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SE: Testi e documenti

La ruota dentata e altri racconti

La ruota dentata e altri racconti

Ryunosuke Akutagawa

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 176

Ryūnosuke Akutagawa, contemporaneo di Kafka, profondo conoscitore della letteratura occidentale, soprattutto di quella inglese e di Swift, viene considerato il primo scrittore giapponese moderno. Akutagawa è autore di una vasta produzione di racconti, «splendidi classici della letteratura giapponese», come ebbe a scrivere Yukio Mishima, caratterizzati da una lucida vena satirica e grottesca, che diviene tragica soprattutto negli ultimi anni della sua breve vita: si suicidò infatti a trentacinque anni. Il rifiuto dello spirito moderno che si andava affermando in Giappone, la decadenza dei valori della tradizione, la contraddizione lacerante tra la bellezza della natura e la miseria dell’esistenza umana, sono la morsa tragica nella quale Akutagawa e i suoi personaggi si trovano stretti, senza via di uscita se non nel sacrificio di se stessi. «Ora vivo in un mondo di nervi malati, trasparenti come ghiaccio» scrive Akutagawa nel suo testamento, Memorandum per un vecchio amico, pochi giorni prima di morire. «Se potessimo avventurarci naturalmente nel sonno eterno potremmo raggiungere la pace, se non la felicità. Ma non sono certo di riuscire un giorno ad avere il coraggio di suicidarmi. So soltanto che la natura non mi è mai apparsa così bella. Riderai di questa contraddizione tra bellezza della natura e desiderio di morte. Ma la natura mi appare così splendida proprio perché sono gli ultimi sguardi che le rivolgo». Con uno scritto di Yukio Mishima e una testimonianza di Yasunari Kawabata.
22,00 €

Nietzsche

Nietzsche

Gilles Deleuze

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 128

«Noi, lettori di Nietzsche, dobbiamo evitare quattro possibili fraintendimenti: 1. sulla volontà di potenza (credere che la volontà di potenza significhi “desiderio di dominare”, o “volere la potenza”); 2. sui forti e i deboli (credere che i più “potenti”, in un dato regime sociale, siano per ciò stesso dei “forti”); 3. sull’eterno ritorno (credere che si tratti di un’idea antica, ripresa dai Greci, dagli Indù, dai Babilonesi...; credere che si tratti di un ciclo, ovvero di un ritorno dello Stesso, di un ritorno allo stesso); 4. sulle opere dell’ultimo periodo (credere che queste opere siano eccessive o già squalificate dalla follia)».
19,00 €

Sogno ed esistenza

Sogno ed esistenza

Ludwig Binswanger, Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 128

Quando, nel 1954, Foucault scrisse questa introduzione a Sogno ed esistenza di Ludwig Binswanger (1930), non mancò di suscitare le perplessità dell’editore al quale lo propose: si trattava, infatti, di pubblicare il breve libro di uno psichiatra poco noto con un saggio introduttivo eccezionalmente lungo e per di più firmato da uno sconosciuto qual era all’epoca Michel Foucault. Oggi, se rimane inalterato il valore delle pagine di Binswanger per il paradosso solo apparente di voler cogliere l’esistenza proprio là dove essa sembra offuscarsi e disperdersi, ossia nel sogno, è lo scritto di Foucault che forse suscita l’interesse maggiore alla luce della sua intera opera successiva. Benché la fase più compiuta del pensiero di Foucault si caratterizzi per l’analisi di problematiche assai diverse da quelle affrontate qui, già in questa sede egli getta le basi del suo futuro «metodo archeologico». Tracciando un percorso che, di rottura in rottura (quelle che più tardi denominerà «fratture epistemologiche»), va da Eraclito e Platone a Schelling e Novalis, da Husserl, Sartre e Freud fino allo stesso Binswanger, Foucault esamina e supera le principali concezioni del sogno fino a scorgere in esso un «a priori storico», uno spazio originario, ciò la cui esclusione ha reso possibile l’instaurarsi della ragione e della storia. Il sogno racchiude in sé una contraddizione nella quale risiede il suo senso più profondo. Nell’onirico si dispiegano insieme la trascendenza dell’immaginario e il movimento della libertà prima di ogni sua determinazione. Questa contraddizione culmina nella morte che, intesa non come antitetica alla vita, ma come lo spazio «in cui la libertà, nel mondo e contro il mondo, si realizza e si nega nello stesso tempo come destino», viene a essere il senso ultimo del sogno.
19,00 €

