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MC: Gli insetti

Erbario da bocca

Erbario da bocca

Serena Dibiase

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2024

pagine: 96

Questa nuova raccolta di Serena Dibiase presenta fin dal titolo elementi spiazzanti e, al contempo, riconducibili a un microcosmo naturale che sembra idealmente connotare i suoi frammenti poetici attraverso «una voce conosciuta» che si identifica con «la mia bocca di erba». Il motivo dell'erbario medievale è sviluppato in maniera originale e persuasiva che non disdegna di aderire a un intento progettuale ben marcato, dipanantesi attraverso le quattro sezioni proposte con una delicatezza che, a tratti, assume forme allucinate e crudeli. Tale coinvolgimento dei sensi viene ricondotto a un'aura in cui, con esiti semplici e immediati, «finisce ogni volta il ciclo del fiore / e tu metti acqua / rianimi il nome / dove il sole acceca». Il coinvolgimento mimetico con il mondo vegetale si scontra con la cognizione della precarietà linguistica che presuppone continui fraintendimenti e slittamenti di senso, sulla falsariga della lezione di Amelia Rosselli: «nessun linguaggio / crea sutura / nessuna nudità disarma». Il canzoniere denuncia la propria necessaria ascendenza a quelle attività di stampo performativo e teatrale tese a valorizzare una dimensione vocale che, come una madre, è «esposta / a tutti i fantasmi». Le parole-relitti, alla stregua di «proiezioni del sole / evocate dal mare», costituiscono il substrato di questa poetica, sempre in bilico tra naufragio e redenzione: «la differenza tra me e il blu era una finzione». (p.d.p.)
14,00 €

Lungo fiumi di luce

Lungo fiumi di luce

Roberto Rossi Precerutti

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2024

pagine: 104

Questa nuova raccolta di Roberto Rossi Precerutti forma una sorta di dittico che si configura come il naturale proseguimento dei lavori precedenti, volti ad investigare il mondo figurativo attraverso le rifrazioni di un logos scomposto in mille rivoli espressivi. Siamo nel solco della migliore tradizione derivante dal motto oraziano Ut pictura poësis. Beninteso, non si tratta di una forma eccentrica di critica ma del singolare approccio conoscitivo di un autore non allineato, sinesteticamente incantato dalla musicalità di forme metriche che gli permettono di dipingere e scolpire con le parole. E non è detto che le migliori intuizioni esegetiche non derivino proprio da un adeguato incontro tra discipline sorelle. Saranno così le opere di Nicolas de Staël a dare abbrivio ai poèmes en prose che connotano la sezione inaugurale della raccolta, rapportandosi al tema trattato mediante un raro esempio di empatia. Non è un caso che, in calce a ogni testo, ci sia il rimando specifico a un dipinto o a un avvenimento della «vita nuda» del pittore francese. Nella seconda sezione, speculare per l'insistito ricorso all'endecasillabo ed alle forme chiuse (si vedano i numerosi sonetti e le sestine), altrettanto presente è tale vocazione figurativa, anche se stemperata dal motivo di fondo delle «occasioni» montaliane, declinate con eleganza attraverso un percorso variegato che da Camerana rimanda a Pound, da Cioran a Bonnefoy, inoltrandosi tra la penombra degli «ossari» e il fulgore dei «galatei». (p.d.p.)
15,00 €

