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Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente

Il monastero di Shaolin. Storia, religione e arti marziali cinesi

Il monastero di Shaolin. Storia, religione e arti marziali cinesi

Meir Shahar

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 314

Sintesi straordinaria tra aspetti militari, terapeutici e religiosi, le arti marziali rappresentano per l'Occidente uno degli elementi di maggiore fascino della cultura cinese. La nascita di tali arti è strettamente legata al Monastero di Shaolin, in una fitta trama che intreccia storia e mito in modo spesso inestricabile. Si tramanda che proprio in questo luogo sacro il centenario patriarca indiano Bodhidharma trasmise il Dharma al suo primo discepolo cinese Huike, che attendeva in piedi nella neve ghiacciata, e nel monastero si conserva una pietra che secondo la leggenda reca impressa l'ombra del patriarca, rimasto seduto in meditazione per nove anni rivolto contro un muro. Nel tempo la figura di Bodhidharma fu progressivamente associata anche alla nascita delle arti marziali. Ma quali sono le vicende politiche, militari, religiose, che hanno portato i monaci di una religione che vieta la violenza a praticare il combattimento, in che misura lo praticarono e quali sono le fonti che lo testimoniano? E che rilevanza hanno tali questioni per i praticanti e gli storici delle arti marziali? L'autore districa, per quanto possibile, la storia dalle leggende e ripercorre in senso cronologico le vicende del Monastero di Shaolin, strettamente connesse al succedersi delle dinastie Tang, Ming e Qing e al modo in cui il potere secolare influenzò o addirittura plasmò quello religioso.
28,00

La mente del samurai. Cinque testi classici sulla spada giapponese

La mente del samurai. Cinque testi classici sulla spada giapponese

Christopher Hellman

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 142

La spada ha una posizione centrale nella cultura e nella storia del Giappone, ed è associata soprattutto ai samurai, la classe militare che fiorì tra il 1200 e il 1600. Nato come arciere a cavallo, il samurai lasciò poi l'arco per la lancia. Dal 1600 iniziò una nuova era di pace e armi come la lancia passarono in secondo piano; tecniche basate sull'uso dell'armatura furono rimpiazzate da altre che sfruttavano la mobilità permessa dagli indumenti civili. Poiché la spada era indossata ogni giorno dal samurai, fu in questo periodo storico che essa divenne il fulcro della sua identità marziale e la scherma la sua arte principale. In alcune scuole vennero introdotte le spade di bambù e un'armatura per l'addestramento, permettendo una sorta di combattimento. Il kendo moderno è una disciplina in cui la destrezza con la spada non è volta alla vittoria, ma alla crescita personale. I testi qui pubblicati, che coprono il periodo dal sette all'ottocento, sottolineano infatti l'importanza dei fattori interiori che coinvolgono la mente e lo spirito: la vera essenza dell'arte. I praticanti delle scuole intraprendevano lunghi periodi di allenamento ascetico allo scopo di raggiungere una sorta di illuminazione marziale, ossia lo stato di "non mente". Solo questo rende invincibili, non le tecniche, non la forza, né la destrezza. Finché nella mente esiste un avversario, quello potrà avere la meglio.
13,00

Confessione di un ateo buddhista

Confessione di un ateo buddhista

Stephen Batchelor

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 280

Una biografia del Buddha intrecciata con il diario di un viaggio nell'universo buddhista e di un lungo percorso formativo che ha portato l'autore a confrontarsi con diverse tradizioni spirituali buddhiste, da quella tibetana a quella dello zen coreano, fino al theravada, alla ricerca del buddhismo più vicino all'insegnamento del Buddha. L'autore setaccia i testi del Canone pali per mettere a fuoco la personalità del Buddha e la sua visione del mondo, profondamente innovativa rispetto al contesto storico in cui visse e operò. Come dice l'autore nell'Introduzione: "'Confessione di un ateo buddhista' racconta la storia di un viaggio attraverso il buddhismo che dura da trentasette anni. Comincia in India, con un diciannovenne che incontra il Dalai Lama e gli insegnamenti della tradizione tibetana, e termina con le riflessioni di un buddhista cinquantaseienne laico e aconfessionale che abita in un paesino della campagna francese. Dal momento che non sono nato in una famiglia buddhista, questa è la storia di una conversione. Parla della mia attrazione per il buddhismo e del mio sforzo di venire a patti con dottrine che trovo difficile accettare, come la reincarnazione, e istituzioni religiose autoritarie resistenti alla critica e all'innovazione. Le mie difficoltà personali possono anche riflettere un conflitto culturale più ampio fra la visione del mondo di una religione asiatica tradizionale e le intuizioni della modernità laicista".
25,00

