Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente
Il potere e il dolore. Come trasformare le avversità spirituali in gioia
Andrew Holecek
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 293
Come i resoconti dei grandi viaggiatori erano frutto di osservazioni ed esperienze fatte sul campo, e miravano ad aiutare quelli che volevano mettersi in cammino lungo gli stessi itinerari, così Andrew Holecek mette in evidenza gli scogli, le secche, le correnti pericolose e i periodi di bonaccia che si incontrano, inevitabilmente, percorrendo il sentiero spirituale. Il sentiero spirituale da lui scelto, dopo aver saggiato diverse possibilità, è il buddhismo e in particolare la tradizione tibetana, nella figura soprattutto di Chögyam Trungpa Rinpoche e di altri maestri contemporanei. L'autore, con interessanti richiami a quei piccoli o grossi ostacoli che tutti noi abbiamo incontrato nei nostri percorsi di formazione (la scuola, il lavoro, lo studio di uno strumento musicale o di un'arte), delinea il sentiero buddhista secondo la suddivisione tradizionale dei tre giri della ruota del Dharma, l'abile mezzo con cui il Buddha seppe adattare l'insegnamento alle capacità intellettive e alle esperienze del suo uditorio. I tre giri, oltre a rappresentare lo sviluppo storico dell'intera dottrina buddhista nei suoi veicoli hinayana, mahayana e vajrayana, riflettono lo sviluppo personale del praticante e la natura sempre più sottile e impegnativa degli ostacoli che lo accompagnano.
Il Buddha entra in un bar. Manuale di vita per una nuova generazione
Lodro Rinzler
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 262
Nelle quattro parti in cui è suddiviso questo volume, corrispondenti alle quattro dignità di Shambhala, l'autore conduce il lettore alla scoperta di se stesso. Ogni essere umano possiede infatti le qualità della tigre, del leone delle nevi, del garuda e del drago. Lasciandosi guidare dalla saggezza e dalla compassione incarnate da questi animali sarà possibile entrare in contatto con la propria bontà fondamentale e manifestarla, per portare beneficio a se stessi e agli altri. La tigre è il simbolo del risveglio alla propria esistenza, della consapevolezza di ciò che la circonda. Il leone rappresenta la fiducia in se stessi, la capacità di sfuggire alla opprimente tenaglia del dubbio; il garuda grida al mondo la propria esistenza, librandosi al di sopra delle meschinità dell'io. Il drago, infine, è l'emblema della profonda presenza a se stessi, alla propria vita, che permette alla bontà fondamentale di fluire senza sforzo. Il cammino del drago è la tappa finale di questo percorso dentro se stessi che, Rinzler mette in chiaro, non va inteso come un esercizio di privazione e rinuncia. Per vivere con maggiore consapevolezza e compassione non bisogna stravolgere se stessi, basta trovare la propria bussola, rivolgendosi a insegnamenti che il tempo ha collaudato, e applicarli alla propria vita, che è fatta di amore, sessualità, alcol, divertimento, lavoro, rapporto con il denaro; aspetti che l'autore affronta con acume e scanzonata intensità.
Mindfulness. Una guida pratica al risveglio
Joseph Goldstein
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 384
"Se vuoi comprendere la tua mente siediti e osservala". Queste parole del suo primo maestro, Anagarika Munindra, hanno segnato per Goldstein l'impegno di tutta una vita. Oggi, dopo quarant'anni di pratica e insegnamento, affida alle stampe uno studio esauriente della meditazione di consapevolezza, o mindfulness. Questa pratica, che oggi ha travalicato i confini del buddhismo per trovare applicazione nei campi più disparati, si basa sul celebre Satipatthana sutta, il discorso del Buddha sui quattro fondamenti della presenza mentale: la consapevolezza del corpo, delle sensazioni, della mente e degli oggetti mentali, o dhamma. Questo volume prende spunto da un ciclo di quarantasei lezioni tenute dall'autore al Forest Refuge, il centro di ritiro per meditanti esperti dell'Insight Meditation Society di Barre, Massachusetts. Ricco di riferimenti alle parole originarie del Buddha, agli insegnamenti di molti maestri buddhisti di varie tradizioni, e all'esperienza personale, il libro insiste sullo scopo pratico della dottrina: trasformare la propria vita e il proprio modo di pensare per realizzare la libertà interiore.
