Martin Eden
Opera prima
Romano Montesarchio
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 448
L'opera prima non è solo un film: è una dichiarazione d'intenti, un atto di nascita artistico, un rischio che può segnare per
Eleonora Duse
Roberto Bracco
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 50
Eleonora Duse è stata, per molti, la più grande attrice teatrale della sua epoca
Women and fiction
Virginia Woolf
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 100
Women and fiction fu il titolo di una conferenza, poi confluita in saggio, tenuta da Virginia Woolf al New Ham College e al Gi
Scritti sul cinema
Francesco Pasinetti
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 85
Negli anni Trenta e Quaranta il cinema andava definendo il proprio statuto artistico
Shakespeare e noi
Benedetto Croce
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 63
Sono passati più di quattro secoli dalla morte di William Shakespeare, eppure le sue opere continuano a parlarci attraverso il
L'arte di Donald McGill
George Orwell
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 64
In quest'articolo, pubblicato per la prima volta su Horizon nel settembre del 1941, George Orwell si ritrova a riflettere e ad
Il giornale
Matilde Serao
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 48
«Amica, tu vuoi, dunque, essere giornalista fino alla morte?», si chiede e ci chiede Matilde Serao in apertura di questo scrit
Scritti sul cinema
Cesare Pavese
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 72
La grande passione di Pavese per il cinema si accende e si coltiva fin dagli anni giovanili nelle sale cinematografiche torine
Prima il pane. Cinema, teatro, letteratura, fumetto e altro nella cultura italiana tra anni Ottanta e Novanta
Goffredo Fofi
Libro
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 270
Pubblicato per la prima volta nel 1990, Prima il pane si presentava come una "guida" che segnalava il salvabile della cultura
Kinematici. Fumetti del passato e del presente
Gino Frezza
Libro: Libro in brossura
editore: Martin Eden
anno edizione: 2026
pagine: 232
Il fumetto oggi vive in forme parecchio diverse dal passato. Una volta lo si è giustamente ritenuto un medium di massa. Cosa vuol dire questo? Che, per un secolo almeno, è esistita una struttura editoriale complessa per cui gli apparati produttivi del fumetto sono stati solidali con luoghi di distribuzione che hanno alimentato la domanda e le forme di consumo, nonché il rapporto con un pubblico assai vasto e articolato. Questo pubblico, almeno fino agli anni Novanta del secolo scorso, non è mai venuto meno. Dall’avvento, negli ultimi due decenni del Novecento, di nuove tecnologie che si sono succedute caratterizzando l’intero sistema dei media, la situazione, almeno in Occidente, è cambiata parecchio. In questo saggio, l’autore indaga lo spazio occupato dal fumetto in un contesto socio-culturale e in un sistema dei media più vasto (fra cinema, televisione, film animato ecc.). La prima parte, "Inquadramenti", puntualizza temi che iscrivono il fumetto in una relazione più generale: quali forme della cultura passano dagli USA all’Italia, in un percorso di andata e ritorno? Come viene raccontata la storia della Repubblica in Italia nei fumetti? Come si è verificato il rapporto fra animazione e fumetto nel nostro Paese? E con quali modalità il fumetto cambia sé stesso, periodo per periodo? La seconda parte, "Permanenti memorie", raccoglie analisi e testimonianze su opere del fumetto e su alcuni autori ed editori che hanno costituito un indubbio spazio di sperimentazione, assieme alla ricerca di un rapporto intenso col pubblico, connotato anche generazionalmente.
Pop platform seriality. Nuove esperienze di fruizione audiovisiva
Libro: Libro in brossura
editore: Martin Eden
anno edizione: 2025
pagine: 295
Partendo dalle riflessioni sulla serialità legata al modello di produzione-consumo e di riproducibilità, oggi tema decisamente centrale per la nostra contemporaneità, recuperando l'intuizione del racconto seriale come procedimento narrativo aperto e il concetto di post-serialità, questo libro corale intende raccontare le nuove prospettive culturali e sociali offerte dal processo di produzione e fruizione seriale contemporaneo nell'epoca delle piattaforme. La serialità sta vivendo profonde trasformazioni: dai processi di consumo al superamento del canone seriale, dal ripensamento delle audience al ripiegamento sui dispositivi come spazi di costruzione identitaria, dall'estetica Netflix alla narrazione in frammenti offerta dai social network fino alla definizione di un nuovo possibile attraversamento della contemporaneità post mediale e post network. Se la narrazione delle piattaforme si pone oggi come la dimensione ideale per quella idea di “realtà espansa” che rappresenta la nuova frontiera della serialità, è possibile tracciare e definire un concreto e sistemico passaggio da post-serialità a pop platform seriality che ripensa ulteriormente gli spazi della fruizione e adatta i modelli del passato alle estetiche ultra-pop della contemporaneità? Sergio Brancato, Vanni Codeluppi, Pietro Ammaturo, Antonia Cava, Alessio Ceccherelli, Marco Colacino, Paola De Rosa, Emiliano Ilardi, Elisabetta Gola, Fabio La Rocca, Antonio Rafele, Tito Vagni sono gli studiosi che hanno contribuito a questo saggio. Prefazione di Alfonso Amendola.
L'altro Sergio. Vita e opere di Sergio Corbucci
Massimo Moscati
Libro: Libro in brossura
editore: Martin Eden
anno edizione: 2025
pagine: 294
Sergio Corbucci ha diretto più di sessanta film e scritto numerosi soggetti e sceneggiature. Dal melodramma degli anni Cinquanta (dove rivaleggiava con Raffaello Matarazzo) al peplum (spesso collaborando con Sergio Leone e Duccio Tessari), dall' esordio nel western all'italiana (di cui è probabilmente il vero precursore), passando per il rilancio di Totò, fino ai confusi anni Ottanta, dove è comunque stato quasi sempre campione di incassi. Protagonista di quattro decadi del cinema italiano, ha affrontato la quasi totalità dei generi, compresi il thriller e il gotico (per quanto di sfuggita), ma è ricordato quasi esclusivamente per Django, western violento e barocco che ha fatto la fortuna anche del suo interprete Franco Nero. In tempi recenti Quentin Tarantino ha entusiasticamente lavorato alla (ri)scoperta del regista, al punto da far dire ch'egli fosse appunto “l'altro Sergio”, nell'eterna contrapposizione con il più celebrato Sergio Leone.