L'essenza dello zen

L'essenza dello zen

Harada Sekkei

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 176

Sekkei Harada è un maestro infaticabile del Dharma. Convinto che il bisogno di conoscere se stessi non è proprio di una singola cultura e società, ma universale a ogni uomo ed estremamente pressante in questa epoca, ha insegnato per anni in oriente e occidente, esercitando una grande influenza su generazioni di studenti. Questo libro, la traduzione di un testo giunto ormai alla sua quinta ristampa, rispecchia fedelmente il suo pensiero e la grande semplicità ed efficacia della pratica zen. Dopo un primo capitolo in cui traduce e commenta il famoso Fukan-zazengi di Dogen, testo basilare della scuola zen Soto, il grande maestro contemporaneo Harada trae spunto dalle fonti più disparate (gli antichi aneddoti zen, il teatro No, l'arte della calligrafia, la cerimonia del tè, come pure semplici eventi quotidiani), per sfondare le barriere erette dall'io e risvegliare una percezione diversa del proprio essere e della realtà. Con grande abilità illustra i vantaggi e i pericoli delle varie tecniche applicate nello zen, lo shikantaza, la meditazione sui koan e la concentrazione sul respiro, e mette in guardia dalla 'malattia dello zen': accontentarsi di una comprensione puramente intellettuale, insufficiente a vincere l'illusione dell'io, o aggrapparsi a una visione errata della pratica. Non ultimo pregio di questo libro è lo stile d'insegnamento estremamente concreto e lucido del maestro Harada, che rende questi discorsi particolarmente adatti anche ai praticanti alle prime armi.
15,00

La pratica dei Jhana. La tradizionale meditazione di concentrazione insegnata dal venerabile Pa Auk Sayadaw

La pratica dei Jhana. La tradizionale meditazione di concentrazione insegnata dal venerabile Pa Auk Sayadaw

Stephen Snyder, Tina Rasmussen

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 164

Entrambi gli autori di questo libro, che si sono dedicati alla pratica buddhista fin da giovanissimi, hanno avuto la fortuna di partecipare a un ritiro tenuto in California dal venerabile Pa Auk Sayadaw, un maestro birmano considerato uno dei rappresentanti contemporanei più autorevoli della meditazione di concentrazione fondata sui jhàna. Quest'esperienza memorabile li ha portati a penetrare direttamente gli stati di concentrazione più elevati, indispensabili per progredire rapidamente nelle due sezioni samatha e vipassana del sentiero buddhista. La pratica dei jhàna è appunto il frutto della loro esperienza e vuole tracciare una mappa precisa di un percorso meditativo fondamentale ma ancora poco seguito in occidente, forse a causa della maggior diffusione della meditazione di consapevolezza, o vipassana. Nel corso del volume gli autori, basandosi sull'esperienza diretta di quel che vanno descrivendo, guidano i praticanti con dovizia di particolari in tutte le fasi degli assorbimenti meditativi dei jhàna: la consapevolezza del respiro, la meditazione di accesso, il sorgere progressivo dei quattro jhàna materiali e dei quattro jhàna immateriali. Un libro prezioso per chiunque voglia accostarsi a queste pratiche meditative di tradizione theravada insegnate dal Buddha ed esposte nel Visuddhimagga.
15,00

Momenti di risveglio. La consapevolezza nel sentiero del vajrayana

Momenti di risveglio. La consapevolezza nel sentiero del vajrayana

Anyen (Rinpoche)

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 128

Realizzare la 'natura della mente' e dimorare in quell'esperienza diretta è il frutto della trasmissione di un vero guru, che introduce lo studente alla realtà ultima: l'io, così come tutte le cose, non ha una realtà intrinseca; non è separato dal resto, non costituisce un'entità a sé stante. La natura di tutti i fenomeni, quindi, non è altro che vacuità. Per attingere a questa profonda comprensione non è sufficiente seguire un maestro realizzato; il praticante deve sviluppare le qualità della mente che gli consentano di comprendere gli insegnamenti, e soprattutto di metterli in atto. L'autore pone in risalto due qualità fondamentali della mente, senza le quali nessuna pratica, nessuno studio può portare all'illuminazione: la consapevolezza e il discernimento, due aspetti di una stessa presenza mentale. Consapevolezza e discernimento danno realismo al cammino e chiarezza di obiettivi, senza di essi lo studente non potrà neanche trarre beneficio dalla pratica della meditazione. Anyen tratteggia l'utilità dei diversi insegnamenti buddhisti, dai sutra ai tantra, fino agli insegnamenti più alti del suo lignaggio spirituale: lo dzogchen e la mahamudra; la narrazione di alcuni importanti episodi della sua vita e del suo addestramento comunica lo stile particolarmente diretto, intuitivo e talvolta energico e incalzante con cui i suoi maestri lo hanno introdotto alla via del Buddha.
13,00

