Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente
Lankavatara sutra
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2013
pagine: 228
Il Lankavatara sutra ha antichi legami con lo zen, che risalgono al giorno in cui Bodhidharma ne consegnò una copia al suo discepolo Hui-k'o, dicendogli che conteneva tutto quel che aveva bisogno di sapere. Così "l'insegnamento al di là delle parole" trovò la sua scrittura, che godette nel tempo di una fortuna continua. Questa è la prima traduzione condotta sulla versione cinese di Gunabhadra, con un ricco apparato di note che aiutano a comprendere questo importantissimo sutra della scuola yogacara.
La verità definitiva. Un'esposizione organica dell'advaita vedanta
Ramesh S. Balsekar
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2013
pagine: 165
L'eminente discepolo di Nisargadatta Maharaj espone le dottrine essenziali dell'advaita vedànta: tutto è uno, io sono l'assoluto. Il volume non ha la tradizionale forma dialogica ma si sviluppa in un discorso lineare, articolato per temi fondamentali: la natura del mondo fenomenico, il problema dell'individuo, la comprensione finale e la fine della schiavitù. Ne esce una visione organica di cui l'autore fa così un sunto: "Tutto ciò che c'è è la coscienza, che percepisce se stessa nella manifestazione fenomenica. Ciò che pensiamo di essere è mera apparenza, un'ombra priva di sostanza, laddove ciò che siamo realmente è la coscienza, il brahman senza forma. Questa comprensione equivale al totale annullamento dell'identità costruita nel corso degli anni. L'ultimo ostacolo al manifestarsi della verità, ossia dell'illuminazione, del risveglio, è infatti l'identificazione con un'entità separata. La verità definitiva, come hanno chiaramente affermato tutti i saggi, è che non c'è né creazione né distruzione, né nascita né morte, né destino né libero arbitrio, né sentiero né ottenimento. Questo è il tema del libro".
Il modo migliore per catturare un serpente
Thich Nhat Hanh
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 152
Il libro comprende una raccolta di brevi discorsi del Buddha, tradotti dal pali e dal cinese e commentati dal famoso monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, il 'Sutra sul modo migliore per catturare un serpente', il 'Sutra sulla via di mezzo', il 'Sutra sulle otto realizzazioni dei grandi esseri' e il 'Sutra sulla felicità'. Questi discorsi insistono sulla necessità di non accettare ciecamente gli insegnamenti del Buddha, ma di studiare e soppesare ogni parola con intelligenza per essere certi di non fraintenderne il significato. Solo quando saranno ben compresi e poi messi in pratica nella vita quotidiana potranno essere davvero d'aiuto, oggi come all'epoca del Buddha.
Mantra tantrici
André Padoux
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 204
Il tantrismo ha influenzato la quasi totalità dell'induismo, lasciando la sua impronta sulla religione, il rituale, la teologia e la metafisica, l'iconografia e l'architettura dei templi, e persino la struttura dello stato. La visione del mondo tantrica, sia pure affidata a scritture e opere esegetiche spesso segrete e oscure, traspare ovunque nell'induismo. Essenziale al fine di comprendere il fenomeno tantrico è lo studio dei mantra, formule linguistiche già presenti nell'induismo vedico e post-vedico ma destinate ad assumere un ruolo di primo piano nel tantrismo, dove compaiono in ogni tipo di azione religiosa o rituale. Come aspetti di vac, la Parola, il potere cosmico primordiale che governa il mondo, i mantra sono la manifestazione sonora della divinità o di alcuni suoi aspetti specifici, e vengono concepiti essi stessi come potenze divine, parole di potere utilizzabili ritualmente o meditativamente per vari scopi magici o rituali. Caratteristica dei mantra tantrici hindu è l'uso preponderante di elementi non linguistici: sillabe o gruppi di sillabe privi di significato, ma ritenuti pervasi da un potere e un'efficacia soprannaturali. André Padoux, tra i massimi esperti viventi di tantrismo, illustra in queste pagine la natura dei mantra e ogni aspetto del loro impiego nel rituale.
