Edizioni ETS: Philosophica
Alberto Magno e la nobiltà. Genesi e forme di un concetto filosofico
Andrea Colli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 229
Esistono parole che più di altre contribuiscono a caratterizzare il pensiero di un autore, a svelarne le intenzioni e a seguirne le tracce nella storia delle idee. È il caso del concetto di "nobiltà" negli scritti di Alberto Magno: nobile è l'anima, l'intelletto agente, la causa prima, ma anche l'uomo rispetto a tutti gli altri animali; nobilissima è poi la philosophia prima, ma anche la theologia, e l'attività contemplativa è più nobile di quella pratica; o ancora, nobile è l'uomo dotato di ingegno e dunque capace di distinguere il vero dal falso. Che queste e molte altre occorrenze di nobilitas o nobilis, disseminate in alcuni snodi cruciali della riflessione albertina, siano irrelate tra loro e rappresentino una semplice variazione lessicale di espressioni meno definite, quali "migliore" o "superiore", non è sostenibile. Attraverso l'analisi lessicografica di cinque binomi concettuali (nobilis-simplex, nobilis-separatus, nobilis-agens, nobilis-homo, nobilis-scientia) il libro cerca di documentare come l'idea di nobiltà, ereditata da un quadro di fonti abbastanza eterogeneo, sia un'efficace chiave speculativa per accedere ad alcuni dei problemi più delicati e complessi del pensiero di Alberto Magno, e per mettere in relazione tra loro opere differenti nel contenuto e distanti cronologicamente.
Scritti su religione e filosofia
Leo Strauss
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 274
Questo volume presenta alcuni scritti di Leo Strauss sul problema teologico-politico, ovvero sull'alternativa fra Gerusalemme e Atene. La loro importanza risulta evidente alla luce del rilievo che Strauss ha attribuito alla contrapposizione tra filosofia e rivelazione e degli interrogativi sul suo personale rapporto con la religione. La raccolta permette "dunque di farsi un'idea più precisa sull'importanza della questione attraverso il confronto con i principali testi in cui Strauss affronta un problema che ritiene fondamentale. Pertanto, di fronte alla tendenza dei tempi di espellere la religione dalla sfera pubblica e da quella privata, ci si può legittimamente chiedere come mai il progetto di liberare l'uomo dal terrore della religione e quello dei Lumi di una ragione che illumina il mondo e lo modella si siano trasformati nel "sonno dell'incoscienza" e nei tanti nefasti miti del XX secolo. Strauss si chiede quale sia la posizione del filosofo rispettoso delle ragioni della religione e di quelle della filosofia e sembra ricavarne l'indicazione che occorra fare come Socrate il quale, nelle circostanze più avverse, continuò a porre problemi e a impegnare «tutte le sue forze per risvegliare dal sonno dell'incoscienza coloro che possono pensare. Non seguiremmo affatto il suo esempio se usassimo la sua autorità per metterci a dormire».
Formare e tras-formare l'uomo. Per una storia della filosofia come «paideia»
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 298
"Il volume offre una ricognizione storico-teoretica di alcune figure strategiche della tradizione filosofica occidentale attraverso la lente della formazione dell’essere umano, declinata, nel corso dei secoli, nei termini di paideia, humanitas e Bildung, con qualche incursione nel concetto inglese di education. Si tratta di un punto di osservazione privilegiato per affrontare questioni di carattere antropologico, etico, politico, epistemologico, scientifico e teologico, oggi particolarmente urgenti e rilevanti. In quest’ottica, l’affermazione di Publio Terenzio – Homo sum: humani nihil a me alienum puto –, che egli esprime alla prima persona singolare del presente indicativo, diventa universale e, coniugando humanitas e communitas, viene pronunciata da tutti e da ciascuno con linguaggio nuovo, vissuto, condiviso, che segna non solo idealmente, ma performativamente, il superamento di ogni indifferenza, ostilità, estraneità, autoreferenzialità." (Dall'Introduzione di Patrizia Manganaro ed Emmanuele Vimercati)
«Tutto è disperazione in questo dipinto». Interpretazione del Déluge di Anne-Louis Girodet
Chiara Savettieri
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 174
«Tutto è disperazione in questo dipinto»: così un anonimo recensore descrive la “Scène d’un déluge” di Anne-Louis Girodet, esposta al Salon del 1806. L’opera rappresenta, nel mezzo di un diluvio, una famiglia arrampicata su due rocce e spettacolarmente disposta lungo una diagonale: il suo destino dipende da un ramo che sta per spezzarsi. Un soggetto “estremo” che desta scandalo, suscitando la riprovazione di una parte consistente del pubblico che dinanzi alla tela si sente costretto a volgere indietro lo sguardo: dipinto definito inguardabile, terribile, disperato, inverosimile, eccessivo, virtuosistico; accusato di aver distrutto il bello ideale, di aver infranto ciò che è lecito in pittura. Attraverso una capillare lettura di fonti e recensioni all’opera, e alla luce del contesto storico e filosofico tardo-settecentesco, l’autrice propone un’interpretazione globale dell’opera, giungendo a definire da un lato il significato esistenziale della tela, profondamente legato alla visione tragica di una umanità senza Dio in una natura e una storia avverse, e dall’altro lato il suo messaggio estetico: il “Déluge” è infatti un vero e proprio manifesto contro i limiti che Gotthold Ephraim Lessing nel suo celebre “Laocoonte” (1766) imponeva alle arti visive. Un’audace dichiarazione, dunque, della libertà dell’arte di accogliere ed esprimere il male della condizione umana.
