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Neri Pozza: I colibrì

Nel nome di Allah. Origine e storia del totalitarismo islamista

Nel nome di Allah. Origine e storia del totalitarismo islamista

Boualem Sansal

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2018

pagine: 160

Questo libro tratta dell'ascesa dell'islamismo nel mondo arabo. Non è, però, un trattato accademico né un'inchiesta giornalistica, ma una ricostruzione narrativa basata sulla testimonianza di uno scrittore il cui paese, l'Algeria, già dai primi anni Sessanta si è dovuto misurare con tale fenomeno. I primi predicatori religiosi islamisti, per lo più membri dei Fratelli musulmani, fecero infatti la loro comparsa in Algeria all'indomani della guerra di liberazione dalla colonizzazione francese (1954-1962). Arrivavano tutti dai paesi del Medio Oriente, dove venivano puntualmente perseguitati dai regimi e dalle tirannie al potere. L'Algeria era in quegli anni «la Mecca dei rivoluzionari», un paese socialista, terzomondista, profondamente laico, guardato con ammirazione in tutto il mondo progressista. Algeri era una città dove accorrevano Che Guevara, Castro, Mandela, il generale Giap e altri celebrati «eroi» delle guerre di liberazione dell'epoca. Agli occhi della società progressista algerina i predicatori islamisti apparivano perciò come individui bizzarri dall'abbigliamento e dal vocabolario così stravaganti da suscitare simpatia. Anni dopo quella stessa società scoprì, dapprima con sommo stupore e poi con somma impotenza, che quell'islamismo così misero e insignificante si era talmente diffuso in tutto il paese, attraverso la rete delle moschee e dei suk, da mobilitare folle immense, organizzare milizie capaci di imporre l'ordine islamista nelle strade, sviluppare un'economia cosiddetta islamica, accaparrarsi in modo massiccio le attività caritatevoli, estirpare la delinquenza nei quartieri sotto il suo controllo, sfidare ogni giorno lo Stato, infiltrarsi nelle rivolte popolari, installarsi in Occidente e attaccare la democrazia utilizzando la democrazia stessa con abilità e astuzia. Nel nome di Allah è un'agile storia delle varie correnti, scuole e movimenti dell'islamismo, e del suo rapporto con la cultura «araba», che getta luce su un fenomeno che, benché abbia offuscato l'immagine dell'Islam, trasformandosi in un fascismo assassino che obbedisce solo alla volontà di potenza, continua a piantare radici nel mondo musulmano.
15,00 €

Storia della canzone napoletana. Volume Vol. 1

Storia della canzone napoletana. Volume Vol. 1

Pasquale Scialò

Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 368

Nel 1824 Guglielmo Cottrau, primogenito di una famiglia alsaziana trasferitasi a Napoli nel 1806 al seguito di Giuseppe Bonaparte, pubblica i Passatempi musicali, un insieme di «canzoncine raccolte per la prima volta dalla bocca popolare ed aggiustate con accompagnamento di pianoforte». Editore e compositore, Cottrau trae i suoi materiali da molteplici fonti, dall'ascolto diretto di performance urbane e dai cosiddetti «fogli volanti», che nei primi decenni dell'Ottocento svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione della canzone. Il risultato è la paradossale creazione di un «canto popolare scritto da un compositore», un canto che non si lascia più incasellare nelle consuete opposizioni alto-basso, colto-popolare. Coprendo l'arco temporale di poco più di un secolo, dal 1824 al 1931, questa Storia della canzone napoletana ricostruisce il lungo percorso cronologico e tematico che dalle raccolte di materiali popolari confezionati per il salotto borghese conduce alla canzone d'autore napoletana propriamente detta. Da Fenesta vascia pubblicata da Cottrau a Santa Lucia luntana di E. A. Mario, da Era de maggio di Salvatore Di Giacomo e Mario Costa a canzoni drammatiche, cosiddette «di giacca», come Pupatella di Libero Bovio e Francesco Buongiovanni, dalle «macchiette» create da Ferdinando Russo per il «buffo di società» Nicola Maldacea fino alle creazioni per il Varietà sulla prostituzione e la marginalità di Raffaele Viviani, come So' Bammenella 'e copp ' 'e Quartiere e 'O sapunariello, attraverso una pluralità di fonti, cartacee, sonore, iconografiche, fìlmiche, una delle più sublimi arti musicali e canore, capace di coniugare tradizione colta e popolare, si offre in queste pagine. Il volume è corredato da un cd audio che, tra i suoni dei primi cilindri fonografici a cera che intonano Funiculì Funiculà, la voce mitica di Enrico Caruso con 'O sole mio, il timbro futurista di Rodolfo De Angelis che canta Palummella, contiene registrazioni inedite di Luisella e Raffaele Viviani.
28,00 €

