Scritto al più tardi nel 1913, ma pubblicato solo nel 1919, "Con gli occhi chiusi" è il racconto di una promessa di felicità irrealizzata e brutalmente tradita, la storia di una proprietà in rovina e di un amore sventurato, quello tra Pietro, giovane debole e insicuro, onesto ma ingenuo che finisce vinto dagli uomini e dalle cose, e Ghisola, figura di donna magnificamente ritratta nell'ambiguità dell'affetto e dell'inganno. La cecità cui il titolo allude, metafora del rifiuto di una visione atroce e intollerabile, non è solo del protagonista ma di tutti i personaggi, nessuno dei quali sa uscire dalla propria sofferenza e aprire gli occhi sulla realtà degli altri. Pioniere nel sondare le zone oscure della psiche umana, Tozzi compone una intensa ricognizione del profondo e della nevrosi ricca di suggestioni autobiografiche, con una narrazione asciutta, essenziale, a tratti violenta, illuminata da un vigoroso lirismo capace di cogliere la pena e l'angoscia del vivere. Introduzione e note di Giuseppe Nicoletti.
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Con gli occhi chiusi
| Titolo | Con gli occhi chiusi |
| Autore | Federigo Tozzi |
| Curatore | Giuseppe Nicoletti |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | I grandi libri, 507 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 10/2002 |
| Numero edizione | 17 |
| ISBN | 9788811365075 |

