Jaca Book
Il sacro inevitabile
Julien Ries
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 336
L’ambiente, dai tempi preistorici alle grandi civiltà dell’Indo, della Mesopotamia e dell’Egitto, è l’inevitabile causa dell’esperienza del sacro. La volta celeste, che fa da capanna alla Terra, è considerata dagli studiosi di Preistoria la prima manifestazione del sacro per gli uomini che abitano sotto la volta stellata: il primo simbolo. Ed è proprio l’ambiente a suscitare la fantasia dell’uomo simbolico, che trasforma in simboli anche l’acqua, l’albero, la montagna, eccetera. Nell’uomo esiste la necessità di sacralizzare i luoghi: dal semplice cumulo di sterpi per il sacrificio di animali a un angolo della casa, fino al tragitto di un pellegrinaggio che sacralizza il territorio, segnandolo con simboli indelebili. L’esigenza di spazi non “distratti”, spazi sacri, si ritrova nella storia dell’umanità, al di là di ogni abuso di potere e tentativo di dominio. L’esperienza del sacro porta, nelle varie religioni, a molteplici espressioni: i santi, le reliquie, i sacrifici, i segni della vita, la parola e la preghiera.
L'acqua della goccia. Frammenti dai Diari
Raimon Panikkar
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 288
«... essere acqua e non goccia, mentre sono ancora goccia». (Raimon Panikkar). Il titolo "L’acqua della goccia" è suggerito dalla metafora della «goccia d’acqua» spesso usata da Panikkar per indicare l’umanità stessa nel suo essere cosmoteandrica; esso intende comunicare il senso del libro, ossia il cammino che ha portato l’autore a scoprirsi egli stesso «acqua». Per Panikkar, il diario è a un tempo riflessione sulla vita, confessione e autobiografia. Una necessità quotidiana ineludibile. Raimon Panikkar non ha voluto che i suoi diari entrassero nell’Opera Omnia, ma ha preferito affidare questi «frammenti di vita» a Milena Carrara Pavan, che per anni ha collaborato con lui.
La vergine e l'onnipotenza. Guida a «De divina omnipotentia»
Roberto Limonta
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 176
La tradizione epistolare del monachesimo è il luogo di coltura di alcuni dei testi filosofici più rilevanti del millennio medievale. A questo “milieu” appartiene la lettera “De divina omnipotentia” di Pier Damiani (1007-1072). Dio può restituire la verginità a una fanciulla che l’abbia perduta? L’onnipotenza divina è tale da far sì che ciò che è stato non sia stato, e che Roma non sia stata fondata? Nonostante le frequenti invettive contro i “dialettici” e i limiti del discorso umano sul divino, Pier Damiani accoglie queste domande all’interno della riflessione sulla Sacra Pagina, come si definiva allora la teologia, e ne fa una compiuta questione filosofica, inaugurando un tema di cui “La vergine e l’onnipotenza” ricostruisce genesi e sviluppo storico, attraverso il confronto filologico col testo damianeo ma anche con il liquido di contrasto fornito dagli strumenti concettuali del dibattito contemporaneo. Il profilo del “De divina omnipotentia” è pertanto ben più complesso del proprio mito: non un sillabo dogmatico o una condanna ideologica, bensì la concezione eternalista di una potenza divina che mette alla prova le categorie della temporalità umana, ma che tuttavia non rinuncia a intrecciare con pazienza e sagacia dialettica, retorica e tradizione monastica per dare forma, prima del ritorno del “corpus” aristotelico in Occidente, a un modello sofisticato di argomentazione teologica.