Il significato dell'idealismo

Il significato dell'idealismo

Pavel Aleksandrovic Florenskij

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 176

“Il significato dell’idealismo per un verso appare un testo limpido e trasparente come un cristallo, per un altro si mostra sigillato ed ermeneuticamente complesso. Solleva una questione critica riguardante l’interpretazione e la comprensione dei «luoghi» originari del pensiero filosofico, nel loro inesauribile riproporsi. È un’opera filosofica di zampillante vigore sorgivo, nella quale si rincorrono folgoranti intuizioni logiche, estetiche, ontologiche e mistiche. Dalla loro forza originaria prorompe una luce inattesa che giunge a rischiarare, almeno per un istante, l’oscurità di quelle domande eterne che inquietano il cuore dell’uomo. Forse si tratta di uno degli scritti filosofici più emblematici del pensatore russo, che ne riflette la peculiarità del sincretismo formale e del «pensiero nomade», oltrepassando i confini tra culture, lingue ed epoche, ma sempre alla ricerca insonne dell’unità sostanziale. Tutto in Florenskij è orientato verso l’unità sostanziale, l’unisostanzialità; tutto è teso a modellare una Weltanschauung integrale, definita nelle sue varie accezioni («medievale», «ecclesiale», «trinitaria») come antidoto alla «malattia mortale del secolo», che si manifesta nelle diverse forme di specialismo, nella frammentarietà dell’esistenza e della cultura.” (Dalla Postfazione di Natalino Valentini)
22,00 €

Il diario fiorentino

Il diario fiorentino

Rainer Maria Rilke

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 128

"Il soggiorno di Rilke a Firenze non fu lungo; ma l’attività svolta dovette essere intensa. Musei, chiese, palazzi, conventi, gallerie (persino quella del principe Corsini, di difficile accesso), nulla rimase inesplorato. Furono fatte escursioni non solo a Bellosguardo, a Fiesole, a Settignano e alla Certosa, ma a Maiano, a Rovezzano, a Bagno a Ripoli. Il frutto di tale primo contatto con realtà profondamente diverse da quelle conosciute sino allora non fu tanto l’albo o quaderno di riflessioni e ricordi che riempì per donarlo, testimonianza di amore e di ammirazione, a Lou Salomé, la donna amata, quanto un nucleo di idee e di concezioni che attraversano in modo più o meno visibile tutta la sua opera e alimentano la fase estrema della sua poesia." (Dallo scritto di Giorgio Zampa)
19,00 €

Diario di Hiroshima

Diario di Hiroshima

Michihiko Hachiya

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 288

"A Hiroshima i volti che si disfanno, la sete dei ciechi. Denti bianchi sporgenti in un volto sparito. Vie bordate di cadaveri. Su una bicicletta un morto. Stagni colmi di morti. Un medico con quaranta ferite. «Siete vivo? Siete vivo?». Quante volte deve udirlo. Visita illustre: l'Eccellenza. In suo onore, egli si alza a sedere nel letto e pensa, va meglio. Di notte come unica luce i fuochi della città, cadaveri che bruciano. Odore come di sardine che bruciano. Quando accadde, la prima cosa che d'improvviso notò su di sé: era completamente nudo. Il silenzio, tutte le figure si muovono senza rumore, come in un film muto. Le visite ai malati nell'ospedale: primi resoconti di ciò che è stato l'annientamento di Hiroshima. La città dei quarantasette rōnin è stata scelta per questo? Il diario del medico Michihiko Hachiya comprende 56 giorni a Hiroshima, dal 6 agosto, il giorno della bomba atomica, al 30 settembre 1945. È scritto come un'opera della letteratura giapponese: precisione, delicatezza e responsabilità sono i suoi tratti essenziali. Un medico moderno, che è tanto giapponese da credere irremovibilmente nell'imperatore, anche quando questi annuncia la capitolazione. In questo diario quasi ogni pagina è degna di riflessione. Se ne impara più che da ogni altra descrizione successiva, poiché si è coinvolti nell'inesplicabilità dell'accaduto fin dal principio: tutto è assolutamente inesplicabile. Fra le sue sofferenze, in mezzo ai morti e ai feriti, l'autore va raccogliendo pezzo per pezzo la situazione di fatto; i suoi sospetti cambiano a mano a mano che egli ne sa di più, e si trasformano in teorie che esigono esperimenti. Non c'è una riga falsa in questo diario; e nessuna vanità che non si fondi sul pudore. Se avesse un senso riflettere su quale forma di letteratura sia oggi indispensabile, indispensabile a un uomo che sa e non chiude gli occhi, si dovrebbe dire: eccola, è questa." (Dallo scritto di Elias Canetti)
28,00 €