Le dodici imprese di poeta in vita

Le dodici imprese di poeta in vita

Daniele Gorret

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2024

pagine: 128

In un'epoca dominata dalla balbuzie tribale le sequenze poetiche di Daniele Gorret rappresentano un modo di accostarsi alle rifrazioni della quotidianità attraverso una visuale antichissima e nuova, che riprende le cadenze affabulatorie, incantatorie, di Gozzano e di certi crepuscolari, non dimenticando al contempo le scorribande sintattiche di Pasolini, di Volponi o di quegli autori novecenteschi, di non facile classificazione, che tendevano al recupero di una narrazione in versi atipica e anticonvenzionale. La forma privilegiata non potrà dunque che debordare in quella inattuale del poema o del poemetto di taglio narrativo che procede intorno alla cadenza ossessiva, percussiva, di un endecasillabo che si dirama mediante uno stile semplice e prezioso. Il presente lavoro, dall'evidente intento programmatico, si configura come l'espressione più naturale per elaborare una dimensione autobiografica, monologante, che, partendo da un dato tangibile, si inoltra lungo i meandri labirintici della memoria, al fine di liberarla dalle ragnatele che avvolgono i substrati del non percepito e del non detto. «Parola non c'è per lui che sia ordinaria» recita un verso che non fa che confermare tale retaggio «etico» di Gorret, costituendo un inimitabile disegno musivo che fin dal titolo si richiama a Blok e si pone come un moderno Bildungsroman, descrivendo, in maniera elegante e sapiente, la ribellione, mai gratuita ed esibita, «contro i precetti [...] / contro la moda, i modi dominanti». (p.d.p.)
16,80 €

Grado zero

Grado zero

Carlotta Cicci

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2023

pagine: 96

Carlotta Cicci approda con "Grado Zero" alla sua seconda raccolta poetica, dopo l'esordio costituito da "Sul Banco dei pesci", arricchito da una partecipe prefazione di Alberto Bertoni. Si tratta della conferma di una voce riconoscibile e già matura che si affida a un frammentismo che diviene misura esemplare di una condizione precaria, rilevante tutta la propria endemica insufficienza a rapportarsi in maniera adeguata al mondo fenomenico con il mero ausilio delle stimmate del linguaggio. Facendo ricorso a una tecnica non dissimile da quella che contrassegna la sua attività di videomaker (si pensi al sito zona/disforme, da lei animato con Stefano Massari), l'autrice accoglie sulla pagina, con un tempismo da street photographer, epifanie e tic del linguaggio, nonché ogni sorta di scorie e detriti che alimentano il fuoco del suo Mondo offeso, intarsiandoli sapientemente in un microcosmo «dove i corpi si slegano in un nuovo / salmo». Ma questo peculiare salmodiare cadenzato a brani, costretto entro le lusinghe di una religiosità aspra, controversa, tratteggiata intorno a un «addio azzurro» che non disdegna il ricorso a «preghiere come piccole ossa», presuppone un'empatia con gli accadimenti descritti di rara sensibilità. La sicurezza con cui Carlotta Cicci maneggia una materia magmatica, sfuggente, che passa dal «bianco assoluto» a tenui colori che sbavano in «pomeriggi senza cortili», si esprime attraverso il senso di continua scoperta che ci regala un carosello di momenti di indubbia efficacia espressiva: «e un lupo con il buio / nella pupilla è rimasto / come un preludio». (p.d.p.)
14,00 €

Mappe del grande mare

Mappe del grande mare

Massimiliano Mandorlo

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2023

pagine: 123

È un trionfo di luce questa raccolta di Massimiliano Mandorlo, un inno alla gioia che si cadenza attraverso i momenti di una tetralogia che rivela la versatilità di un poeta che ha fatto della sensibilità e della discrezione i suoi stigmi peculiari. Il lavoro intertestuale e ipertestuale si impone attraverso un apparato di sezioni e sottosezioni riconducili a un ventaglio di tematiche che, nella loro marginalità, rappresentano adeguatamente le contraddizioni dell'uomo contemporaneo. Il ricorso a un versicolo di stampo ungarettiano ben si adatta a tale quête, contraddistinguendo un'affabulazione che, alla stregua di un'araba fenice, sembra risorgere incessantemente dalle proprie ceneri: «terra di canti / in te sprofondo / e grazie rendo // del mio esistere nel mondo». La grazia che trapela da questi versi si risolve a contatto con sequenze invise alla poesia gridata dei nostri giorni, che rimanda piuttosto a una dimensione favolosa come quella delle cartografie medievali, dove improbabili mostri dalle fauci spalancate custodivano confini equorei e terrestri oltre i quali non si poteva accedere. Così, per Mandorlo diventa naturale salmodiare sulle increspature di un'onda o ricostruire eliotianamente la vicenda dei Magi, disquisire intorno alle imprese del capitano Cook o rimirare deprimenti ed esaltanti scorci urbani attraverso gli occhi di finestre spalancate. Difficilmente si potranno dimenticare le punte acuminate della sua «primaluce», del suo «mareoltre». (p.d.p.)
15,00 €

