Libri di E. Romano
Centro e periferia nella letteratura di Roma imperiale
Libro: Copertina morbida
editore: Pavia University Press
anno edizione: 2022
pagine: 220
Nell'immaginario comune la Roma imperiale ha assunto a lungo il ruolo di centro del mondo che essa stessa dominava: un centro così forte da imporre fino alle più lontane periferie i propri modelli organizzativi (politici, sociali, economici), il proprio sistema culturale, le proprie pratiche di vita. Ma un vivace dibattito sviluppatosi negli scorsi decenni ha messo in discussione l'impostazione classica del problema e ha richiamato l'attenzione su forme di interazione dialettica fra l'Urbs e i 'centri minori' delle province. Questo dibattito, che ha portato alla riformulazione del tradizionale paradigma romanocentrico, ha visto come protagonisti soprattutto storici e archeologi. Più recentemente, il contributo degli storici della letteratura ha mostrato come l'analisi dei testi letterari aiuti a differenziare punti di vista 'centrali' e 'periferici', e nello stesso tempo ha messo in luce la pluralità di declinazioni dei concetti di centro e periferia, corrispondenti a categorie non solo spaziali, ma anche sociali ed esistenziali.
De architectura
Marco Vitruvio Pollione
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 1563
Dedicato ad Augusto, scritto tra il 27 e il 23 a.C., e diviso in dieci libri, il De Architectura è al tempo stesso un libro di bottega, un riferimento teorico ideale, un canone incontrastato del classicismo architettonico, che fonde nella sua trattazione elementi tratti dalle discipline più svariate: aritmetica, geometria, disegno, musica, astronomia, ottica, medicina, giurisprudenza, filosofia. In questa edizione la traduzione italiana è accompagnata dal testo latino a fronte, dalle note e da un commento archeologico e architettonico.
La casa vuota
Rosamunde Pilcher
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1993
pagine: 180
Dopo ventisette anni Virginia Keile torna in Cornovaglia. Cerca una casetta di fronte al mare per sé e i suoi due figli. Ma nell'angolo più riposto del suo cuore c'è la segreta speranza di ritrovare l'uomo che aveva amato e perduto in una magica estate della giovinezza. Solo quell'uomo, solo quell'amore ancora così vivo potranno finalmente colmare il grande vuoto della sua vita e della sua casa.
L'arte sotto controllo. Nuova agenda sociale e censure militanti
Carole Talon-Hugon
Libro: Copertina morbida
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2020
pagine: 110
C'è un virus che si propaga nel mondo dell'arte da qualche tempo a questa parte, il politically correct. Ha la forma di un potere tirannico e moralista che attecchisce a biennali, festival e a manifestazioni culturali sempre più consacrate a tematiche antiglobaliste, ambientaliste e femministe. A quest'arte militante si affiancano nuove forme di censura nei confronti di una produzione artistica considerata offensiva verso la morale pubblica. La petizione per rimuovere dalle pareti di un museo il dipinto Thérèse rêvant di Balthus e l'aggiunta di banner oscuranti sui nudi di Egon Schiele in metropolitana sono solo i casi più clamorosi. Abbandonata ogni velleità provocatoria ed eversiva, oggi l'arte si fa vessillo delle lotte sociali e l'artista si lascia avviluppare da una critica buonista. Spesso sprovvisto di competenze specifiche, indossa volentieri l'abito dell'archivista, dello storico o dell'attivista per realizzare progetti che lasciano ampio spazio a documenti, testimonianze e a una fitta impalcatura didattica e sentenziosa. Ma se il valore intrinseco dell'opera passa in secondo piano rispetto al contenuto e alla causa che promuove, che ne è della forza e dell'autonomia che la Modernità le aveva assegnato? A essere in pericolo, in verità, non è solo la nozione di arte. La stessa idea di etica paradossalmente ne esce frammentata in una miriade di categorie - tante quante sono le rivendicazioni identitarie - potenzialmente in conflitto fra loro. In questo breve saggio fortemente polemico, Talon-Hugon ripercorre le tappe del delicato rapporto tra arte ed etica e le confronta con ciò che sta accadendo oggi: la censura viene esercitata non per il bene dell'umanità nel suo complesso ma a profitto di singole categorie o comunità, a scapito dell'artista e del suo modus vivendi.