Il fuoco della libertà

Il fuoco della libertà

Hariwansh L. Poonja

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2011

pagine: 224

Il pensiero 'io' è il primo pensiero, di qui inizia la prigionia, l'ignoranza, il samsara. Ma quando un medico fa un'autopsia non trova nessun io dentro quel corpo. Quindi, rifiuta tutte le esperienze, tutto ciò che percepisci, in cui ti identifichi. 'Non sono il corpo fisico, non sono il corpo mentale'. Alla fine l'io individuale svanirà, e dove l'io svanisce nasce la vera conoscenza. 'Chi sono io?' è la domanda fondamentale. Una volta scoperto chi sei, conoscerai la vera natura di tutte le cose. Le altre domande finiranno e con loro finirà tutta la sofferenza, tutta la manifestazione. Farsi questa domanda non richiede tempo e la risposta non avviene nel tempo. Non solo placa la mente, ma la fa scomparire del tutto, lasciandoti libero, libero dai cicli di nascita e morte. Volgi lo sguardo all'interno. Ci sono sei miliardi di persone nel mondo, ma solo venti sono qui oggi e possono dire: "Voglio sedermi sul trono della libertà". Ottima idea! Ti chiedo solo di non posticipare. In questo istante, guarda il tuo Sé. Non servono mappe, né libri, né sentieri. Sei già lì.
20,00

Oltre la consapevolezza in parole semplici

Oltre la consapevolezza in parole semplici

Henepola Gunaratana

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2010

pagine: 237

A vent’anni circa dalla pubblicazione della Pratica della consapevolezza in parole semplici, dedicato alla via della consapevolezza o visione profonda (vipassana), Henepola Gunaratana delinea in questo volume la via parallela della concentrazione o calma mentale (shamatha). I due sentieri, che in realtà sono intrecciati e si sostengono l’uno con l’altro, non sono due sistemi separati, ma un’unica serie di strumenti che mirano a liberare dalla sofferenza. La via della concentrazione permette alla mente di osservare se stessa, di esaminare il suo stesso funzionamento e di fare esperienza della sua natura gioiosa, splendente e luminosa attraverso i jhana. I jhana mondani, suddivisi in materiali e immateriali, e i jhana sovramondani sono stati di esperienza che si trovano al di là del mondo cognitivo e sensoriale ordinario. Già nel primo jhana c’è una rottura totale con il pensiero e la percezione ordinari e la mente, non più impastoiata dalle reazioni abituali, è piena di felicità, estasi, beatitudine, raccoglimento. Questi stati progressivi di concentrazione, via via più sottili, consentono al meditante di superare gli impedimenti, le catene e i veleni che condizionano la mente e soprattutto di penetrare con chiarezza i ‘tre segni distintivi’ dell’esistenza: anicca (impermanenza), dukkha (sofferenza) e anatta (assenza di un sé), conseguendo infine la liberazione.
19,50

Nulla da cercare. Un commento alla raccolta di Linjii

Nulla da cercare. Un commento alla raccolta di Linjii

Thich Nhat Hanh

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2010

pagine: 196

Non c'è nulla da fare e nulla da cercare. La persona che non ha nulla da fare è padrona di sé, e vive integrata nel proprio ambiente senza esserne oppressa. Non è vittima di tristezza, felicità, amore, odio. Vive in consapevolezza come una persona ordinaria, che stia seduta, cammini o stia in piedi. "Dovunque sei - insegna Linji - usa quel luogo come sede del tuo risveglio". Questo è l'insegnamento del maestro ch'art Linji, vissuto nel nono secolo d. C. durante la dinastia Tang, fondatore della scuola Linji (Rinzai) dello zen: lo spirito del suo insegnamento, osserva Thi-ch Nhat Hanh, è in tutto ciò che si impara e si insegna all'interno della tradizione zen. Vissuto nell'epoca della re-pressione politica del buddhismo in Cina, Linji fu allievo di Huangbo e fondò infine il proprio monastero insegnando ai suoi allievi in uno stile incisivo e diretto. Non scrisse mai, ma i suoi studenti raccolsero gli insegnamenti del maestro nella Raccolta di Linji. La traduzione e il commento di Thich Nhat Hanh rendono il testo accessibile al lettore moderno senza alterarne il carattere ironico, diretto e anticonvenzionale. La raccolta è composta da due sezioni: le Battaglie zen, insegnamenti che il maestro impartiva la mattina sotto forma di domande e risposte, e i Discorsi della sera, in cui Linji spiegava e raccontava storie, in una forma meno criptica rispetto alle Battaglie.
18,00

