Mondadori: Lo specchio
La dirimpettaia e altri affanni
Silvio Ramat
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2013
pagine: 140
Come in un vastissimo scenario, questo nuovo libro di Silvio Ramat riesce a rendere presenti innumerevoli volti, figure del ricordo e degli affetti, personaggi che nella mente del poeta hanno attraversato il tempo e tornano a parlargli, dai diversi luoghi della loro esperienza, quasi coralmente, riemersi dal corso dei decenni. Ecco, nitide, ma a volte offuscate da un velo di malinconia e rimpianto, le immagini del padre e della sua prematura morte, il ricordo dell'anziana madre a cui Ramat aveva dedicato un poema, la sua Firenze, la stessa di un grande maestro come Mario Luzi, che qui compare in un emozionante flashback. E insieme a queste, si muovono, succedendosi in un libro ricco anche di riferimenti letterari, poetici soprattutto, altri personaggi, come l'anziano erborista, così vicino, per sua natura, al poeta, e la nuova dirimpettaia, protagonista di un bellissimo racconto in versi di sapore hitchcockiano, in cui il narratore osserva la quotidianità di una giovane donna come l'indimenticabile James Stewart della Finestra sul cortile. Ma se spesso apertamente prosastico è lo stile di Silvio Ramat in questa raccolta, non di meno sono presenti felici impennate liriche, momenti di asciutta sintesi, passaggi di intensa riflessione in cui si manifesta il forte senso di provvisorietà di un'esistenza già pervenuta a una fase avanzata, e proprio per questo tanto ricca di tracce sensibili, di vissuto depositato via via nella memoria.
L'ora presente
Yves Bonnefoy
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2013
pagine: 183
Un grande poeta, una delle voci in assoluto maggiori della poesia del Novecento e contemporanea, giunto al traguardo dei novantanni, prosegue la sua straordinaria avventura intellettuale con un nuovo libro che apre alla meditazione, che coinvolge una serie impressionante di immagini, brandelli di immagini e simboli, che lavora con intatto vigore sulla realtà cangiante della forma e sull'essenzialità di una parola sempre più asciutta e potente, in un tono al tempo stesso solenne e discreto, controllatissimo. Yves Bonnefoy, in "L'ora presente", compone un testo articolato in una serie di componimenti in versi (con prevalenza di sonetti) e di prose poetiche (o veri e propri microracconti lirici) nelle quali sembra veder riaffiorare - o voler recuperare - quelle impressioni o quei bagliori misteriosi, onirici (e rivelatori), che la mente reprime o allontana nel normale tempo di veglia. Il pensiero del poeta si muove liberamente in un intrico di visioni, oscillanti tra ricordo e invenzione, o contemplazione, poiché infatti "la memoria non la smette di rialzarsi", e dove il problema e l'equivoco dell'essere e del non-essere, del senso e del non-senso, che assalgono la nostra epoca, risulta sempre più pervasivo e stringente. Bonnefoy introduce le figure di Amore e Psiche, di Eros e della morte, che diviene, quest'ultima, un'ombra ricorrente, un'immagine di strenua vigilanza, più che di minaccia, che si rinnova quasi di pagina in pagina.
Alla luce del sole
Vincenzo Cerami
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2013
pagine: 148
La preziosa stoffa del narratore, di quel grande affabulatore che è Vincenzo Cerami, si ritrova nei mille rivoli e nella folla di sentimenti che percorrono queste poesie, "Alla luce del sole". Cerami è volta a volta cupo, solare, aggressivo, gioioso, risentito, tenero... Vive con passione nel presente, ma porta in sé il senso debordante di un passato carico di eventi e storie, di circostanze ritagliate da una memoria personale sempre attiva. Eppure, ci dice, in versi di singolare energia concreta: "la memoria è una casa inabitabile con tartarughe morte, orologi rugginosi, tovaglie di perline stinte, frottole di legno marcito, sedie rovesciate, stemmi caduti dal chiodo, e una panca rimasta intatta, di legno greggio". Un campionario di residui, di oggetti ai quali il poeta peraltro non vuole affatto solo abbandonarsi, lontanissimo com'è da ogni possibile cedimento crepuscolare. E infatti afferma: "Ogni mattina di me amo i più remoti futuri e a sera rimpiango i futuri remoti". Insomma, questi nuovi versi di Cerami sono attraversati da una vitalità quanto mai intensa, anche se il suo è sempre un atto d'amore, nei confronti della vita, perfettamente consapevole della sua provvisorietà, del suo rapido andarsene: "ho bisogno d'olezzo di morte per parlare della vita". La quale, del resto, è da lui intesa come "tabula lusoria", e dunque come un formidabile quanto sempre rischioso puzzle, come un gioco senza soste fino al definitivo alt.