Questo

Questo

Massimo Migliorati

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2022

pagine: 109

L'attenzione riservata da Massimo Migliorati ai minimi eventi quotidiani, ai segni che si incidono nell'aria con il profilo frastagliato delle foglie, si riversa sulla pagina in una serie di singolari epifanie, che sottendono un dolore sordo, ottuso, che presuppone dinamiche di taglio quasi beckettiano. Si tratta di una continua, inesausta interrogazione sulla «solitudine condivisa» che ci fa misurare oggetti che acquistano una valenza incomprensibile. Lungo la dorsale di un «osservarsi e osservare» si forma il disegno di un «patchwork» costituito di «parole malcomprese». Le sezioni della raccolta, intitolata emblematicamente Questo, formano un trittico disposto intorno a un nucleo di immagini che rimandano a lemmi o vocaboli dal forte impatto semantico: agli elementi naturali come rami di gelso, fiocchi di neve, fili d'erba, gocce di pioggia, cristallizzati in una dimensione atemporale, astorica, si contrappone l'inventario di oggetti antipoetici par excellence come la motofalciatrice, una motocicletta dal rombo assordante, un cavatappi. Esemplare al riguardo il gioco degli ossimori che si manifesta mediante la semplice suddivisione di una barra: «ansie/gioie», «utile/disutile» ecc. Si delineano così situazioni la cui redenzione è affidata al «farsi sasso albero animale», descritte con punte di sapienza compositiva che documentano una straordinaria compattezza formale. (p.d.p.)
15,00 €

Catabasi

Catabasi

Beniamino Dal Fabbro

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2022

pagine: 133

La raccolta Catabasi di Beniamino Dal Fabbro uscì originariamente nella collana "Poesia" di Feltrinelli nel 1969, un paio d'anni dopo il suo fondamentale diario "Musica e verità". Suddivisa in quattro sezioni tematiche, tese a formare una sorta di tetralogia che tuttavia ha ben poco di wagneriano, la silloge si configura come l'approdo più significativo di un percorso poetico che annovera prove apprezzabili quali "Villapluvia" (1942), "Epigrammi" (1944) e "Gli orologi del Cremlino" (1959). Singolare figura di intellettuale poliedrico, a tutto tondo, dai tratti sulfurei e démodés, vólti al recupero di una tradizione svincolata dalle derive di manierismo e accademismo, Dal Fabbro con questa sua raccolta realizza un approdo sicuro per i fautori non solo del "bello stile", ma anche della critica radicale a un mondo sempre più invivibile e spietato. Il tono variegato delle sue composizioni, spesso ispirate alla Weltanschauung musicale, passa infatti dall'idillio all'invettiva, non disdegnando la dimensione articolata del poemetto e senza rinunciare ad affondi ora giocosi ora sarcastici che si intridono di un venenum corrosivo. Apprezzata da critici d'eccezione come Raboni, Betocchi e Sereni, la vicenda poetica di Dal Fabbro si esaurisce con la raccolta qui riproposta, corredata da una manciata di lettere inedite, che prefigura quell'oblio volto ad imbozzolare il suo «biografico precipizio», quasi a suggellare in esiti felicemente inattuali un'opera che evita con sdegno le esalazioni pestifere dei nostri giorni. (P.D.P.)
16,00 €

