Questo celebre dialogo (385-378 a.C.), che ha permeato la tradizione spirituale dell'Occidente come forse nessun altro testo antico, è la più completa esposizione della dottrina platonica dell'anima e della sua immortalità. Scintilla divina, l'anima è segregata nel corpo come in un carcere, ma in essa sopravvive il ricordo delle Idee, le perfette essenze che prima della nascita poteva contemplare direttamente e che grazie all'esercizio in vita della virtù e della sapienza si appresta con slancio a ritrovare dopo la morte. Supremo compito della filosofia è proprio liberare l'anima dalla prigione del corpo e prepararla al momento fatale: è questo l'estremo messaggio di Socrate nelle sue ultime ore di vita, di cui il dialogo è un commovente resoconto. Platone tocca le corde più vibranti della sua gamma poetica presentandoci il testamento spirituale del maestro: dichiarazione di fede nella dignità della creatura umana, soggetta a perire nella sua natura corporea ma immortale nella divina essenza dello spirito.
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Fedone. Testo greco a fronte
| Titolo | Fedone. Testo greco a fronte |
| Autore | Platone |
| Introduzione | Ezio Savino |
| Traduttore | Nino Marziano |
| Collana | I grandi libri, 855 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
|
| Pagine | XVIII-192 |
| Pubblicazione | 04/2005 |
| Numero edizione | 6 |
| ISBN | 9788811368557 |
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