Le radici della felicità. Andare oltre le soddisfazioni personali
Ezra Bayda
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 164
C'è forse un equivoco alla base dell'insoddisfazione cronica da cui sembriamo circondati. Da dove ci aspettiamo che possa giungere la soddisfazione? In altre parole, qual è la felicità che cerchiamo? L'idea comune di felicità si porta dietro una lunga serie di stereotipi, non da ultima l'illusione di avere il diritto acquisito alla felicità, la convinzione che la vita ci 'debba' qualcosa. L'uomo occidentale viene fin da piccolo educato allo sforzo, alla lotta per ottenere risultati, e anche dove tali obiettivi siano meritevoli e apprezzabili, rimangono nella sfera personale del transitorio e dell'effimero. C'è invece un'altra felicità, che lo zen tocca con leggerezza e ironia, e di cui Bayda indica la strada al lettore. Essa si trova in un'altra dimensione, al di là del recinto delle aspettative che riponiamo nel lavoro, nelle relazioni, nel denaro, ma anche negli insegnamenti spirituali, e che generano insoddisfazione cronica per il semplice fatto di essere formulate come aspettative. Il terreno della 'felicità fondamentale' nasce e si nutre all'interno, nella capacità di accogliere l'esperienza, quella positiva e quella negativa, essendo presenti e svegli al momento presente, senza sforzarsi di cambiare, senza far interferire i pensieri e le emozioni con l'esperienza. Se queste possono sembrare solo parole, immergendosi nella lettura si scoprirà invece un approccio empirico e scarno, basato su poche e semplici indicazioni per il lavoro interiore, meditativo e introspettivo...
Opere
Maharshi Ramana
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 184
Ramana Maharshi, nei primi anni dopo l'illuminazione, stava per lo più in silenzio. Quando i ricercatori spirituali lo interrogavano, rispondeva per iscritto, spesso sulla sabbia della grotta dove abitava. Altre volte parlava. Alcuni di questi dialoghi venivano trascritti dai discepoli e, una volta redatti, erano sottoposti alla sua approvazione. Così vennero pubblicate le opere in prosa. I versi invece furono composti in diverse occasioni, più spesso su richiesta di qualche devoto, talvolta per un atto spontaneo e 'irresistibile' (come racconta Ramana stesso). Secondo il suo insegnamento (Yadvaita vedànta), l'io che alberga nel corpo fisico è dio stesso, il Sé, la pura consapevolezza entro cui tutte le esperienze, le percezioni, le emozioni e i pensieri sorgono e svaniscono. Tutta la manifestazione, ossia gli eventi di quella che noi definiamo realtà, avviene nell'alveo della nostra coscienza. Quando scompare tale coscienza, come nel sonno profondo, cessa di manifestarsi anche questo mondo. Il testimone di tutto l'avvicendarsi dei fenomeni è la nostra vera natura, e indagando in noi stessi con la domanda 'chi sono io?' è possibile trovare la pace, ossia la liberazione dall'illusione di essere il proprio corpo, e la certezza di essere la suprema realtà.
Nuvole vaganti. La raccolta di un maestro zen
Ikkyu Sojun
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 216
In queste centocinquanta poesie il famoso maestro itinerante presenta l'essenza dello zen di Linji in versione spregiudicata. La passione erotica, lo spregio dei potenti, la vita di osteria sono espressioni dell'illuminazione più profonda, nel tormentato Giappone del 1400. Ikkyu Sojun (1394-1481) è una delle figure più significative dello zen giapponese. Indiscutibile è la sua importanza storica come riformatore e divulgatore della pratica zen, ma anche come animatore di un cenacolo culturale da cui sono scaturite le più alte espressioni artistiche del suo tempo. Epicentro della sua predicazione diviene una vivace cittadina mercantile, dove inaugura il periodo 'taverna e bordello', in cui prende forma compiuta la sua personale accezione di zen, sempre libera dalle convenzioni e aderente al sentire interiore.
