Unicopli: Storia lombarda
La maggioranza silenziosa della Controriforma. Il cardinale bergamasco Giovanni Girolamo Albani (1509-1591)
Lorenzo Comensoli Antonini
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2020
pagine: 286
Nella prima metà del Cinquecento la Chiesa di Roma dovette misurarsi anche in Italia con la contestazione protestante. In questa lotta, la fazione più intransigente si avvalse di quei membri dei ceti dirigenti che, per tradizione e interessi, rimasero fedeli al papato. A questa maggioranza silenziosa, meno studiata dalla storiografia rispetto alla costellazione eterodossa, appartenne il giurista bergamasco Giovanni Girolamo Albani. Nei suoi trattati, scritti alla vigilia della stagione tridentina, egli prospettò quella esorbitante potenza della curia romana che, decenni più tardi, Paolo Sarpi avvertirà come nefasto esito del Concilio. Pur guardando a Roma, però, Albani rimase a lungo un laico a servizio della Serenissima, per divenire cardinale in età avanzata, grazie al favore di Pio V. Laico e chierico, dunque, la biografia del quale rileva dinamiche e tratti salienti della vita sociale e religiosa del secolo XVI.
Un monastero benedettino agli albori del secolo della «grande crisi». San Vittore di Meda tra città e contado
Timothy Salemme
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2019
pagine: 387
Annoverato tra le principali istituzioni ecclesiastiche della Lombardia medievale, il monastero benedettino femminile di San Vittore di Meda, nei pressi di Milano, fondò il suo potere sul possesso di un ingente patrimonio fondiario e sull'esercizio di prerogative signorili in varie comunità del contado ambrosiano. Tra XIII e XIV secolo, il suo capitolo, composto da esponenti di lignaggi signorili radicati nelle campagne milanesi, si distingueva per la sua natura aristocratica e "rurale". Malgrado ciò, San Vittore non si sottrasse al confronto con Milano, intenta a sua volta a consolidare la sua egemonia sul proprio districtus. Il cenobio approfittò anzi, ancora nei decenni di passaggio dal Comune alla Signoria, dei sempre più ridotti margini d'azione di cui disponeva vis-à-vis delle istituzioni cittadine per tutelare i suoi possessi e la sua autonomia. Un drastico cambiamento avvenne però negli anni Venti del Trecento, quando l'abbazia, travolta dagli eventi, entrò infine in crisi. In questo libro ci interroghiamo sulle origini della decadenza di San Vittore.
Voghera alla fine del Trecento. Fiscalità signorile, demografia, società
Laura De Angelis Cappabianca
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2016
pagine: 341
Il patriziato pavese in età spagnola. Ruoli familiari, stile di vita, economia
Chiara Porqueddu
Libro: Libro rilegato
editore: Unicopli
anno edizione: 2016
pagine: 810
Questo volume analizza la sfera privata del patriziato pavese tra la metà del XVI e la metà del XVII secolo. Gli atti notarili e le testimonianze dal vivo nei processi per l'ammissione di nuovi adepti al Collegio dei giureconsulti restituiscono un'immagine nuova dei gusti e dello stile di vita di questo ceto, che si declinano nel modo di vestire, di abitare, di porsi di fronte alla cultura, alla religione, alla morte. Gli inventari di beni svelano peraltro ricchezze inusitate e la vistosa tendenza a incrementare gli investimenti in beni di consumo e di lusso, ma anche in quadri, arazzi, libri. Tutto ciò si intreccia con l'aspetto economico. In definitiva, i vari elementi offrono nell'insieme un quadro inedito di Pavia in età spagnola: non più la città decadente e impoverita, relegata a un ruolo di estremo provincialismo, con una nobiltà meschina e rattrappita su se stessa, bensì un centro partecipe a pieno titolo di quella cultura materiale che a partire dalla seconda metà del Cinquecento ha pervaso l'Europa e che in particolare nella penisola italiana è stata alimentata proprio dai patriziati cittadini.
«Andare per il mondo» dalle valli lombarde. Migrazioni, comunità e culture locali in età moderna
Francesco Parnisari
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2016
pagine: 380
Nell'età moderna le valli lombarde furono caratterizzate da un'intensa emigrazione, il cui flusso si distribuiva all'interno della penisola italiana e in varie parti d'Europa. Il volume, basato su una ricca documentazione in gran parte inedita, analizza la varietà delle mete prescelte, la cadenza temporanea degli spostamenti e l'universo dei mestieri, che spaziavano dal settore tradizionale dell'edilizia a quelli, meno esplorati, dell'artigianato e del commercio. Ampio spazio viene riservato ad aspetti quali la formazione culturale e lavorativa dei giovani destinati alla vita dell'emigrante, la sfera individuale degli affetti e della pietà religiosa, il senso della morte, oltre ai riflessi dell'emigrazione sulla vita delle famiglie e dei villaggi di provenienza. La fascia prealpina del Varesotto ha costituito il punto d'osservazione privilegiato nel corso dell'indagine, aprendo ulteriori prospettive di ricerca nel filone di studi relativi ai movimenti migratori della regione montana estesa tra il Biellese e il Comasco.