Rivolta e malinconia. Il romanticismo contro la modernità

Rivolta e malinconia. Il romanticismo contro la modernità

Michael Löwy, Robert Sayre

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 304

Rivoluzionario e controrivoluzionario, individualista e comunitario, cosmopolita e nazionalista, realista e fantastico, retrogrado e utopista, ribelle e malinconico, democratico e aristocratico: il romanticismo sembra davvero un enigma indecifrabile che sfugge a ogni possibile definizione. A tal punto che un noto critico americano non ha esitato a invitare i critici letterari a sbarazzarsi di un termine che dà adito a un così gran numero di irritanti contraddizioni. L'invito, però, è caduto nel vuoto. Anzi, a parere della maggior parte degli studiosi, il fatto che da secoli si parli di romanticismo deve corrispondere a una qualche realtà. Il problema sorge, tuttavia, quando si tratta di cogliere questa realtà, di indicare la fonte che alimenta il romanticismo e lo fa dilagare in ogni direzione. E «l'occasionalismo soggettivo» di cui parla Cari Schmitt, l'abbandono a un lirismo caratterizzato da un'assoluta «deficienza morale»? Oppure è la versione ottocentesca dell'eterna ribellione tedesca contro l'eredità occidentale», ribellione che poi ha condotto al nazismo? O, al contrario, è «la forma più pericolosa di anarchia, l'anarchia dell'immaginazione»? O, infine, è una mera corrente letteraria che riunisce «gli scrittori che all'inizio del xix secolo si affrancarono dallo stile e dalle regole di composizione del classicismo»? Ognuna di queste ipotesi svela, per gli autori di questo libro, un'importante lacuna: non essere un'analisi globale del fenomeno che consideri tutta la sua vera estensione e tutta la sua molteplicità. Le pagine che seguono si propongono perciò di colmare questa lacuna a partire da una definizione del romanticismo come Weltanschauung o visione del mondo, cioè come una struttura mentale collettiva. Struttura mentale che può esprimersi in svariati ambiti culturali: non solo in letteratura e nelle altre arti, ma in filosofia e in teologia, nel pensiero politico, economico, giuridico, in sociologia e in storia ecc. Struttura che fa del romanticismo una radicale critica della modernità in nome di valori e ideali del passato (premoderni) . In virtù di questa definizione il romanticismo appare, dalla sua origine in poi, illuminato da una duplice luce: quella della stella della rivolta e quella del «sole nero della malinconia» (Nerval).
25,00 €

