Nella mitologia realista di Balzac, La cugina Bette rappresenta la «parente povera, oltraggiata e che vivendo nell'intimità di tre o quattro famiglie, cerca di vendicarsi di tutte le sue sofferenze». Solo che Lisbeth Fischer, familiarmente Bette, non è né cacciata né maltrattata dai suoi ricchi parenti, bensì aiutata e amorevolmente accolta dalla cugina Adeline e da tutta la famiglia Hulot. Ma l'oltraggio, in lei, è anteriore a qualsiasi offesa, vera o presunta: povera, per nulla avvenente, ma anche intelligente e risoluta, riversa su chi la ama tutto il suo rancore verso il mondo. Ossessionata dal confronto con la bellezza e la ricchezza della cugina, dietro le sembianze di umile e dolce zitella coltiva un feroce desiderio di rivalsa e intesse trame di inganno e distruzione, succube di un odio che si trasforma in lucida follia. Pochi romanzi balzachiani, sono, come questo, foschi e inquietanti, ma nello stesso tempo anche patetici e melodrammatici. Introduzione di Ferdinando Camon.
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La cugina Bette
| Titolo | La cugina Bette |
| Autore | Honoré de Balzac |
| Introduzione | Ferdinando Camon |
| Traduttore | Francesco De Simone |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | I grandi libri, 3 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
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| Pagine | XXI-464 |
| Pubblicazione | 05/2006 |
| Numero edizione | 16 |
| ISBN | 9788811360032 |