Macchine del diluvio

Macchine del diluvio

Stefano Massari

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2022

pagine: 96

È una poesia contratta quella di Stefano Massari, ripiegata intorno a un nucleo di immagini sghembe e ricorrenti che sembrano contrapporsi al mondo delle macchine evocato nel titolo. Non c'è conforto in questi versi, tutto sembra collassato, come se si volesse rimarcare una condizione claustrofobica, di alienato, di scorticato, tesa a creare una pronuncia straniante e vertiginosa che tuttavia conserva i crismi di un'autenticità rara. Non sarà difficile indicare tra i maestri di Massari alcuni autori novecenteschi che hanno esibito la parola alla stregua di un osso, di un referto: da Fortini a De Angelis, passando per Antonio Porta. La nostra epoca peraltro non ha più bisogno di parole e maestri, bensì di un silenzio che arrivi a cancellare tutto il dolore accumulato da un corpo che modula nelle sue dodici morti altrettante resurrezioni. È bandita qualsiasi armonia che non sia quella che si rifà alle dinamiche di una fisicità perduta nell'ingranaggio di un pensiero sclerotizzato, teso ad ammassare, «con gesti di scure e carità», le pagliuzze d'oro e lo sterco, per ricordarci che siamo preda non di un sogno, ma delle «mani imputridite dei mercati».
14,00 €

Elena Nemesi

Elena Nemesi

Rosita Copioli

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2021

pagine: 142

"Come Giacobbe con l'angelo, Rosita Copioli ha ingaggiato da tempo immemorabile una strenua lotta con il personaggio mitologico di Elena, gradualmente depurandolo e depauperandolo di qualsiasi scoria intellettualistica a favore di una più moderna interpretazione delle vicissitudini narrate da Omero e Euripide, senza tuttavia sminuirne il retaggio classico. Tale excursus è sapientemente ricostruito nella nota finale alla pièce teatrale qui presentata, sorta di racconto nel racconto, in cui la poetessa torna a misurarsi con questa figura misteriosa e allusiva, da lei stessa definita un «demone che vive sempre in noi», consapevole dell'intreccio inestricabile tra bellezza e tragedia esplicantesi attraverso una sensibilità di prim'ordine, che ricolloca il personaggio in una dimensione più intimista che sembra stemperare il desiderio di Paride a favore della problematicità di una donna borghese che si misura correntemente con il daimon musicale. In realtà si tratta di un alter ego, di un potenziale autoritratto (con quel qualcosa di sfuggente che si trova in ogni autoritratto), tanto da aver fatto sostenere alla Copioli, in un testo in prosa emblematicamente intitolato Dramma, che «Scrivere il nome di Elena significa aderire alla sua fatalità, qualunque senso abbia». Si può parlare di teatro di poesia, soprattutto in virtù di quel senso di appartenenza a un'era favolosa a cui idealmente si rifà un'intonazione vibratile nella sua compostezza, specchiandosi in una vicenda che si snoda attraverso dialoghi volti ad affrontare la nostra precarietà, ora come allora invisa agli dèi. (p.d.p.)"
14,50 €

Corte della Temperanza

Corte della Temperanza

Alessandro Scarsella

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2021

pagine: 82

Si affida a una scrittura polifonica Alessandro Scarsella che ricorda, nella sua tessitura ondivaga, le frequenze di un elettrocardiogramma. Si passa dalle istanze presenti nel poemetto iniziale, in bilico tra elegia e sistematica registrazione di un topos dagli effetti stranianti, alla contemplazione di un «cielo bianco» popolato di ibis e cormorani, dalla ricerca di una dimensione dionisiaca sottesa alle asperità del quotidiano a un dolore primigenio, privo di redenzione. Le sezioni della raccolta si dispongono così in forme sempre mutevoli, tra arcadia e modernismo, disseminate di squarci e crepe che tornano insistentemente a riproporsi lungo mura in cui affiora «a dismisura» un arabesco di graffiti su un fondo di nuvole tiepolesche. Questa hybris si configura mediante un cortocircuito di vicissitudini, sapientemente cadenzate da una sequela di citazioni o criptocitazioni che delineano, con una vena di impalpabile ironia, ora i contorni frastagliati del Verano - dove si rievoca la scomparsa della madre attraverso il filtro delle pratiche burocratiche connesse a tale perdita - ora quelli di un allegorico consesso in cui si prefigurano gli eventi nel baluginio di una «spirale nella sabbia». Tale cornice frammentaria, ellittica, tesa idealmente a rappresentare il senso di precarietà che attanaglia un'esistenza artefatta, si pone in aperta contrapposizione con il recupero di una memoria "classica" espressa attraverso l'uso insistito di endecasillabi arroccati in un contesto deliberatamente prosastico. (p.d.p.)
12,00 €