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile

Amitav Ghosh

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 284

Nei primi anni del XXI secolo Amitav Ghosh lavorava alla stesura de “Il paese delle maree”, il romanzo che si svolge nelle Sun-darban, l'immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala. Occupandosi della grande foresta di mangrovie che le ricopre, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente vi avvenivano - un argine poteva sparire nell'arco di una notte, trascinando con sé case e persone - stavano diventando qualcos'altro: un cambiamento irreversibile, il segno di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate. Che un'intera area sotto il livello del mare come le Sundarban possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco. Mostra che l'impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l'esistenza stessa di numerose zone costiere della terra. La domanda, per Ghosh, nacque perciò spontanea. Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose? La risposta è contenuta in questo libro in cui l'autore della trilogia della «Ibis» ritorna con efficacia alla scrittura saggistica. La cultura è, per Ghosh, strettamente connessa con il mondo della produzione di merci. Ne induce i desideri, producendo l'immaginario che l'accompagna. Una veloce decappottabile - un prodotto per eccellenza dell'economia basata sui combustibili fossili - non ci attrae perché ne conosciamo minuziosamente la tecnologia, ma perché evoca l'immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato; pensiamo alla libertà e al vento nei capelli; a James Dean e Peter Fonda che sfrecciano verso l'orizzonte; a Jack Kerouac e a Vladimir Nabokov. Questa cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, è stata capace di raccontare guerre e numerose crisi, ma rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico. Quando il tema del cambiamento climatico appare, infatti, in una qualche pubblicazione, si tratta quasi sempre di saggistica. La rara e fugace comparsa di questo argomento in narrativa è sufficiente a relegare un romanzo o un racconto nel campo della fantascienza. Che cosa è in gioco in questa resistenza? Un fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica? Un occultamento della realtà nell'arte e nella letteratura contemporanee tale che «questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l'epoca della Grande Cecità»?
16,50 €

Mitologie economiche

Mitologie economiche

Éloi Laurent

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 118

«L'economia è diventata la grammatica della politica. Col suo uso e le sue regole condiziona il linguaggio, la parola pubblica, il cui libero arbitrio si limita ormai alla scelta del vocabolario, della retorica e dell'intonazione». Da questa oggettiva constatazione dello stato di cose presenti muove la riflessione contenuta in questo libro, che ha di mira un obiettivo determinato: mostrare come la grammatica economica non sia affatto una scienza o un'arte, ma piuttosto una mitologia, un credere comune in un insieme di rappresentazioni giudicate degne di fede. Come ogni religione e culto della fatalità, l'analisi economica mette oggi infatti in scena un universo angoscioso, fatto di vincoli, di costrizioni, di rifiuti, di punizioni, di rinunce e di frustrazioni. Risponde «non si può» quando i cittadini dicono «noi vogliamo». Riduce i progetti, le ambizioni e i sogni a questioni falsamente importanti: «quanto costa?», «quanto rende?». Segna la fine delle alternative e avvelena, infine, lo spirito democratico, poiché chi ha poteri di governo si sente obbligato a invocare le mitologie economiche per rafforzare la propria autorità e credibilità. Analizzando e decostruendo tre discorsi oggi dominanti che si servono di miti economici per renderci miopi rispetto alle vere sfide del nostro tempo - il neoliberismo in fase terminale, la social-xenofobia emergente e l'ecoscetticismo irriducibile - Éloi Laurent dimostra come l'economia sia una modernità superata che «pretende di essere una spinta permanente al cambiamento e alla riforma» e, invece, «racchiude gli individui e i gruppi nel mondo così com'è, screditando le dissidenze e soffocando i pensieri nuovi».
14,50 €

