Un pamphlet che desacralizza l’oggetto libro, ne smitizza l’aura miracolosa e ne ridimensiona la missione salvifica di cui è stato caricato, soprattutto da chi i libri li ignora. Niente è più dannoso al libro che innalzarlo sugli altari, mentre serve gettarlo in mezzo alla piazza così che sia letto o scartato perché, come ha scritto Schopenhauer, «Per ogni libro degno di essere letto c’è una grande quantità di carta straccia». I libri non rendono le persone migliori: non c’è casta come quella degli intellos più percorsa da invidie, gelosie, rivalità, egoismi, ipocrisia, disonestà intellettuale. Leggere non deve essere un imperativo – lo ha già detto meglio di tutti Pennac – né di legge né morale. E non tutti i libri sono intoccabili. La sacralità del testo deriva solamente da ciò che la singola opera sa comunicare e meritarsi nel corso del tempo: ecco perché un classico non è paragonabile al bestseller di una stagione.
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Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge)
| Titolo | Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge) |
| Autore | Luigi Mascheroni |
| Argomento | Poesia e studi letterari Letteratura: storia e critica |
| Editore | Oligo |
| Formato |
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| Pagine | 36 |
| Pubblicazione | 05/2021 |
| ISBN | 9788885723719 |
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