Filosofia dell'obbedienza. La tradizione francescana
Luca Parisoli
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 352
Cosa ha portato a vedere oggi l'obbedienza come fenomeno di sottomissione a poteri politici o economici totalizzanti? Nei testi tardo antichi e medievali appare una concezione dell'obbedienza radicalmente diversa. In particolare nel mondo francescano si è formata una filosofia dell'obbedienza, capace di grande respiro, suggerita da visioni teologiche ed esigenze pratiche. Luca Parisoli, docente di Storia della filosofia medievale, tardoantica e altomedievale, indaga il lavoro dei grandi pensatori francescani medievali: Bonaventura, Duns Scoto, Ockham. Ne scaturisce una chiave di lettura originale e in parte sconcertante per l'immagine che nella contemporaneità ci si è fatta del Medioevo. È proprio seguendo la griglia dell'antropologia contemporanea e della psicanalisi che Parisoli opera una decantazione che si legge come una affascinante storia delle idee. Un contributo innovativo per un'antropologia dell'obbedienza quanto mai attuale.
La metafora viva. Dalla retorica alla poetica: per un linguaggio di rivelazione
Paul Ricoeur
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 456
Esistono, accanto ai linguaggi che constatano, descrivono, ordinano dei fatti, altri linguaggi − come quelli poetici, simbolici, religiosi − che ricorrono soprattutto alla metafora e sono linguaggi di ridescrizione e di metamorfosi della realtà. Una tradizione consolidata, quella retorica, considera tali linguaggi come esclusivamente rivolti alla persuasione, privi di valore informativo, di referenza alla realtà. È possibile superare questa lettura retorica della metafora e giungere a una lettura poetica, cioè considerare la metafora come strategia linguistica capace di dare conto della creazione di un nuovo significato, come linguaggio di rivelazione? Questo volume mostra che i linguaggi metaforici non sono carenti di un vero rapporto con la realtà, anzi sono portatori di una sovrabbondanza di senso. Tentare di mostrarne la legittimità vuol dire aprire al linguaggio umano, e all’uomo, altre vie che non sono quelle della dominazione: dominazione delle cose, dei segni ridotti alla loro funzione strumentale. L’esperienza metaforica rovescia il mio rapporto abituale con il linguaggio e con la realtà: non sono più io a dominare l’universo dei segni, è la parola che mi reclama e mi interpella.
Sé come un altro
Paul Ricoeur
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 496
La serie di questi studi è attraversata da tre prospettive filosofiche. Nella prima, viene ricercato per il sé uno statuto che sfugga alle alternanze della esaltazione e della decadenza, che affettano le filosofie del soggetto alla prima persona: dire sé non è dire io. Ritenuto il riflessivo di tutte le persone grammaticali − come nell’espressione “la cura di sé” −, il sé postula la deviazione attraverso analisi che portino ad articolare in modo diverso la questione chi? Chi è il parlante del discorso? Chi è l’agente o il paziente dell’azione? Chi è il personaggio del racconto? A chi viene imputata l’azione posta sotto l’egida dei predicati “buono” od “obbligatorio”? Indagini essenzialmente improntate alla cosiddetta filosofia analitica, con la quale l’ermeneutica del sé entra in un dibattito molto serrato. Seconda prospettiva: l’identità suggerita dal termine “même” va scomposta in due principali significazioni: l’identità-idem di cose che permangono immutate nel tempo, e l’identità-ipse di colui che mantiene sé stesso soltanto sul modo di una promessa mantenuta. Infine l’antica dialettica del Medesimo e dell’Altro deve essere rinnovata se l’altro da sé si dice in molti modi: il “come” dell’espressione “sé come un altro” può significare, allora, un legame più stretto rispetto a qualsiasi comparazione: sé in quanto altro.
Filosofia della medicina tradizionale cinese
Claude Larre, Fabrizia Berera
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 176
I cinesi non hanno bisogno di aprire un testo di filosofia per comprendere la strutturazione del sapere medico, in quanto per loro medicina e filosofia non sono separabili. Ma cosa va inteso con filosofia, forse una concezione generale del mondo e della vita, quindi dell’uomo? Questo è uno dei grandi insegnamenti della Medicina Tradizionale Cinese, che, proprio a partire da un pensiero globale sull’uomo, riesce a studiare e a trattare globalmente le questioni riguardanti la salute.