Falsari illustri
Harry Bellet
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 128
"Quando Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, dichiarò nel 1997 che il 40% delle opere nel suo museo erano false, pensammo a un'esagerazione tipicamente americana. Di fatto, ci si domanda invece se la cifra non sia inferiore alla verità [...]. Se i falsi possono turbare o mettere in ridicolo gli studiosi, accumulare croste attribuendole a un nome importante può nuocere a lungo non solo alla reputazione dell'artista e al suo diritto morale, ma anche alle ricerche su di lui e sull'epoca in cui ha vissuto. Eppure, ogni nuovo caso suscita l'entusiasmo del pubblico. Artista fallito, ma falsario 'geniale' che riesce a ingannare studiosi e intenditori, il contraffattore passa per un eroe, una sorta di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo che possedeva la Gioconda autentica e la Tiara di Saitaferne (che usava come copritelefono), mentre il Louvre ne custodiva solo le copie..." Un viaggio che talvolta sconcerta, spesso diverte e sempre appassiona, nel mondo dei falsi d'arte. Si attraversano casi affascinanti, dalle truffe che nell'antichità il greco Pasitele escogitava ai danni di collezionisti romani, a Michelangelo, che in gioventù non disdegnò pratiche altrettanto discutibili, fino ai casi più recenti, eclatanti e a volte tragici di personaggi come Han van Meegeren, "Vermeer redivivo" che beffò Hermann Göring, o l'inglese Eric Hebborn, geniale autore di disegni capaci di ingannare i maggiori esperti dei maestri rinascimentali. Da queste vicende, sostiene l'autore, emergono due verità: il falsario "geniale" non esiste (a eccezione di quelli che non si sono fatti prendere) e... sì, i falsi si trovano ovunque, e sono assai difficili da scoprire.
Ultrasuoni in medicina critica
Alexander Levitov, Paul H. Mayo, Anthony D. Slonim
Libro
editore: Utet Scienze Mediche
anno edizione: 2010
Retorica ed educazione delle élites nell'antica Roma
Libro
editore: Ibis
anno edizione: 2008
pagine: 208
Le "Giornate ghisleriane di filologia classica" costituiscono un'iniziativa di alto livello culturale che il Collegio Ghislieri organizza d'intesa con il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Pavia. Si concretizzano in un incontro annuale su tematiche diverse, inerenti comunque lo studio delle lingue e delle letterature classiche nonché la loro storia e tradizione, e con approccio diverso, dal taglio esplicitamente filologico-letterario a quello storico-culturale, a quello antropologico o filosofico. Lo scopo dell'iniziativa è duplice: anzitutto coinvolgere studiosi di diversa provenienza e formazione per creare un'occasione di confronto contenutistico e metodologico e per fare quindi il punto sul tema allo stato attuale della ricerca; in secondo luogo, favorire l'incontro di questi con i giovani studiosi che, nello spazio di comunicazioni più brevi, apportino il loro contributo alla discussione.
Le parole del legno. Il restauro dell'armadio ligneo della Chiesa del Collegio di Trapani
Libro: Libro in brossura
editore: Kalós
anno edizione: 2007
pagine: 132
Buoni per pensare. Gli animali nel pensiero e nella letteratura dell'antichità. Atti della II Giornata ghisleriana di Filologia classica. (Pavia, 18-19 aprile 2002)
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2004
pagine: 206
Le "Giornate ghisleriane di filologia classica" si concretizzano in un incontro annuale su tematiche diverse, inerenti lo studio delle lingue e delle letterature classiche nonché la loro storia e tradizione. Lo scopo dell'iniziativa è duplice: anzitutto coinvolgere studiosi di diversa provenienza e formazione per creare un'occasione di confronto contenutistico e metodologico e per fare quindi il punto sul tema allo stato attuale della ricerca; in secondo luogo, favorire l'incontro di questi con i giovani studiosi che, nello spazio di comunicazioni più brevi, apportino il loro contributo alla discussione.