Morte dell’arte, libertà del soggetto. Attualità di Hegel
Alberto L. Siani
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 146
I sette saggi contenuti in questo volume intendono ricostruire, da prospettive diverse, l’idea di modernità in chiave hegeliana attraverso l’indagine del rapporto tra morte dell’arte e libertà del soggetto. Per Hegel, infatti, tanto la morte dell’arte quanto il riconoscimento del valore fondante del diritto della libertà del soggetto sono contrassegni essenziali dell’epoca moderna. Il volume vuole quindi da un lato sottolineare l’importanza della riflessione sulla modernità nel pensiero hegeliano e contribuire così alla riattualizzazione del pensiero hegeliano, mostrando come il tema della modernità sia in esso tanto centrale quanto complesso, stimolante e aperto. Dall’altro lato, intende sottolineare l’importanza del pensiero hegeliano nella riflessione sulla modernità, e contribuire così a un pensiero della modernità che si riappropri consapevolmente e convintamente della eredità hegeliana, fornendo un paradigma alternativo (anche se non necessariamente esclusivo) rispetto ad altri, come quello kantiano-cosmopolitico, quello heideggeriano, e quello che, generalizzando, potremmo chiamare “postmoderno”.
La socialità del bene. Riflessioni di etica fondamentale e politica su bene comune, diritti umani e virtù civili
Giacomo Samek Lodovici
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 337
Per far fronte a una società di soggetti autointeressati, un certo liberalismo ha cercato dei meccanismi giuridici che consentano di fare a meno delle virtù dei singoli. Ma questa concezione non pare risolvere vari problemi che attanagliano diverse società: per esempio garantire più libertà, ma anche più controlli (per contrastare terrorismo e criminalità); favorire la coesione e la solidarietà fra le persone, ma anche rispondere alle esigenze non di rado confliggenti dei singoli, che a volte rivendicano insaziabilmente diritti nei confronti degli altri e dello stato. La crisi delle democrazie deriva dalla mancanza di un ethos in grado di sorreggerle e dal dilagante individualismo. Risulta oggi imprescindibile promuovere le virtù civili e la diffusione di motivazioni a perseguire il bene comune anche quando contrasti con il proprio vantaggio. La principale sorgente di fioritura umana e sociale e di virtù civili sono le comunità umanizzatrici, e il loro inestimabile vivaio, nonché il fondamento cruciale della società, è la famiglia (come già sottolineavano Aristotele, Cicerone, Locke, Hegel e tanti altri). E dunque interesse intrascendibile dello stato (anche per il liberale Rawls) promuovere questo istituto, che è una componente decisiva del bene comune politico. E va rilanciata un'antropologia relazionale (Tommaso d'Aquino): la vita associata è un elemento cruciale del bene di ciascuno.
Philinq. Philosophical inquiries. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 138
Crociate di un filologo. Religione e illuminismo nel giovane J.G. Hamann
Francesco Donadio
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 99
Johann Georg Hamann (1730-1788), definito il Mago del Nord per il carattere oracolare dei suoi scritti, è stato contemporaneo e concittadino di Kant. “Crociate di un filologo” è il titolo da lui dato a una raccolta di saggi nei quali, attraverso un produttivo intreccio tra narrazione autobiografica e riflessione filosofica, vi è già ampiamente documentata la sua interpretazione della religione e del linguaggio. Si tratta di scritti che rivelano sin dal titolo il loro carattere militante, in quanto scaturiti dal confronto critico con l'illuminismo del suo tempo, al quale egli rimprovera di operare una scarnificazione non solo della religione e del linguaggio, ma anche della natura, dell'uomo e della ragione, una rivendicazione che lo apparenta a certi precorrimenti romantici. Il suo tentativo di decostruzione dell'ideologia illuministica con le armi della filologia è ciò che inoltre lo rende attraente e degno di considerazione per Herder e Goethe, ma l'impulso originario per lo sviluppo di queste idee gli viene fornito dalla sua fede luterana, in quanto ancoraggio alla Parola e alla «Parola che si è fatta carne», rivelazione che è insieme sensibile e storica e perciò ricca di affinità con il linguaggio della letteratura, della poesia e persino con quello della «creazione» in quanto atto comunicativo divino.