La città nel Medioevo
Jacques Heers
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 592
“La città nel Medioevo” di Jacques Heers è l’opera di riferimento per comprendere le trasformazioni del paesaggio urbano durante il Medioevo. Dopo la dissoluzione del mondo romano e delle sue vie di comunicazione, in epoca medievale si assiste alla rinascita dei centri urbani e alla loro evoluzione. Heers descrive in modo appassionato, sulla base di una vastissima documentazione, come la vita delle città dipenda dalle forme di organizzazione politica che la governano e dalle formazioni sociali che vi si sviluppano. Non basta perciò guardare solo alle istituzioni governative e amministrative: occorre identificare chi realmente gestisce la città, quali categorie di cittadini e quali gruppi ne detengono il controllo, attraverso quali mezzi occulti o dichiarati. È dunque fondamentale comprendere le origini degli attori cittadini e come le loro organizzazioni sociali si uniscano o si contrastino. Scriveva Heers nel 1990: «L’interesse per un vero e proprio studio “anatomico” della società politica si è inizialmente manifestato per Pisa, e poi per Firenze, Piacenza, Bologna. Il che ha finalmente permesso di abbozzare dei quadri di maggiore intensità; ma ha anche consentito, non foss’altro per il radicamento urbano della feudalità e per i legami fra città e campagna, di sollevare veli che negli altri paesi restano ancora fitti».
Mito, passione, memoria. Modelli psicoanalitici
Francesco Corrao
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
«Spero che questo breve libro che viene da lontano ma che guarda oltre, riesca non solo a fornire cognizioni filosofiche, ma anche a rievocare almeno in parte lo stile di un pensiero». (Lorena Preta). Nuova edizione di un classico di un vero maestro, che in modo originale e anticipatorio ha posto interrogativi che la scena attuale ci presenta incessantemente, in maniera a volte drammatica. Corrao ci mostra visioni del funzionamento della mente che si servono della pluriformità dei vari modelli che, soprattutto in conseguenza dei nuovi paradigmi scientifici, hanno cambiato la concezione stessa della Conoscenza, immettendola in un discorso più complesso e interconnesso alle altre discipline. Un uso della Mitologia che ne amplifica il significato culturale e sociale e che ne fa uno strumento di analisi dei fenomeni attuali, caratterizzati dal sovvertimento dei valori consueti e dallo scoppio incontrollato della violenza, per concludere che nell'epoca moderna ci troviamo ad avere a che fare più che con il mito greco di Edipo, caratterizzato dall'incesto e dalla colpa, con quello di Dioniso, dio della sfrenatezza e dell'eccesso. Utilizzando i modelli psicoanalitici elaborati dallo psicoanalista inglese Wilfred Bion, Francesco Corrao ripercorre alcune tappe del pensiero freudiano e di quello bioniano applicati ai temi del Mito, della Passione e della Memoria dimostrandone la fecondità e l'utilità per la costruzione dei concetti clinici e teorici della psicoanalisi. A cura di Lorena Preta, una delle figure di riferimento nel panorama psicoanalitico e filosofico contemporaneo.
La vita dei filosofi
Carlo Sini
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 176
Anche la conoscenza, disse Nietzsche, ha una vita e una storia. Non una successione astratta di dottrine e di scritti isolati dal mondo, ma un confronto con le vite reali e immaginarie degli autori e dei loro compagni di umanità, posti di fronte alla sempre imminente esperienza della morte che assedia ogni impresa umana. Di qui la vicenda filosofica rivisitata con altro sguardo e nuova consapevolezza, come una esemplarità di tappe emblematiche del nostro destino futuro: Marco Aurelio nella sua tenda e Diogene Laerzio nel suo millenario mistero; la morte di Cartesio nel paese degli orsi; Nietzsche e Wagner a Basilea; Husserl sul Lago di Como, a Vienna e a Praga; Cassirer e Heidegger ad Amburgo e a Davos; James e Santayana ad Harvard; Wittgenstein e Russell a Cambridge. Passioni, propositi, contese che travalicano il fatto biografico accidentale per divenire parte della nostra stessa vita di «buoni Europei», come disse Husserl, usciti dalla devastazione delle guerre mondiali e faticosamente rinati a un progetto di umanità futura. La proposta concreta di un nuovo racconto della nostra storia morale ed esistenziale e di un modo nuovo di praticare la filosofia.