Donne di illuminazione. Dakini e demonesse, Madri divine e maestre di Dharma
Carla Gianotti
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 240
Può una donna diventare una buddha, una risvegliata? Ci sono state donne che in passato hanno ottenuto l'illuminazione, rinunciando ai ruoli tradizionali di mogli e madri per intraprendere la via del Buddha? Le praticanti, così come le divinità femminili, sono state sottomesse e subordinate alle loro controparti maschili, o si può parlare di modelli religiosi specificamente femminili? La concezione tipicamente androcentrica che sostiene l'impossibilità di ottenere il risveglio in un corpo di donna trova un comprovato riscontro testuale nelle sacre dottrine buddhiste? Queste le domande da cui è nato il presente saggio dedicato alla trasmissione femminile della Dottrina nel buddhismo indo-tibetano. L'autrice esplora quattro figure femminili individuate come paradigmatiche: la dakini, che in forma pacifica e benevolente oppure terribile e inquietante guida gli adepti al superamento del dualismo; la demonessa srin mo, da progenitrice mitica del popolo tibetano a maestra di Dharma di Milarepa; il bodhisattva di forma femminile, sottoposto alla necessità di rinascere in una forma maschile al fine di conseguire l'illuminazione, oppure andato invece compiutamente al di là di tale necessità, come mostrano la straordinaria figura di Tara, la divinità femminile più venerata di tutto il buddhismo tibetano, e il testo del Vimalakirtinirdesasutra; e, infine, la maestra di Dharma, a testimoniare il ruolo rivestito dal sahgha femminile... Prefazione di Giuliano Boccali.
Genjõkõan. Una chiave per la comprensione dello «Shõbõgenzõ» di Dõgen
Shohaku Okomura
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 228
Opera imprescindibile per la comprensione del pensiero di Dõgen Zenji, il grande maestro giapponese del XIII secolo a cui va il merito di aver trasmesso e diffuso in Giappone la scuola zen Sõtõ, il Genjõkõan è stato scritto nel 1233, pochi anni dopo il ritorno del maestro dalla Cina, e rivisto nel 1252, un anno prima della morte, quando fu incluso nello Shõbõgenzõ come primo capitolo. Nato come una lettera a un discepolo laico, il Genjõkõan esprime l'essenza della pratica e della realizzazione zen della realtà in poche pagine illuminanti, che basterebbero da sole ad attestare il rango superiore di Dõgen come filosofo e poeta. La traduzione e il commento minuzioso di Shohaku Okumura, frutto di trentacinque anni di studio, riflessione e pratica, gettano una luce inedita sul testo, spiegandolo sia dal punto di vista linguistico (se necessario con l'ausilio degli ideogrammi per spiegare il significato esatto di un termine usato da Dõgen), sia dal punto di vista della pratica, con ampi riferimenti ad altri capitoli dello Shõbõgenzõ e ad altri scritti di Dõgen, come Hõkyõki, il diario dei suoi dialoghi con il maestro cinese Rujing, o il Fukanzazengi. Di grandissimo interesse per tutti i praticanti e gli studiosi di zen è inoltre l'ampia descrizione del contesto storico e religioso del Giappone agli inizi del periodo Kamakura: dalle lotte tra i monasteri ai grandi fermenti religiosi da cui ebbe origine la ricerca spirituale del giovane Dõgen, in patria e quindi in Cina.
