Predomina ancora una visione del periodo dell'Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall'altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l'attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest'ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C'è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.
- Home
- Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie
- La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo
La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo
| Titolo | La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo |
| Autore | Massimo Cacciari |
| Collana | Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie, 710 |
| Editore | Einaudi |
| Formato |
|
| Pagine | 116 |
| Pubblicazione | 02/2019 |
| ISBN | 9788806240851 |
Libri dello stesso autore
Quel po' di brace sotto la cenere. Storie vere da un non luogo: il Tigrai
Anna Carobene, Alessandro Cozzi
Paoline Editoriale Libri
16,00 €
Fine senza compimento. La fine della storia in Alexandre Kojève tra accelerazione e tradizione
Cristiano Vidali
Mimesis
22,00 €

