Libri di Elena Madrussan
Luoghi di crisi. Per una pedagogia come critica della pedagogia-Educazione ed esistenza
Antonio Erbetta
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2025
pagine: 192
"Luoghi di crisi" e "Educazione ed esistenza" si collocano al centro dell’articolato quadro del pensiero di Antonio Erbetta – che ha preso corpo tra la fine degli anni Settanta e il primo decennio dei Duemila – non tanto per ragioni storiche, quanto per la loro crucialità euristica nella definizione della “pedagogia come critica della pedagogia” e dell’“educazione come esperienza vissuta dell’uomo in quanto cultura”. Fedele alla problematicità dell’esperienza, sia essa intellettuale o esistenziale, Erbetta ha tenuto ferma l’idea di coltivare, trasversalmente ai contesti e oltre gli specialismi, la radicalità della domanda sul senso dell’educare. Alimentata da riferimenti filosofici, storici, letterari, poetici, artistici, la concezione dell’educazione di Erbetta ha sempre intenzionalmente travalicato gli angusti confini disciplinari del pedagogico per restituire alla “vita che si fa forma” la sua libera pienezza. Riproporre oggi questi due testi riconsegna agli studiosi, agli educatori, ai pedagogisti e alle persone di cultura, una memoria e una prospettiva. La memoria di un approccio ai problemi dell’educazione che, in effetti, anticipa importanti traguardi, insieme alla prospettiva di un’ermeneutica dei processi pedagogici esplicitamente critica che, a ben vedere, a oggi non trova ancora corrispettivi, almeno in Italia. Prefazione di Elena Madrussan.
La ricerca educativa. Un'introduzione non ortodossa
Gert Biesta
Libro: Libro rilegato
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2025
pagine: 192
Con così tante informazioni tecniche sui metodi di ricerca, è facile perdere di vista il quadro generale del perché svolgiamo ricerca educativa e di dove e come la ricerca potrebbe contribuire al miglioramento dell'istruzione. Educational Research: An Unorthodox Introduction vi guida attraverso i più ampi contesti sociali e politici della ricerca educativa, concentrandosi su domande fondamentali come cosa "sia" effettivamente l'istruzione e a cosa serva. In tal modo, il libro solleva quesiti che le introduzioni più "ortodosse" alla teoria e alla pratica della ricerca educativa spesso tralasciano. Gert Biesta affronta una serie di questioni chiave che permeano qualsiasi progetto di ricerca educativa, tra cui il ruolo della teoria nella ricerca, cosa significa e cosa serve per migliorare l'istruzione, la natura della pratica educativa, la storia della ricerca e della ricerca educativa, il legame tra ricerca, professionalità e democrazia e quali siano le dimensioni sociali e politiche dell'editoria accademica. Ogni capitolo include una serie di domande per stimolare ulteriori discussioni.
Adolescenze (in)visibili. Sei letture pedagogiche tra rappresentazione e vissuto
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2024
pagine: 144
Amicizia, colpa, morte, ricerca sono i quattro perni formativi dell’adolescenza più ricorrenti nei saggi che compongono il volume. Lo sono in quanto punti di convergenza provenienti da “oggetti culturali” diversi: dall’impatto delle psicopatologie sulle vite quotidiane di ragazze e ragazzi alle narrazioni letterario-formative di ieri e di oggi (Simone De Beauvoir, Charles Bukowski, Haruki Murakami), dalla rappresentazione cinematografica del deviante nel Free Cinema alle pratiche di ricerca identitaria e di genere nelle fandom communities. Una convergenza che si è creata a posteriori, dunque, rispetto all’esigenza di indagare luoghi e pratiche di sé che possano circoscrivere un campo così complesso e imprendibile come quello dell’adolescenza. Ne emerge un quadro entro cui il doppio registro di visibilità e invisibilità restituisce la dialettica costitutiva dell’esistenza adolescente. Che si tratti di (in)visibilità ideologiche, sociali, mediatiche, introspettive, della memoria, esse s’intrecciano variamente l’una con l’altra, anche in contesti socialmente e storicamente eterogenei e attraverso linguaggi espressivi differenti. Tanto da poter costituire un fecondo nucleo d’indagine pedagogica. Con contributi di Marta Baravalle, Matteo Cabassi, Gianluca Giachery, Elena Madrussan, Irene Papa e Gianmarco Pinciroli.
Formazione e musica. L'ineffabile significante nel quotidiano giovanile
Elena Madrussan
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2021
pagine: 184
La musica svolge un ruolo importante nella formazione della personalità, soprattutto nei più giovani. Queste conoscenze possono essere sfruttate dalla pedagogia per la formazione delle soggettività a partire dalla valorizzazione del significato estetico nell’esperienza quotidiana, con l’obiettivo di emancipare i giovani dalle attese sociali.
