Nel 1916, ferito a un occhio e costretto a indossare una bendatura che lo condanna a una temporanea cecità, D'Annunzio scrive il "Notturno" "con il capo riverso, un poco più in basso dei piedi"; per farlo si affida a sottili striscioline di carta, le "liste sibilline", poi raccolte, risistemate e pubblicate nel 1921. L'opera - spiega Elena Ledda nella prefazione -"sembra fondata su una sorta di sovrapposizione fantastica e allucinatoria di tre piani temporali che vicendevolmente si scambiano: il presente della scrittura e della malattia, il passato recente degli episodi di guerra, il passato remoto dei ricordi d'infanzia, della terra d'Abruzzi e della madre. E pochi ma essenziali sono gli elementi attorno ai quali si sviluppa questa narrazione frammentata: la morte, la guerra, la cecità, la donna".
Notturno
| Titolo | Notturno |
| Autore | Gabriele D'Annunzio |
| Curatore | Elena Ledda |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | I grandi libri, 574 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
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| Pagine | LXIII-448 |
| Pubblicazione | 08/2008 |
| Numero edizione | 4 |
| ISBN | 9788811365747 |
10,00 €
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