Le Lettere: Le vie della storia
Diletta moglie, amati figli. Disposizioni e sentimenti nei testamenti della Trieste asburgica
Diana De Rosa
Libro
editore: Le Lettere
anno edizione: 2010
pagine: 150
Un ricco commerciante lasciava il suo ingente capitale costituito da palazzi colmi di mobili e argenteria alla moglie che era stata sposa affettuosa e madre esemplare, un contadino destinava alla moglie che lo aveva assistito e lavorato sempre al suo fianco un piccolo campo con vigna. Uomini e donne appartenenti a tutti i ceti sociali, etnie e fedi religiose nella consapevolezza che la morte poteva carpirli ad ogni momento, scrivevano con l'aiuto di un notaio o di proprio pugno le loro ultime volonta. Le voci dei testatori si susseguono a formare una collana di madri e spose virtuose, padri autorevoli e responsabili, di figli amati e obbedienti, a volte interrotta da storie di mogli maltrattate, di marito traditi nelle loro aspettative, di figli disobbedienti. I testamenti scritti alla fine del Settecento e nell'Ottocento parlano di sentimenti, ma descrivono anche una città cosmopolita come Trieste dove l'illuminata legislazione austriaca aveva reso uguali nella successione i maschi e le femmine.
La via teutonica. L'alternativa germanica alla via Francigena
Renato Stopani
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2010
pagine: 84
La grande fortuna che ha arriso alla via Francogena a seguito della recente sua riscoperta, ha fatto dimenticare altre importanti vie di comunicazione del medioevo. Per quanto attiene ai pellegrinaggi, è risaputo che, almeno dai secoli XII e XIII, era usato un altro itinerario dai pellegrini che si recavano a Roma, il cui flusso all'epoca era alimentato soprattutto dai "tedeschi e ungari" (coloro che provenivano dai paesi dell'Europa centro-settentrionale e dell'area danubiana). Questa strada, nei documenti "via di Alemagna" o "via Teutonica", utilizzava principalmente il passo del Brennero e, digradando per la valle Tridentina, raggiungeva la pianura padana, dove uan serie di percorso acquatici e terrestri si indirizzavano verso la via Emilia, grande collettore dei transiti per Roma. Attraverso la vallata casentinese, la strada arrivava poi ad Arezzo, proseguendo per la val di Chiana sino a cortona, al lago Trasimeno e a Orvieto, da dove si portava a Montefiascone per raccordarsi alla via Francigena e giungere a Roma.
Donne in viaggio, viaggi di donne. Uno sguardo nel lungo periodo
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2009
pagine: 162
Si ricostruiscono qui esperienze di viaggio di donne di status diverso, in un arco cronologico che spazia dal Medioevo al Novecento: viaggi su lunghe e lunghissime distanze, per terra e per mare, affrontati con le motivazioni più diverse, e che lasciavano sempre il segno nella vita di chi li compieva. A molte, se non a tutte, schiudevano uno spazio di autonomia; quasi per tutte, le storie svelate mettono in luce una innegabile "capacità di agire". In qualche modo, ci sembra che possano lì rispecchiarsi le dinamiche di una mobilità femminile che oggi più che mai affronta la prova del viaggio in vista di un traguardo di riscatto e di emancipazione.
Le porte della città. Ingressi urbani nella Toscana lorenese 1814-1859
Ilaria Agostini
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2007
pagine: 180
Scritture femminili in Toscana. Voci per un autodizionario
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2006
pagine: 352
Le donne si raccontano, parlano in prima persona della loro vita, del loro lavoro: sono le "donne che scrivono" nella Toscana del Novecento. Un secolo, una regione, 156 profili. Ci sono le figure entrate nel canone letterario nazionale: da Anna Banti a Cristina Campo, da Margherita Guidacci a Paola Masino, da Sibilla Aleramo a Carla Lonzi. E ci sono le scrittrici che tuttora ravvivano il panorama editoriale italiano, come Luisa Adorno, Grazia Livi, Dacia Maraini. Ci sono le straniere trapiantate o in transito nella nostra regione (da Vernon Lee a Mina Loy e Muriel Spark). Ma ci sono anche volti meno noti che si mostrano qui per formare un coro vivace e imprevedibile (da Dina Ferri, poetessa pastora, a Mariella Mehr, zingara Rom di lingua tedesca).
Galatei. Buone maniere e cultura borghese nell'Italia dell'Ottocento
Luisa Tasca
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2004
pagine: 230
Le buone maniere non rappresentano vuote formalità o regole fini a se stesse, ma sono rivelatrici di rapporti, conflitti e contesti che riguardano la società nella sua totalità e che aiutano a rileggerne e interpretarne le complesse dinamiche. Nel corso dell'Ottocento furono pubblicati in Italia oltre 400 galatei, il cui studio è fondamentale per comprendere a fondo il XIX secolo. I galatei furono infatti uno degli strumenti con i quali le èlites dell'Italia risorgimentale e post-unitaria organizzarono schemi utili a ordinare il "corpo sociale" secondo modelli più gerarchici che democratici, più tesi alla disciplina che non fiduciosi nel libero protagonismo della società civile.
Vita di Edgar Allan Poe
Julio Cortázar
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2004
pagine: 124
Con la figura di Poe, Cortázar si lascia trasportare dalla passione per il "disvelamento", per lo smascheramento sistematico di tutto ciò che sta dietro le apparenze delle azioni e delle vite degli uomini. La sfida era quella di districare il caso Poe dalla mitologia che lo aveva sempre avvolto, di raccontare la complessa vicenda umana e letteraria di un autore amatissimo ma spesso confinato nella schiera dei "casi patologici" della letteratura moderna. La biografia scaturita da questo desiderio è una sintesi di sapienza critica e affabulazione narrativa. Raccontando Poe, Cortázar rappresenta in filigrana se stesso, anche lui autore di storie indimenticabili, anche lui completamente assorbito dal "pensare poesia, pensare letteratura".
Noi, poveri diavoli dimenticati nel racconto di uno dei seicentomila
Antonio Tronci
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2003
pagine: 288
Il «camino» italiano per Santiago de Compostela. Le fonti itinerarie di età medievale
Renato Stopani
Libro
editore: Le Lettere
anno edizione: 2001
pagine: 109
Solo a partire dal Trecento inoltrato compaiono le prime relazioni di viaggio di pellegrini italiani, corredate di dati in ordine al percorso effettuato. Per i secoli precedenti si è costretti a ricorrere a indizi e elementi orientativi desunti dalle numerose testimonianze documentarie del pellegrinaggio compostellano. Sulla base dei dati raccolti è possibile confermare quanto le fonti tarde asseriscono, indicando nella via Francigena il percorso iniziale dei pellegrini jacopei che si dipartivano dall'Italia.