Ultramodum (la sparizione dell'immanente)

Ultramodum (la sparizione dell'immanente)

Gian Ruggero Manzoni

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2021

pagine: 82

«Singolare figura di intellettuale "eretico", Gian Ruggero Manzoni si misura da sempre con un'espressione poetica dai toni crudi ed essenziali: si pensi a quella sorta di trittico composto dalle raccolte "Il dolore" (1991), "L'evento" (1997) e "Gli addii" (2003). A proposito di quest'ultimo lavoro un critico finissimo come Paolo Lagazzi dichiarava: «Manzoni ci ricorda anzitutto che non si finisce mai di dire addio; l'addio, a chi amiamo e a ciò che amiamo, è il movimento fondamentale del nostro stare confitti nel tempo». E al tema dell'addio è dedicata anche questa nuova raccolta di Manzoni, Ultramodum (la sparizione dell'immanente) che, fin dal titolo, rivela gli intenti esoterici (i riferimenti all'alchimia, alla numerologia ecc.) e, al contempo, essoterici (la ricerca del sacro, il contrasto fra bene e male). Si tratta di un viaggio metaforico nel nihil del deserto, composto in cinquantacinque tappe, lungo un itinerario impervio che si manifesta attraverso folgoranti prose. Vi si ricostruisce un Oriente onirico e favoloso ma che, nella sua esemplarità, non ha niente di "esotico" e che diviene metafora del nichilismo attuale, di un percorso privato e collettivo in cui non è possibile non riconoscere il sigillo della precarietà che ci attanaglia (si pensi anche al profetico romanzo Il morbo, edito nel 2002). La scrittura di Manzoni si dipana così, tra suggestioni veterotestamentarie e richiami agli autori più compositi (da Pound a Eliot, da Char a Genet), configurandosi come un'esperienza irrinunciabile, toccata dai crismi sempre più rari dell'autenticità.» (p.d.p.)
12,00 €

Le falistre

Le falistre

Marco Munaro

Libro: Libro in brossura

editore: MC

anno edizione: 2021

pagine: 86

Vagano come falistre le parole di Marco Munaro, singolare figura di poeta-editore che sembra aver raccolto l'eredita? di Bino Rebellato, di cui non a caso ha curato in modo magistrale l'opera omnia. A distanza di trent'anni dalla stesura queste sue combustioni liriche, presentate per la prima volta in forma integrale dopo un accurato lavoro di revisione, si configurano alla stregua di un godibile romanzo familiare, costruito intorno a un repertorio fantasmatico costellato di presenze decisive che in realtà sono dolorose assenze. Tali epifanie, caratterizzate da una dimensione memoriale tesa al recupero di un'infanzia anonima e, al contempo, favolosa nelle terre di un Polesine frequentato da fate ed orchi, angeli e demoni, personaggi mitologici e indissolubilmente legati alla terra, si succedono attraverso le cinque sezioni della raccolta come altrettante «scintillografie». A volte basta la pronuncia di un nome scaturito dalle segrete dell'oblio o una «fola» ariostesca rivisitata in una chlebnikoviana «età della latta» ad innescare un cortocircuito dalle valenze quasi oniriche, simile agli esiti del mufaculor, neologismo correlato a un gioco infantile che in se? contiene qualcosa di magico e velenoso. Il dettato di Munaro, che in seguito conoscerà esiti più articolati e complessi, qui si carica di accensioni visionarie fulminee, le cui composite tessere formano un Bildungsroman dai tratti compiuti e potentemente evocativi. (p.d.p.)
12,00 €

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