La mediocrazia

La mediocrazia

Alain Deneault

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 224

«Non c'è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all'incendio del Reichstag, e l'incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l'assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere». Così questo libro annuncia l'oggetto delle sue pagine: la presa del potere dei mediocri e l'instaurazione globale del loro regime, la mediocrazia, in ogni ambito della vita umana. La trattazione che ne segue è una sorta di genealogia di questo evento che, nella prosa accattivante ed errabonda di Deneault, tocca campi differenti - dalla politica (affidata ormai al «centrismo» dei mediocri) all'economia, al sistema dell'educazione, alla stessa vita sociale - offrendo differenti modulazioni di questa forma di potere. Tuttavia, per Deneault, l'avvento della mediocrazia è impensabile senza l'avvento dell'industrializzazione del lavoro - sia manuale che intellettuale - e, in particolare, della sua espressione ultima, quella «Corporate Religion», quella religione d'impresa che pretende, nella nostra epoca, di «unificare tutto» sotto la sua egida. Oggi il termine «mediocrazia» designa standard professionali, protocolli di ricerca, processi di verifica attraverso i quali la religione d'impresa organizza il suo culto, quell'ordine grazie al quale «i mestieri cedono il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all'esecuzione pura e semplice». È il risultato di un lungo percorso che è cominciato quando il lavoro è diventato "forza-lavoro", un'esecuzione, appunto, in virtù della quale è divenuto possibile «preparare i pasti in una lavorazione a catena senza essere nemmeno capaci di cucinare in casa propria, esporre al telefono ai clienti alcune direttive aziendali senza sapere di cosa si sta parlando, vendere libri e giornali senza neppure sfogliarli». Il risultato è che oggi, nella società delle funzioni "tecniche" ("tecnica" qui designa, naturalmente il suo opposto, l'assenza totale, cioè, di "téchne", di arte e perizia), per lavorare «bisogna saper far funzionare un determinato software, riempire un modulo senza storcere il naso, fare propria con naturalezza l'espressione "alti standard di qualità nella governance di società nel rispetto dei valori di eccellenza" e salutare opportunamente le persone giuste. Non serve altro. Non va fatto nient'altro». E per affacciarsi alla vita pubblica in ogni sua forma (diventare un parlamentare oppure un preside di facoltà universitaria) non occorre altro che occupare «il punto di mezzo, il centro, il momento medio elevato a programma» e abbracciare nozioni feticcio quali «provvedimenti equilibrati», «giusto centro» o «compromesso». Insomma, essere perfettamente, impeccabilmente mediocri.
18,00 €

La guerra segreta. Spie, codici e guerriglieri (1939-1945)

La guerra segreta. Spie, codici e guerriglieri (1939-1945)

Max Hastings

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2016

pagine: 640

Questo libro si occupa di alcune delle persone più affascinanti che presero parte alla Seconda guerra mondiale. Un esercito di uomini e donne che, non sparando un solo colpo, influirono profondamente sull'esito degli eventi: spie, crittoanalisti, guerriglieri che condussero una guerra segreta per carpire informazioni e strategie del nemico. Dalla leggendaria GC&CS, la Government Code and Cypher School di Bletchley Park che fu il più importante fulcro dello spionaggio del conflitto e che attraverso la creazione delle «bombe» elettromeccaniche di Alain Turing, e la conseguente decifrazione del traffico di «Enigma», inferse un duro colpo al sistema di comunicazioni della Germania; alla produzione di materiale dell'«Ultra», la complicata operazione di decrittazione dei messaggi delle macchine cifranti da parte dei geniali matematici e linguisti britannici e americani che permise al direttivo alleato di pianificare le proprie campagne e operazioni nella seconda metà della guerra con una precisione che a nessun comandante militare era mai stata consentita nella storia; ai crittoanalisti di Nimitz nel Pacifico; alle reti di spie dell'«Orchestra rossa» operanti nell'impero nazista per conto dell'Unione Sovietica, fino ai Cinquecento di Washington e di Berkeley - un piccolo esercito di americani di sinistra che si prestarono a fare da informatori per lo spionaggio sovietico, Max Hastings riscostruisce in queste pagine la storia di una guerra in cui spionaggio e operazioni clandestine assunsero un'importanza mai avuta in precedenza.
22,00 €

