Feltrinelli: SCINTILLE
Sotto la città. Romanzo di una fuga
Andrew Donadio, Mario Dimitrio Donadio
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il 23 febbraio 2022 Kyiv è ancora una città viva
The Italian dream. Riprendersi il futuro
Alec Ross
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
Gli Stati Uniti hanno l'American Dream
Quando gli dèi lasciarono il mondo. L'ultima estate di Pompei
Gabriel Zuchtriegel
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Pompei, estate del 79 d
Lo splendore e la polvere. Interviste e dialoghi
Massimo Recalcati
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 496
In questo libro il lettore potrà incontrare la parola orale di Massimo Recalcati raccolta in varie interviste e dialoghi
Non ci capisco un Picasso. Una storia dell'arte per affrontare le sfide della vita
Raffaella Arpiani
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 352
Belli i dipinti moderni, ma
Per un mondo migliore. Colloqui con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos
Jürgen Habermas
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 240
Che cosa significa dedicare un'intera vita alla filosofia? E quale ruolo può ancora avere il pensiero critico nelle società co
Diversamente intelligenti. Vivere la neurodivergenza in un mondo omologato
Stefano Vicari
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Hai mai avuto la sensazione di funzionare in modo diverso da quello della maggioranza delle persone che ti stanno accanto? O c
'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra
Pietro Grasso
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 336
Questo libro entra nell’aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia ha smesso di tacere. Il Maxiprocesso non è stato soltanto un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce – con prosa limpida e rigore assoluto – la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell’eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano. La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l’ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignità ferita di chi chiede solo giustizia. Rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (Boris Giuliano, Emanuele Basile) e grandi magistrati come Falcone e Borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile. Davanti, nelle gabbie, l’altra faccia del Paese: i Corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti Buscetta e Contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto. Atti, rogatorie, intercettazioni diventano racconto vivo: laboratori sotterranei, pescherecci carichi di droga, navi fermate a Suez, conti cifrati in Svizzera, valigie di dollari sporchi arrivati dalle pizzerie del Bronx, affari con industriali e faccendieri. Intorno, una borghesia che spesso finge di non vedere, e talvolta tiene il registro. Qui la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verità processuale incontra (o manca) la verità storica. Questo è il racconto di come, in un’aula verde come un’astronave, l’Italia ha imparato a chiamare le cose con il loro nome. E di come quelle parole – finalmente dette – hanno cominciato a cambiare il corso della nostra storia. Il 10 febbraio 1986, dentro l’aula bunker di Palermo, il Paese impara a pronunciare la parola “mafia” guardandola in faccia: voci, carte, corpi, denaro. Il Maxiprocesso non chiede di scegliere da che parte stare: porta dove le scelte sono già costate tutto. “Ho visto lo Stato vincere non solo arrestando i mafiosi, ma rispettando la legge anche con chi ne era stato il nemico.”

