Come ogni ritrattista che si rispetti, anche Piol ha i suoi soggetti preferiti da immortalare nella tela della sua arte. E sono gli ultimi, gli emarginati, i paria – o, a volte, semplicemente i soggetti più deboli della società, come i bambini – a destare la curiosità più viva del narratore. Si pensi alla prostituta e al ballerino albanese, clandestino e omosessuale, di "Sola a testimoniar la luna", oppure al talentuoso, quanto squattrinato, attore di teatro e al gigolò malato di Aids la cui storia d’amore viene tessuta nel magistrale "Morte a Mestre" – un evidente omaggio al capolavoro di Thomas Mann – o ancora al partigiano di "Questo è il fiore". E tutto viene visto con la levità di una favola – seppur a volte triste – accarezzata da uno sguardo carico di compassione per la “vittima”, salvificata da un quasi onnipresente lieto fine.
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Racconti dall'aldiquà. Caleidoscopio d'amore in dodici scatti
| Titolo | Racconti dall'aldiquà. Caleidoscopio d'amore in dodici scatti |
| Autore | Franco Piol |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Frecce |
| Editore | Augh! |
| Formato |
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| Pagine | 154 |
| Pubblicazione | 05/2020 |
| ISBN | 9788893432733 |
13,00 €
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