L'infinito istante
Sergio Zavoli
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 121
Nel trittico pubblicato dallo Specchio - "L'orlo delle cose", "La parte in ombra", e oggi "L'infinito istante" - è esemplare la crescente trasparenza di quel "limpido decantarsi" che Carlo Bo aveva colto fin dagli anni delle sue postfazioni a due antecedenti sillogi mondadoriane di Sergio Zavoli. L'umanista, e grande critico, aveva già messo in luce il lavoro di scavo che Zavoli portava avanti nei suoi versi, via via raccogliendoli in testi da cui traspariva una coscienza poetica alla quale restava estranea ogni abilità esteriore e in cui si precisavano le sottrazioni verbali care a Montale, che anche oggi fanno dire a Zavoli: "la poesia sta appena nei dintorni di un istante". Con una metafora riferita alle librerie di casa, nello spirito di una esplicita condivisione, Bo consigliava ai lettori di "non disporre la poesia di Sergio Zavoli nelle collocazioni orizzontali dei libri, il suo fra i tanti altri: quei versi esigono una disposizione verticale, se così possiamo dire, perché sono di materiale puro, derivato per un processo segreto e misterioso dalla parte più nobile del suo spirito". Più avanti aggiungerà: "Le sue poesie non rientrano nel quadro delle esercitazioni letterarie più o meno suggestive, come assicurano il tono teso della voce, l'orecchio sordo alle mode, il rifiuto di alchimie adescanti, l'assenza di ogni lenocinio (...)".
Se il tempo è matto
Luigi Ballerini
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 90
Dopo l'exploit di "Cefalonia", poema che traeva spunto da un notissimo, tragico evento storico, Luigi Ballerini allestisce ora un vivace e quanto mai mobile e conturbante teatro del pensiero, nel quale trovano spazio intuizioni e osservazioni innumerevoli su elementi della realtà presente e remota. Quella di Ballerini è una poesia di acutezza riflessiva che si materializza in un incalzante succedersi di immagini concrete, di figure e paradossi che si intrecciano e si incrociano o si sovrappongono in labirinti capaci di realizzare una sorta di rovescio - attraente e sinistro al tempo stesso della tessitura ordinaria delle cose. Oscillando tra il desiderio di dare un quadro aperto ma plausibile della realtà d'oggi e il muoversi dentro "una memoria della storia e delle sue materiali eresie", il poeta frequenta con agilità e disinvoltura temi e situazioni disparate: residui mnestici del fascismo o tracce delle avanguardie storiche. Ma anche icone hollywoodiane come Glenn Close e Marilyn Monroe, protagonisti della commedia all'italiana come Walter Chiari e Alberto Sordi, accanto a poeti e scrittori come Montale e Delfini. E riflette, nel contempo, sul "lugubre erotismo che ci sovrasta" senza trascurare, beninteso, l'immenso cumulo di "rifiuti umani e animali" dai quali rischiamo di essere sommersi nel nostro tempo matto.
La stella promessa
Corrado Calabrò
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2009
pagine: 101
Come in una "fiction stellare", un sommovimento immenso ha sconvolto la terra. "Un asteroide grande quanto Creta" è apparso nel suo precipitare e è stata la luna a frapporsi come scudo. Tremendi gli effetti, mutata anche l'inclinazione dell'asse terrestre, il cielo è parso ruotare su se stesso... In un vasto poemetto, in una sorta di incalzante e fantastico racconto onirico, Corrado Calabro rappresenta l'ansia dei nostri turbamenti, di un passaggio epocale che sembra stravolgere il volto stesso del pianeta e il suo orizzonte. Il poeta procede dunque con ampio fiato affabulatorio, a tratti con epica energia, disegna nella concretezza i dettagli di un disastro, l'angoscia del buio e del vuoto. Eppure il suo tracciato è di continuo screziato, increspato, da improvvisi sussulti vitali che sembrano come scuoterne la superficie aprendo squarci di luce. Tanto più motivata e plausibile ci appare dunque la seconda parte di questo suo nuovo libro, dove trionfa invece la faccia dell'amore, nelle sue forme più limpidamente, più generosamente solari. Poesie d'amore nelle quali Calabro riesce a modulare la sua voce secondo una vasta ricchezza di espressioni: dal componimento che addensa il succedersi di vivide immagini sensuali, all'asciuttezza estrema di un dire raccolto nella concisione suggestiva di un distico.
Canti postumi. Testo inglese a fronte
Ezra Pound
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2002
pagine: 298
I «Canti postumi» costituiscono una scelta basata su criteri poetici. L'opera, suddivisa in capitoli, percorre l'intero arco di tempo che va dal 1917 fino alla morte del poeta nel 1972 e comprende anche una sezione di versi scritti direttamente in italiano tra il 1944 e il 1945, vero e proprio preludio ai «Canti pisani».