Teoria del romanzo

Teoria del romanzo

György Lukás

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 160

«Lo scoppio della guerra del 1914 – l’effetto prodotto dalla posizione interventista della socialdemocrazia sull’intellighenzia di sinistra – fu l’occasione che determinò la nascita della Teoria del romanzo. La mia posizione radicale si esprimeva in un veemente, globale e, specie all’inizio, poco articolato rifiuto della guerra, in particolar modo dell’entusiasmo che l’accompagnava. [...] In questo stato d’animo cresceva il primo abbozzo della Teoria del romanzo. Inizialmente avevo pensato a una catena di dialoghi: un gruppo di giovani si isola di fronte alla psicosi della guerra alla maniera dei narratori di novelle del Decamerone di fronte alla peste; i loro dialoghi, improntati a una reciproca intesa, avrebbero esplicitato grado a grado i problemi trattati nel libro, fino a gettare uno sguardo sul mondo di Dostoevskij. A un ripensamento più attento questo piano fu abbandonato e la Teoria del romanzo assunse la sua attuale configurazione. Essa crebbe così in un clima di permanente disperazione sulle sorti del mondo. Solo l’anno 1917 mi portò la risposta alle questioni che fino allora mi erano parse insolubili. [...] La problematica della forma del romanzo è qui l’immagine riflessa di un mondo fuori dai suoi cardini. Perciò la “prosa” della vita è solo un sintomo fra i tanti del fatto che la realtà offre d’ora in poi un terreno sfavorevole per l’arte; donde la liquidazione artistica di quelle forme conchiuse e totali emananti da una totalità dell’essere in sé compiuta, di quei mondi di forme in sé perfettamente immanenti – è il problema centrale della forma del romanzo. E questo non per ragioni artistiche, ma filosofico-storiche: “Non c’è più alcuna spontanea totalità dell’essere” afferma l’autore della Teoria del romanzo con riferimento alla realtà del presente. Qualche anno dopo Gottfried Benn esprime così questo stato di cose: “la realtà non esisteva più, rimaneva la sua smorfia”».
21,00 €

Del sentimento tragico della vita

Del sentimento tragico della vita

Miguel de Unamuno

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 288

«Esiste qualcosa che, in mancanza d'altro nome, chiameremo "il sentimento tragico della vita", che porta dietro di sé tutta una concezione della vita stessa e dell'universo, tutta una filosofia più o meno formulata, più o meno cosciente. Questo sentimento possono averlo, e l'hanno, non solo uomini individuali, ma interi popoli; è un sentimento che non nasce dalle idee, ma piuttosto le genera, sebbene dopo, è chiaro, queste idee reagiscano su di esso, fortificandolo. Può nascere da una malattia accidentale, da una dispepsia, per esempio, ma può anche essere costituzionale. E non serve parlare di uomini sani e malati. A parte il fatto che non abbiamo una nozione normativa della salute, nessuno ha provato che l'uomo debba essere per natura gioioso. C'è di più: l'uomo, per il fatto di essere uomo, di avere coscienza, è già, rispetto all'asino o al gambero, un animale malato. La coscienza è una malattia».
28,00 €

In India

In India

Octavio Paz

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 176

«Alla fine del 1993 inciampai – è la parola giusta – nelle venti pagine della mia conferenza (di Delhi del 1985). Le rilessi e mi resi conto di quanto fossero insufficienti. Decisi allora di ampliarle, ma poi, insoddisfatto, riscrissi tutto da capo. Il risultato fu questo piccolo libro. Non si tratta di memorie, ma di un saggio che si propone, con qualche rapida annotazione, di rispondere a una domanda, al di là degli aneddoti personali: come vede uno scrittore messicano, alla fine del ventesimo secolo, l’immensa realtà indiana? Non si tratta di memorie, ripeto, né di rievocazioni [...]. Offro solo immagini fugaci dell’India: indizi, barlumi, realtà percepite fra luci e ombre. Questo libro non è fatto per gli specialisti; non è figlio del sapere, ma dell’amore».
22,00 €