La mente tranquilla. Un nuovo modo di pensare. Un modo nuovo di vivere
Gyalwa Dokhampa
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 166
Nella tradizione buddhista la mente tranquilla è aperta, attiva, pronta a ricevere e dare. Conoscere la mente è il primo e fondamentale passo per indirizzare pensieri, parole e azioni e concentrarsi su ciò che davvero si può cambiare nella propria vita, senza perdere tempo ed energie a inseguire obiettivi caduchi. Spesso però è necessario cominciare da zero, spogliarsi di ciò che pensiamo di sapere, lasciando andare lode e biasimo e vivendo il presente con saggezza e onestà. Riuscire a farlo può sembrare impresa ardua ma, come quando si scala una montagna, basta non guardare la vetta pensando a quanto sia distante, ma osservare con soddisfazione ciò che si ha dietro le spalle, frutto, ancorché immaturo, della propria costanza e del proprio impegno. Questo libro offre al lettore una serie di strumenti, teorici e pratici, per comprendere la vera natura di noi stessi e degli altri. Attraverso la respirazione, la meditazione, la contemplazione e la presenza mentale sarà possibile portare tranquillità alla mente agitata dalle contingenze del quotidiano, e semplicemente essere, aprendosi al mondo e alla vita.
Ninjia. Gli antichi guerrieri ombra giapponesi. La storia segreta del ninjutsu
Kacem Zoughari
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 280
Maestri nell'arte di rendersi invisibili, dotati di capacità che dovevano sembrare magiche all'uomo comune, i ninja vestiti di nero hanno sempre affascinato orientali e occidentali. Questo volume, opera di uno studioso di storia delle arti marziali, nonché praticante e istruttore di ninjutsu, ne ricostruisce la storia, la filosofia e le tecniche attraverso cronache e documenti originali spesso inediti, tramandati di generazione in generazione nell'ambito delle famiglie di ninja. Chi erano quindi i ninja? Originari delle province di Iga e Kòga, due aree distanti dai centri di potere, selvagge e quasi disabitate, erano guerrieri e spie capaci di "scomparire" dalla mente e dagli occhi del nemico, di infiltrarsi nelle fortezze per raccogliere informazioni essenziali, di mischiarsi tra le fila degli eserciti avversari creando il caos, di osservare e adattarsi con fulminea rapidità al mutare delle situazioni. Zoughari segue le tracce indistinte lasciate da questi misteriosi guerrieri negli eventi drammatici che hanno segnato la storia del Giappone medievale, dove spesso il loro intervento ha contribuito all'ascesa o al crollo delle famiglie dei potenti signori feudali, e nel periodo Edo, quando, impiegati in corpi di polizia segreta, hanno adattato le loro tecniche mortali di combattimento a una nuova funzione più consona a un periodo di pace, quella di far osservare la legge.
Prima di io sono. Il riconoscimento diretto della verità
Mooji
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 174
Questo libro è una guida dettagliata per scoprire se stessi. Le indicazioni di Mooji, di chiara tradizione advaita vedanta, conducono con precisione assoluta a quella che viene chiamata la propria vera natura, il vero Sé. Il ricercatore attento, il praticante assiduo potranno seguire tutti gli spunti, gli indizi lasciati dal maestro in questi dialoghi, per fare esperienza diretta di quel nucleo senziente (la consapevolezza pura) davanti a cui compaiono il mondo, la vita e la persona che all'apparenza la attraversa. La scoperta dell'essere, l'io-sono, e insieme del principio assoluto che ne è consapevole, si esprime attraverso uno stato ininterrotto di pace, di silenzio, distacco, saggezza e amore. Questo volume è una via diretta alla verità da cui tutte le scritture scaturiscono, per chi sia davvero spinto a conoscerla.
