conoscenza, i piaceri, le manie, le follie. Incontri con uomini straordinari: Eugenio Montale, Ettore Sottsass, Fernanda Pivano, Paolo Volponi, Giovanni Testori, Alda Merini, Bill Bernbach, Paul Bowles… Ritratti di personaggi assorbiti dalla febbre della ricerca dei libri. Si viaggia tra mercatini, bancarelle, librerie, antiquari di libri, rigattieri, trafficanti clandestini di carta stampata. Si entra nella psicologia di collezionisti ossessivi, di lettori possessivi, di editori creativi, combattivi, sovversivi. Un mondo di esseri curiosi divorati dall’ansia della rarità, persi come gli antichi cercatori d’oro nell’eterna speranza di una pepita, di un intero giacimento di prime edizioni mondiali.