Brescia viscontea (1337-1403). Organizzazione territoriale, identità cittadina e politiche di governo negli anni della prima dominazione milanese
Fabrizio Pagnoni
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2015
pagine: 255
Comunità, nobili e gentiluomini nel contado di Milano del Quattrocento
Federico Del Tredici
Libro: Libro rilegato
editore: Unicopli
anno edizione: 2014
pagine: 474
Quanto era importante lo spazio delle comunità rurali nel quadro politico-istituzionale della Lombardia visconteo-sforzesca? A questa domanda vuol contribuire a rispondere la presente ricerca dedicata al contado di Milano nel XV secolo, una realtà poco conosciuta e tanto più interessante per il forte condizionamento qui esercitato dal centro urbano. Istituzioni e prerogative delle comunità milanesi, grandi e piccole, vengono indagate nelle prime sezioni del volume, ove sono messi in luce tanto i modi in cui l'appartenenza ad un comune si faceva impegnativa per i singoli individui, quanto il peso che nel contesto locale potevano assumere solidarietà altre: parentali, ad esempio, o di contrada. A uomini "fuori dal comune" guardano invece le ultime due parti dell'opera. Al centro dell'attenzione si ritrovano così potenti magnati dotati di castelli e giurisdizioni, ma anche minori nobili, capaci di esercitare un ruolo centrale nella vita politica ed economica del Milanese, cui l'autore si rivolge cercando di ricostruirne ruolo e posizione, nonché la capacità di promuovere legami alternativi a quelli territoriali e comunitari.
Donne, emozioni e potere alla corte degli Sforza. Da Bianca Maria a Cecilia Gallerani
M. Nadia Covini
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2013
pagine: 110
In questo libro si mostrano alcune peculiari modalità di esercizio o di condivisione del potere da parte di principesse e di altre categorie di donne: amanti, concubine, dame di corte e nobildonne dell'aristocrazia lombarda legate alla dinastia sforzesca nel secondo Quattrocento. Si indaga, ad esempio, sulle qualità relazionali di una principessa come Bianca Maria Visconti che creò attorno a sé una corte imponente e un notevole network di amici e clienti che sostituirono, per alcuni anni, il suo impegno diretto e formale nella politica, ad evitare di sottrarre spazi e autorità al marito, principe nuovo. Si considerano poi altre principesse e gentildonne lombarde del Rinascimento, come Cecilia Gallerani, Beatrice d'Este e Luchina dal Verme, le cui esperienze costituiscono una sorta di rassegna delle possibilità aperte alle donne di élite nella realtà lombarda rinascimentale, tra corte, società e famiglia.
Milano e la crisi di fine secolo (1896-1900)
Alfredo Canavero
Libro
editore: Unicopli
anno edizione: 2012
pagine: 481
La grammatica nel villaggio. Le scuole latine in Lombardia da Maria Teresa a Napoleone
Maurizio Piseri
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2012
pagine: 223
Quali erano i significati sociali, culturali, identitari del latino nelle campagne lombarde tra età delle riforme ed età napoleonica? In quali forme e attraverso quali canali era soddisfatta la domanda di istruzione latina? Sono alcune delle domande cui offre risposte il presente volume. Esso non si limita a ricostruire la rete delle scuole di latinità e il destino loro assegnato dalle riforme scolastiche asburgiche e dalle politiche napoleoniche, ma ha voluto focalizzarsi sui rapporti tra scuola latina e comunità così da permettere l'estensione dell'analisi storica su più livelli: le politiche governative di limitazione delle scuole latine nelle campagne, le resistenze delle comunità alle politiche centrali, il dibattito politico e culturale sul latino e sulle scuole di latinità, i significati e i valori sociali attribuiti al latino nelle campagne, le dinamiche della domanda e dell'offerta di istruzione latina. Non di meno si è voluto dedicare uno spazio ai maestri di latinità; dalla loro condizione salariale e sociale alla loro formazione didattica e culturale.
Il «governo militare» dello Stato di Milano nel primo Settecento. Saggio storico e inventario della serie «Alte Feldakten» del Kriegsarchiv di Vienna
Alessandra Dattero
Libro
editore: Unicopli
anno edizione: 2011
pagine: 180
Restati eran thodeschi in su l'hospicio. Il ruolo degli osti in una città di confine. (Como, secoli XV-XVI)
Stefania Duvia
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2010
pagine: 202
Entro la peculiare fisionomia socioeconomica della città di Como, caratterizzata da una naturale posizione di apertura verso il Nord Europa e snodo di vivaci traffici interregionali e transalpini, lo studio degli albergatori nei secoli XV-XVI rivela il peso decisivo di questa categoria professionale a partire dall'ambito urbano fino al contesto delle relazioni internazionali. Lo stretto rapporto degli osti con le istituzioni locali e non ed il complesso ruolo di mediazione economica, culturale e politica svolto nei confronti dei numerosi mercanti germanici che operavano nel centro lariano sono aspetti emergenti che risultano ben lontani dalla specializzazione nel campo dell'ospitalità che appare compiuta nel basso medioevo in Toscana, l'area italiana maggiormente studiata dal punto di vista dell'organizzazione ricettiva. In questo quadro risulta esemplare l'indagine su due famiglie comasche dedite per generazioni all'accoglienza a pagamento, gli Inardi e i Della Porta.