Le «Trentasette pratiche del Bodhisattva» di Tokmé Zongpo
Ken McLeod
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 176
Nato nel 1295 nel Tibet centrale, Tokmé Zongpo fu un grande monaco buddhista della tradizione Kadampa. Acclamato appena diciannovenne come un secondo Asanga, a trentadue anni fu nominato abate di un monastero ma, dopo nove anni, rinunciò ad altre cariche monastiche per ritirarsi a praticare in un eremo presso la località di Ngülchu, o 'Fiume d'argento'. I suoi versi sul sentiero del bodhisattva, composti più che altro come un promemoria per se stesso, sono a distanza di tanti secoli tra i testi più amati e venerati della tradizione buddhista tibetana. La traduzione di Ken McLeod si distingue per la semplicità del linguaggio, che vuole riflettere la chiarezza e l'immediatezza del testo tibetano originale. Tokmé Zongpo non si curava del sapere dottrinario, gli interessava solo avvicinarsi il più possibile, nella sua vita vissuta, al grandioso ideale del bodhisattva. McLeod nel suo commento riflette lo stesso approccio esperienziale, e spinge il lettore a domandarsi: "Come posso, io, oggi, seguire queste pratiche?". A tale scopo presenta una serie di scenari di cui tutti possiamo fare esperienza nella nostra vita quotidiana, ad esempio, un furto, la perdita del lavoro, la morte di una persona cara, e ci porta a riflettere su come la compassione, la chiarezza, la presenza mentale e l'equilibrio possano trovare espressione nella nostra esistenza.
Kodo il senza dimora
Kosho Uchiyama Roshi, Shohaku Okumura
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 270
Sottraendosi alle illusioni di vanità, fama e denaro, Kodo Sawaki (1880-1965) visse 'senza dimora', viaggiando di tempio in tempio e attraversando il Giappone in lungo e in largo. Personaggio complesso e multiforme, aveva molte caratteristiche degli antichi maestri zen: dinamico, coraggioso e non convenzionale. Secondo Uchiyama Roshi (1912-1998), che fu il discepolo a lui più vicino, la vera grandezza di Sawaki sta nel fatto che 'sprecò' tutta la vita seduto in zazen: un paradosso tipicamente zen che ben illustra la dedizione totale di Sawaki alla pratica meditativa. Commentando i detti lapidari del suo maestro, Uchiyama si è rivolto non solo ai praticanti ma ai lettori comuni, portando la pratica zen sul piano della vita quotidiana. Sawaki Roshi e Uchiyama Roshi parlavano del Dharma del Buddha utilizzando personali modalità espressive, senza fare uso di troppi termini tecnici. Si basavano essenzialmente sull'esperienza personale e utilizzavano un linguaggio colloquiale, con esempi concreti, familiari ai giapponesi. Fondamentali sono dunque le spiegazioni e i commenti che Okumura ha ritenuto utile fornire al lettore occidentale, per contestualizzare gli insegnamenti dei suoi maestri all'interno della storia e della società giapponese di quel periodo, e soprattutto per offrire riferimenti all'opera di Dogen zenji, perno fondamentale del pensiero di Sawaki.
Shingon. Il buddhismo esoterico giapponese
Taiko Yamasaki
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 296
Lo Shingon insegna che è possibile realizzare la propria natura di buddha nel corso di questa vita, senza dover attendere un numero incalcolabile di rinascite, grazie ad alcune consacrazioni iniziatiche e alla pratica di discipline del corpo, della parola e della mente. Per secoli questi insegnamenti sono stati riservati ai soli iniziati e mai messi per iscritto. Solo intorno alla metà del secolo scorso sono stati pubblicati in Giappone i primi testi sullo Shingon dedicati al pubblico laico. Questo libro, l'unico a prendere in esame la storia, la dottrina e la pratica dello Shingon, è rimasto un punto di riferimento per lo studio del buddhismo esoterico giapponese. Dopo essersi soffermato sulle origini indiane della scuola (evidenti nell'adozione di rituali brahmanici quali il rito del fuoco), l'autore descrive l'introduzione dello Shingon in Tibet, in Cina e, di lì, in Giappone, nel corso del nono secolo, a opera di Kukai e di altri uomini straordinari che tradussero i testi sacri e portarono avanti il lignaggio iniziatico di trasmissione dell'insegnamento. Quindi si sofferma sulle dottrine metafisiche dello Shingon, sulle scritture fondamentali (il Dainichikyo e il Kongocho-kyo), e sulle concezioni particolari dei livelli della coscienza e degli stadi di samàdhi. Infine, tratta le complessità del rituale e della meditazione shingon, esaminando in dettaglio le mudrà, le formule magiche, i due mandala principali (il Taizokai e il Kongokai)...
