Le centoventiquattro lettere a Lucilio furono composte da Seneca dopo il ritiro dalla vita pubblica, probabilmente tra il 62 e il 65 d.C. Non si propongono come un'opera sistematica, ma come un insieme di spunti e riflessioni su temi diversi, cui l'autore si accosta spesso partendo da riflessioni su squarci di vita vissuta. In queste pagine il grande filosofo scopre la propria dimensione intima e interiore, dominata dall'incertezza, in cui la serenità è l'approdo temporaneo di una mente inquieta che avvolta nel mistero delle cose cerca nella fermezza dello spirito un sostegno alla propria esistenza. Il tono resta sempre confidenziale e discorsivo, fruibile come una conversazione amichevole, perché come ebbe a dire lo stesso Seneca «la filosofia è un buon consiglio; e nessun consiglio si dà ad alta voce». Introduzione, traduzione e note di Caterina Barone. Saggio critico di Luciano Canfora.
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Lettere a Lucilio. Testo latino fronte
| Titolo | Lettere a Lucilio. Testo latino fronte |
| Autore | Lucio Anneo Seneca |
| Curatore | Caterina Barone |
| Argomento | Poesia e studi letterari Saggistica |
| Collana | I grandi libri, 387/388 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
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| Pagine | L-1056 |
| Pubblicazione | 12/2003 |
| Numero edizione | 16 |
| ISBN | 9788811370123 |
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