Buddhismo e scienza. Storia di un amore

Buddhismo e scienza. Storia di un amore

Donald S. jr. Lopez

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2010

pagine: 294

Dal diciannovesimo secolo fino a oggi, mentre fervevano i dibattiti sulla validità della religione nel mondo moderno, i buddhisti e i simpatizzanti del buddhismo, orientali e occidentali, proclamavano che il buddhismo, solo tra le religioni del mondo, era compatibile con le più recenti scoperte scientifiche, e quindi andava considerato il credo spirituale d'elezione per l'uomo colto e razionale. Via via che la scienza diffondeva le scoperte più rivoluzionarie sulla fisica quantistica, la teoria del big bang, la vera natura della materia, quelle stesse teorie venivano rintracciate negli insegnamenti di Gautama Buddha, un asceta indiano vissuto nell'età del ferro che, senza telescopi o microscopi, aveva intuito esattamente le stesse cose anticipando la scienza di ben duemilacinquecento anni. In "Buddhismo e scienza" Lopez non si concentra tanto sul valutare la validità di tali asserzioni, quanto sull'esplorare come e perché queste due chiavi di lettura dell'universo interiore ed esteriore, apparentemente incompatibili tra loro, siano state così persistentemente associate. Il risultato è un viaggio affascinante sull'origine, gli sviluppi e le funzioni storiche dell'idea della 'scientificità' del buddhismo, a partire dai dibattiti tra buddhisti e missionari cristiani sulla cosmologia occidentale e orientale fino alle ricerche contemporanee delle neuroscienze sulla meditazione.
27,00

La mente oltre la morte

La mente oltre la morte

Dzogchen Ponlop (Rinpoche)

Libro: Libro rilegato

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2009

pagine: 304

Maestro di meditazione, calligrafo, pittore e poeta, Dzogchen Ponlop è uno degli esponenti contemporanei più eminenti delle scuole Nyingma e Kagyu del buddhismo tibetano. In queste pagine offre una vera e propria guida per la vita e la morte basata sugli insegnamenti trasmessi da Padmasambhava nel testo La grande liberazione attraverso l’udire nel bardo, comunemente noto come Il libro tibetano dei morti. Descrive il viaggio della coscienza attraverso i sei bardo, gli stadi di vita, morte e rinascita, offrendo al lettore una chiara mappa per superare le sfide di questa esistenza e i pericolosi bardo dell'aldilà. Nella scienza della mente tibetana, la morte, come la nascita, è un processo di cambiamento, un nuovo inizio che offre un'occasione preziosa di risveglio e di liberazione.
29,00

Meditazioni buddhiste. Per vivere in armonia con gli altri

Meditazioni buddhiste. Per vivere in armonia con gli altri

Jeffrey Hopkins

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2009

pagine: 189

È davvero possibile coltivare una qualità della mente? È possibile trasformare il rapporto che abbiamo con gli esseri umani che ci circondano, e quindi con la nostra storia personale? È possibile muoversi concretamente nella direzione della felicità? Hopkins afferma che sì, è assolutamente possibile; a patto che si riconosca anche in tutti gli altri una profonda aspirazione alla felicità e un desiderio di fuggire la sofferenza. Talvolta il modo o il percorso che gli altri scelgono per raggiungere questo scopo non ci piace, anzi a volte lo riteniamo intollerabile e crudele (come nel caso dei tiranni o dei criminali), ma la natura interiore che sottende a queste azioni è comunque qualcosa che ci accomuna tutti. Comprendere completamente, e non solo con l'intelletto, questa sostanziale uguaglianza porta a sviluppare una mente equanime, perfettamente equilibrata. Da qui parte il cammino che conduce alla compassione, un atteggiamento di calorosa premura, di aiuto attivo, e in definitiva di amore intenso per tutti gli esseri, l'unica condizione che possa arrecare la felicità. Prefazione di Sua Santità il Dalai Lama.
17,00

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