Esperienze formative nella scuola secondaria. Lingue, civiltà, culture
Elena Madrussan
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2020
pagine: 111
Portare l'attenzione sulle possibilità formative della scuola secondaria può voler dire molte cose. In questo volume s'intende restituire all'esperienza formativa il suo significato originario, relativo alla dimensione esistenziale e progettuale del dare forma all'esistenza e, con essa, alla personalità soggettiva. Assumendo le Lingue e le Civiltà moderne come ambiti del sapere per i quali l'apertura di orizzonti, la scoperta e la conoscenza di modi e stili, la comparazione sociale e culturale di tradizioni e modelli, corrispondono ad altrettanti esercizi di intelligenza e di formazione, ne viene che lo studio e la curiosità critica possono saldarsi alla relazione educativa e culturale tra insegnante e studente. Di qui la scelta di tratteggiare i nodi pedagogici essenziali alla strutturazione, nell'insegnante, di un atteggiamento preliminare culturalmente e formativamente consapevole e di descrivere alcune esperienze esemplari, diversificate e per grado di scuola e per tipo di studi, su tre delle lingue maggiormente studiate nella scuola secondaria, in modo da offrire uno sguardo plurale, relativo a contesti e a impostazioni del lavoro differenti, con l'intento di restituire spunti operativi e occasioni di riflessione. In questo orizzonte, ciascuna delle attività formative e didattiche proposte a partire da alcuni nuclei tematici - i diritti civili, l'incontro con lo straniero, la conoscenza personale attraverso la letteratura, il bello nell'opera lirica, l'ideazione attraverso il teatro - mira ad approfondire il senso del rapporto con la cultura e a rovesciare lo stereotipo che troppo frequentemente la riguarda. Nella piena consapevolezza delle molte e sempre più impegnative difficoltà che gli insegnanti sono chiamati a fronteggiare, il volume tenta di mostrare una via che non smarrisca, tra le tante urgenze, l'impegno educativo come traccia di senso del mestiere d'insegnare.
Crisi della cultura e coscienza pedagogica. Per Antonio Erbetta
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2019
pagine: 590
L'intenzione del volume è quella di rilanciare l'intensità del nesso tra vita e cultura che, sulle tracce del lavoro di Antonio Erbetta, ne custodisce, oggi, il senso della memoria. A rievocare, in filigrana, la sua figura di studioso, di professore, di intellettuale militante, è, qui, l'impegno libero e generoso dei molti che hanno contribuito al volume – storici e teorici dell'educazione e della pedagogia, filosofi, antropologi, letterati, linguisti, personalità della vita di cultura e dell'azione politica. In primo piano resta, infatti, il raccordo tra "critica della cultura" e "coscienza pedagogica", che, indagato da differenti prospettive di lavoro e di ricerca, si dispiega lungo alcuni snodi tematici per lui decisivi: giovinezza e formazione, etiche dell'impegno e critica della cultura, soggettività e decostruzione, politica e cultura, testimoni e memorie, pagine e figure dell'inatteso, ironia e senso del tragico. Nella convinzione che la testimonianza più preziosa – che nel tempo permane come formula critica – risieda nell'esercizio discreto e intransigente della propria responsabilità intellettuale.
Il riso tra formazione letteratura comunicazione. Funzione, modelli, stili
Elena Madrussan
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2018
pagine: 185
Uno dei sismografi dello stato di salute e di sofferenza del proprio tempo è rintracciabile da sempre nei comportamenti umani. Il riso si colloca senz'altro fra essi. Ben più poliedrico della istintuale espressione di uno stato d'animo e ben più ricco di significati di quanto la sua riduzione a semplice momento di evasione lascerebbe intendere, il riso descrive, invece, molti diversi modi per concertare la relazione con l'alterità: come censura sociale, come istinto difensivo, come irrisione del diverso, oppure come intesa, come espressione di gioia, come scambio simbolico, come lievità condivisa. Così che il riso diventa anche una delle manifestazioni della formazione implicita della coscienza collettiva, sintomatica, appunto, della introiezione di una certa visione del mondo. A partire dagli studi fin qui condotti sul tema, il volume propone un approccio multidisciplinare alla questione, consentendo di mettere a fuoco le diverse forme del riso come altrettante forme emblematiche di un tempo, di una civiltà e della comunicazione intersoggettiva implicita ed esplicita. Ed è su questo crinale che l'esperienza del riso si manifesta culturalmente in ambito pedagogico, letterario e linguistico, pluralizzandosi nelle sue possibili articolazioni dell'ironia, dell'umorismo, del comico, della satira, della parodia. L'attenzione, per quanto puramente esemplificativa, alle lingue e alle civiltà italiana, serbo-croata e spagnola intende offrire un quadro teso a mostrare differenze e complementarietà. In questo senso, lo sguardo comune ai diversi contributi, focalizzato sul funzionamento culturale e sociale del riso, suggerisce approcci interpretativi e metodologici per valorizzare una delle forme simboliche più efficaci del rapporto formazione-cultura.
Educazione e inquietudine. La «manoeuvre» formativa
Elena Madrussan
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2017
pagine: 301
A partire dalla percezione di spaesamento che attraversa le fenomenologie della vita quotidiana almeno quanto le espressioni della riflessione culturale, l'inquietudine sembra essere diventata una tipicità del nostro tempo. Eppure essa è, innanzitutto, condizione originaria della soggettività e tratto costitutivo di qualsiasi riflessione culturale impegnata a fare i conti con la propria "parte oscura". Di qui l'idea che, una volta rimesse a fuoco le forme dell'"inquietudine originaria", sia possibile riformularne i nessi con l'educazione attraverso le figure dell'io inquieto, della relazione inquieta e della conoscenza inquieta. Ad emergere saranno, quindi, quelle zone marginali del senso che danno forma alla relazione tra soggetto e mondo: dal perturbante alla situazione-limite, dall'ineffabile alla metafora, dall'avventura all'imprendibilità. Lungi dall'idea di poter imbrigliare tali luoghi di confine nei territori rassicuranti della codificazione e della standardizzazione culturali, si tenterà, piuttosto, di mostrarne la forza illuminante e le possibilità di senso, rintracciando proprio in quei margini le connotazioni più sfuggenti eppure più significative dell'esperienza soggettiva. Fino a pensare, per il loro tramite, alla "manoeuvre formativa" come possibile cifra pedagogica dell'esistenza, sia essa intesa nell'accezione simbolica del movimento di torsione verso una nuova direzione, sia essa intesa come "opera della mano": pratica del mondo che rimodella continuamente i contorni delle soggettività e del conoscere.