La vita autentica
Ezra Bayda
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 212
A settant’anni, dopo una vita dedicata alla pratica, Bayda riassume in queste pagine i punti essenziali del suo insegnamento. Attingendo alle sue esperienze personali, a letture, film e aneddoti, individua le resistenze che ci impediscono di vivere veramente la vita così com’è. Le istruzioni di pratica sono scarne e di una semplicità disarmante, ma l’effetto è straordinario, giacché possono smantellare le strategie con cui ci illudiamo di manipolare la nostra esistenza. Le quattro parti del volume (“Il territorio e la mappa”, “Risvegliare la mente”, “Risvegliare le emozioni” e “Risvegliare il cuore”) delineano un sentiero di pratica che coinvolge ogni aspetto del nostro vissuto, in particolare quelle esperienze difficili che sembrano ostacolare ogni progresso. L’autore, sofferente da anni di una grave malattia del sistema immunitario, ci invita a vedere nelle difficoltà di cui è colma la vita il nostro sentiero, il maestro che ci indica come l’autocommiserazione, le lamentele, i giudizi e le paure che sovrapponiamo alle nostre esperienze, tutte le fantasie che nutriamo su come la vita dovrebbe essere, vadano a colorare ogni nostra azione impedendoci di vivere in modo autentico e libero.
Lo yoga tibetano del respiro. Esercizi di respirazione per guarire il corpo e sviluppare la saggezza
Anyen (Rinpoche), Allison Choying Zangmo
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 164
Lo yantra yoga, un'antica tradizione di yoga tantrico, prevede un lavoro sui canali energetici del corpo, sui cosiddetti 'venti energetici', che comprendono il respiro, e sulle essenze vitali. Questa pratica ha permesso ai grandi yogin indiani e tibetani di guarire dalle malattie, di sostenere per lungo tempo gravi privazioni fisiche, e infine di realizzare la saggezza, liberandosi dal concetto dell'io e dalla percezione dualistica. Le pratiche respiratorie dello yantra yoga, qui definite 'addestramento con il vento energetico', dimostrano come il controllo e la purificazione del respiro possano determinare una maggiore stabilità mentale ed emotiva e accrescere la salute del corpo. Le conoscenze approfondite maturate dagli yogin sugli effetti benefici di una respirazione corretta trovano oggi un sorprendente riscontro nelle più recenti ricerche messe a punto dalla medicina occidentale, che individuano nella respirazione superficiale, toracica, la causa collaterale di molti disturbi estremamente diffusi nel mondo moderno, quali l'ipertensione, lo stress e la depressione. Integrando le conoscenze provenienti da questi due ambiti, quello religioso e quello moderno, gli autori propongono esercizi elementari di yantra yoga, integrati con meditazioni guidate sull'impermanenza, la consapevolezza e la sofferenza.
Il libro tibetano del vivere e del morire
Sogyal (Rinpoche)
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2015
pagine: 432
Al suo primo incontro con la cultura occidentale, Sogyal Rinpoche rimase costernato nello scoprire che, a dispetto di tutti i suoi successi nel campo tecnologico, la società moderna occidentale non comprende minimamente quel che accade al momento della morte: “Quasi tutti muoiono impreparati a morire, così come hanno vissuto impreparati a vivere”. In Tibet, al contrario, nel corso dei secoli si è sviluppata una vera e propria ‘tecnologia sacra’ della morte, un’ars moriendi che raccoglie il corpo di conoscenze più accurato, complesso e completo sulla morte e lo stato successivo, o bardo. Il termine ‘bardo’, letteralmente ‘sospeso tra’, e quindi ‘intervallo, transizione’, è un concetto chiave per comprendere la concezione tibetana della vita e della morte. Nel buddhismo tibetano, la vita e la morte appaiono come un tutto costituito da una serie di realtà in mutamento costante, che presentano dei bardo, ovvero giunture di transizione in cui si manifesta la dharmata, la vera natura della mente, illimitata ed eterna. I quattro bardo (della vita, della morte, del dopo morte e della rinascita) offrono quindi una grandissima possibilità di liberazione, ma solo il bardo di questa vita consente di prendere familiarità, tramite la meditazione, con la natura essenziale della mente, così da poter riconoscere la sua potente e terrificante manifestazione spontanea al momento della morte. Chi si è preparato per tempo attraverso la pratica e la contemplazione dell’impermanenza non vedrà la morte come una disfatta, ma come una vittoria, il momento più fulgido a coronamento dell’esistenza. Edizione del XXX anniversario.