In hora mortis. Testo tedesco a fronte

In hora mortis. Testo tedesco a fronte

Thomas Bernhard

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 128

Pubblicato per la prima volta nel 1958, "In hora mortis" è un breve poema, diviso in quattro parti, in cui una voce lirica si rivolge a un Dio - forse inesistente - lamentando il dolore del mondo e l'ineluttabilità della morte. In un linguaggio simbolico e visionario, che ricorda la poesia di Trakl, Bernhard si presenta, all'inizio della sua esperienza di scrittore, con la forza espressiva, radicale e sconvolgente, che renderà celebre la sua prosa matura. I versi di "In hora mortis" scavano intorno alle parole lunghi silenzi e utilizzano una tecnica di iterazione musicale che evoca tonalità bachiane. La forma della composizione è quella di un salmo, in un mondo in cui l'unica preghiera possibile è quella del dubbio e della disperazione. Nel suo ricercato lirismo questo libro ci rivela la matrice più profonda dell'opera di Bernhard e ci presenta una dimensione della sua arte ancora poco nota in Italia.
19,00 €

Ritorno dall'URSS seguito da Postille al mio «Ritorno dall’Urss»

Ritorno dall'URSS seguito da Postille al mio «Ritorno dall’Urss»

André Gide

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 160

«Chi potrà dire che cosa l’URSS è stata per noi? Assai più che una patria di elezione: un esempio, una guida. Ciò che noi sognavamo, che osavamo appena sperare, ma a cui tendevano il nostro volere e le nostre forze, aveva preso corpo in quella parte del mondo. Era dunque l’URSS una terra dove l’utopia stava per diventare realtà. Immense realizzazioni già ci riempivano il cuore di attese. Sembrava che il più difficile fosse già fatto e noi ci avventuravamo gioiosi in questa sorta di impegno preso con il mondo sovietico in nome di tutti i popoli sofferenti. Fino a che punto, in caso di fallimento, ci saremmo sentiti impegnati allo stesso modo? Sennonché la sola idea di un fallimento è inammissibile. Se certe tacite promesse non venivano mantenute, a che cosa si doveva attribuire la colpa? Si dovevano considerare responsabili le prime direttive, o più propriamente le deviazioni, le infrazioni, i compromessi, per quanto potessero risultare motivati?... Affido a queste pagine le mie riflessioni personali su quanto l’URSS ha il piacere e l’orgoglio legittimo di mostrare e su quanto, in aggiunta a quello, ho potuto vedere io. Le realizzazioni dell’URSS il più delle volte sono straordinarie. In intere regioni il paese offre il volto già ridente della felicità. Coloro che mi approvavano quando nel Congo, abbandonata l’auto governativa, cercavo di entrare in contatto diretto con chiunque per rendermi conto, potranno mai rimproverarmi di avere usato pari scrupolo in URSS, senza lasciarmi affatto abbagliare?».
21,00 €

Amedeo Modigliani e altri scritti

Amedeo Modigliani e altri scritti

Anna Achmàtova

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2024

pagine: 176

"Questo volume comprende alcuni degli scritti in prosa di Anna Achmatova (1889-1966): scritti critici e di memoria. Ritroviamo qui le stesse caratteristiche dello stile dell’Achmatova poetessa: limpidezza della lingua, ricchezza della sostanza letteraria ed esistenziale, intensa partecipazione emotiva filtrata attraverso il rigore della parola. Le prose critiche costituiscono capitoli diversi, interiormente legati, di un libro ideale, mai compiuto, dedicato a Puškin, che fu veramente il grande maestro e il grande ispiratore di Anna Achmatova. Di carattere memorialistico (ma anche, in parte, critico) sono gli altri scritti, dedicati a poeti come Blok e Mandel’štam, a poeti e traduttori insigni come Lozinskij: tutti momenti fondamentali della cultura russa, con una eccezione: Amedeo Modigliani. Forse non si tratta di una vera e propria eccezione: anche Modigliani, se non altro per il tenero e delicatissimo affetto che lo legò per qualche tempo ad Anna e per il bellissimo ritratto che dipinse di lei, ci pare abbia il diritto di far parte di una storia ideale della cultura russa. In quel famoso ritratto, più che Anna Achmatova si rispecchia il «mistero» di Anna Achmatova: la straordinaria purezza della sua forma e la profonda inquietudine della materia del suo poetare, l’aspirazione a un’emozione rinascimentale e il presagio del tumulto e delle angosce. E le rose che Anna gettò un giorno lontano nel cortile parigino di Modigliani mandano sempre il loro delicato profumo, anche attraverso le altre pagine del libro. Nei suoi ricordi, con pochi tratti essenziali, brevi illuminazioni, rievoca dunque gli amici poeti, risuscitando immagini e sentimenti del passato e permettendo anche di capire aspetti meno noti della personalità di quegli artisti straordinari, a cui Anna era legata da profonda amicizia." (Dalla postfazione di Eridano Bazzarelli)
22,00 €

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