Aesthetica
Il disegno infantile. Storia, teoria, pratiche
Lucia Pizzo Russo
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2005
pagine: 318
Le arti figurative e la natura
Friedrich W. Schelling
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2004
pagine: 94
Da Longino a Longino. I luoghi del sublime
Renato Laurenti, Giovanni P. Lombardo, Emilio Mattioli
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2004
pagine: 176
Lettera sulla scultura
Frans Hemsterhuis
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2004
pagine: 100
Hemsterhuis interviene nel grande dibattito settecentesco (Crousaz, Hutcheson, Batteux, Montesquieu) sulla definizione della bellezza come “unità nella molteplicità” in modo assolutamente originale ed innovativo. Egli infatti identifica l'unità col “minimum” di tempo in cui un molteplice può essere colto nella sua totalità, con l'ulteriore specificazione che quest'ultima deve rappresentare un “maximum” di idee. La definizione della bellezza come risultato di una correlazione inversamente proporzionale fra un valore massimale (il gran numero d'idee) ed uno mimale (la temporalità) produce conseguenze radicali: «il bello non ha alcuna realtà in se stesso», la bellezza è l'esito di un processo antropologico che comporta il superamento qualitativo e non la mera imitazione della natura.