Comprendere la vita. Pensare morte e immortalità oggi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 164
Questo volume cerca di evidenziare che l'interrogarsi sulla morte è una parte essenziale della ricerca del senso della vita, e che in questa prospettiva la morte fa senz'altro parte della vita. Di conseguenza, riproporre il tema antico "morte e immortalità" nel linguaggio di oggi, è un contributo alla ricerca dell'uomo contemporaneo di sé stesso. La risposta, certamente, non è "semplice", e si delinea soltanto qualora si riuniscono le sensibilità di tutte le prospettive diverse che ha elaborato la cultura: la filosofia tra la sapienza antica e lo spirito moderno, le convinzioni bibliche e le elaborazioni letterarie, lo sguardo psicanalitico e gli approcci di una dogmatica dialogica e moderna. Questo libro riunisce esperti delle suddette discipline, per focalizzare i loro sguardi sulla domanda di cui in fondo trattano quando si interrogano su "morte e immortalità": chi è l'uomo? Qual è la sua identità? In questo senso, il volume vuole fornire un contributo all'autocomprensione dell'uomo oggi.
La logica della libertà. Perché la filosofia del diritto di Hegel è ancora attuale
Klaus Vieweg
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 130
Il tentativo di una esegesi innovativa dei “Lineamenti di Filosofia del diritto” di Hegel mirante a considerarne l'attualità viene qui intrapreso nel rispetto di quella esigenza, esplicitamente indicata da Hegel a chi si appresta a giudicare la sua trattazione, per cui il ragionamento deve venir compreso come "fondantesi sullo spirito logico", ove la logica è concepita come sapere del pensiero. Il XXI secolo dovrebbe lasciarsi alle spalle le tediose leggende e i noiosi clichés sui “Lineamenti di Hegel” per rivolgersi alla filosofia hegeliana, squisitamente moderna, del volere libero e della giustizia, e per ritornare al suo idealismo della libertà, ridestando con ciò i concetti di autodeterminazione e libertà.
Chance. Max Weber e la filosofia politica
Luca Mori
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 198
La relazione tra l'opera di Max Weber e la filosofia politica è stata oggetto di valutazioni singolarmente contrastanti. Se Norberto Bobbio potè definire il poliedrico pensatore di Erfurt come "l'ultimo dei classici", Leo Strauss lo indicò invece come uno dei principali attentatori all'esistenza stessa del discorso filosofico sulle cose politiche. Tenendo conto di tali ed altre posizioni contrastanti, questo saggio intende contribuire a definire la rilevanza del pensiero di Max Weber per la filosofia politica e per la storia della filosofia, analizzando premesse e implicazioni di una circostanza tanto evidente nei suoi scritti quanto trascurata: la centralità della nozione di Chance come elemento definiens di concetti fondamentali quali "potenza" (Macht), "potere" (Herrschaft), "disciplina" (Disziplin), "validità" (Geltung), "legittimità" (Legitimität), "convenzione" (Konvention), "diritto" (Rechi), "Stato" (Staat), "uso" (Brauch), "costume" (Sitte) e "consenso" (Einverständnis). Mettendo in relazione gli scritti metodologici con quelli sociologici e politici, i continui richiami alla Chance vengono qui interpretati come segnali di una svolta cruciale rispetto all'impostazione more geometrico prevalente nel discorso filosofico-politico dell'età moderna, incentrato sulla definizione di vincoli necessari e necessitanti deducibili dalla natura umana.
Saggi su Heidegger. Adyton. Fuga dall'erramento
Peter Trawny
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2017
pagine: 132
Le recenti e accese discussioni sulle annotazioni dei “Quaderni Neri” risalenti agli anni 1931-1941 hanno mostrato chiaramente in che misura la radicalità del pensiero di Heidegger sia in grado di condurre la ragione pubblica oltre i propri limiti. Da dove proviene questo pensare così selvaggio che rifugge volutamente ogni normalizzazione? Heidegger ha abbandonato ben presto la concezione comune della verità per una concezione ai suoi occhi più originaria: "la verità è, nella sua essenza, non-verità". Si profila qui un itinerario che la democrazia della ragione e le sue istituzioni possono considerare solo come un pericoloso errore. Adyton è l'inaccessibile, ove non è possibile entrare, è la parte più recondita del tempio dove si trovava la divinità. Peter Trawny mette proprio questo "inaccessibile" al centro del suo saggio su Heidegger, presentandocelo come un pensatore esoterico e politico, intento a sottrarsi con forza e coerenza ai discorsi della sfera pubblica. Nell'intimità del filosofare si scopre allora come la filosofia di Heidegger sia anche animata dall'esperienza esoterica.

