L’autobiografia consiste di due parti, una in prosa e una in versi. Nasce dal desiderio dell’autrice di riunire le poesie, sparse nelle varie raccolte finora pubblicate, che hanno un riferimento alla città natale, partendo dall’assenza e dalla rimozione per ritrovare il filo di ricordi che assomigliano ad apparizioni. All’inizio c’è il Taccuino bellunese, che non a caso dà il nome all’antologia: si tratta di un poemetto, suddiviso in nove sequenze e sgorgato quasi sulla soglia del nuovo millennio, durante un passaggio esistenziale molto difficile. La poesia è ispirata dal ritorno nell’unico luogo dove in quel momento chi scrive può sentirsi a casa, le percezioni sono forti, improvvise, il paesaggio, gli incontri, i dettagli, tutto prende forma di visione. Una rinascita, il dono di una inaspettata energia per riprendere lentamente a vivere e a scrivere. Nell’attesa che i ricordi mutino in preghiera prendono corpo figure salvifiche, tra cui quella dell’angelo, e infine si fa strada una poesia religiosa nel senso etimologico più ampio...
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La prima stagione che ricordo è l’inverno. Infanzia bellunese
| Titolo | La prima stagione che ricordo è l’inverno. Infanzia bellunese |
| Autore | Maria Grazia Maiorino |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Poesia |
| Editore | Affinità Elettive Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 106 |
| Pubblicazione | 08/2021 |
| ISBN | 9788873265481 |
€13,00
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