Breve storia della Resistenza italiana

Breve storia della Resistenza italiana

Max Salvadori

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2016

pagine: 332

Nel luglio del 1943, con una missione aggregata all'VIII Armata, Massimo Max Salvadori torna in Italia dopo un'assenza di quasi dieci anni. In Sicilia e a Napoli incontra i vecchi amici, conosciuti durante il periodo clandestino, al confino o in esilio. Agevola l'arruolamento nel n. 1 Special Force di giovani - Alberto Cianca, Aldo Garosci, Leo Valiani, Alberto Tarchiani e Giaime Pintor - decisi a combattere gli occupanti tedeschi e i collaborazionisti della RSI. Partecipa agli sbarchi di Salerno e di Anzio e, ai primi di febbraio del 1945, viene paracadutato nella zona occidentale delle Langhe in qualità di comandante di una banda infiltrata dietro le linee nemiche. Nell'aprile del 1945, quale ufficiale di collegamento Alleato presso il Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia, rivendica con forza agli italiani il diritto di decidere della sorte di Mussolini, catturato dalla LII Brigata Garibaldi. Finita la guerra, la ricostruzione degli anni della lotta partigiana diviene per lui un assillo e una priorità. Nel 1955 pubblica con Neri Pozza questa "Breve storia della Resistenza italiana" per mostrare che non è possibile comprendere il successo della Resistenza nel 1943-45, e quelli che sono stati gli insuccessi politici nel dopoguerra, se non si ha chiara la relazione con l'antifascismo degli anni precedenti.
16,50 €

I misteri della Sinistra. Dall'ideale illuminista al trionfo del capitalismo assoluto

I misteri della Sinistra. Dall'ideale illuminista al trionfo del capitalismo assoluto

Jean-Claude Michéa

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2015

pagine: 128

Questo libro muove da un interrogativo di fondo: coloro che credono ancora nella possibilità di una società libera, ugualitaria e solidale o, in altri termini, in una prospettiva socialista, possono ancora fare affidamento sulla "sinistra"? e definire sé stessi "uomini di sinistra"? La riflessione che ne segue offre una risposta inequivocabile: non possono. Una risposta che, secondo l'autore di queste pagine, non riposa affatto sull'attuale contingenza politica che vede la "sinistra moderna" quasi interamente convertita al liberalismo, ma è inscritta nella data di nascita stessa di tale raggruppamento politico. Il presupposto di questa tesi è naturalmente che socialismo e sinistra non sono, storicamente, la stessa cosa. Né Marx né Engels, ricorda Michéa, hanno mai pensato una sola volta di definirsi "uomini di sinistra". E il movimento socialista si è tenuto, al suo sorgere, così opportunamente lontano dalla sinistra da subirne le più feroci repressioni. Ciò che definiamo "sinistra" ha in realtà, per Michéa, un'altra origine. Un'origine che risale al compromesso che le forze del movimento operaio stipularono a un certo punto della loro storia con i loro vecchi avversari della sinistra parlamentare contro i fautori dell'Ancien Régime (in Francia ciò accade con l'affaire Dreyfus). Compromesso che è il vero atto di nascita della sinistra moderna, il punto di partenza di quel processo che ha condotto alla dissoluzione del socialismo nel cosiddetto "campo del Progresso".
15,00 €

Gas in Etiopia. I crimini rimossi dell'Italia coloniale

Gas in Etiopia. I crimini rimossi dell'Italia coloniale

Simone Belladonna

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2015

pagine: 304

"La guerra d'Etiopia non è stata soltanto la più grande campagna coloniale della Storia contemporanea, ma anche, probabilmente, la miccia che ha fatto scoppiare la seconda guerra mondiale. Mussolini cominciò a prepararla sin dal 1925 e volle che fosse una guerra rapida, micidiale, assolutamente distruttiva. Per questa ragione mandò in Africa orientale mezzo milione di uomini armati alla perfezione, tanti aeroplani da oscurare il cielo, carri armati e cannoni in numero tale da sguarnire le riserve della madrepatria. E per essere sicuro della vittoria, autorizzò anche l'uso di un'arma proibita, l'arma chimica, sulla quale l'autore in questo libro ha raccolto con grande perizia tutte le informazioni possibili. Per cominciare, ha esplorato, per primo, gli archivi americani del FRUS, dove sono raccolti i dispacci degli alti funzionari degli Stati Uniti sulla preparazione della campagna fascista contro l'Etiopia. Si tratta di documenti di estrema importanza, perché rivelano le mosse del fascismo in armi e ne analizzano, giorno dopo giorno, la pericolosità per la pace nel mondo. Poiché il libro costituisce, in primis, la denuncia dell'impiego dei gas velenosi e mortali e di tutti gli inganni perpetrati negli anni per nascondere quei crimini, l'autore non ha trascurato dati accurati che offrissero un quadro completo dei diversi gas utilizzati, dei sistemi per utilizzarli, dei risultati ottenuti." (dall'introduzione di Angelo Del Boca)
19,00 €