Calma empatia e visione profonda. Tre pratiche per scoprire la gioia e la saggezza della mente
Yongey Mingyur (Rinpoche), Eric Swanson
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2012
pagine: 228
"Dalla prospettiva del buddhismo, l'angoscia che sentiamo oggi fa parte della condizione umana da secoli. In genere reagiamo a questa insicurezza di fondo in due modi distinti: cerchiamo di scappare oppure ci facciamo travolgere. Entrambe le vie spesso finiscono per creare ancora più complicazioni. "Il buddhismo offre una terza opzione. Possiamo guardare direttamente le emozioni disturbanti e gli altri problemi che incontriamo nella vita come se fossero trampolini verso la libertà. Questo libro è una guida per applicare le intuizioni e le pratiche del buddhismo alle sfide della vita quotidiana. "Ho ritenuto che l'approccio migliore fosse quello di suddividere il materiale in tre parti, seguendo il modello dei testi buddhisti classici. "La prima parte esplora la nostra condizione fondamentale: le varie forme di disagio che condizionano la vita. La seconda parte presenta una guida graduale a tre pratiche meditative fondamentali, finalizzate rispettivamente a calmare la mente, aprire il cuore e coltivare la saggezza. La terza parte è dedicata ad applicare ai comuni problemi emotivi e fisici la comprensione ottenuta", (Y. M.).
La religione della Cina. La tradizione vivente
Kristofer Schipper
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 380
"Che ne è stato della religione cinese?". Questa domanda, che si ripresenta oggi ancora più attuale, è immediatamente seguita da un'altra: "La Cina ha una vera religione autoctona?". Furono i gesuiti, nei primi anni del XVII secolo, a dare inizio al dibattito, sostenendo in tutta fretta che la vera religione della Cina era il confucianesimo. Quella 'setta venerabile' era, a loro parere, perfettamente compatibile con la fede cristiana. La sinologia, grazie ai contributi straordinari di Édouard Chavannes (1865-1918), Henri Maspero (1883-1945) e Marcel Granet (1884-1940), doveva screditare le teorie dei gesuiti e dimostrare il ruolo fondamentale del taoismo. Le trasformazioni della società cinese e la sua attuale espansione nel mondo possono essere comprese solo in riferimento a questa 'tradizione vivente', una tradizione che, nonostante le distruzioni e le persecuzioni sistematiche, è sopravvissuta fino a oggi in seno alla società cinese e che, grazie a strutture liturgiche assolutamente democratiche, ha saputo rimanere fedele alla sua missione civilizzatrice e diffondere la sua immensa eredità spirituale nel mondo intero. Lungi dall'essere una dottrina morale dualista e austera, la fede della Cina consiste nel seguire la natura nella sua creazione spontanea in armonia con il Tao, e nell'alternarsi dinamico di due forze complementari, lo yin e lo yang. Autentica religione universale dell'uomo, il taoismo vede il mondo come un tutto, felice di trovare in ogni cosa, nessuna esclusa, l'unità.
Tu sei quello
Gangaji
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2011
pagine: 259
"Il dolore fa parte della trama della vita. Quando lo si affronta per quello che è, si può addirittura sentirne la bellezza. Ma quando lo rifiutiamo diventa sofferenza. Prima di incontrare il mio insegnante, provavo sempre un nodo profondo di desiderio e insicurezza, di paura e odio. Non ero soddisfatta, e cercai aiuto. Non sapevo se l'illuminazione esistesse davvero, ma volevo conoscere la verità. "Ci sono infiniti insegnanti, conosciuti e sconosciuti, umani e non umani, fisici e mentali; ma è il "satguru", il vero insegnante, a indicare la fine definitiva della sofferenza della separazione. Il vero maestro è nel cuore di tutti gli esseri. È più forte e profondo di tutti i pensieri e di tutte le emozioni. "E indispensabile riconoscere il maestro che vive dentro di sé, altrimenti si rimane alla mercé della società, della cultura, della famiglia e di tutti gli altri agenti del condizionamento. "La gente non riesce a vedere la bellezza eterna perché desidera essere altrove, in circostanze che immagina migliori. Tu, fermati dove sei e guarda più in profondità della dimensione fisica, mentale ed emotiva. Elimina il concetto di essere il corpo, chiedendoti sinceramente, profondamente: "chi sono in realtà?". Non sei niente di tutto quello che ti hanno detto, niente di quello che credevi. Non i tuoi bisogni, ciò che non hai o che vorresti. Nell'istante in cui non pensi, la verità è evidente. Se vuoi scoprirla, lascia andare tutte le tecniche per arrivarci."