Arti della modernità
Cesare De Seta
Libro: Libro rilegato
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 384
Eminente storico dell’architettura e abile narratore, Cesare de Seta ha concepito un avvincente percorso a ritroso nel tempo esplorando gli stili e le correnti artistiche che hanno segnato il passaggio all’età moderna. Ponendo come data di partenza la metà del XVIII secolo, ovvero il termine dell’Ancien Régime, l’autore si è spinto fino alle soglie del ’900, comprendendo nella propria analisi quella rivoluzione nel modo di vedere l’arte che fu l’Impressionismo, e insieme eventi cruciali come la costruzione della Tour Eiffel, realizzata fra il 1887 e il 1889, e subito assurta a simbolo universale di modernità. Tra la monografia e la disamina per generi artistici, senza voler tracciare una storia dell’arte moderna a tutto tondo, l’autore ha scelto una via mediana, per dar conto di come nel giro di pochi anni le innumerevoli opere artistiche realizzate abbiano non solo significati tra loro diversi ma, talvolta, del tutto opposti, da inquadrarsi peraltro in un contesto storico in continua evoluzione: l’età dell’industrializzazione e della trasformazione urbana che porterà la città a diventare metropoli. Per capire un periodo tanto denso di trasformazioni, l’autore ha ritenuto indispensabile mettere al centro della narrazione la scena in cui le varie arti si sono imposte e affermate, e cioè le esposizioni universali, i Salon e la metropoli contemporanea di Charles Dickens e di Émile Zola. Infine, non ha voluto trascurare la rivoluzione portata dalla fotografia, che ha stravolto il modo di vedere e di percepire la realtà, e ha contribuito a influenzare gli artisti e a modificare il loro modo di dipingere. Un classico contemporaneo che ci orienta nella cultura della modernità.
Il viaggio dell'arte indiana
Michel Delahoutre, Véronique Crombè
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 248
Il racconto della diffusione dell’arte indiana attraverso tutto il Sud-Est asiatico è realmente epico e riguarda non solo la storia, ma anche la diffusione delle religioni e della cultura. Commercianti, esploratori e monaci indiani viaggiarono verso Oriente a partire dall’attuale Sri Lanka e dalla Birmania raggiungendo la Thailandia, la Cambogia, Giava, la Malesia, fino al delta del Mekong. Non si trattò mai di un’invasione armata, ma di una pacifica presenza e influenza che la cultura indiana seppe affermare in tutti questi territori. Sia la religione induista sia quella buddhista si diffusero così dal subcontinente indiano al resto dell’Asia meridionale, portando le loro iconografie e i loro stili, che si innestavano sulle culture locali fecondandole e trasformandole, ma mai cancellandole. I monumenti documentati in questo volume sono affascinanti e spesso maestosi; alcuni celeberrimi, come Angkor in Cambogia o Borobudur in Indonesia, altri meno noti e visitati. Il viaggio epico dell’arte indiana si alimenta del mistero di luoghi fra loro diversissimi, frutto del matrimonio dei modelli artistici e iconografici importati dall’India con gli accenti e gli stili del posto. Il volume è illustrato dalle straordinarie immagini della fotografa francese Mireille Vautier, frutto di anni di lavoro e di numerosi viaggi nel Sud-Est asiatico.