Il grande califfato

Il grande califfato

Domenico Quirico

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2015

pagine: 176

Il giorno in cui, per la prima volta, parlarono a Domenico Quirico del califfato fu un pomeriggio, un pomeriggio di battaglia ad al-Quesser, in Siria. Domenico Quirico era prigioniero degli uomini di Jabhat al-Nusra, al-Qaida in terra siriana. Abu Omar, il capo del drappello jihadista, fu categorico: "Costruiremo, sia grazia a Dio Grande Misericordioso, il califfato di Siria... Ma il nostro compito è solo all'inizio... Alla fine il Grande Califfato rinascerà, da al-Andalus fino all'Asia". Tornato in Italia, Quirico rivelò ciò che anche altri comandanti delle formazioni islamiste gli avevano ribadito: il Grande Califfato non era affatto un velleitario sogno jihadista, ma un preciso progetto strategico cui attenersi e collegare i piani di battaglia. Non vi fu alcuna eco a queste rivelazioni. Molti polemizzarono sgarbatamente: erano sciocchezze di qualche emiro di paese, suvvia il califfato, roba di secoli fa. Nel giro di qualche mese tutto è cambiato, e il Grande Califfato è ora una realtà politica e militare con cui i governi e i popoli di tutto il mondo sono drammaticamente costretti a misurarsi. Questo libro non è un trattato sull'Islam, poiché si tiene opportunamente lontano da dispute ed esegesi religiose. È soltanto un viaggio, un viaggio vero, con città, villaggi, strade e deserti, nei luoghi del Grande Califfato.
16,00 €

Juan Belmonte. La sua vita, le sue gesta

Juan Belmonte. La sua vita, le sue gesta

Manuel Chaves Nogales

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 352

"L'età classica della corrida finì un giorno del 1914 dal barbiere. Un giovanotto dalla bazza pronunciata entrò in un famoso salone della madrilena calle Sevilla e sistemandosi sulla poltrona ordinò: "Barba e capelli. Ma prima mi tagli il codino" [...] Era un matador di 22 anni in rapinosa ascesa [...] Voleva solo cortarse la coleta, anacronistico cascame settecentesco, prolungando sin nel look la rivoluzione modernista che aveva appena avviato nelle plazas de toros. Di lì in poi la storia della tauromachia si sarebbe divisa in un prima e un dopo Belmonte [...].Ma in che cosa consisteva la renovatio belmontina? Senza entrare in discettazioni erudite (quelle sulla corrida possono essere di complessità e raffinatezza quasi talmudiche), essenzialmente nel fatto che il toro non veniva più affrontato muovendosi sulle gambe, ma lasciandole ferme e guidandolo con un gioco di braccia [...]. L'antica lidia, il combattimento intrepido ma scomposto, veniva così incanalata nelle tecniche, le astuzie, i confini sempre mobili del toreo; ossia dentro un'estetica, una forma [...]. Per sei anni leggendari, la Edad de oro 1914-20, [Juan Belmonte] dividerà il podio con Joselito El Gallo, o Gallito [...] ultimo gigante della classicità torera [...]. Vedovato dell'antagonista, suo doppio e rovescio, Belmonte la farà da padrone [...]. Tra una corrida e l'altra legge Anatole France, Maupassant [...]. Prende a frequentare artisti e scrittori... (Dall'introduzione di Marco Cicala)
20,00 €

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